Andrea Sorichetti

Anime&Manga Guida alla visione di Neon Genesis Evangelion

Se siete qui è perché, probabilmente, vi è venuta voglia di scontrarvi finalmente con Neon Genesis Evangelion e vorreste sapere in che ordine guardare la miriade di contenuti a tema Eva presenti in rete. Gainax, Studio Khara e quel furbone di Hideaki Anno non ve l’hanno resa facile, eh?

A causare parecchia confusione è soprattutto ciò che è uscito dopo la serie originale, in particolare la cosiddetta Rebuild of Evangelion. Quello di Evangelion è un mondo complesso, ingarbugliato da un’infinita serie di retcon e aggiustamenti fatti durante la pubblicazione, ma merita di essere scoperto.

Parliamo di una serie iconica che ha avuto un impatto culturale sul Giappone quasi senza precedenti. Una vera e propria pietra miliare dell’animazione e uno dei punti più alti raggiunti dal medium negli anni ’90, che mantiene ancora oggi tutto il suo fascino e la sua potenza espressiva.

A me ha cambiato la vita. Letteralmente. Mi piace parlare di Eva e tendo a consigliarlo a tutte le persone più importanti della mia vita. Un solo piccolo consiglio: Evangelion necessita di un po’ dipazienza e di apertura mentale. Armatevi di entrambe e preparatevi all’impatto.

Neon Genesis Evangelion (1995)

Neon Genesis Evangelion

Può sembrare banale, ma vale la pena ripeterlo: iniziate dall’inizio. Guardare la serie originale del 1995 è il modo migliore e più corretto per approcciare l’universo Evangelion. Il formato è quello classico: 26 episodi di circa 25 minuti l’uno. Niente di più semplice.

La sua prima messa in onda fu flop tale da rischiare di mandare in bancarotta Studio Gainax a metà della sua pubblicazione. questo ha ridotto drasticamente il budget a disposizione per la seconda parte della serie, tanto da costringere lo studio a rimuovere due puntate pianificate in origine. Poi arrivò la versione home video, ed Evangelion esplose ufficialmente, cambiando per sempre la storia dell’animazione.

Bisogna cominciare da qui per poter approcciare i personaggi della serie e per poter comprendere tutto ciò che viene dopo. La serie inizia un pò in sordina, nonostante compaiano quasi da subito le tematiche fondanti. Neon Genesis Evangelion si trasforma più volte durante il suo svolgimento, e il primo accenno di quello che verrà è l’episodio 4, Hedgehog’s Dilemma.

Va notato come il crollo del budget a disposizione abbia influito sull’evoluzione della serie, portando ad una lunga serie di animazioni riciclate nella parte finale. In Italia venne distribuita direttamente la director’s cut, assolutamente fondamentale per comprendere appieno l’opera di Hideaki Anno. Assicuratevi sempre di guardare quella versione, soprattutto per quanto riguarda le ultime quattro puntate.

Dove vedere Neon Genesis Evangelion

La serie è disponibile su Netflix, anche se manca dello storico doppiaggio originale a cura di Fabrizio Mazzotta ed è stata ridoppiata per ben due volte quando è arrivata sulla piattaforma.

Il nuovo doppiaggio reso disponibile dopo il ritiro di quello a cura di Gualtiero Cannarsi è sicuramente di buon livello, ma a mio parere non raggiunge le vette della versione originale, soprattutto per quanto riguarda la qualità della recitazione. Il doppiaggio originale è disponibile nella Platinum Edition distribuita da Dynit in DVD.

Anime Limited ha annunciato per il 2021 una riedizione in Blu-ray della serie per il mercato inglese, chiamata Neon Genesis Evangelion Ultimate Blu-Ray Edition. Si tratta di un’edizione di pregio che renderà finalmente disponibile la serie in alta qualità per il mercato home video.

Il prodotto è stato poi reso disponibile in Italia grazie a Dynit, aprendo i preorder su Amazon in attesa della release il 24 novembre.

Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth (1997)

Evangelion: Death & Rebirth

È il primo film di Neon Genesis Evangelion, uscito in sala nel 1997. È diviso in due sezioni, chiamate rispettivamente Death e Rebirth. Death è una raccolta di spezzoni che tentano in qualche modo di sintetizzare le prime 24 puntate della serie, peraltro senza seguire l’ordine cronologico degli avvenimenti.

Rebirth, invece, è un’anticipazione di quella che sarà la conclusione della serie, che sarebbe stata pubblicata qualche mese dopo. Death & Rebirth nacque in risposta alle richieste dei fan che rimasero delusi dal (meraviglioso) finale della serie. Gainax e Anno si misero al lavoro con un budget sensibilmente più corposo, ma venne prodotta una mole di contenuti tale da richiedere la creazione di due film.

L’uscita di The End of Evangelion rese immediatamente obsoleto Rebirth, tanto che Gainax lo eliminò ufficialmente dal canone di Evangelion, cambiando il nome di Death & Rebirth in Death (True) ².

Death & Rebirth è di fatto l’unico elemento evitabile e non indispensabile del continuum canonico. Personalmente vi sconsiglio direttamente di perderci tempo. È vero che le modifiche al budget hanno permesso a Gainax di migliorare la qualità tecnica di certe scene, ma il riassunto offerto da Death è parziale e confuso e non può in nessun modo sostituire la visione della serie originale. Al contrario, Rebirth viene totalmente riassorbito da The End of Evangelion.

Approcciatelo come un contenuto bonus da vedere per completismo una volta portata a termine la visione di tutto il resto.

The End of Evangelion (1997)

The End of Evangelion

Erroneamente considerato il vero finale della serie, The End of Evangelion conclude la trama di Neon Genesis Evangelion. Le due parti in cui è diviso, rispettivamente Air / Love is destructive e One more final: I need you (in Italia adattato in A te il mio animo sincero) non sono altro che le puntate 25 e 26 raccontate da un punto di vista differente.

The End of Evangelion fu la risposta quasi sarcastica di Hideaki Anno a chi chiedeva a gran voce una conclusione della serie che fosse più ortodossa rispetto a quella presentata nelle due puntate conclusive. The End of Evangelion non va quindi a sostituire il finale della serie, ma aggiunge contenuti fondamentali per comprenderla appieno.

Il budget gigantesco ha permesso ad Anno di fare letteralmente ciò che voleva, tanto che The End of Evangelion meriterebbe di essere guardato anche da chi la serie non l’ha mai vista. Siamo di fronte a quello che è a tutti gli effetti uno dei più grandi capolavori dell’animazione giapponese. Qui dentro c’è tutto, è Evangelion elevato a potenza che riesce finalmente ad esprimersi senza limiti di alcun tipo, ed è anche il primo grande testamento artistico di Hideaki Anno in quanto autore.

Se vi state chiedendo se potete saltarlo sappiate che la risposta è assolutamente no. Neon Genesis Evangelion non può prescindere da The End of Evangelion, che ne è conclusione e punto più alto in assoluto. Non aspettatevi però una conclusione didascalica o grandi spiegoni finali. Ciò che ha reso Evangelion un cult assoluto è proprio la sua apertura a diverse letture e analisi differenti.

Dove vedere The End of Evangelion

The End of Evangelion è disponibile in streaming su Netflix, mentre in formato fisico può essere recuperato nell’edizione DVD stand alone di Panini Video o nella raccolta Neon Genesis Evangelion – The Feature Film edita da Dynit, che include anche Evangelion: Death & Rebirth.

La nuova edizione definitiva in Blu-Ray di Dynit in uscita nel 2021 includerà anche The End of Evangelion, oltre che Death(true)².

Rebuild of Evangelion (2007-2021)

Rebuild of Evangelion causa sempre moltissima confusione tra i neofiti della serie. Spesso ci si riferisce a questa tetralogia di film definendola erroneamente un remake della serie originale. Si compone di quattro film (di cui uno in uscita il 23 Gennaio in Giappone):

Cos’è, quindi, Rebuild of Evangelion? Venne annunciata come una narrazione alternativa della serie originale, con il quarto film indicato come un nuovo finale totalmente differente da quello proposto in The End of Evangelion. Col passare del tempo e in particolare con l’uscita del secondo capitolo è diventato chiaro come in realtà Rebuild of Evangelion sia un remake solo paraziale della serie.

Molti elementi presenti nei film hanno fatto intendere ai fan che si tratti di un vero e proprio sequel dell’originale, ambientato però all’interno di un loop temporale. È la discussa teoria del loop, forse la teoria più gettonata tra le teorie a tema Evangelion. Ormai quella del loop è una teoria quasi universalmente accettata come canonica.

Per quanto offra un punto d’accesso sicuramente agevole ai neofiti essendo un prodotto autonomo, vi sconsiglio se possibile di cominciare da qui. Rebuild of Evangelion perde gran parte del suo fascino e della sua importanza se non lo si approccia come un sequel della serie originale. Abbiate pazienza e partite dall’inizio prima di arrivare a Rebuild of Evangelion. Ne vale la pena. Rebuild of Evangelion è interamente disponibile su Netflix, a parte il capitolo finale.

Differenze tra le edizioni

Una volta arrivati al cospetto di questa nuova tetralogia, però, si impatta con un nuovo problema: le diverse edizioni. Ogni capitolo pubblicato finora, infatti, ha subito una lunga serie di rimaneggiamenti e ha beneficiato nel tempo di piccole ma significative aggiunte.

Per quanto riguarda il primo film, infatti, esistono tre versioni: 1.0, 1.01 e 1.11. La 1.0 è la versione cinematografica del film (esattamente come tutte le versioni X.0X), e non è in commercio. La 1.01 è la prima versione distribuita in home video (edita come sempre da Dynit), spesso criticata in quanto le immagini sono troppo scure soprattutto nelle scene notturne.

La versione 1.11 è quella definitiva e quella che dovreste assicurarvi di guardare. La 1.11 corregge il difetto della luminosità delle immagini e, soprattutto, aggiunge piccoli dettagli e intere scene. La maggior parte di queste aggiunte, peraltro, ha introdotto dettagli che puntano verso la già citata teoria del loop.

Del secondo capitolo esistono due versioni: 2.0 e 2.22. Esattamente come per il primo, la versione 2.0 è quella distribuita originariamente al cinema, mentre la 2.22 è la versione home video che ha beneficiato di migliorie alle animazioni, al coloring e all’illuminazione.

Per quanto riguarda il terzo capitolo, invece, le versioni esistenti sono tre: 3.0, 3.33 e 3.3333. Le differenze tra 3.0 e 3.33 sono le solite, mentre della versione 3.3333 sappiamo solo che è stata proiettata in Giappone l’8 Gennaio e che presenta il nuovo formato IMAX 2K e qualche piccola modifica ai colori. Non è ancora chiaro se al suo interno ci siano contenuti aggiuntivi.

Infine, l’ultimo capitolo della serie, 3.0 + 1.0 Thrice Upon a Time, è al momento disponibile su Amazon Prime Video. Rispetto all’originale rilasciata in Giappone, presenta diverse inquadrature uniche, motivo per cui è stato rinominato 3.0 + 1.01 Thrice Upon a Time.

Ordine di visione

Ora che conoscete tutte le principali opere che compongono il mostro sacro che è Evangelion, cerchiamo di tirare le somme sull’ordine ideale da seguire per potervi godere al meglio la sua visione.

Innanzitutto, recuperatevi la serie originale del 1995, inclusi gli episodi finali. L’intera serie è disponibile legalmente nel caso in cui abbiate un abbonamento a Netflix, quindi non avrete particolari difficoltà a trovarlo.

Successivamente, avete la scelta se dare un’occhiata o meno a Death & Rebirth, però, come accennato in precedenza, è una visione del tutto facoltativa. Non è assolutamente facoltativo invece il lungometraggio The End of Evangelion, che a tutti gli effetti dà una conclusione agli avvenimenti della serie.

Iconica copertina di The End of Evangelion

Entrambi potete recuperarli sempre su Netflix, il primo col nome di Death(true)².

Vedetevi quindi tutti e 4 i Rebuild of Evangelion per chiudere definitivamente la visione, anche se qui dovrete cambiare piattaforma di streaming e utilizzare Amazon Prime Video.

L’ordine definitivo per guardare Evangelion è:

La durata complessiva di tutte le opere messe assieme è di circa 17 ore e 30 minuti. Una volta che avete finito tutto, se siete ancora interessati, potete recuperare le varie opere spin-off che vi girano attorno, che includono sia i manga (di cui parlo in seguito) che gli svariati videogiochi.

Vale la pena saltare la serie originale e recuperare solo Rebuild of Evangelion?

Per quanto mi riguarda, assolutamente no. L’intero Rebuild of Evangelion, per quanto sia all’altezza della serie originale, non ne va alla fine a sostituirne i messaggi e le tematiche.

Anzi, si può dire che a tutti gli effetti rappresenti la loro maturazione, senza però distaccarsene completamente. Per questo motivo, Rebuild of Evangelion senza la serie originale è considerabile una visione del tutto incompleta, che potrà sì permettervi di risparmiare tempo, ma non vi darà il quadro completo dell’opera.

Spin-Off

Esistono tonnellate di Spin-Off di Evangelion, dai videogiochi per Sega Saturn, Nintendo 64, Playstation, PS2 e PSP fino ad una lunghissima serie di manga parodistici che tentano di sfruttare per fini commerciali la popolarità del brand. La qualità di questi prodotti è assolutamente scadente e, personalmente, vi consiglio di evitarli come la peste.

Non sono canonici e nella maggior parte dei casi non sono mai arrivati in Italia, tolte un paio di serie a fumetti, e non valgono la fatica di recuperarli.

Ci sono però due opere che meritano attenzione: il manga di Neon Genesis Evangelion, scritto e inchiostrato da Yoshiyuki Sadamoto, e la Light Novel Evangelion: ANIMA, scritta e illustrata da Ikuto Yamashita. Sono entrambe edite in italia da Panini.

Neon Genesis Evangelion – il manga

Neon Genesis Evangelion Manga

Il manga è una terza narrazione alternativa degli eventi di Neon Genesis Evangelion e presenta alcune differenze con la serie originale soprattutto per quanto riguarda la presentazione e l’evoluzione di alcuni personaggi, oltre che un finale differente. Il manga merita una lettura sia per godere dell’incredibile bellezza delle tavole di Sadamoto (charachter designer della serie e di Rebuild), sia perché la reinterpretazione dei personaggi è veramente molto interessante.

Inoltre, il capitolo finale strizza l’occhio alla teoria del loop, nonostante Sadamoto abbia sempre dichiarato che il manga non fa assolutamente parte del canone ufficiale di Evangelion. In attesa di 3.0+1.0 è difficile dire se le sue dichiarazioni siano un tentativo di depistaggio o se corrispondano alla realtà dei fatti.

Se possibile vi consiglio di recuperare l’edizione americana edita da Viz Media. Contiene infatti numerosi approfondimenti a cura di Anno, Sadamoto e di altri membri del team originale. È stata da poco annunciata una nuova edizione del Manga in uscita in Giappone, anche se non ci sono dettagli sulla sua pubblicazione anche qui da noi.

Evangelion: ANIMA

Evangelion: ANIMA

ANIMA, invece, è un sequel della serie originale ambientato a tre anni dalla sua conclusione. La premessa dell’opera è che è ambientata in una realtà in cui gli episodi 25 e 26 della serie non esistono. Personalmente non sono un grande fan di ANIMA, ma si tratta dell’unico spin-off ufficialmente riconosciuto da Anno, per quanto non sia assolutamente canonico all’interno della continuity di Eva.

Yamashita è il mecha designer della serie originale. Da notare che gran parte del materiale presente in ANIMA fa parte delle idee scartate in fase di realizzazione della serie originale.

È un progetto colossale e molto apprezzato da buona parte dei fan. In particolare, la novel è corredata da delle illustrazioni pazzesche a cura di Yamashita stesso che sono tra le più belle di tutto il franchise. Non si tratta di un’opera fondamentale, ma merita di essere approfondita per completismo soprattutto ora che è approdata in italia. Evangelion: ANIMA conta 5 volumi ed è in corso di pubblicazione.

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