Il servizio streaming video di Amazon, Prime Video, negli anni è riuscito pian piano ad evolversi da semplice extra per gli abbonati Prime a piattaforma con un offerta ampia e variegata, spesso in grado di rivaleggiare con quella di Netflix.

Questo, ça va sans dire, vale anche per quanto riguarda l’animazione giapponese, ecco perché dopo avervi indicato i migliori anime da guardare nel 2021 su Netflix, Crunchyroll e VVVVID ci apprestiamo a fare lo stesso con il catalogo di Amazon Prime Video.

In questo caso suddividere i titoli secondo una classificazione tra generi è pressoché impossibile, poiché gli anime non seguono le stesse regole dei manga. Differenziandosi per lo più a seconda delle fasce orarie e dai temi che hanno al loro interno.

All’interno di questo articolo quindi cercheremo di indirizzarvi verso le opere più meritevoli sulla piattaforma, che almeno una volta andrebbero viste.

Ricordiamo che Amazon Prime Video non è affatto l’unica piattaforma consigliata per vedere anime in streaming e che molte di queste serie rientrano tra i migliori anime.

L’Attacco dei Giganti – la serie che ha definito gli anni ’10

Eren contro un gigante

Ci sono serie che nel bene o nel male spesso si ritrovano a definire l’immaginario comune di una intera generazione di appassionati. Neon Genesis Evangelion lo è stato per gli anni ’90. Death Note lo è stato per gli anni 2000. L’Attacco dei Giganti (Shingeki no Kyojin), occupa quel ruolo per gli anni ’10.

Tratto dal manga rivelazione di Hajime Isayama e animato magistralmente da WIT Studio inizialemente e da MAPPA per la quarta stagione, il titolo è presente su Prime Video con tutte e 3 le stagioni prodotte fino ad ora, sia in italiano che sottotitolato.

Un’occasione formidabile per rinfrescarsi la memoria o scoprire per la prima volta le avventure di Eren Jaeger, per imbarcarvi infine nella quarta e ultima stagione, cominciata questo dicembre.

Ambientato in un mondo in cui l’umanità è ridotta a rinchiudersi dietro alte mura per fermare un nemico temibile ed apparentemente innarestabile, i giganti. Sarà la Legione Esplorativa, incaricata di fare spedizioni all’esterno, a donare una speranza di un futuro migliore agli uomini. Purtroppo però non va tutto rose e fiori, la Legione non guadagna progressi ed un’infausta ombra sta per gettarsi su Shingashina, il distretto più esterno della grande città.

Azione ipercinetica, mistero, intrighi politici, tutto questo in una serie che non ha paura a mostrare tutto il suo gusto per lo splatter ed il grottesco: sono questi gli ingredienti di uno dei titoli più importanti degli ultimi anni.

Vinland Saga – si può vivere in un mondo senza odio?

Il Thorfinn di Vinland Saga

Dopo aver terminato il suo capolavoro Planetes, Makoto Yukimura si è lanciato nella creazione di un’altre grande opera, Vinland Saga. Tratta dall’omonimo manga seinen la serie è animata sempre da WIT Studio che, come per l’Attacco dei Giganti ci regala nuove vette per quanto riguarda l’animazione nipponica.

Vinland Saga ci proietta nel 1002 d.C. durante l’epoca delle invasioni normanne in Europa. Il punto di vista della storia è di Thorfinn, piccolo bambino che abita in un piccolo villaggio dell’Islanda. Sin da piccolisismo sogna di diventare un vichingo, guerrieri senza paura che salpano per il mare a cercare ricchezze.

Una delle mete che più di una volta gli viene menzionata da Leif, un vecchio marinaio del villaggio, è il Vinland, terra ricca di prati verdi e con una popolazione indigena diversa da loro, ma amichevole.
Quando la sua infanzia però sarà strappata via brutalmente, Thorfinn lascerà andare la sua candida innocenza per abbracciare solo odio e rancore. Unitosi al gruppo del furbo e spietato pirata Askeladd, il bambino ormai ragazzo si incamminerà sulla via della vendetta cieca.

L’anime ci proietta in un mondo che, come il protagonista, è pieno di odio e violenza. Questi sentimenti negativi però verranno sempre messi in discussione, anche da Thorfinn stesso. Si chiederà se le parole dette dal padre al tempo “Tu non hai nessun nemico” siano davvero giuste o sbagliate, se davvero l’amore e l’empatia possano portare ad un mondo migliore.

I personaggi inoltre si mescolano egregiamente in questa tonalità di grigio dove non c’è un effettivo lato giusto o sbagliato, creando un cast magistrale. Punta di spicco di questa stagione è Askeladd, che incarna questa zona grigia alla perfezione.

Dilemmi morali, battaglie spettacolari e intrighi, tutto questo e molto altro è Vinland Saga. Un’opera fortemente anti-bellica che vi saprà catturare sia per le magistrali scene d’azione sia per le domande che vi saprà porre.

Mobile Suit Gundam – il creatore del genere real robot

Il Mobile Suit Gundam

Non molte serie possono avere il vanto di essere tra le più influenti nel panorama animato giapponese, una che certamente può farlo è Gundam. La prima serie è infatti un punto di svolta nel genere mecha, inventando il concetto di real robot, non più macchine dai poteri straordinari e a tratti divini ma semplici mezzi nelle mani dell’uomo.

Ideato già come serie animata, Gundam è un’opera di Yoshiyuki Tomino e dello staff creativo della Sunrise. Andò in onda nel lontano 1979 con 43 episodi, meno di quelli programmati poiché non attirava molto pubblico. Apprezzata postuma dopo qualche anno e dopo il boom dei Gunpla, piccoli modellini costruibili tratti dai mecha dell’anime.

Su Prime è presente in due versioni, una chiamata Gundam (Vintage edition) mentre l’altra Mobile Suit Gundam. Vi consigliamo la visione della seconda, poiché la prima è la versione anni ’80 con adattamento e nomi sconclusionati.

Ci troviamo nello Universal Century, epoca nella quale gli umani hanno iniziato a migrare nello spazio. Non solo più sulla Terra, gli uomini hanno costruito diverse colonie spaziali all’interno del Sistema Solare. Ed è proprio una di queste che nell’anno 0079 UC si dichiarerà indipentende sotto il nome di Principato di Zeon, distaccandosi dalla Federazione Terrestre ed innescando una sanguinolenta guerra.

Il nostro protagonistra, Amuro Ray, è un ragazzino che si troverà al centro tra questi due fuochi. Catapultato da un giorno all’altro in una guerra che lui a stento conosce, Amuro si ritroverà tra le fila della Federazione Terrestre per fermare l’avanzatissimo Zeon con una nuova arma bellica, il Gundam.

Mobile Suit Gundam ha catapultato il genere mecha verso nuovi orizzonti. Non più inno al boom tecnologico e futuristico nipponico a là Go Nagai, ma un’opera anti bellica che vede ora il mecha come macchina basica al servizio dell’uomo utilizzatore. Il protagonista non è il solito ragazzo dalla voglia di fare, che non si chiede mai se quello che fa sia effettivamente giusto. Amuro è uno spirito tormentato, un ragazzino che viene invischiato in una situazione molto più grande di lui, e le atrocità della guerra lo segneranno per sempre.

Se cercate una pietra miliare dell’animazione, con personaggi interessantissimi in entrambe le fazioni e correlato da un mecha design coi fiocchi, Gundam potrà fare al caso vostro. Unica nota dolente della serie è il suo comparto tecnico, che mostra tutti gli anni che ha.

Per maggiori informazioni su tutta quanta la serie vi basta consultare il nostro articolo che spiega in che ordine vedere Gundam.

Se invece siete amanti del genere vi consigliamo il nostro articolo riguardante i migliori anime mecha da vedere assolutamente e nel dubbio considerate anche qualche anime di guerra come contorno.

Steins;Gate – la divergenza dell’effetto farfalla

I LabMem di Steins;Gate nell'anime

Steins Gate è una serie animata dallo studio White Fox. È tratta dalla omonima serie di visual novel, che fa parte di un universo ben più grande (SciAdv).

Ambientata ad Akihabara, seguiamo le vicende di Rintaro Okabe. Auto proclamato “scienziato pazzo” ospita dentro il suo piccolo appartamento un laboratorio di ricerca denomitato “Laboratorio di gadget futuristici“. Il posto viene cogestito insieme ai suoi due amici, Daru e Mayuri. Un giorno Okabe si ritrova ad assistere ad una conferenza sui viaggi nel tempo.

Sarà qui che per una serie di circostanze ritroverà il cadavere di una ragazza, Makise Kurisu, una giovane ricercatrice sulle neuroscenze anch’ella tra gli attendenti alla conferenza. Il ragazzo manda subito una mail all’amico Daru per avvertirlo dell’accaduto, ma qualcosa di strano accade. Okabe scopre che la mail è stata mandata molto prima di quando sono avvenuti i fatti e non tutto è come lui ricorda.

Steins;Gate presenta due grandi qualità. Quella di un cast stellare, che mano a mano la serie vi farà scoprire ed amare. Non ha paura infatti di prendersi tutto il tempo necessario per introdurre i vari personaggi e farli interagire con loro, per farli diventare persone a 360°. È proprio questa scelta a farvi empatizzare tantissimo per loro nelle varie vicende successive, che diventeranno sempre più thriller ed ingarbugliate.


L’altra è costituita da un ottimo thriller fantascientifico, dove a giocare un ruolo fondamentale sono i viaggi nel tempo. Presentato qui come un unico flusso, il tempo viene alterato mediante effetto a farfalla, dove l’azione del protagonista va a modificare l’universo stesso ed alcuni suoi punti chiave.

Fantascienza, misteri e momenti toccanti, tutto questo è Steins;Gate. Un plauso anche al doppiaggio in italiano fatto egregiamente, quasi al pari di quello originale che comunque resta su un gradino superiore.

Made in Abyss – non tutto è come sembra

Riko e Reg di Made in Abyss

Una delle opere più particolari ed interessanti sul panorama manga digitali è sicuramente Made in Abyss.
Creato da Akihito Tsukushi ed edito online da Manga Life Win, questo fumetto ha saputo pian piano collezionare sempre più appassionati, sia per quanto riguarda le tavole disegnate magistralmente sia per la sua storia particolare.

Nel mondo è stata trovata una voragine gigantesca, denominata da tutti l’Abisso. Attorno ad esso l’umanità ci ha costruito una città chiamata Orth, dove esploratori da tutto il globo arrivano per avventurarsi. Nonostante ciò, L’Abisso resta ancora tutt’al più terra sconosciuta, esplorata solo superficialmente a causa di pericoli e vari effetti negativi sul corpo che vengono chiamate maledizioni dell’abisso. Protagonista di questa storia è Riko, una bambina che vive in un orfanotrofio per giovani esploratori.

La ragazza sogna da sempre di seguire le orme della madre, una delle più famose esploratrici dell’Abisso. Essendo ancora una bambina però, è ancora relegata allo strato superficiale. Un giorno però tutto cambierà con il ritrovamento di un misterioso ragazzo automa chiamato Reg e con l’arrivo di una lettera di sua madre provieniente dall’Abisso stesso.

Made in Abyss potrà trarvi in inganno col suo character design e protagonisti, ma non glielo lasciate fare. Il senso di viaggio avventuroso in sé viene completamente stravolto in questa opera. Riko e Reg, non vivranno affatto come può sembrare avventure spensierate ricche dei soliti cliché che ci si possa aspettare. Al contrario, la storia diventa man mano sempre più cupa, come se fosse una metafora della vera discesa nell’Abisso. Infatti ci ritroveremo con mostri ed abitanti via via sempre più contorti, e con eventi che con il “mondo reale” hanno ben poco a che fare.

Berserk – l’uomo è davvero l’autore del suo destino?

Berserk e la Squadra dei Falchi

Parlare di Berserk è difficile, poiché la sua regolarità come serie è molto altalenante. Va detto però che nonostante sia ancora lontana dal concludersi e nonostante le uscite col contagocce, resta comunque una delle opere più importanti nel panorama nipponico degli ultimi decenni. Basta sull’omonimo manga dark fantasy di Kentaro Miura, Berserk è una serie del 1997 a cura di Oriental Light and Magic. La serie, composta di 25 episodi, ripercorre solo la parte iniziale e più apprezzata del manga, L’età dell’oro.

La serie è ambientata in una sorta di Medioevo alternativo nel regno delle Midlands. Nato dal cadavere di una donna impiccata, il nostro protagonista Guts non è nient’altro che un mercenario che ha sempre conosciuto guerra e violenza.
È solo un ragazzino quando viene notato dalla Squadra dei Falchi, una banda di giovani mercenari. La persona a capo di questo gruppo, Griffith, noterà l’immenso potenziale del nostro protagonista e, dopo un duello dove sarà proprio Guts a perdere, lo convincerà ad unirsi alla banda. Inizialmente titubande, Guts scoprirà una vera famiglia nei Falchi, trovando un posto dove comincerà a sentirsi a proprio agio per la prima volta.

Col passare del tempo nascerà anche un profondo legame tra Guts e Griffith, con quest’ultimo che non ha mai smesso di credere nel suo sogno di fondare un regno tutto suo. Non tutto però andrà per il meglio per la banda quando Griffith si troverà in guai seri e Guts deciderà di trovare il suo posto nel mondo per conto proprio.

Berserk non è solo una serie che si dovrebber guardare per la spettacolarità dei suoi combattimenti e la crudezza del mondo in cui i personaggi si muovono. Più volte si interpella su quale sia lo scopo della vita, e se davvero un giorno le persone riusciranno a comprenderlo. Tutti infatti nelle Midlands vivono in un mondo perlopiù inospitale con loro, e sembra che il Destino e il Fato giochino un ruolo fondamentale nella vita di una persona.
Anche l’amore e l’amicizia in questa storia sono rari, ma quando arriveranno quei momenti state certi che sapranno fare breccia dentro di voi.

Nota in più di questo adattamento è la colonna sonora a cura di Susumu Hirasawa, che più di una volta riuscirà a farvi venire la pelle d’oca mentre lo guardate, riuscendo sempre a far risaltare qualsiasi scena grazie ai suoi lavori.

Conan il ragazzo del futuro – una perla dal maestro Miyazaki

Conan in un campo verdeggiante

Prima della fondazione dello Studio Ghibli, Hayao Miyazaki aveva già prodotto alcune serie e lungometraggi con Isao Takahata. Molti furono prodotti partendo da già famosi libri per ragazzi, come Heidi o Anna dai capelli rossi. Tra gli altri, ci fu per l’appunto Conan.

Tratto dal libro The Incredible tide di Alexander Key, Conan è un anime del 1978 diretto da Miyazaki in collaborazione con Takahata e Hayakawa per l’ente NHK.


Gli uomini sono riusciti ad avanzare tantissimo sia nella scienza che nella tecnologia, come sfruttare l’energia del Sole e creare potente armi elettromagnetiche. Tutto ciò purtroppo però portò nel 2008 all’avvio di una Terza Guerra Mondiale, che combattuta con le nuove bombe elettromagnetiche distrusse la metà della superficie della Terra in poco tempo. La stessa crosta ne risentì e venne anche modificato l’asse terrestre.


La storia inizia nel 2028, anni dopo la guerra. Conan è un ragazzo nato dopo il conflitto che vive con il nonno su isola sperduta chiamata “L’isola Perduta“. La vita di Conan è semplice e in intimo contatto con la natura. Il ragazzo, dotato di una forza e un’agilità fuori dal comune, è un abile pescatore, in grado di resistere in immersione molto più a lungo delle altre persone. Un giorno però troverà sulla spiaggia una ragazza chiamata Lana. Soccorsa, la ragazza rivelerà che in realtà non tutti gli uomini sono morti nel conflitto, ed anzi, c’è una civiltà attiva al di là di quella loro piccola isola.

In questa opera si può notare la dualità tra la natura e la tecnologia. La prima vista come positiva e benevola, la seconda capace solo di distruggere e corrompere. Molte volte verranno infatti paragonati lo stile di vita di Conan con gli uomini provenienti da fuori l’isola, dove il primo ne esce come giusto e retto mentre i secondi solo malvagi e responsabili della fine della civiltà.

Un’altra forte contrapposizione sarà quella tra presente e passato. Il secondo viene sempre preso con un occhi nostalgico, anche grazie agli shots di regia che ci regala Miyazaki. Tuttavia molti personaggi ritengono che la vita nell’epoca attuale sia migliore di quella precedente al cataclisma, e non rimpiangono l’abbandono della mentalità che imperava prima della terza guerra mondiale.

Avventura mista a fantascienza e steampunk, questo è Conan. Non mancheranno inoltre momenti tipici da commedia, dove l’energicità e l’innocenza del ragazzo la faranno da padrone, come succedeva in Heidi.

Banana Fish – uno shojo dal sapore di shonen

I personaggi principali di Banana Fish

Banana Fish è un manga shōjo di Akimi Yoshida, pubblicato Bessatsu Shojo Magazine dal 1985. L’opera è molto famosa in Giappone e l’omonimo anime è animato dallo studio MAPPA con 24 episodi per Fuji TV.

La storia inizia nel 1973, in Vietnam. Un soldato americano fuori di se imbraccia un fucile e fa una strage tra i suoi commilitoni. L’uomo, gambizzato dai superstiti, mormora solo due parole, Banana Fish.
Da qui ci spostiamo nel 1985 a New York, dove facciamo conoscenza di uno dei protagonisti. Ash Lynx è un giovane teppista di strada. Nonostante l’età, Ash è già a capo di una banda abbastanza folta di coetanei. Un giorno, mentre segue due suoi subordinati, si imbatte in un uomo in un vicolo.

Quest’ultimo, sul punto di morte, darà ad Ash una boccetta ripetendo solo due parole prima di esalare il suo ultimo respiro, Banana Fish. Il ragazzo deciderà quindi di investigare su di ciò, dato che è il fratello minore di Griffin, il soldato che diede di matto in Vietnam il quale è ancora ridotto su una sedia a rotelle. Ash ancora non lo sa, ma i nodi di un passato irrisolto stanno per venire al pettine e toccherà a lui risolverli.

Non fatevi ingannare dall sua natura shōjo, Banana Fish vi saprà coinvolgere con una trama avvincente e piena di colpi di scena. È inoltre piena di azione al cardiopalma e saprà coinvolgere anche i più scettici.
La serie ha un cast di tutto rispetto, tutt’altro che dimenticabili soprattutto i due protagonisti Ash e Eijin. Il loro sottointeso amore omosessuale, mai nè troppo romantico né sessualizzato, catturerà anche il pubblico femminile abituate agli standard degli shōjo.

Nadia – l’Hideaki Anno pre-Evangelion

Nadia e Jean

Prima di Neon Genesis Evangelion, Hideaki Anno ha diretto altre due “piccole” serie quali Punta al Top! Gunbuster e Nadia – Il mistero della pietra azzura. Quest’ultima, diretta appunto da Anno con lo Studio Gainax che come il regista erano ancora emergenti.

La serie è ambientata in un alternativo 1889, durante l’Esposizione Universale di Parigi. La protagonista principale è Nadia, una ragazza quattordicenne orfana che lavora come acrobata in un circo con il suo leoncino. Qui incontrerà un coetaneo, Jean, un geniale inventore venuto a Parigi in compagnia dello zio per presentare il suo prototipo di aeroplano, che viene colpito da un colpo di fulmine appena vede la ragazza.

I due però dovranno fuggire, grazie all’invenzione di Jean, poiché sono inseguiti da un gruppo di tre sconosciuti alla pietra azzurra che Nadia porta al collo. Naufragheranno nell’Oceano Atlantico, dove verranno soccorsi dal capitano Nemo che li accoglierà nel suo Nautilus. Da qui partiranno le avventure dei due, che insieme all’equipaggio cercheranno di scoprire cosa si cela dietro la pietra azzurra e al passato di Nadia.

L’anime prende a piene mani ispirazione da lavoro precedenti di Miyazaki, quali Laputa – il castello nel cielo, Nausicaa dove anche lo stesso Anno ha partecipato come collaboratore.


In questo mondo alternativo, non sono inusuali elementi tipicamente steampunk, come le tante invenzioni di Jean.
L’influenza di Miyazaki si risente anche nei temi della serie, come la dualità tra tecnologia e natura. Questo viene incarnato alla perfezione dai due protagonisti, con Nadia che vive a stretto contatto con la natura mentre Jean è un ragazzo che vive di scienza ed invenzioni.


I personaggi soffrono molto l’inuttabilità del destino, più volte nella serie cercano di sfuggirne ma alla fine tutti accetteranno i propri ruoli andando avanti consapevoli del loro scopo.

Se avete apprezzato questo anime vi consigliato inoltre la nostra guida alla visione di Neon Genesis Evangelion, un altro capolavoro di Hideaki Anno.

Inuyasha – Uno shonen must have

Kagome Higurashi e Inuyasha

Se dovessimo stilare una lista tra i più importanti mangaka nel panorama anni ’80-’90 sicuramente spunterebbe il nome di Rumiko Takahashi. Autrice di opere quali Lamù, Maison Ikkoku, Ranma 1/2 la Takahashi si è un po’ discostata dalle sue opere precedenti con Inuyasha.

Tratta dall’omonimo manga shonen, la serie animata venne prodotta da Sunrise ed è suddivisa in sette stagioni.
Siamo in Giappone, era Sengoku. Inuyasha è un ragazzo mezzo-demone che ruba da un villagio la Sfera dei Quattro Spiriti, un oggetto che può accrescere i poteri di un individuo. La fuga non durerà molto in quanto verrà fermato dalla sacerdotessa del villaggio, Kikyo. Colpito da quest’ultima da una freccia sacra, Inuyasha cade in sonno profondo, congelato tra la vita e la morte.

Da qui si passa al tempo presente, Kagome Higurashi è una studentessa di scuola media ed abita nell’antico tempio shintoista della famiglia. Nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, per cercare di aiutare il suo fratellino, la ragazza viene risucchiata all’interno del pozzo del tempio da un demone millepiedi. Verrà traspostata all’interno dell’epoca Sengoku, dove fuggendo si imbatte nel corpo inerme di Inuyasha. Kagome lo sveglierà per farsi salvare e sconfiggere il demone.

Dopo averlo sconfitto, Inuyasha assale Kagome per impadronirsi della Sfera dei Quattro Spiriti, che la giovane nasconde dentro di sé, per poter diventare un demone completo. Nel tentativo di sconfiggere un altro demone che si era impossessato della Sfera, Kagome la frantuma e i suoi frammenti si sparpagliano per tutto il Giappone.

La ragazza e Inuyasha dovranno unire le loro forze per recuperare tutti i frammenti e riformare la gemma. Ai due, tra cui dopo un inizio turbolento si sviluppa un forte legame, ben presto si aggiungeranno nuovi compagni di viaggio.

Per vederlo al meglio vi consigliamo caldamente la nostra guida ai filler di Inuyasha.

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