Satoshi Kon è stato uno dei registi più importanti nell’ambito dell’animazione giapponese. È autore di alcune delle produzioni più apprezzate in ambito animato, tra le quali Perfect Blue, Paprika, Paranoia Agent, Tokyo Godfathers e Millennium Actress. Per questo motivo è necessario conoscerle e soprattutto capire come vederle e dove.

Fortunatamente, l’intero operato di questo autore è accessibile online attraverso delle soluzioni molto comode. Se dunque siete interessati a recuperare le sue opere e capire cosa vedere di Satoshi Kon, vi consigliamo di proseguire con la lettura.

Guida alla visione delle opere

Le opere di per sé trattano universi narrativi a sé stanti quindi sono tecnicamente guardabili con ordine a piacere. Se però siete interessati a comprendere il percorso di Kon, consiglio di recuperarli nell’ordine di uscita, ovvero:

  1. Perfect Blue 
  2. Millennium Actress 
  3. Tokyo Godfathers 
  4. Paranoia Agent 
  5. Paprika 

Il tratto caratteristico di questo artista era la sua capacità di cavalcare, in maniera molto sottile, il confine tra realtà e finzione, nonché il suo tentativo di affrontare tutte le sfaccettature dell’animo umano, sfruttando proprio questi scenari a tratti surreali.

Un espediente che riusciva a disorientare non solo i personaggi delle sue storie, ma spesso e volentieri persino gli spettatori, inermi nel comprendere la natura degli eventi che subivano sullo schermo.

Purtroppo, ha potuto esprimere il suo estro creativo in un numero molto piccolo di opere, a causa della morte prematura all’età di soli 48 anni, oltretutto durante la produzione della sua ultima opera, ormai rimasta incompiuta, di nome Yume-Miru Kikai.

Di seguito trovate un’infografica sulle opere di Kon e le relative piattaforme per capire dove recuperarle, nel caso non vogliate conoscere nemmeno la sinossi delle opere. In caso contrario, proseguite con la lettura.

Ordine visione opere di Satoshi Kon e su quali piattaforme recuperarle

Perfect Blue (1997)

Perfect Blue

Perfect Blue è il lavoro che dà il via alla sua produzione in qualità di regista, in collaborazione con lo studio di animazione Madhouse. E’ tratto dall’omonimo romanzo di Yoshikazu Takeuchi.

Viene distribuito, nel 1997, per il mercato home video, ma la produzione fu così convincente da spingere il film anche alla proiezione in sala, consacrando definitivamente l’opera nella storia del medium.

La storia narra delle vicissitudini di una idol di nome Mima che, al seguito della sua transizione professionale per divenire un’attrice, osserva il suo mondo e la sua routine gradualmente distorcersi, percependo l’ostilità sia di coloro che non hanno accolto positivamente il suo cambiamento che della sua coscienza.

Si tratta di uno dei migliori film di animazione giapponese di sempre, caratterizzato da una regia di alto calibro e da un messaggio pungente. Perfect Blue confonde finzione e realtà con un saggio gioco di prospettive ad opera di Satoshi Kon e riesce a incantare grazie alla tematica della percezione, intesa come la distanza che esiste tra come veniamo visti e come ci vediamo.

Tratteremo meglio quest’opera in un’analisi futura dato che è abbastanza complessa, ma vi basta sapere che è un cult thriller da vedere assolutamente.

Millennium Actress (2001)

Millenium Actress

Kon e Madhouse, a quattro anni dalla produzione di Perfect Blue, decidono di confezionare, nel 2001, la realizzazione di un ulteriore lungometraggio animato denominato Millennium Actress.

Quest’opera, a differenza della precedente che adattava un romanzo preesistente, gode di un soggetto originale scritto dallo stesso Satoshi Kon.

L’opera narra di una ex-attrice di nome Chiyoko Fujiwara che viene intervistata da Genya Tachibana, regista di uno studio televisivo, intenzionato a ripercorrere la storia di questa vecchia stella del cinema sotto forma di documentario. Il flusso di ricordi che trapeleranno dall’intervista, tuttavia, faranno immergere i due in un turbinio di narrazioni che si intrecciano con le loro esperienze di vita reali.

Millenium Actress è un altro film cult, che è abbastanza vicino a Perfect Blue per alcuni elementi, non a caso Kon li ha definiti come due facce della stessa moneta. Anche in quest’opera si fa moltissima leva sul binomio illusione-realtà, aggiungendo anche una componente romantica che fa da sfondo alla narrazione.

Tokyo Godfathers (2003)

Tokyo Godfathers

La rapporto tra Satoshi Kon e Madhouse procede in maniera idilliaca e, 2 anni più tardi, viene prodotto
Tokyo Godfathers, nato anch’esso da un soggetto di Kon, seppur fortemente ispirato dal libro di Peter B. KyneThree Godfathers. Arriva nelle sale italiane il 4 Febbraio del 2005.

L’opera narra le peripizie di una famiglia di senza tetto che, durante la vigilia di Natale, trovano un neonato tra la spazzatura. Decidono di non rivolgersi alla polizia, preferendo avventurarsi da soli alla ricerca dei suoi genitori.

Tokyo Godfathers è distaccato rispetto agli altri 2 film in quanto a tematiche, visto che tratta principalmente i temi della famiglia, del fato e delle relazioni familiari.

Anche la vena fantasy e surreale dei primi due viene messa in secondo piano, per anteporre uno scenario molto più verosimile, purché anche in quest’opera, così come in Millennium Actress, i ricordi dei vari protagonisti giocano un ruolo chiave all’interno della narrazione.

Quest’opera fa un ottimo lavoro nell’analizzare i 3 protagonisti durante il tragitto personale che intraprendono, visto più come un processo di recupero dei legami con la propria famiglia.

Paranoia Agent (2004)

Paranoia Agent

La produzione successiva a Tokyo Godfathers differirà per la sua natura non cinematografica, ma seriale: Nasce infatti Paranoia Agent, serie televisiva di 13 episodi animata da Madhouse.

L’opera parla di questa serie di casi di aggressione perpetrati da una misteriosa identità che si cela dietro a 3 elementi caratteristici: pattini con rotelle di colore aureo, un capellino da baseball e mazza da baseball.

L’inizio della serie dei casi è da ricondursi al caso di aggressione subito da Tsukiko Sagi, character designer del noto cagnolino soprannominato Maromi. All’inizio la veridicità delle sue accuse viene messa in dubbio, fin quando queste aggressioni cominciano ad aumentare e le testimonianze si allineano sempre allo stesso identikit.

Comincia così la caccia da parte di due detective, Keiichi e Mitsuhiro, a ” Shonen Bat “.

Paranoia Agent tratta tematiche che ancora oggi non sono pienamente affrontate in tutti i paesi, come la salute mentale e psicologica. Questa serie tratta concetti come la repressione e i traumi in soli 13 episodi e lo fa anche molto bene, risultando a tratti raggelante e dritta al punto. Per questo motivo lo abbiamo inserito tra i migliori anime corti.

Oltretutto, la natura episodica della serie ha permesso Kon di poter riprendere molti dei temi presenti nelle sue opere precedenti nell’arco di diversi episodi, passando dal disturbo dissociativo della personalità di Perfect Blue alla ricorrenza dei ricordi e della memoria di Millennium Actress.

Anche se questo anime sembra apparentemente semplice non lo è affatto! Altamente consigliato a tutte le persone che vogliono approfondire il concetto di repressione e cercano qualche anime corto ma capace di fare riflettere.

Paprika (2006)

Paprika

Paprika rappresenta il suo ultimo film della sua carriera registica, prima della prematura morte avvenuta nel 2010.

Prodotto nel 2006 da Madhouse, è basato sull’omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui. Viene distribuito nelle sale italiane il 15 giugno 2007.

L’opera narra di questa invenzione chiamata DC Mini, incredibilmente avanzata dal punto di vista tecnologico, che permette di poter interagire con il mondo dei sogni delle persone.

Quest’invenzione viene però trafugata da un impostore che fa impazzire alcuni dei scienziati che erano al lavoro sullo sviluppo dell’invenzione, impiantando ad essi un sogno da cui non riescono più a fuggire.

La protagonista, Atsuko Chiba, una delle ricercatrici, si mette all’opera per dare la caccia al colpevole e salvare la vita dei suoi colleghi, anche attraverso la sua personalità secondaria del mondo dei sogni, Paprika, con cui operava di nascosto per curare illecitamente alcuni pazienti.

Quest’opera analizza il concetto di dualità, ma anche le tematiche dell’illusione, della memoria e dei sogni, creando un mix perfetto di diversi elementi che sostengono una delle migliori storie dell’animazione giapponese. Paprika ha degli scenari altamente suggestivi per via della sua ambientazione onirica e vi possiamo garantire che è solamente uno dei tanti punti di forza di questo film.

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