Giuseppe Macor

Speciale Meta Game e Power Gaming? Si fottano!

Sempre più spesso si sente parlare di Meta Game e Power Gaming nel mondo dei videogiochi; termini legati a loro volta ai concetti di Meta Player, Power Player e spesso a quello di Pro Gamer. Cosa stanno a significare tutti questi termini così diversi e contemporaneamente così vicini tra loro? A parer mio, escludendo l’ambito del Pro Gaming, dei semplici consigli che il giocatore può scegliere di seguire o meno. Quando però si cerca di imporre ai propri compari i “dettami del meta” ecco che nasce il rischio di rendere il gioco meno divertente. Per evitare problemi di questo tipo è necessario conoscere la definizione di questi fenomeni per poterli comprendere, utilizzare o evitare.

Il Meta Game nei Videogiochi

Non solo videogiochi Il fenomeno del Meta Game colpisce anche altri ambiti distinti dal videogioco come i giochi di carte o i giochi di ruolo cartacei. In quest’ultimo ambito inoltre è visto in maniera più negativa, come un qualcosa da evitare in tutti i casi.

Per definire il Meta Game bisogna comprendere il termine Meta, esso deriva dal greco “μετά” e può essere tradotto come “aldilà”. Ci troviamo in presenza di un concetto che sta oltre il videogioco e che può influenzare le scelte effettuate dal giocatore. Il termine può essere anche visto come un acronimo: “most effective tactic available”, ovvero ciò che a livello numerico funziona di più all’interno di un videogioco. Si parla di Meta Game quando si ha a che fare con elementi di gameplay statisticamente più performanti del resto delle opzioni possibili.

Nei videogiochi competitivi (che siano picchiaduro, Pokémon o sparatutto) le scelte degli stessi giocatori possono modificarne il meta. Ad esempio, se in un picchiaduro una buona percentuale di giocatori utilizzerà il personaggio più forte, un’altrettanta fetta di giocatori inizierà ad utilizzare un personaggio più debole ma che può mettere in difficoltà il personaggio più utilizzato. La fluidità del Meta Game è una caratteristica principale dei videogiochi competitivi, che permette di vivere scontri sempre nuovi anche ad anni di distanza dall’uscita del gioco in questione. In passato il Meta di un videogioco (non competitivo) rimaneva lo stesso dalla fase gold alla fine della produzione, oggi l’online ha cambiato il modo di gestire questo aspetto del game design. Ciò porta ad allungare la vita di un determinato prodotto, al prezzo di patch su patch su patch da scaricare prima di potersi godere il gioco.

Nerf, buff e bilanciamenti sono all'ordine del giorno in qualsiasi videogioco e le patch notes accompagnano sempre più spesso i nostri momenti sul trono di casa.

Power Gaming e perchè evitarlo

Mentre il Meta Game coinvolge la matematica interna al gioco, il Power Gaming riguarda esclusivamente il giocatore. Esso è un atteggiamento che il fruitore del videogioco utilizza nell’approcciarsi a quest’ultimo e che personalmente trovo molto fastidioso. Il Power Gaming si manifesta quando un giocatore mette da parte tutto ciò che non favorisce la vittoria. Si segue il meta perchè è l’unico modo possibile di giocare, tutti gli altri sono inutili sprechi di byte sul disco. Se impugnate il controller con questa mentalità non state giocando, state facendo una dimostrazione di forza.

A volte penso che non riuscirò mai a capire questo tipo di atteggiamento, ma almeno abbiate la decenza di non imporre il vostro modo di giocare agli altri. La cultura del videogioco è ancora giovane, dobbiamo crearla e modellarla insieme, con argomentazioni ragionate che vadano anche oltre i discorsi di Meta. Insomma, una cultura videoludica che scavi più nel profondo dei semplici risultati numerici.

Insomma, anche basta usare sempre gli stessi set e le stesse build e le stesse armi e così via no? Che Palle!

Meta Player e Power gamer, quali sono le differenze?

Il Meta Game premia il giocatore che studia il funzionamento delle meccaniche di gioco e che le adatta al suo gameplay in base alla circostanza. Adattare è una parola chiave, come risulta esserlo l’approccio del giocatore al videogioco stesso. Un Meta Gamer è colui che conoscendo le meccaniche di gioco si lascia influenzare dal meta nelle scelte da effettuare. Una persona che venera il Meta come unica via da seguire non è più un Meta Player ma un Power Player.

Il concetto è lo stesso, l’utilizzo del Meta Game al fine di essere più performanti. Ciò che cambia è l’approccio mentale a quest’ultimo a causa del Power Gaming. Il Power Player annulla la sua libertà di scelta, escludendo a prescindere ciò che non è Meta. Ciò può anche essere condivisibile a livello teorico, se l’obiettivo è essere performanti, ma se l’obiettivo è divertirsi? Perché privarsi della possibilità di utilizzare gran parte dei contenuti di un videogioco, ma soprattutto perché non divertirsi a trovare modi per adattare il meta al proprio stile di gioco? Giochiamo con il cuore, non con occhi e mani.

Power Gaming Power Player
Insomma avrò anche la libertà di scegliere chi usare in un picchiaduro no? ….ah no?

Il Meta Game per i Pro Gamer

Risulta scontato dire che nell’ambito del Pro Gaming il Meta Game sia una delle componenti essenziali da assimilare per poter giocare al massimo livello. Un Pro Gamer, a differenza di ogni altro, ha la necessità di studiare la parametria e la tecnica interna al videogioco con cui vuole fare carriera. Non crediate però che per loro sia scontato anche adottare un atteggiamento da Power Player, anzi. Molto spesso, soprattutto nei picchiaduro, una scelta totalmente estranea al meta può cambiare le sorti di un torneo o della percezione che si ha di quel gioco a livello competitivo.

Rinchiudersi nelle certezze del Meta può portare a risultati sicuri solo in un primo momento, ma andando avanti si troveranno sempre più avversari che sanno come aggirare le scelte compiute nel Meta Game più puro. Il Pro Player cresce provando cose sempre diverse, adattando il suo gameplay a quello dei suoi avversari tenendo conto del Meta Game. Non tralasciamo poi i principi universali degli eSport enunciati da AESVI, in cui si pone molta attenzione al fair play e all’inclusività tra Pro Gamers.

Non si migliora ripetendo migliaia di volte una singola azione, ma provando mille volte a risolvere un problema in modi diversi per capire come risolverlo al meglio.

Per noi giocatori “normali” il Meta può essere una strada da seguire se si è realmente appassionati al gioco in questione, ed è bello vedere in noi giocatori questa passione. Contemporaneamente però deve limitarsi ad un consiglio che gli sviluppatori lasciano alla loro community. Un consiglio, non un obbligo, non un modo per sentirsi migliori degli altri giocatori, non un motivo che vada a spaccare in due un gruppo di amici, non un modo di isolarsi dal resto della community. Sentitevi liberi di sperimentare e di provare, ognuno può giocare come vuole. Il videogioco connette le persone, non le divide, diventiamo videogiocatori più simili al videogioco.