Il mondo di Satoshi Tajiri

Tutti i fan del mondo Pokémon conoscono, almeno di nome, Capsule Monsters, primo tassello dell’ascesa di Game Freak. In tanti hanno discusso degli sprites delle creature, ma quali erano i suoi concept di gioco? Le notizie che abbiamo su questo embrione del franchise provengono da varie fonti: un manga biografico dedicato a Satoshi Tajiri nel 2018, la rivista Famitsu e le beta di Pokémon Verde e di Pokémon Oro. Tajiri si è più volte sbottonato per farci intravedere la sua visione del mondo Pokémon, diversa da quella di Game Freak e più vicina al manga Pokémon Special. Una visione più matura e “realistica” del mondo che abbiamo amato/odiato nel corso degli anni.

Alcuni degli sprite delle prime fasi di programmazione. Si possono notare creature sconosciute; “volti” familiari come Cloyster, Gastly, Tentacruel Staryu, Pinsir o design non definitivi come per Lapras e Tangela.

Ma quali sono le differenze?

I Concept eliminati da Pokémon

Gashapon…

Innanzitutto in Capsule Monsters i metodi di cattura sono differenti, non vi sono PokéBalls vere e proprie. Il tutto avveniva grazie alle statistiche dell’allenatore, impensabile vero? L’avatar era infatti dotato della statistica del carisma, necessaria per convincere i mostriciattoli ad unirsi alla squadra. Non so voi, ma ciò mi sembra una sorta di tentativo di arrivare a ciò che poi hanno fatto ai giorni nostri Undertale e Persona. Un secondo metodo invece consisteva, com’è possibile vedere da alcuni concept di gioco, nell’acquistarli direttamente dalle macchinette gashapon (da cui Capsule Monsters) presenti all’interno dei Market. In alcuni fascicoli riesumati dai ragazzi di Helix Chamber, Tajiri nomina anche dei “mostri illusori“. Queste creature, in maniera simile ai Pokémon Leggendari, potevano essere incontrate una sola volta e sarebbero stati molto difficili da catturare. Belli i tempi in cui ci si cagava sotto contro i leggendari perchè non erano così semplici da catturare vero? Mancano poi i famosi Centri Pokémon in favore dei classici alberghi da gioco di ruolo.

…e frustini?

Animali o nostri pari? Inizialmente, secondo Tajiri, tra umani e Capsule Monsters si sarebbe creato un rapporto come quello tra umani ed animali. Alcune delle creature sarebbero state chiuse in gabbia com’è possibile vedere da alcune concept art. Un elemento che probabilmente sarebbe stato utilizzato sia per concept di gameplay sia per effettuare critica sociale. Game Freak ha poi limato l’aspetto nel tempo.

Si, frustini, che ci permettono di parlare di una particolare meccanica di Capsule Monsters. Originariamente infatti tutti gli allenatori erano dotati di frustini in quanto gli esseri umani si battevano in prima persona con le creature! In ciò si nota la più grande differenza tra i due progetti. In Capsule Monsters le creature sarebbero probabilmente state usate non solo per attaccarne altre, ma addirittura attaccare delle persone. Decisamente violento rispetto a pokémon, ma non rispetto a Pokémon Special. Nella leggendaria I° generazione inoltre, alcuni degli allenatori più forti sono dotati ancora di quel frustino. Tralasciando il Team Rocket, che ne è ovviamente dotato, colpisce il fatto che ne siano dotati anche i Fantallenatori e la Capopalestra Sabrina.

Un po’ come se le creature allenate in questo modo siano più forti delle altre, per carità, non condivido il messaggio che ciò avrebbe generato. A mio parere il gameplay avrebbe però giovato di un Combat System più complesso grazie alla presenza dell’allenatore nelle battaglie e di meccaniche di allenamento probabilmente più chiare. Cazzo, abbiamo dovuto aspettare Spada e Scudo per dire addio alla piaga del breeding! Erano previsti poi anche delle creature non ottenibili, concetto a cui si è arrivati nuovamente con Spada e Scudo e il suo Eternamax.

Capsule Monsters e… Yu-Gi-Oh?

Alcuni progetti dedicati al giovane maghetto a cui piace giocare a carte hanno più volte utilizzato il termine Capsule Monsters. Parliamo principalmente della serie animata “Yu-Gi-Oh! Capsule Monsters“, del videogioco per PS2 “Yu-Gi-Oh! Capsule Monsters Coliseum“. In questo caso ci si scostava leggermente dagli scontri a suon di carte in favore di una sorta di gioco da tavolo, commercializzato poi da Mattel.

Pokémon Special: Capsule Monsters su carta stampata.

A partire dal 1997 Hidenori Kusaka inizia la serializzazione di un manga ispirato al mondo creato da Game Freak. Pokémon: La Grande Avventura (Pokémon Special e Pokémon Adventures rispettivamente per nipponici ed americani) è decisamente diverso dalla trasposizione animata. Innanzitutto la trama ed il setting sono molto più vicini a quelli del videogioco, senza sdegnare però qualche differenza e qualche colpo di scena. Kusaka si ispirò solo al videogioco (il dannato Ash Ketchum esordì un mese dopo l’inizio della pubblicazione) cercando di riempire le mancanze causate dall’hardware di Game Boy.

I Pokémon prendono vita, i personaggi vengono caratterizzati, la storia viene resa in maniera più realistica, le battaglie sono cruente e ben pensate. Le creature arrivano ad attaccare gli umani per seguire gli ordini dei propri padroni, gli allenatori combattono insieme ai Pokémon, le mosse hanno degli effetti realistici al contesto e soprattutto se viene tirato un iper-raggio su una città non ci si fa problemi a mostrarne il cratere enorme nella pagina successiva! Tralasciando le stragi di massa, il mangaka non “sporca” il mondo di riferimento con il sangue, ma lo innalza rendendolo più fedele all’idea che ne aveva il suo creatore.

“Questo è l’opera che più assomiglia al mondo che stavo cercando di comunicare”

Satoshi Tajiri
Pokemon Special, Pokemon Adventures, Pokemon La Grande Avventura
Quanto vorrei che nei giochi Pokémon ci fosse il coraggio di far succedere e di mostrare cose simili!

Pokémon o Capsule Monsters?

I sogni, soprattutto in ambito videoludico, molto spesso rimangono tali e molto raramente diventano realtà.

Capsule Monsters è uno dei miei sogni infranti. Per carità, adoro Pokémon, ma vorrei che Game Freak avesse voglia e tempo di migliorare l’aspetto tecnico dei giochi (da sempre mediocre) e di osare di più in generale, tanto ormai a pokémon paradossalmente ci giocano principalmente gli over 20 no? Ogni volta che gioco a Spada e Scudo non riesco a fare mille paragoni e ad immaginarmi un Pokémon a metà tra Dragon Quest XI e Ni No Kuni, è più forte di me.

Non si tratta di essere esigente o di non aver digerito gli ultimi titoli, si tratta di voler vedere il brand risplendere ancora una volta come hanno fatto le altre serie Nintendo approdate su Swtich. Sono anni ormai che Pokémon dona gioie e dolori che, molto di più rispetto ad altre serie, colpiscono i giocatori. Noi allenatori però siamo sempre qui, a catturare creature senza mai stancarci.

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