Nel corso degli ultimi anni, gli anime sono riusciti a fare breccia anche nella nostra cultura. Oramai chiunque può seguirli grazie ai servizi streaming, dove a differenza degli anni in cui venivano trasmessi in tv, la censura è pressoché nulla e regna sovrano il simul cast.

Ovviamente dato che si tratta di un medium ormai anziano, non mancano gli anime che hanno segnato la storia o che sono semplicemente imperdibili. Per questo motivo, oggi vi diciamo la nostra su quali siano i migliori anime da vedere assolutamente e soprattutto perché sono consigliati.

Questa lista è in continuo aggiornamento e non è una classifica numerata, non avrebbe senso classificare serie così diverse in quanto a tematiche e periodi storici. Se volete sempre essere al passo coi tempi, vi consigliamo di salvare questa pagina nei preferiti per sapere quali sono gli anime da vedere.

La nostra lista si compone di 30 anime più unici che rari, che trovate riportati di seguito:

Black Lagoon

Black Lagoon è un adattamento tratto dal manga omonimo di Rei Hiroe. Dell’opera, tra serie spin-off ed OAV, si trovano tre diverse trasposizioni.

Il protagonista è Rokuro Okajima, un impiegato giapponese che viene sfruttato per la compagnia per cui lavora. Un giorno viene preso in ostaggio dal gruppo di mercenari Lagoon Company. Rokuro, stanco della sua vecchia vita, sviluppa una grande empatia per i suoi rapitori e decide di arruolarsi tra le loro fila.

Black Lagoon è un anime estremamente originale per l’ambientazione e per la crudezza con cui viene descritta la vita del mafioso e del trafficante. La struttura narrativa episodica a mini archi è perfetta per rappresentare appieno questa storia, con missioni sempre diverse ma ricche di situazioni che, per quanto stereotipate, sono sicuramente evocative.

City Hunter

City Hunter è un manga di Tsukasa Hojo, adattato poi in un anime omonimo di notevole successo sia in patria che in altri paesi, come qui in Italia ed in America.

Il protagonista è Ryo Saeba, un detective privato che opera in una città che non di rado è descritta come pericolosa e criminale. Insieme a lui lavora Hideyuki con sua sorella Kaori, e tutti e tre insieme vengono ingaggiati per diversi compiti e lavori.  Caratteristica peculiare del protagonista, che non mancherà mai di palesarsi in ogni puntata, è il suo debole per le belle donne, da cui difficilmente riesce a tenere lontani gli occhi e le mani.

L’anime è caratterizzato da una struttura episodica o a minisaghe, ognuna delle quali impiegherà i protagonisti in diversi casi. La prima stagione di City Hunter si presenta molto cruda e cupa, lontana dai veri toni della serie. L’opera è infatti caratterizzata da una massiccia presenza di comicità a tratti demenziale mista ad una buona dose d’azione, che riusciranno ad non annoiare mai.

Cowboy Bebop

Diretta da Shin’ichiro Watanabe, Cowboy Bebop è un anime sci-fi del 1998. La serie ha riscosso un notevole successo sia dal pubblico che dalla critica a livello internazionale, affermandosi tranquillamente tra i migliori anime di sempre.

L’opera, ambientata in un futuro prossimo, ha come fulcro un gruppo di cacciatore di taglie che viaggiano a bordo del Bebop, la loro astronave. Tra questi spicca Spike Spiegel, un uomo che sembra volersi liberare dal peso di un passato alquanto tormentato.

Questa serie è diversa dal solito anime che potreste vedere. Prima di tutto è strutturata in maniera episodica, con una trama orizzontale che avanza lentamente. Questo fa si che si possa spaziare fra tantissimi temi e mood diversi, riuscendo nell’intento di non annoiarvi mai, offrendo inoltre sempre nuove informazioni circa il background del mondo e dei suoi personaggi.

Questi ultimi sono la vera forza della serie. Spike non è il protagonista assoluto, tutt’altro: Cowboy Bebop è una serie corale, dove tutti i membri dell’equipaggio hanno un ruolo di rilevanza. Non mancheranno infatti interi episodi dedicati ad ognuno di loro.

Ciascuno di loro è caratterizzato in un modo completamente diverso dagli altri, ma tutti sono uniti da un profondo senso di turbamento interiore e solitudine, nonché da un rapporto conflittuale col proprio passato.

Space Dandy

Watanabe ci regala un’altra perla, in cui il protagonista è un cacciatore di alieni rari che vive la sua vita come un futuristico Dandy. Questa serie, animata dallo studio Bones, vanta anche altri nomi illustri tra cui Ichiro Okuchi (Turn A Gundam, Code Geass) e Masaaki Yuasa (Ping Pong, Kaiba).

Space Dandy si prende poco sul serio, potendola definire più una serie omaggio al grande mondo dell’animazione, in cui grandi nomi del settore si sono riversati per dare il loro contributo come se fosse per loro una lettera d’amore a questo media.

Dororo (2019)

L’anime di Dororo è tratto da una delle opere principali del maestro Osamu Tezuka. Esistono due adattamenti, rispettivamente del 1969 e del 2019, ma ci concentreremo sul secondo in quanto più maturo e completo.

L’opera è incentrata sulle vicende di Hyakkimaru, un giovane ronin dell’era Sengoku. Egli è in viaggio per vendicarsi dei 48 demoni che hanno stretto un patto col padre, riducendolo senza arti ed organi (sostituiti poi da protesi mortali). Durante il suo cammino incontrerà Dororo, un giovane ladro che da lì in poi lo seguirà durante tutto il viaggio.

Dororo è un anime cupo e ruvido, esattamente come la sua controparte cartacea. La struttura dell’anime è composta da vicende autoconclusive, unite dal filo conduttore della esasperata ricerca di Hyakkimaru. 

Ogni episodio mostra lati umani che, in un modo o nell’altro, ci riguardano quotidianamente: mancanza di giudizio, egoismo e tanti altri comportamenti negativi e refrattari.

Durarara!!

Durarara!! è tratto dall’omonima light novel di Ryohgo Narita. L’opera è stata anche trasposta in un manga ed ha ricevuto una seconda stagione, Durarara!!x2.

La storia è ambientata nel quartiere Ikebukuro dove il protagonista Ryugamine Mikado si trasferisce. Qui verrà messo in guardia riguardo le varie gang criminali che infestano la zona, soprattutto i Dollars. Appena arrivato si imbatterà anche in una Dullahan, con le sembianze di una motociclista senza testa che guida una moto a fari spenti.

ll punto forte della serie è sicuramente lo stile di narrazione, che riesce a far apprezzare in pieno le vicende che si susseguono. Ovviamente fiore all’occhiello di questo palcoscenico sono i personaggi.

Ognuno di loro possiede debolezze e desideri, e l’anime si prende tutto il suo tempo per caratterizzarli egregiamente, senza affrettare la narrazione.

Ergo Proxy

Ergo Proxy è una serie prodotta dallo studio Manglobe con la regia di Shuko Murase (Mobile suit Gundam F91, Victory Gundam).

In un futuro post-apocalittico, gli umani vivono in una città-cupola chiamata Romdo. Qui sono costantemente a stretto contatto con gli androidi, chiamati AutoReiv, usati per lo più come schiavi. Questa utopia verrà smossa dal virus Cogito, che infetta gli esseri artificiali permettendogli di acquisire consapevolezza di loro stessi.

Ergo Proxy risulta molto solido e forte, grazie al suo stile squisitamente dark, cyberpunk e pieno di riferimenti, siano essi di natura religiosa o legati al concetto di vivere ed esserne consapevoli di sé stessi.

L’esistenzialismo è alla base di quest’opera, veicolato dagli AutoReiv che si interrogheranno sul senso delle loro vite e sul loro posto nel mondo, in pieno stile Blade Runner.

Fortezza superdimensionale Macross

Conosciuta anche come Robotech, Macross è un anime ideato da Shoji Kawamori, che ne curò anche il mecha design.

Un’astronave si schianta sulla Terra. Temendo un’invasione aliena, viene ricostruita facendola diventare l’ammiraglia di una nuova flotta basata sulla sua tecnologia. Dieci anni dopo, durante il varo di quest’ultima, viene innavvertitamente sparato un colpo, allertando così gli Zentradi, un popolo dedito alla guerra.

Macross è una serie molto vicina alle opere real robot, riuscendo comunque a trovare un posto tutto suo all’interno del genere.

Un plauso gli va sicuramente dato per aver unito temi cupi ad altri di natura completamente opposta. Al contesto tetro di guerra, infatti, verrà contrapposta la carriera da idol della protagonista femminile, creando un contrasto veramente interessante.

Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Fullmetal Alchemist: Brotherhood è l’adattamento animato dell’omonimo manga di Hiromu Arakawa. In realtà l’opera fu già adattata precedentemente in un anime, ma questo risultava essere poco fedele al materiale originale, portando le vicende in una direzione completamente diversa verso il finale.

In FMA esiste una sorta di magia, l’alchimia. Questa è fondata sul principio dello scambio equivalente, cioè il prodotto di una trasmutazione avrà sempre ugual valore rispetto ai materiali usati in partenza.

Due fratelli, Edward e Alphonse Elric, scopriranno amaramente cosa ciò vuol dire. Dopo aver perso la madre infatti, cercheranno di riportarla in vita con una formula alchemica proibita.

La cosa però, non andrà a buon fine, costringendoli anni dopo ad intraprendere un viaggio in giro per il mondo nella speranza di trovare la leggendaria Pietra filosofale, in modo tale da cancellare l’errore commesso.

Fullmetal Alchemist è uno di quegli atipici shonen che vi rimarranno sicuramente impressi. Il viaggio dei protagonisti sembra quello di una storia qualunque, ma non fatevi ingannare.

I due non cercheranno un posto nel mondo o un potenziamento delle loro abilità, bensì di rimediare ad un peccato commesso, ovvero l’aver sfidato una forza superiore per un tornaconto personale.

Lo studio Bones poi è stato magistrale nell’adattare questa volta fedelmente il manga di Harakawa. Sono infatti riusciti a mantenere il suo stile inconfondibile, riportando con maestria gli sconti cruenti e tattici, ma soprattutto le varie scene toccanti tipiche dell’opera.

Gurren Lagann

Gurren Lagann è un anime originale prodotto dallo studio Gainax. L’opera, in perfetto stile dello studio, si prefissa come lettera d’amore al genere mecha, parodiandolo anche qualche volta.

In questo mondo gli umani vivono sottoterra per sfuggire agli uomini-bestia, che ormai dominano la Terra. Simon è un giovane scavatore che scoprirà uno strano oggetto a forma di trivella. Grazie ad esso, lui e suo “fratello” Kamina evaderanno dalla loro città sotterranea per scoprire il mondo in superficie.

Come detto precedentemente, Gurren Lagann riprende tutti i tipici stilemi del genere mecha. Non perché sia un’opera che non abbia niente da dire, tutt’altro. Ogni cliché viene saggiamente rielaborato o parodizzato all’inverosimile, creando una serie unica nel suo genere.

Hunter x Hunter (2011)

Nato come manga di Yoshihiro Togashi, Hunter x Hunter potrebbe essere tranquillamente considerato uno dei migliori shonen in circolazione. A partire dal materiale originale sono state create due serie anime, una del 1997 (poi interrotta) e l’altra del 2011, che copre quasi tutti i capitoli usciti del manga.

La storia è incentrata su Gon Freecs, un ragazzino ingenuo ma estremamente agile e forte. Vive con sua zia su un’isola a stretto contatto con la natura, quando un giorno uno sconosciuto busserà alla sua porta.

Gon scoprirà che il padre scomparso è ancora vivo, ed è un Hunter professionista. Il ragazzo deciderà quindi di intraprendere lo stesso percorso di vita allo scopo di ritrovarlo.

Hunter x Hunter non è il classico shonen. In questo anime non troverete mai scontri all’insegna di chi lancia l’urlo più forte, essendoci un maggior focus sul loro aspetto tattico, includendo ragionamenti in tempo reale e l’utilizzo di tecniche con regole estremamente rigorose.

Per questo motivo, ne consiglio altamente la visione nel caso in cui siate appassionati del genere.

Yu degli spettri

Altra opera tratta da un manga di Togashi, Yu degli spettri può essere definito come le fondamenta su cui poi l’autore ha costruito la sua successiva opera.

Gli amanti dei combattimenti non resteranno certamente delusi, in quanto vi troverete davanti al tipico shonen pieno di azione, con tanto di energia spirituale, avversari con tecniche sempre differenti, combattimenti all’ultimo sangue e chi più ne ha più ne metta.

Initial D

Nato inizialmente come manga di Shuichi Shigeno, Initial D è un anime del 1998. La serie viene divisa in diversi archi narrativi detti Stage, dove ogni volta il protagonista si ritroverà ad affrontare situazioni e rivali sempre nuovi.

Takumi Fujiwara è un ragazzo diciottenne che aiuta il padre Bunta al suo negozio di Tofu a Shibukawa, occupandosi principalmente delle consegne a bordo della sua Trueno AE86. Come risultato, Takumi diventa un pilota provetto capace di guidare con abilità su qualsiasi strada di montagna. Inizierà così la sua ascesa nel mondo delle corse.

Initial D ha dalla sua il fatto di essere fedelissimo per quanto riguarda il mondo delle auto delle corse, non a caso tutte le vetture sono realmente esistenti, così come le loro peculiarità e difetti.

I piloti, così come le loro abilità nel drifting, vengono esplicati nei minimi dettagli, suscitando così una forte emozione nello spettatore appassionato di motori e non.

Un grande plauso all’addatamento animato per la sua colonna sonora. La OST è composta da musiche Eurobeat che si adattano perfettamente all’opera e rendono le gare ancora più spettacolari ed arenaliniche.

Unica cosa che potrebbe farvi storcere il naso è la CGI con cui vengono animate le gare, che ormai risulta datata. Questa cosa viene però arginata dagli OAV recenti con grafica rinnovata.

Katanagatari

Adattamento dell’omonima serie di light novel di Nisio Isin, Katanagatari è un anime del 2010 a cura dello studio Whitefox.

La serie è ambientata durante il Periodo Edo giapponese. Nel corso della sua vita, il prodigioso fabbro Shikizaki Kiki ha creato mille spade. Le ultime dodici sono considerate da tutti come i suoi capolavori, sia di bellezza che di distruttività.

A Togame, ambiziosa stratega agli ordini dello Shogun, verrà quindi ordinato di trovarle tutte per fornire un importante assist offensivo ai suoi alleati.

Una delle caratteristiche di questo anime è l’adattamento fedelissimo all’opera originale di Nisio Isin. Questo fa si che si conservi perfettamente la bellezza dei lunghi dialoghi dell’autore, scendendo però a volte troppo nel didascalico.

A causa di ciò l’opera ha infatti un’altra peculiarità, ovvero una durata più lunga del normale (quarantacinque minuti ad episodio circa).

Altro aspetto fondamentale che lo distingue da altre opere simili è l’originalità della trama, che si distanzia parecchio dal cliché tipici di questo tipo di narrazioni.

Kimagure Orange Road

I personaggi di Orange Road

Conosciuto in Italia anche come È quasi magia Johnny, Kimagure Orange Road è un’opera di Izumi Matsumoto. Dal manga venne tratto l’omonimo anime, enormemente censurato dal doppiaggio italiano del tempo.

Il protagonista è Kyosuke Kasuga, un ragazzo quindicenne con poteri ESP tramandati dalla famiglia. Si sta trasferendo per l’ennesima volta, a causa del fatto che vengono sempre sorpresi ad usare i loro poteri. In questa nuova città incontrerà una ragazza con un cappello rosso, Madoka Ayukawa, la quale lo stregherà con il suo fascino.

Kimagure Orange Road ha segnato una generazione intera di ragazzi, e questo è grazie soprattutto alla caratterizzazione dei personaggi. Il protagonista non spicca solamente per i suoi poteri extrasensoriali, ma soprattutto per il suo carattere.

Aggiungete a questo due ragazze raggianti con caratteristiche completamente opposte che lo manderanno continuamente in confusione sentimentale ed avrete un mix eccellente.

L’Attacco dei giganti

Il manga, e di conseguenza l’anime, de L’attacco dei giganti potrebbe essere considerato uno dei più influenti shonen attuali, se non di questo secolo.

La storia è ambientata in un mondo fittizio simil medioevale. L’umanità è costretta a vivere dietro alte cinta di mura, le quali servono a protezione di un nemico inarrestabile, i giganti. Questi sono esseri senza raziocinio che si cibano degli umani, ed è per questo che nessuno si avventura nel mondo esterno. Eren Jeager è un ragazzo che vive spensieratamente al loro interno, ma un giorno la sua vita cambierà completamente.

Questa serie vi saprà colpire per la sua crudezza. Il mondo in cui vivono è spietato, e nessun personaggio sarà al sicuro, potendo morire da un momento all’altro.

Il loro senso d’angoscia verrà accentuato dal fatto che la loro caratterizzazione sarà tutt’altro che banale, presentando emozioni e azioni molto umane con cui empatizzerete molto spesso.

Un punto in più all’anime è poi il comparto sonoro e grafico. Mentre il manga, almeno nella prima parte, soffre tantissimo sul lato visivo, questo non si può dire di certo dell’adattamento animato, con animazioni che hanno dei picchi di qualità eccezionale unite ad una OST che vi farà venire la pelle d’oca.

Le Bizzarre avventure di JoJo

Icona pop del panorama anime e manga, Le Bizzarre avventure di JoJo è un manga di Hiroiko Araki. Ha ricevuto diversi adattamenti, OAV e serie anime.

Queste ultime, a cura di David Production, sono ancora in corso ed arriveranno ad adattare tutti gli archi narrativi dell’opera originale, essendosi al momento interrotte con Vento Aureo ma essendo già stata annunciata quella di Stone Ocean.

La trama segue l’epopea della casata Joestar, i quali sfideranno nemici terribili come il vampiro Dio Brando o altri potenti utilizzatori di poteri noti come Stand. La storia è una grande epopea attraverso i secoli, dove seguire diversi membri della famiglia a partire dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri.

JoJo è, insieme a DragonBall, una delle opere shonen più influenti nel panorama. Ad Araki si deve la geniale introduzione di un sistema di potere spirituale, manifestato grazie alla forza di volontà dei protagonisti.

I suoi Stand appunto, furono una vera e propria rivoluzione nel genere, e dobbiamo ringraziare lui se poi negli anni gli autori hanno deciso di inserire sistemi di potere concreti e quantificabili.

Altro grande plauso da fare è per la tatticità dei suoi combattimenti. Anche chi ha uno Stand potentissimo non si avvicinerà mai senza conoscere il nemico, ma piuttosto punterà prima ad analizzarlo e sfruttarne i suoi punto deboli.

Si crea quindi una battaglia che ricorda più una partita di scacchi, dove ogni mossa viene effettuata con criterio e non si usa semplicemente il colpo più potente che si ha.

Le Situazioni di Lui e Lei

Le situazioni di Lui e lei, abbreviato a volte in Karekano, è un adattamento dell’omonimo manga shojo di Masami Tsuda. Nota particolare è che parte dell’anime è stato curato da Hideaki Anno stesso.

La trama ruota attorno a due ragazzi. La prima è Yukino Miyazawa, che è una ragazza che frequenta il liceo, all’apparenza perfetta e studiosa, ma che nasconde un lato da viziata e pigrona. Questa sua maschera verrà tolta da Soichiro Arima, ragazzo altrettanto bello e popolare, ma che nasconde a sua volta qualcosa dentro di sé.

La trama è abbastanza semplice, tipica degli slice of life. L’elemento particolare però sono i personaggi, con un cast abbastanza ricco, che apre sempre scenari diversi alla trama.

In tipico stile di Anno, poi, tanto spazio è stato dato all’introspezione psicologica dei personaggi, che aiuta a conoscerli meglio e a essere partecipi della profonda maturazione che gran parte di loro attraverserà.

Maison Ikkoku

Tra le opere più importanti di Rumiko Takahashi, una tra le più influenti mangaka al mondo, possiamo sicuramente annoverare Maison Ikkoku. Dal manga sono state stratte diversi adattamenti tra live action, OAV e appunto una serie animata.

La storia è incentrata nella Tokyo degli anni ’80. I protagonisti sono Yusaki Godai, un ronin squattrinato, e Kyoko Chigusa, un’affascinante ragazza ormai vedova. A lei hanno lasciato l’incarico di amministrare la Maison Ikkoku, che era di proprietà del marito e che gestisce per superare il lutto della perdita.

Maison Ikkoku è uno slice of life con una formula vincente. Una storia d’amore, un ambiente divertente e i problemi personali dei personaggi. A differenza di altri anime di questo genere, questa riesce a far divertire ed allo stesso tempo riflettere, facendovi empatizzare enormemente con il cast.

Takahashi inoltre riesce sempre a creare personaggi femminili dal grande carisma. Kyoko infatti è uno dei personaggi più affascinanti del panorama animato, e non solo per la sua bellezza esteriore.

Mobile Suit Gundam

Mobile Suit Gundam nasce da un’idea di Yoshiyuki Tomino. La prima serie è del 1979, ma ormai è diventato un franchise enorme che tutt’oggi continua a ricevere nuovi adattamenti e prodotti in generale.

La serie storica è ambientata nell’anno 0079, una nuova numerazione a seguito dell’avvento dello Universal Century, secolo nel quale l’umanità ha iniziato la colonizzazione dello spazio.

Il protagonista Amuro si ritroverà ad entrare nell’esercito per fermare il Principato di Zeon dalle sue mire espansionistiche. Fulcro di questa lotta sarà ovviamente il Gundam, un robot umanoide creato dal padre.

Gundam è una serie storica, che creò letteralmente un nuovo genere. I real robot infatti sono nati proprio da qui, come sotto branca del genere mecha che si discosta dai super robot. A differenza di questi ultimi, infatti, qui i robot vengono trattati più come macchine da guerra e semplici armi rispetto a strumenti quasi divini nelle mani dell’uomo

Altra grande differenza è la caratterizzazione dei personaggi. Non più eroi senza macchia e senza paura tipici dei classici anime mecha, ma più vicini allo spettatore. Spesso sono persone tormentate, con il costante fardello della guerra che grava sulle loro spalle, un po’ come succedeva con “La Corazzata Yamato”.

Per maggiori informazioni consultate la nostra guida alla visione di Mobile Suit Gundam, che vi spiega come recuperare al meglio questa serie abbastanza intrigata.

Space Runaway Ideon

Space Runaway Ideon è una serie trasmessa nel 1980 sempre da Sunrise, che chiese a Tomino la creazione di un anime su un robot composto da più parti fondibili.

Nonostante quindi Ideon risulti essere un tipico anime con un super robot protagonista, presenta i messaggi di fondo tipici di altre opere del regista, come quello anti-bellico, oltre a mantenere un cast di protagonisti sfaccettato e complesso.

Mushishi

Mushishi è nato come manga di Yuki Urushibara. L’opera ha vinto diversi premi ed ovviamente ha avuto una sua trasposizione animata in seguito.

I Mushi sono strane creature viventi, né insetti né animali. La convivenza di essi con l’uomo porta problematiche che soltanto un Mushishi, un esperto di Mushi, è in grado di risolvere. Il misterioso protagonista Ginko è uno di loro, e viaggia cercando nuovi casi.

Mushishi è una serie episodica, dove in ogni puntata troverete il protagonista alle prese con un caso diverso. Non vi è una trama delineata, se non rappresentata dal sottotesto filosofico di fondo.

A partire dalle curatissime animazioni, tutto in Mushishi si muove con estrema lentezza. La realizzazione grafica è fatta in modo tale da creare un mood onirico, ipnotico e teatrale nella realizzazione. Questo stile funziona perfettamente con l’anima più profonda di quel Giappone legato alla tradizione e alla passività dell’esistenza.

Nana

Nana è un anime tratto dall’omonimo manga di Ai Yazawa, prodotto da MadHouse. La serie animata non adatta tutta l’opera, che tra l’altro è interrotta da tempi immemori.

La storia è ambientata a Tokyo e segue le vicende di due ragazze, Nana Komatsu e Nana Osaki. Entrambe accomunate dallo stesso nome e dalla stessa volontà di trasferirsi nella grande metropoli. Inizialmente si incontrano per caso su di un treno, ma poi si perdono di vista. Il destino però le farà reincontrare facendole diventare grandi amiche.

Il vero punta di forza di questa serie, così come le precendenti della Yazawa, è la caratterizzazione dei personaggi. Non ci sono solo ragazze prive di difetti o uomini disposti a tutto per salvarle, i personaggi sembrano persone reali e riuscirete a conoscerli, tra pregi e difetti, durante il corso dell’anime.

Nana, uscendo dagli stilemi classici, non parla solo di amore. Sono presenti i sogni, a cui non si vuole rinunciare, i grandi dolori e le insicurezze.

Neon Genesis Evangelion

Nato dalla geniale mente di Hideaki Anno e del suo staff, Neon Genesis Evangelion (NGE) può essere considerato una delle pietre miliari dell’animazione.

La storia inizia come un qualsiasi mecha anime, con robot messi lì come ultimo baluardo dell’umanità contro esseri sconosciuti denominati Angeli. Non lasciatevi però ingarrare da questo incipit, Evangelion è molto di più di quello che si pensa.

C’è un buon motivo per il quale infatti questa serie viene considerata come uno dei punti di svolta dell’animazione tra gli anni ’90 e i ’00.

Evangelion riuscì, e riesce tutt’ora, ad unire il pubblico mainstream ed allo stesso tempo ad essere un’opera completamente autoriale.

Complici di ciò sono i personaggi, complessi e dotati di più dimensioni, che racchiudono appieno la filosofia di Anno. Sono persone tormentate, che vivono con dei fardelli quasi ingestibili da loro, racchiudendo in ciascuno un diverso aspetto del cosiddetto “mal di vivere” .

Ed è proprio il tema della depressione uno dei punti focali su cui si basa l’intera opera, quasi come se fosse un viaggio di ripresa da essa.

Tema che viene poi ramificato grazie anche a vari concetti ripresi da filosofi quali Schopenhauer, Nietzsche e Freud. Questo fa sì che Evangelion sia un’opera altamente intimista, che riuscirà spesso a smuovervi qualcosa dentro di voi.

Se avete ancora dubbi su come iniziarla, vi rimandiamo al nostro articolo che illustra come iniziare a seguire Neon Genesis Evangelion.

Gunbuster, Nadia: Il mistero della Pietra azzurra

Hideaki Anno ovviamente aveva già lavorato ad altre opere prima di Evangelion. Queste due sono appunto Gunbuster, un serie di OAV che potremmo definire un po’ il proto Eva per quanto riguarda alcuni personaggi e tematiche affrontate, insieme ad alcune scelte registiche.

La seconda è appunto Nadia, la quale va ad attingere dal famoso romanzo 20.000 Leghe sotto i mari e lo rielabora nel tipico stile di Anno, con una parte finale di tutt’altro spessore rispetto al resto della serie.

Ping Pong The Animation

Opera tratta dal manga Ping Pong di Taiyo Matsumoto, Ping Pong The Animation è un adattamento del 2014 a cura di Masaaki Yuasa.

La storia è incentrata su due amici d’infazia che amano giocare fin da piccoli a ping pong. Makoto Tsukimoto, detto ‘Smile’ e Yukata Hoshino, detto ‘Peco’. Ognuno di loro gioca a questo sport per un motivo specifico, e durante la serie dovranno scontrarsi con le ideologie di diverse persone che, come loro, amano il ping pong.

Non lasciatevi ingannare dal nome, Ping Pong non è un anime incentrato su questo sport. Yuasa infatti prende gli stilemi tipici dello spokon e li destrutturalizza, facendo anche capire che non basta solo impegnarsi nella vita per vincere.

In questa serie il tennistavolo è solo un pretesto, un simbolo con il quale i vari personaggi mettono in campo i loro ideali e la loro filosofia di vita. Il tavolino stesso diventa quindi un luogo dove si può anche crescere e maturare come persona, e non solo primeggiare contro l’avversario.

Fiore all’occhiello dell’opera poi è la regia e lo stile con cui è realizzata. Yuasa, insieme al character design Nobutake Ito, sono riusciti perfettamente ad emulare quello che su carta era il tratto grezzo e volutamente incerto di Mastumoto.

Grazie alla camera che segue ogni minuscolo dettaglio, poi, si riesce a catturare la vera essenza di questo sport per i personaggi, che passano dalla passione agonistica a puri lampi di follia.

Numero episodi: 11
Genere: Slice of Life, Sport
Dove recuperarlo: Crunchyroll, VVVID, Dynit

The Tatami Galaxy

Altra grande opera di Yuasa, The Tatami Galaxy è una serie che tratta come dalle scelte della vita non sia possibile fuggire.

Il protagonista, perennemente insoddisfatto delle diverse scelte che farà, sarà costantemente intrappolato in quella che possiamo definire una vera e propria prigione mentale. Solo la comprensione e l’amore potranno salvarvi dalla vostra prigione.

Planetes

Tratto dall’omonimo anime di Makoto Yukimura, Planetes è un anime del 2002 diretto da Goro Taniguchi (Code Geass).

Siamo nel 2075 e l’uomo ormai è riuscito a colonizzare la Luna. Grazie a questi passi avanti, potrà procedere alla futura colonizzazione di Marte e del sistema solare.

Il problema però è che con l’avanzare delle attività spaziali si accumulano moltissimi rifiuti in prossimità della Terra, potenzialmente fatali per qualsiasi operazione. Per questo viene creata la divisione Space Debris, il cui compito è prevenire i danni che i rifiuti potrebbero causare.

Planetes è prima di tutto un’opera introspettiva, i quesiti esistenziali che si pongono i personaggi sono sempre toccanti ed evocativi, stimolando in chi li guarda molte riflessioni. La storia lascia molto infatti alla speculazione delle spettatore, non imboccandolo mai col messaggio che vuole trasmettere. Nonostante questo, non risulta mai essere eccessivamente lento, grazie all’ottimo cast di personaggi, tutti sfaccettati e ognuno protagonista a modo suo.

Altro punto a favore di quest’anime è che, a differenza di altre produzioni fantascientifiche, Planetes utilizza delle descrizioni molto realistiche dello spazio e del viaggio spaziale. Questa cosa vale anche per la vita nello spazio e negli ambienti chiusi delle navicelle. Lo spazio non è un luogo adatto agli esseri umani e gli astronauti soffrono continuamente di malattie dovute alla permanenza in esso.

Samurai Champloo

Diretto da Shin’ichiro Watanabe, Samurai Champloo è un anime originale del 2004.

La storia ruota attorno ad un gruppetto di tre persone. La prima è Fu Kasumi, è una giovane cameriera che recluta due spadaccini per trovare un misterioso samurai. I due compagni di viaggio saranno Mugen, un rozzo vagabondo, e Jin, uno stoico ronin.

L’anime è caratterizzato da una natura episodica. In ognuno di essi troveremo tematiche differenti, che spaziano dalla comicità più demenziale a vere e proprie puntate serie con vari spunti riflessivi. Questo è dovuto alla natura estremamente sperimentale del prodotto, da cui deriva il “Champloo” nel nome.

Queste qualità, unite ad una regia di Watanabe sempre eccelsa, lo rendono un anime leggero ma dalla forte autorialità.

Sakamichi no Apollon

Tratto dall’omonimo manga di Yuki Kodama, Sakamichi no apollon (o Jamming Apollon) è un anime del 2012 diretto da Shin’ichiro Watanabe.

Nell’estate del 1996, lo studente Kaoru Nishimi è costretto a trasferirsi a Kyushu per vivere da alcuni parenti. Sino a quel momento, Kaoru era uno studente modello piuttosto riservato, finché non incontra il classico ragazzaccio Sentaro Kawabuchi con cui fa amicizia, e che piano piano comincia a cambiarlo, insegnandogli anche l’amore per il jazz.

Con la scusa della passione per il jazz, Watanabe imbastisce una bella storia di amore e amicizia, quest’ultima sentita molto come stimolo ad auto-migliorarsi. È inoltre un anime dai toni molto semplici e leggeri, ma questo non vuol dire che non vi sia drama, anzi i background dei personaggi ne saranno pieni.

Serial Experiments Lain

Una delle opere animate originali più famose è sicuramente Serial Experiments Lain, anime del 1998 a cura di Yoshitoshi Abe divenuto famoso per l’atmosfera criptica che lo pervade.

Protagonista di questa vicenda è Lain Iwakura, una ragazzina che frequenta ancora le medie. Un giorno entra in contatto con Wired, un network globale che ricorda molto il nostro Internet. Così come la nostra rete appunto, Wired celerà una zona oscura, da cui arriveranno strani messaggi a Lain e alle sue amiche.

Lain è un anime con narrazione abbastanza ostica, che non si presenta come un prodotto atto a soddisfare le masse in cerca di puro intrattenimento. Ma se non vi scoraggiate, troverete una grande perla.

In soli tredici episodi, infatti, l’opera riesce ad affrontare un numero impressionante di tematiche, usando come punto di riferimento e termine di paragone il mondo virtuale e le problematiche ad esso legate.

Steins;Gate

Steins;Gate è un adattamento animato dell’omonima visual novel, la quale fa parte dell’universo espanso Science Adventure di 5bp.

La trama segue Rintaro Okabe, un ragazzo che con i suoi due amici di infanzia dirige il cosidetto “Laboratorio di Gadget futuristici”. Okabe, che è anche un grande fan dei viaggi del tempo, un giorno si trova proprio ad una conferenza su di essi. Sarà qui che troverà il cadavere di Makise Kurisu, e da cui inizierà tutto.

Questa serie vi catturerà fin dal primissimo episodio grazie ad un trama ricca di misteri, i quali sono direttamente collegati ai viaggi nel tempo ed al loro stesso concetto. Ogni volta che il protagonista ne effettuerà uno, infatti, si innescherà una sorta di evento ad “ali di farfalla” in cui causerà cambiamenti anche scollegati alle sue azioni.

Oltre a questo si aggiunge un cast di personaggi molto variegato e ben caratterizzato.

Texhnolyze

Texhnolyze è una serie originale andata in onda nel 2003, con character design di Yoshitoshi Abe. La storia si svolge nella fatiscente città sotterranea di Lux, al cui interno tre fazioni si contendono il suo controllo.

La serie si concentra in particolare su Ichise, un orfano divenuto cacciatore di taglie che ha perso una gamba e un braccio, e altri suoi compagni quali Yoshi, Onishi e Ran. Questi personaggi saranno testimoni dei grandi eventi che determineranno il destino della città.

Così come altre opere di questo scrittore, Texhnolyze non è una serie facile da seguire. Molti episodi sono incredibilmente lenti, il primo addirittura ha pochissimi dialoghi.

L’idea è quella di proporre un mondo ipotetico, un racconto metaforico che non offre allo spettatore facili interpretazioni. Con un approccio che si può definire a pieno titolo cinematografico, si crea così un anime pieno di simbologie e richiami culturali.

Welcome to the NHK

Nato inizialmente come light novel di Tatsuhiko Takimoto, Welcome to the NHK venne poi trasposto in un anime ad opera dello studio Gonzo nel 2006.

Protagonista di questa storia è Tatsuhiro Sato, un ragazzo che da quattro anni vive come un hikikomori in un appartamento di Tokyo. il ragazzo ha interrotto qualsiasi legame con il mondo esterno e si mantiene a malapena con i soldi che gli inviano i genitori. Un giorno, però, alla sua porta busserà una vecchia signora religiosa accompagnata da una ragazza, la quale successivamente si metterà in contatto con lui, affermando di poterlo curare.

Quest’opera analizza in maniera egregia uno dei grandi problemi dei giovani giapponesi e non, ovvero l’isolamento sociale e quello che ne deriva. Sato, recluso in casa da anni, si aggrappa infatti ad un mondo illusorio fatto di internet, giochi e cartoni, cercando in tutti i modi di estraniarsi da quella realtà che tanto lo opprime.

In quest’opera però non vedrete condanna, bensì una grande empatia, verso queste persone che spesso vengono abbandonate dalla società.

Quasi considerabili autoconclusivi, in ogni episodio o filone narrativo si esplorerà un ambito delle “malattie” di Sato. Passeremo quindi a ragazzine 2D in pieno stile otaku, a MMORPG dove la gente crea nuove vite virtuali, fino ad arrivare ai fantomatici gruppi di suicidio online.

Tematiche che verranno affrontate sempre con cupezza e drammaticità, ma sempre mostrando una luce in fondo al tunnel se si vuole.

Migliori anime per genere consigliati

Non finisce qui, siccome parlare di serie anime in generale senza suddivisioni è complesso, ve ne proponiamo qualcuna:

Divisione per piattaforme

Da qualche anno a questa parte è oramai facile capire dove vedere anime senza troppe difficoltà, ma resta l’enorme problema della scelta, cioè cosa conviene vedere. Di seguito riportiamo tutto quello di cui avete bisogno per decidere, quindi i migliori anime per ogni piattaforma di streaming:

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