La risposta a questa domanda può sembrare ovvia, ma non lo è per molti. Armandomi di pazienza e buon senso, cercherò di spiegare le differenze che sussistono tra Anime e Manga e perché sia necessario fare riferimento ad entrambi. Infatti, sono innegabili le influenze tra le due forme di media! Cercherò di adottare uno stile molto semplice e a volte troppo semplicistico, per farvi capire al meglio gli elementi essenziali di entrambe queste forme d’arte e nel mentre sfatare qualche mito e superstizione in merito.

Gli Anime sono cartoni animati, semplice

Il termine anime deriva dal katakana animeshon, cioè animazione (letteralmente dall’inglese animation) e si riferisce a tutte le forme di animazione, per i giapponesi. Tuttavia, nel nostro uso comune si riferisce ai cartoni animati giapponesi, non orientali in generale, attenzione. Spesso alcuni si lamentano del fatto che gli anime vengano definiti col termine cartoni, ma di fatto l’etimologia parla abbastanza chiaramente.

Quindi, anche opere straniere verranno definite dai giapponesi come anime, ma per noi occidentali no, dato che usiamo questa parola per designare esclusivamente le opere di matrice nipponica. Se ne distinguono 3 tipi:

Sicuramente è più facile iniziare con gli anime per via della loro maggiore fruibilità e anche a causa della preferenza di molte persone del formato video. Se avete dubbi o volete una mano per iniziare, vi rimandiamo al nostro articolo che parla delle piattaforme legali su cui vedere anime.

I manga sono invece dei fumetti “particolari”

I manga presentano ancora più unicità rispetto agli anime, e non si tratta solamente di un discorso di stile. Partiamo dalla lettura: i volumi vanno letti partendo dall’ultima pagina e da sinistra verso destra, esattamente l’opposto di come leggereste normalmente. Tecnicamente, non si tratta di una particolarità dei manga, ma delle culture orientali in generale, quindi non è proprio un elemento distintivo, anche se vale la pena citarlo comunque.

Un elemento invece importante è l’assenza di colori per usare il bianco e il nero (più eventuali gradazioni), che rappresenta il vero tratto distintivo dei manga. Se siete interessati a questo tipo di letture, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo che spiega dove e come leggere i manga online.

Il misterioso Gatsu, protagonista di Berserk

Gli adattamenti da manga ad anime

È una pratica abbastanza comune adattare i manga in anime, dopo un certo successo o per garantire che l’opera raggiunga un’audience più vasta possibile. È il caso di moltissime serie che sono entrate a far parte della cultura pop, come Dragon Ball, Naruto e One Piece, giusto per citare qualcosa che il lettore conoscerà per forza.

Come già detto, gli adattamenti ovviamente seguono un ragionamento economico, quindi ci sono degli interessi effettivi ad adattare titoli che sicuramente riscuoteranno abbastanza successo. Per questo motivo, spesso molti autori partono dai manga per poi pensare a come potere adattare la propria opera in un anime, senza contare che produrre un manga costa infinitamente meno!

Una delle scene più celebri di JoJo in versione anime (sinistra) e manga (destra)

Faccio una breve precisazione su un argomento scottante, cioè la qualità degli adattamenti. La domanda scontata è “sono meglio gli adattamenti anime o i manga?” e la risposta è che, naturalmente, dipende dal caso.
Se dobbiamo proprio generalizzare, direi sempre di preferire l’opera originale, anche se non sempre è meglio.

Se parliamo di One Piece per esempio, il manga vince a mani basse e non c’è molto margine di discussione. Ma se prendiamo come esempio le prime 3 serie di JoJo, direi che l’anime è abbastanza superiore e più moderno. Alla fine, dipende tutto da cosa stiamo parlando ma se avete dubbi puntate prima all’opera originale, com’è stata pensata dall’autore.

Una credenza comune dei novizi è che gli anime siano oggettivamente superiori dato che sono esperienze multisensoriali, visto che coinvolgono l’udito ed anche l’aspetto visivo dinamico, cioè le animazioni. Onestamente, credo che sia il solito luogo comune di chi non è abituato alla lettura in generale. I manga, come un qualsiasi libro o fumetto, sono capaci di dare spazio all’immaginazione del lettore e decidono di rappresentare le scene in quel determinato modo, creando di conseguenza effetti diversi.

Per riassumere, ragionate di più su cosa voglia effettivamente trasmettere l’opera e dove renda di più, poi proseguite pure con la visione o con la lettura.

Anime e Manga sono violenti? Assolutamente no (non tutti almeno)

Questo è un altro luogo comune che ossessiona molti genitori, che automaticamente associano la cultura orientale a certi tipi di atteggiamenti. Posso capire che la diversità culturale non sia mai facile da superare, ma nel 2020 sarebbe anche ora di informarsi un po’ di più su questi trend degli ultimi anni!

Questo mito è anche nato grazie al palinsesto della televisione italiana, che trasmetteva prevalentemente battle shonen e ha originato l’equazione anime = violenza. Di fatto è la stessa cosa che avviene con i videogiochi o i manga, che vengono demonizzati in quanto vettori culturali.

È vero che esistono parecchi anime e manga molto violenti o con contenuti “maturi”, non si può negarlo, ma rappresentano solamente una porzione dell’immenso universo di opere disponibili. Sicuramente non dovreste leggere Hentai o seguire opere di stampo Gore se volete evitare certi tipi di contenuto.

Si alza il vento è un ottimo film dello studio Ghibli che copre tematiche abbastanza delicate

La progressiva accettazione del Sol Levante

Fortunatamente, negli ultimi anni si è sviluppata una sorta di accettazione verso queste forme di intrattenimento, probabilmente grazie alla normalizzazione di certi atteggiamenti o hobby, prima reputati da “nerd”.
Sicuramente, questo processo non è veloce né tantomeno indolore, considerando che ancora oggi esistono forme di discriminazione sociale basate sui gusti delle persone.

Secondo me, è bene non sfociare negli eccessi e non farsi prendere troppo dalle proprie passioni fino a trasformarle in vere e proprie ossessioni. D’altro canto, è anche buona educazione istruirvi in merito a ciò che vi piace ed esplorare quanto basta per comprendere a fondo culture che sono diverse dalla nostra.

#LiveTheRebellion