Nonostante l’animazione giapponese esistano da un bel po’ di tempo ogni decade ha saputo regalare prodotti estremamente degni di nota. Non hanno fatto eccezione ovviamente gli anni 2000, che contano anime capolavori di ogni genere da non perdere assolutamente.

In questo articolo andremo ad esaminare quelli che secondo noi sono maggiormente degni di nota, dando una rapida occhiata alla trama e spiegandovi perché meritano di essere visti.

Afro Samurai

il protagonista di Afro Samurai
Afro Samurai è una mini-serie di soli 5 episodi risalente al 2007, prodotta dallo studio Gonzo e è tratto dall’omonimo manga seinen di Takashi Okazaki. Si tratta di una co-produzione nippo-americana, infatti i riferimenti alla cultura occidentale che troverete saranno molteplici.

La storia è ambientata in un antico Giappone alternativo, nel quale la forza dei combattenti è misurata tramite le così definite fascette del valore, ognuna con un numero che simboleggia la forza del possessore. Chi possiede la fascia numero uno sarà il guerriero più potente e potrà essere sfidato solo da chi possiede la fascia numero due e così via.

Il protagonista, ovvero il samurai dai capelli Afro, assiste impotente da bambino all’uccisione a sangue freddo del padre, possessore della fascetta numero, da parte del pistolero Justice per impossessarsene. Questo lascia nel ragazzo una gran rabbia, che lo porta una volta cresciuto sui passi dell’assassino del padre per cercare vendetta.

Un anime veramente iconico ed inusuale, che fa della musica e la colonna sonora il suo maggior pregio. Vi basti sapere a proposito che la sua colonna sonora, eseguita dal Wu-Tang Clan, è stata nominata persino agli Emmy Awards. Se a questo mischiamo dei combattimenti mozzafiato troviamo un prodotto da non farsi sfuggire.

Sfondamento dei cieli Gurren Lagann

i protagonisti di Gurren Lagann
Chiamata anche solo Gurren Lagann, è una serie di 27 episodi prodotta dallo Gainax nel 2007. La storia è ambientata in un futuro lontano in cui la Terra è dominata dagli Uomini Bestia, dei mutanti umanoidi da caratteristiche e poteri animaleschi, mentre gli esseri umani sono stati obbligati a vivere in villaggi sotterranei.

Il timido Simon e il carismatico Kamina sono stanchi di vivere senza mai vedere il cielo. Un giorno, scavando sottoterra trovano la testa di un robot, che chiamano Lagann. Una volta attivato il mecha riescono a raggiungere la superficie e si appropriano anche del corpo del robot.

I due mecha possono unirsi formando il potente Gurren Lagan. Assieme ad altri umani riemersi formano uno sgangherato equipaggio, la Brigata Gurren, e per sopravvivere dovranno affrontare gli Uomini Bestia che possiedono altri robot.

Gurren Lagann inserisce tantissimi omaggi ad varie serie mecha e ha dalla sua combattimenti tra robot e uomini bestia che sono epici ed esagerati. I protagonisti sono estremamente sopra le righe, quasi una parodia di quel che puoi trovare in un classico anime mecha, ma sovvertendo ogni cliché dei soliti personaggi di questo tipo.

Inoltre c’è un bellissimo rapporto di amicizia fraterna che lega Simon, che non crede in se stesso ed è timido e impacciato, con Kamina, che è il carisma fatto uomo e che crede incondizionatamente in lui. Gurren Lagann è la cosa migliore avvenuta nel genere mecha dopo Neon Genesis Evangelion. Che vi piaccia o meno il genere non dovreste lasciarvela scappare.


Haibane Renmei

Haibane Renmei
Haibame Renmei è una serie animata del 2002 di 13 episodi, prodotta dallo studio Radix. L’anime è diretto da Tomokazu Tokoro ed è la trasposizione dell’omonimo manga di Yoshitoshi ABe, che aveva già curato il character design dell’enigmatico Serial Experiments Lain.

Gli Haibame del titolo sono creature molto simili ad angeli, che nascono da dei bozzoli e a cui spuntano delle ali grigie e una aureola. Abitano nella cittadina di Glie e nessuno di loro ricorda da dove proviene e neanche il proprio nome.

La protagonista, prima di ritrovarsi in questo strano mondo, ha sognato di cadere nel cielo, e viene chiamata “Rakka” dalle altre Haibane con cui si ritrova ad abitare.

L’anime inizierà come un semplice slice of life, per poi svilupparsi in maniera molto più profonda. Mentre Rakka cercherà di ambientarsi a questa sua nuova vita compierà anche un viaggio alla ricerca di se stessa.

In questa enigmatica serie saranno tante le domande che si porrà lo spettatore: chi sono gli Haibane? Chi era Rakka prima di diventare un Haibane? Cosa c’è dietro le mure di Glie? Perché non possono andare via?

Dato l’alone di mistero che fa da contorno alla narrazione e l’estrema cura con cui ogni personaggio viene trattato questa perla è assolutamente da non perdere.


Fullmetal Alchemist Brotherhood

i due protagonisti di Full Metal Alchemist Brotherhood
Fullmetal Alchemist Brotherhood è una serie di 64 episodi trasmessa dal 2009 al 2010. Si tratta di un reboot di un’altra serie animata, Full Metal Alchemist, del 2003, ma al contrario di quest’ultima, Brotherhood segue molto più fedelmente il manga da cui è tratto.

La serie è ambientato a Amestris, un continente simile all’Europa dei primi decenni del ‘900 nel quale l’alchimia è una scienza largamente praticata. Edward e Alphonse Elric sono due fratelli e geni precoci, figli un alchimista scomparso.

Da bambini i due fratelli hanno provato ad usare un processo alchemico proibito per riportare in vita la madre.
Nel tentativo però Edward ha perso un braccio e una gamba, Alphonse il suo intero corpo e infatti la sua anima ora è sigillata in una armatura.


Ormai adolescenti, i due ragazzi decidono quindi di mettersi in viaggio alla ricerca della leggendaria Pietra Filosofale nella speranza di riottenere i loro corpi. Tuttavia, non sono gli unici a cercarla e durante il loro viaggio si imbatteranno in una grande moltiplicità di personaggi il cui destino ruota intorno alla ricerca della Pietra.

L’anime ha dalla sua una storia che col proseguire degli episodi si fa sempre più appassionante e che finalmente segue per filo e per segno il manga di Hiromu Harakawa. Il rapporto tra i due fratelli Elric è realistico e molto intenso, così come quello che lega gli altri personaggi.

L’anime è avventuroso e immerso nel mistero ma è anche ricco di temi filosofici e scientifici, dilemmi etici, riflessioni sulla natura dell’uomo.

Come se non bastasse tutto questo l’opera ha dalla sua numerosi combattimenti basati sulle arti marziali e sui poteri alchemici, animati molto bene e estremamente coreografici. Inoltre vi è un cast molto ampio di personaggi che è impossibile non prendere in simpatia.

In definitiva, si tratta di una delle serie migliori del 2009 e in generale di tutta l’animazione.


Texhnolyze

Texhnolyze è un anime andato in onda in Giappone nel 2003 ed è composta da 22 episodi. Gli autori di questa opera sono la coppia Chiaki Konaka e Yoshitoshi Abe, coloro che hanno dato i natali a Haibame Renmei e Serial Experiment Lain.

La storia racconta di Ichise, un uomo che vive nella città sotterranea di Lux. Coloro che ci vivono la chiamano “La Città”, trattandola come se fosse un essere senziente. In tale contesto esiste una guerra tra tre fazioni per il controllo di Lux.

Tra le fazioni principali troviamo l’Organo, una banda di malavitosi che commercia le protesi chiamate Texhnolyze, la Union, nemica giurato dell’Organo, e per finire i Racan, banda di predoni.

Ichise, dopo la morte violenta del padre, decide di diventare un cacciatore di taglie all’interno del Lux, facendo si che la sua missione si intrecci con altri personaggi.

L’anime è molto introspettivo e, attraverso i protagonisti, prende in esame vari dilemmi che attanagliano la società attuale, risultando estremamente moderno e lungimirante. Questa caratteristica rende la visione dell’ anime molto pesante, ma di sicuro ne vale la pena.


Samurai Champloo

Samurai Champloo
Samurai Champloo è un anime diretto da Shinichiro Watanabe, padre dell’immortale Cowboy Bepop. L’anime è composta da 26 episodi e contiene elementi d’azione, avventura e commedia con una colonna sonora Hip-Hop.

Questa strana scelta musicale è nettamente in contrasto con il periodo in cui si svolgono le vicende dell’anime, che è quello Edo, ma è al contempo il punto forte dell’opera.

La trama racconta di Mugen, un samurai rozzo e trasandato, e Jin, che è l’esatto contrario di Mugen. I due rivali incrociano le loro strade con una giovane cameriera Fuu, che li salva dalla condanna di morte dandogli una missione: quella di cercare un samurai che “profuma di girasoli”.

Gli episodi spesso sono autoconclusivi ma questo non inficia la qualità finale dell’opera che rimane comunque altissima. La grande cura per i dettagli infatti è un punto forte del prodotto e si vede la mano di un grande regista come Watanabe dietro alla realizzazione del tutto. Sicuramente un opera da non perdere per chi cerca qualcosa di leggero ma dalla grande autorialità.


FLCL

i protagonisti di FLCL
FLCL è una serie OAV di 6 episodi uscita nell’anno 2000 e realizzata dallo studio Gainax.

La serie è ambientata in una cittadina giapponese, caratterizzata da una enorme fabbrica a forma di ferro da stiro, in cui vive il giovane protagonista Naota. Il fratello maggiore è partito per l’America per giocare a baseball causando nel protagonista un senso di solitudine e abbandono. Questa solitudine verrà spezzata dalla ragazza di suo fratello, Mamini, che sviluppa uno strano attaccamento per lui.

Un giorno, mentre Naota e Mamini sono insieme, appare loro Haruto, una ragazza in sella ad una Vespa che investe Naota a tutta velocità e poi lo colpisce in testa con una chitarra elettrica. Il ragazzino sviluppa dall’urto un bernoccolo che diventa sempre più grande e dal quale fuoriesce un robot chiamato Canti. Sia il robot che Haruto poi andranno a vivere a casa di Naota.

Nonostante questa sia la trama solo del primo episodio è un assaggio utile a farvi capire il nonsense onnipresente in questa serie.

L’anime nasce con la volontà di sperimentare il più possibile ed è infatti diretto in ogni episodio da un regista differente, proprio per questo la serie si distingue particolarmente per la sua originalità e le sue scelte registiche. Ad esempio sono presenti sequenze in CGI ma anche scene che sono vere e proprie tavole di manga doppiate.

I pochi personaggi sono ben caratterizzati e indubbiamente iconici e riconoscibili, il character design è infatti di Yoshiyuki Sadamoto che ha anche creato i personaggi di Neon Genesis Evangelion e di Nadia. La colonna sonora è estremamente dinamica e presenta soprattutto dei brani J-pop e J-rock del gruppo The pillows.

In definitiva, guardando FLCL, vi assicuriamo che non vi annoierete neanche un secondo.


Gintama

i protagonisti di Gintama
Gintama è uno degli anime più irriverenti usciti negli anni 2000, tratto dall’omonimo manga di Hideaki Sorachi. La sua trasposizione anime è stata affidata allo studio Sunrise ed è andato in onda, per la prima volta, nel 2006 sulle reti di TV Tokyo.

L’anime doveva contare all’inizio solo 24 episodi ma data la popolarità di questo prodotto è stato serializzato fino ai giorni nostri contando un totale di 5 stagioni terminate nel 2018.

Subito dopo sono stati trasmessi due film che completano la vicende del protagonist: Gintama – The Semi-Final e Gintama – The Final.

La trama è molto leggera e parla di un samurai di nome Gintoki Sakata, che insieme al suo aiutante Shinpachi Shimura ed un’aliena chiamata Kagura compongono un azienda di tuttofare.

La vita quotidiana dei protagosti si alterna tra un lavoretto e un altro per cercare di sbarcare il lunario con risultati altamente tragicomici. Gli episodi sono per lo più autoconclusivi, anche se non mancano delle saghe che danno un tono serio alla serie.

Il prodotto, altamente comico e demenziale, è una parodia degli Shonen ed in generale le situazioni sono sempre al di sopra delle righe. Nonostante queste premesse non mancheranno i momenti drammatici e varie saghe epiche, a dimostrazione della grande fantasia del creatore.

Sarete infatti stupiti di notare come col proseguire nella visione della serie ci siano saghe e momenti degni di un grande shonen che si alternano a una trama prevalentemente comica e spensierata.

Insomma se cercate un prodotto in grado di farvi passare qualche serata in spensieratezza senza però rinunciare a una grande trama di fondo Gintama è quello che fa per voi.


Ergo Proxy

la protagonista d Ergo PRoxy
Ergo Proxy è un anime di 23 episodi prodotto da Manglobe con la regia di Shuko Murase. Ergo Proxy è ambientato in un futuro in cui la razza umana è stata quasi sterminata a causa di un’infezione e dall’inaridimento del pianeta.

I pochi sopravvissuti si sono rifugiati in alcune città protette da enormi cupole in cui non esiste la libertà dell’individuo tanto da controllare le nascite.

Secondo Re-l Mayer, un’ispettrice che vive all’interno di queste città futuristiche, il tempo passa lentamente e in modo monotono, ma la sua vita sta per subire un drastico cambiamento.

Infatti arriva un misterioso virus in grado di attaccare il sistema degli AutoReiv, degli speciali robot ideati per prestare sevizio agli esseri umani, trasformandoli così in delle macchine assassine con la capacità di intendere e volere.

L’incarico che verrà affidato a Re-l sarà quello di indagare su questo misterioso virus che sta provocando sempre più disordini.

La prima differenza che si nota in questa serie, rispetto alle classiche Giapponesi, è quella di volersi distinguere in maniera netta dallo stile nipponico che ormai conosciamo da decenni. Ad esempio già a partire dall’eccelsa sigla “Kiri”, del gruppo giapponese “Monural”, si nota immediatamente come lo stile voluto dagli autori sia spiccatamente occidentale.

Quest’anime infatti non presenta durante l’intera serie tutto quello che è immediatamente riconoscibile come giapponese, arrivando addirittura a non presentare nemmeno nei nomi e nei termini la lingua del Sol Levante, preferendo termini occidentali e non nipponici.


Quest’anime lascia letteralmente spiazzati per merito della sua trama estremamente sofisticata, molto dura da comprendere se viene presa con leggerezza, a livelli tali da rendersi criptica e per nulla godibile.


Tuttavia va dato enorme merito agli autori di non essere andati dietro al successo facile, ma di aver considerato molto di più la volontà di creare qualcosa che poteva rimanere nel tempo, sia al di fuori della grafica che dalle mode.

Quindi “Ergo Proxy” risulta molto solido e forte, grazie al suo stile squisitamente dark, cyberpunk e pieno di riferimenti sia religiosi che legati al concetto di vivere ed esserne consapevoli.


Bakemonogatari

i personaggi principali di bakemonogatari
Bakemonogatari è un anime andato in onda tra l’estate del 2009 fino all’estate 2010, ed è composto da solo 15 episodi. Il prodotto fa parte della serie Monogatari ma può essere vista in maniera separata in quanto è il primo della serie.

Il protagonista è Koyomi Araragi, uno studente liceale del terzo anno che è quasi ritornato completamente umano dopo essere diventato per breve tempo un vampiro.

Un giorno la sua compagna di classe Hitagi Senjōgahara, nota per non parlare mai con nessuno, cade dalle scale finendo tra le braccia di Koyomi. Lui scopre così che il peso della compagna è quasi nullo, sfidando le leggi della fisica.

Dopo essere stato minacciato da lei, che non voleva che il suo segreto venisse scoperto, Koyomi le offre il suo aiuto e la presenta a Meme Oshino, un uomo di mezza età che vive in una vecchia scuola abbandonata e che aveva aiutato in precedenza Koyomi a ritornare umano.

Koyomi si ritrova poi coinvolto in una serie di “apparizioni” che lo portano ad interessarsi ai casi di vari personaggi che compongono l’universo dell’anime, in una serie continua di avventure disparate.

Ciò che colpisce di questo anime è la regia e il taglio dell’animazione. A tratti può sembrare classico, ma molte volte riesce a superare i classicismi e a sperimentare, oltre ai disegni che sono una vera gioia per gli occhi.

Purtroppo l’unica pecca è quella della trama, in quanto fa uso abbondante di vari cliché del genere. Rimane comunque una delle opere migliori degli anni 2000 e sicuramente da recuperare per approcciarsi al filone Monogatari di cui fa parte.


Full Metal Panic!

i protagonisti di full metal panic
Full Metal Panic! è un anime trasmesso nel 2002 in Giappone composto da 24 episodi. In Italia è stato trasmesso anni dopo su MTV Anime Night, il contenitore a tema animazione giapponese, risultando uno degli anime più interessanti ma che il più delle volte abbonda di fan-service.

L’opera è ambientata in un futuro alternativo in cui l’Unione Sovietica non si è mai disciolta, continuando ancora il periodo storico della Guerra Fredda. In una continua corsa alle armi, per poter mostrare i muscoli tra le varie super potenze, vengono creati gli Arm Slaves, mech potenti che possono capovolgere le sorti del conflitto.

Il protagonista, Sosuke Kagara, è un mercenario al soldo della Mithril, un organizzazione paramilitare che conduce missioni di pace, sotto il comando di Teresa “Tessa” Testarossa. Un giorno a Kagara viene affidato un compito: proteggere Kaname Chidori, una normale studentessa dotata di poteri sconosciuti.

La convivenza dei due protagonisti all’interno di un contesto scolastico creerà non pochi equivoci e situazioni divertenti durante le quali i due impareranno a conoscersi meglio. Ovviamente non mancheranno momenti più drammatici che coinvolgeranno le varie forze in campo per accaparrarsi Kaname e fa uso dei suoi misteriosi poteri.

Ciò che colpisce di questo anime è la trama e i vari combattimenti che si susseguono. Esistono vari colpi di scena inaspettati e le lotte tra mecha riescono a rivaleggiare con alcuni grandi classici del genere.

Il risultato finale è un anime che alterna al punto giusto varie componenti classiche dello slice of life scolastico a veri e propri combattimenti mecha, dando vita a un prodotto adatto un po’ a tutti i tipi di spettatori.


To Love Ru

I personaggi di to love ru
To Love Ru è un anime composto da 26 episodi tratto dall’omonimo manga scritto da Saki Hasemi. La trama ruota intorno a Rito Yuki, uno studente delle superiori incapace di dichiararsi alla ragazza dei suoi sogni. Un giorno, mentre si faceva il bagno, gli appare davanti una misteriosa ragazza nuda di nome Lala.

Questa ragazza si scopre essere l’erede al trono del pianeta Deviluke, scappata dal padre che l’aveva promessa in sposa a vari spasimanti da lei non graditi. Per scappare dalla volonta del padre la ragazza decide di sposarsi con Rito, dando inizio a una serie di conseguenze che metteranno in gioco il destino della Terra.

Il povero Rito infatti dovrà dimostrare di essere in grado di proteggere e prendersi cura di Lala, pena la distruzione del pianeta da parte del padre della ragazza.

L’opera è il più classico degli anime “harem”, dove varie ragazze si innamoreranno del protagonista e finiranno in una serie infinita di situazioni miste tra il comico e il piccante con lui.

Nonostante tutto la trama risulterà molto divertente, dato il continuo crearsi di situazioni equivoche, risultando adatto a chi vuole una serie leggera con uno spiccato tocco ecchi.


Princess Tutu – Magica Ballerina

Ahiru
Veniamo adesso a Princess Tutu, anime del 2022 di 26 episodi complessivi creato da Jun’ichi Sato ed animato dalla Hal Film Maker.

Drosselmeyer è un bizzarro scrittore che ha il potere di far prendere vita alle fiabe che scrive. In una sua fiaba narra le vicende di Ahiru, una papera che si è innamorata del solitario principe Mithos e che lo scrittore fa diventare una ragazza umana.

Grazie ad un magico ciondolo Ahiru può trasformarsi nella Principessa Tutù, ovvero una ballerina che utilizza i suoi poteri danzando. Per salvare Mithos, che non ha più sentimenti, la ragazza-papera dovrà recuperare i frammenti dispersi del suo cuore distrutto.

Princess Tutù è un anime rivolto principalmente alle ragazzine, ma sarebbe superficiale giudicarlo solo per quello, in quanto rielabora infatti gli stilemi e i temi delle fiabe più classiche. Anche la storia nonostante la sua partenza semplice poi si sviluppa con un susseguirsi di colpi di scena del tutto inaspettati.

Come accompagnamento musicale abbiamo una vasta gamma di brani di musica classica e persino la trama di ogni episodio si ispira a quella di una diversa opera di balletto reinterpretandola in chiave moderna.

In definitiva anche se si tratta di una serie per bambini ha una marcia in più e un citazionismo a opere musicali classiche molto interessante e unico nel suo genere.


Boogiepop Phantom

Boogiepop Phantom
Boogiepop Phantom è un anime di 12 episodi prodotto dalla Madhouse a partire da una serie di light nove scritte da Kohei Kadono.

La trama prende in esame vari misteri legati a una cittadina giapponese dove molti studenti scompaiono misteriosamente nel nulla. Dato il susseguirsi di questi fatti viene a crearsi una leggenda metropolitana secondo la quale dietro alle scomparse vi sia un misterioso dio della morte.

In realtà i ragazzi sono stati infattati con un virus durante la loro infanzia e, nell’adolescenza, hanno scoperto di avere poteri che non sanno controllare a dispetto delle loro buone intenzioni. Sarà compito di vari abitanti della città indagare e fare chiarezza su questa piaga che affligge la cittadina.

Nonostante vi siano personaggi che ritornano in ogni puntata ogni episodio è quasi sempre autoconclusivo anche se gli eventi narrati servono a mandare avanti la trama generale. Il risultato è una narrazione disgiunta, con spiccate componenti horror e thriller, che sanno tenere lo spettatore sulle spine fino alla fine dell’opera.

Sicuramente un’opera consigliata se siete amanti del genere e volete guardare qualcosa di più profondo e misterioso. Boogiepop Phantom è anche un’ottima serie anime corta, ideale per una visione al volo.


Paranoia Agent

paranoia agent
Paranoia Agent è una serie animata di 13 episodi dello studio Madhouse, diretta da Satoshi Kon.

La trama inizia quando Tsukiko Sagi, una designer in crisi creativa, viene aggredita da un misterioso ragazzino sui pattini che la colpisce con una mazza da baseball. In seguito in varie zone di Tokyo, anche altri diventano vittime di questo terribile ragazzino, ribattezzato dai media “Shonen Bat”.

Seguendo le vicende di queste vittime, tutte con età e provenienti da ambienti molto diversi, si scopre che in qualche modo però sono collegate tra loro. Nel frattempo due poliziotti, Maniwa e Ikari, indagano sulla faccenda rendendosi conto di essersi cacciati in un caso complicato.

Il mistero dell’identità di questo fantomatico aggressore aleggia durante tutta la serie e la regia si diverte a disorientare continuamente lo spettatore che non capisce bene se quel che sta vedendo sia reale oppure no.

Il compianto Satoshi Kon produce una serie animata onirica nella quale la realtà si mescola con i sogni e i deliri di chi la abita. La serie indaga sulle sfaccettature dell’animo umano e sulle relazioni tra le persone, che spesso sono basate sul mantenere le apparenze.

Anche la società giapponese, con i suoi ritmi lavorativi forsennati, viene fortemente criticata dal regista.

Sicuramente un opera non banale e dalla grande autorialità che sicuramente verrà apprezzata dai fan di Kon e, nel caso non lo siate, vi inviterà a seguire anche altre opere del rinomato regista.


Planetes

i prsonaggi di planetes
Planetes è un anime di 26 episodi prodotto dalla Sunrise a partire dall’omonimo manga di Makoto Yukimura. Protagonista dell’opera è l’equipaggio della Space Debris, una navicella creata allo scopo di ripulire lo spazio da eventuali oggetti che potenzialmente possono danneggiare satelliti o infrastrutture spaziali.

L’ambientazione è chiaramente futuristica, in particolare un futuro in cui l’uomo è arrivato a vivere e commerciare in pianta stabile nello spazio. In questo futuro si svolge la vita dell’equipaggio dell’astronave che deve svolgere le proprie mansioni in un mondo duro e spesso in condizioni estreme dovute a varie fattori.

Il punto forte di Planetes non è tanto la trama ma lo spessore dei suoi personaggi, estremamente approfonditi con realismo incredibile. Ognuno di loro è letteralmente “vivo”, dotato di un suo carattere peculiare e alle prese con i problemi che tutti affrontiamo nella vita di tutti i giorni.

Quest’opera sa fare interrogare lo spettatore su vari temi importanti della vita, ponendo questioni estrememante profondi attraverso i protagonisti che diventatano un mezzo per arrivare ad esaminare quisiti etici e filosofici.

Sicuramente un opera non banale che merita anche di essere vista anche dato che ha vinto il premio Seiun, riconoscimento di primo livello per le opere giapponesi di fantascienza.


La malinconia di Haruhi Suzumiya

Siamo nel 2006 quando esce la prima stagione de “La malinconia di Haruhi Suzumiya”, anime prodotto dalla Kyoto Animation di 14 episodi.

Kyon, il protagonista che è anche il narratore della storia, è un ragazzo che appena entrato al liceo ha deciso che si concentrerà sullo studio e vivrà una adolescenza assolutamente normale e ordinaria senza nulla di strano.

Tuttavia finirà coinvolto nelle strane avventure di una sua compagna di classe, Haruhi Suzumiya, una eccentrica ragazza che dichiara di essere alla ricerca di persone fuori dagli schemi e in particolare ESP, viaggiatori del tempo e alieni.

I due fonderanno insieme il club “Brigata SOS” a cui si uniranno poi i compagnio di scuola Yuuki Nagato, Mikuru Asahina e Izumi Koizumi. I nuovi membri effettivamente non si riveleranno persone poi tanto “normali” sembrano interessati ognuno per un diverso motivo ad Harui.

I cinque saranno coinvolti in situazioni paradossali e dovranno obbedire al volere della carismatica Suzumiya, accontentando ogni suo capriccio e ficcandosi spesso nei guai.

In questa serie Il comparto tecnico è davvero ottimo, ben curato e con ottime animazioni, infatti lo studio Kyoto Animation in questo è un’autentica garanzia. L’opening con il suo famoso balletto è colorata e sprizza energia come la sua protagonista.

La trama è abbastanza intricata e riesce a coinvolgere lo spettatore dalla prima puntata. Inoltre, non esiste un solo ordine di visione ma ce ne sono di altri che permettono di vedere la trama da punti di vista diversi. Questi fattori, oltre all’ottimo comparto tecnico, rendono la serie imperdibile.


Kaiba

Kaiba
Kaiba è una serie di 12 episodi prodotta da Madhouse e diretta da Masaaki Yuasa. Il protagonista, chiamato appunto Kaiba, è un umanoide che si risveglia con un buco del petto in una stanza in rovina. Kaiba non ha nessun indizio sulla sua identità tranne un ciondolo con la foto di una ragazza ed è per questo costretto ad intraprendere un viaggio alla ricerca dei suoi ricordi.

Man mano che la trama avanza veniamo a conoscenza di come nel mondo di Kaiba sia possibile trasferire i propri ricordi in dei chip da spostare in nuovi corpi. Questo a vantaggio ovviamente di chi se lo può permettere, dato che è un modo per allungare la propria vita e modificare i propri ricordi.

In un mondo dove il concetto di morte perde di significato dato che con le nuove tecnologie tutto è possibile lo spettatore viene portato a riflettere su vari temi come l’importanza del concetto di vita e delle memore che ci portiamo dentro. Il tutto viene condito da uno stile artistico unico che richiama visioni oniriche grazie ai suoi disegni molto vividi e distorti.

Per le sue caratteristiche riflessive e il suo stile sperimentale Kaiba è un anime da non perdere assolutamente.


Mushi-Shi

Mushishi
Serie di 26 episodi tratta dall’omonimo manga di Yuki Urushibara. L’anime è ambientato in un mondo dove sono presenti degli spiritelli chiamati Mushi, entità simili agli spiriti del folklore giapponese che albergano in ogni luogo del Giappone.

Data la loro natura eclettica questi spesso creano problemi agli umani ed è per questo che sono necessari esperti come Ginko, studioso di Mushi, in modo da ristabilire la convivenza tra uomini e natura. Ogni episodio della serie è autoconclusivo ed è composto da un differente caso affrontato da Ginko.

L’atmosfera dell’anime è molto tranquilla dato che Ginko trova quasi sempre una soluzione logica e pacifica a questi problemi di convivenza. Scordatevi quindi epici combattimenti contro questi spiriti dato che Mushishi va a puntare tutto sulla calma e sulla tranquillità.

E’ proprio questo fattore a rendere unico l’anime, sia per la sua desamina del rapporto tra l’uomo e la natura sia per la filosofia con cui sono affrontati i problemi. L’essere così lontano da quei canoni frenetici a cui ci hanno abituato gli anime del giorno d’oggi rende Mushishi una perla da recuperare assolutamente.


Ghost In The Shell Stand Alone Complex

Motoko Kusanagi
Ghost in the Shell SAC è una serie appartenente all’universo di Ghost in the Shell ambientata in una linea temporale alternativa che condivide però gli stessi personaggi dell’opera di riferimento.

La serie è divisa in due parti da 26 episodi ognuna delle quali affronta un diverso caso che Motoko Kusanagi, la protagonista, e la Sezione 9 di Pubblica sicurezza devono risolvere.

Tra i punti di forza troviamo ovviamente l’universo a cui appartiene la serie dato che Ghost in the Shell è sinonimo di qualità. I personaggi, le ambientazioni e gli intrighi sono quanto di meglio è possibile trovare per chi apprezza il genere cyberpunk e per i fan che hanno apprezzato il film da cui è nata tutta la serie.

Ovviamente non mancherà una buona parte riflessiva con i temi classici della serie come il rapporto tra umani e macchine e le implicazioni che la tecnologia sta portando nella vita di tutti i giorni. Tuttuo questo unito a una trama veramente intrigante rende questo anime uno dei migliori degli anni 2000.


Welcome to the NHK

I protagonisti di Welcome to the NHK
Welcome to the NHK è una serie animata di 24 episodi tratta dall’omonimo romanzo, poi trasposto in manga, di Tatsuhiko Takimoto .

Il protagonista Satou Tatsuhiro è un ventiduenne che ormai non esce più dal suo piccolo appartamento da quasi quattro anni se non per fare la spesa. Non lavorando e non studiando col tempo sfuggendo dalla società è diventato un hikikomori.

Ma la sua vita da recluso subisce uno scossone quando la timida Misaki Nakahara bussa alla sua porta e si definisce come “una ragazza gentile che aiuta gli hikikomori”, proponendogli di aiutarlo a guarire.
Sato inoltre incontra Kaoru Yamazaki, un otaku suo ex compagno di scuola e ora suo vicino di appartamento, che lo convince a sviluppare un videogioco erotico insieme. Grazie all’inaspettato rapporto di amicizia che unisce i due, Sato tenterà in ogni modo ad uscire dal suo isolamento.

Un anime psicologico che affronta il tema della reclusione e della depressione con grande serietà a e con componenti autobiografiche dato che lo stesso autore ha vissuto queste esperienze in momenti della sua vita.

Il protagonista è chiuso in se stesso, è un hikikomori e la cosa viene mostrata anche in maniera tragicomica per stemperare la pesantezza della sua situazione. Un esempio è quando Sato, in forte paranoia, crede che ogni cosa che gli accada sia frutto di un “grande complotto” inscenato dalla rete televisiva NHK e nei suoi deliri si mette perfino a parlare con gli elettrodomestici del suo appartamento.

Nell’opera si riscontra una forte critica alla spietata realtà lavorativa giapponese che non risparmia nessuno, anzi mette i giovani continuamente in forte competizione favorendo così l’isolamento nei soggetti più fragili. Un vero speccio su un problema terribile che coinvolge molti giovani in Giappone.


Toradora!

Toradora è nato come una serie di light novel scritte da Yuyuko Takemiya e adattamento manga dell’artista Zekkio .

Il protagonista Ryuji Takagi, a causa del suo sguardo inquietante ed essendo figlio di uno yakuza, viene tenuto a distanza e temuto dai suoi compagni di scuola. In realtà è un ragazzo tranquillo e responsabile, oltre che fissato con la pulizia.

Ha una cotta per una sua compagna di classe, Minori Kushieda, ma sa già di non avere speranze. Un giorno urta per sbaglio Taiga Aisaka, una ragazza estremamente minuta e dall’aspetto adorabile che però nasconde un animo particolarmente aggressivo.

Taiga viene infatti soprannominata “Tigre Palmare” per via del suo carattere irruento e la corporatura esile. Non esiterà quindi a trattare da subito Ryuji con estrema insufficienza, nonostante non le abbia fatto nulla di male.

Quando però il ragazzo scoprirà non solo che Taiga è innamorata di Yusaku Kitamura, loro compagno di classe, ma che è pure la migliore amica di Minori, deciderà di instaurare con lei un accordo di mutuo aiuto, sostenendosi a vicenda nelle rispettive conquiste amorose.

Taiga e Ryuji, la “tigre” e il “dragone”, sono i classici opposti che si attraggono, l’anime sprizza energia in ogni suo episodio e rappresenta sicuramente un opera che dovreste recuperare.


Monster

Anime di 74 episodi tratto dall’omonimo capolavoro di Naoki Urasawa, rappresenta un vero caposaldo del genere d’indagine e thriller.

L’opera segue la storia di Kenzo Tenma, rinomato chirurgo che un giorno decide di ribellarsi al suo capo salvando così un bambino da una ferita mortale al posto del sindaco della città di Dussendolf.

Questo comporta per il dotto Tenma la perdita del suo status sociale ma nonostante tutto il dottore non è pentito sapendo di aver fatto la cosa giusta a discapito di un sistema corrotto dove sono sempre i ricchi ad essere privilegiati.

Il tempo però darà torto al dottor Tenma dato che si renderà conto che il bambino da lui salvato, Johan Liebert, in realtà è diventato col tempo un serial killer che continua a mietere vite.

Quando 9 anni dopo aver salvato il bambino sarà lo stesso dottor Tenma ad essere incolpato degli omicidi di Johan inizierà una lunga fuga che portarà Kenzo ed altri personaggi a scoprire la terribile verità che si nasconde dietro a questa lunga serie di delitti.

Questo anime riesce alla perfezione ad adattare lo spirito dell’opera originale e a portare lo spettatore in un mondo di mistero e tensione, dove ogni episodio è importante e riesce a intrattenere dato che aggiunge un pezzo che alla fine compone il puzzle finale. Nulla viene dato per scontato, dai colpi di scena all’evoluzione dei personaggi, motivo in più per non perdere questo capolavoro assoluto.


Hajime no Ippo

Ippo
Hajime no Ippo è sicuramente uno dei grandi calssici quando si parla di anime sportivi. Tratto dall’omonimo manga di George Morikawa è stato animato da Madhouse in tre differenti serie anime.

La storia segue la vita di Ippo Makunoichi, ragazzo orfano di padre che è costretto a lavorare nell’azienda ittica di famiglia per aiutare in casa. Questo lo porta a dedicarsi meno alla scuola ed a essere bullizzato per il suo fisico esile e la sua natura timida. Un giorno, durante l’ennesimo pestaggio, viene salvato dal puglie professionista Mamoru Takamura.

Impressionato dalla forza dell’uomo Ippo decide di dedicare la sua vita alla boxe, sport che sarà per il protagonista strumento di rivalsa e lo porterà a grandi soddisfazione. L’anime è la più tipica delle storie di riscatto, dove un protagonista riesce a cambiare la sua vita per la sua bravura in uno sport.

Anche se può sembrare qualcosa di già vistobisogna ricordare che il manga originale è del 1989 e quindi proprio Hajime no Ippo è stato uno dei capisaldi del genere. Inoltre nulla è banale durante la narrazione della storia dato che tutto viene presentato con realismo ed accuratezza, soprattutto quando si parla di boxe.

Le prove che Ippo dovrà affrontare per diventare il migliore terranno lo spettatore incollato allo schermo ed è per questo motivo, oltre che per la sua importanza storica, che se non lo conoscete dovrete recuperarlo assolutamente.


Cardcaptor Sakura

Sakura
Uno dei grandi classici del majocco, Cardcaptor Sakura è una serie tratta dall’omonimo manga delle CLAMP e trasposto in anime in tre stagioni.

La protagonista della serie è Sakura Kinamoto, una viva bambina di 10 anni che un giorno spezza per sbaglio un misterioso sigillo contenuto in un libro della biblioteca del padre. Quest’azione del tutto innocente libererà in giro per il mondo delle carte magiche chiamate Clow Card, estremamente pericolose e da sigillare il prima possibile.

Ad informare Sakura del suo compito ci penserà Kero-chan, un buffo animaletto parlante che oltre ad aiutare Sakura nel suo compito le forniraà dei poteri magici in grado di contrastare il potere delle carte.

Ad aiutare Sakura nella sua missione inoltre ci saranno l’amica di sempre Tomoyo e Syaoran Li, un catturacarte cinese.

La trama segue i cliche classici dei majokko ed ogni puntata è spesso incentrata sulla cattura di una diversa carta, espediente che manda avanti la storia dell’opera. Va comunque detto che l’opera rappresenta uno dei grandi classici del genere, quindi se apprezzate il majokko e avete gradito anche opere come Sailor Moon non perdetevelo assolutamente.


Inuyasha

inuyasha e Kagome
Inuyasha è un anime tratto dall’omonimo manga di Rumiko Takahashi, già famosa per Lamù e Ranma 1/2. Si tratta di una serie estremamente longeva, di ben sette stagioni, iniziata nel 2000 e conclusa nel 2010.

La serie ha avuto un successo clamoroso sia in patria che nel resto del mondo e in Italia è stata trasmessa interamente da MTV.

La storia ha come protagonista Kagome Higurashi, una ragazza che frequenta le superiori e che vive con la famiglia accanto ad un tempio shintoista e un antico pozzo di legno. Un giorno un demone la rapisce, portandola dentro al pozzo, che si scopre essere un portale che la catapulta nell’epoca Sengoku. Lì incontra Inuyasha, l’altro protagonista dell’opera, un ragazzo per metà demone e per metà umano.

Kagome scopre di essere la reincarnazione di Kikyo, una potente sacerdotessa morta cinquant’anni prima che custodiva la Sfera dei Quattro Spiriti, un gioiello bramato da ogni demone perché capace di conferire poteri incredibili. La ragazza scopre di avere avuto sempre con sé questa magica sfera.

Durante un combattimento, però, la Sfera si distrugge e i frammenti si disperdono per tutto il Giappone. Inuyasha e Kagome, anche se non vanno molto d’accordo, dovranno unire le forze per recuperare tutti i frammenti. Si uniranno alla loro ricerca anche Miroku, un monaco pervertito, Sango, una guerriera in cerca di vendetta, e Shippo, un simpatico demone volpe.

Un anime d’avventura, con incredibili scontri con i demoni intrammezzati anche da scene più leggere. Molto spazio viene dato anche alla complicata relazione tra Kagome e Inuyasha. La serie inoltre è piena zeppa di personaggi, ognuno dei quali riesce a farsi amare dallo spettatore.

Un anime shonen leggero e appassionante da non perdere anche per il suo valore storico. Se volete recuperarlo ma siete preoccupati dalla lunghezza e dalla presenza di filler vi rimandiamo al nostro articolo dove sono indicati tutti i filler di Inuyasha.

Hai altre domande, bisogno di aiuto o semplicemente ti va di parlare di videogiochi? Ci trovi anche al Baretto Videoludico, a cercare di portare il nostro medium preferito oltre le regole.

#LiveTheRebellion