Pietro Iacullo

Speciale Xbox One: inevitabilmente seconda?

Lo scopo di questo articolo non è fare console war, ma cercare di capire come si sta muovendo il mercato

Mettiamo subito in chiaro una cosa: l’articolo che vi state apprestando a leggere non nasce con lo scopo di fomentare console war e non vuole essere un giudizio “qualitativo” e irrevocabile su Xbox One (o Playstation 4). Si tratta piuttosto di una valutazione “quantitativa”, che prendendo come spunto i (non sempre trasperenti) dati sulle vendite di questo 2015 cerca di ipotizzare cosa possa succedere nei prossimi anni di questa ottava generazione di console.

La seconda premessa è che abbiamo preso a riferimento i dati sulle vendite rilasciati da NPD, concentrandoci quindi sul territorio americano, che per la console di Microsoft dovrebbe essere una sorta di “giardino di casa” e meno ostile rispetto al Giappone e all’Europa (e proprio per questo quindi rende, almeno secondo chi sta scrivendo, queste considerazioni più preoccupanti per l’azienda di Redmond).

 

Il 2015 è stato un ottimo anno per xbox one

Anche l’appassionato Sony più incallito avrebbe difficoltà a non ammettere che il 2015, soprattutto per quanto riguarda l’ultimo trimestre, è stato un anno che Xbox One ha vissuto da protagonista. L’arrivo della retrocompatibilità dei titoli Xbox 360 (che, per quanto personalmente ritengo la classica feature che il pubblico richiede a gran voce e poi sfrutta poco, da programmatore non posso non considerare una sorta di miracolo ingegneristico), il rilascio di una nuova e più prestante dashboard (tanto da parlare di “New Xbox Experience”) e soprattutto l’arrivo sul mercato nel periodo Settembre-Novembre di un tris di esclusive di peso massimo come Forza Motorsport 6, Halo 5: Guardians e Rise of the Tomb Raider (preceduti dall’ottimo aperitivo dato da Rare Replay).

 

Non solo: mentre in casa Microsoft si lucidava l’argenteria e si preparava il pranzo del Ringraziamento seguendo il menu riportato qui sopra, la concorrenza ha di fatto deciso che per quest’anno i giocatori potevano rimanere a dieta. Non comunque a digiuno, visto che (oltre alla Nathan Drake Collection e a Tearaway Unfolded) qualche sorpresa interessante non è mancata, soprattutto se si guarda dalle parti dei contenuti scaricabili come Driveclub Bikes o Bloodborne: The Old Hunters, ma comunque niente che come importanza potesse rivaleggiare ad armi pari con quanto proposto su Xbox One.

 

Insomma, lo scenario perfetto per colmare il gap e magari far meglio dell’avversario diretto… Peccato che le cose siano andate diversamente.

 

Lasciamo perdere i mesi precedenti (dove per la cronaca, con l’eccezione di Aprile, Playstation 4 ha venduto più unità di Xbox One) e andiamo a dare un’occhiata ai risultati di Settembre. Oltre a non trovare tracce di Forza Motorsport 6 nella top-10 dei titoli più venduti (battuto anche da Super Mario Maker, uscito in esclusiva sul claudicante Wii U) ben cinque dei titoli presenti in classifica hanno fatto meglio su Playstation 4, con solo Destiny: Il Re dei Corrotti e NHL16 a risultare più venduti su Xbox One rispetto alle controparti per altre piattaforme.

Va decisamente meglio ad Ottobre, dove l’asso pigliatutto Halo 5 riesce davvero a “pigliare tutto” posizionandosi in cima alla lista dei giochi più venduti (risultato peraltro raggiunto in meno di una settimana, visto che la data di uscita era fissata per il 27) e soprattutto facendo quello per cui la serie è stata ideata, ovvero essere uno dei cosiddetti System Seller. Xbox One quindi riesce a superare la rivale anche in fatto di vendite hardware, anche se la partita dei titoli multipiattaforma segna ancora un 7 a 1 (Rock Band vende meglio sulla macchina targata Redmond).

Il verdetto di Novembre però vede il cavallo di battaglia di Microsoft scendere fino all’ottava posizione, ri-superato dai soliti titoli sportivi (tutti, per inciso, più venduti su Playstation 4) e dalle new entry Star Wars Battlefront, Fallout 4 e Call of Duty: Black Ops III (in testa alla classifica). Rise of the Tomb Raider, nonostante il clamore suscitato dall’esclusività temporanea, non riesce ad entrare nella Top-10. La nota positiva è che comunque Black Ops III riscuote più successo su Xbox One, anche se rispetto a quanto si era visto negli scorsi anni è Sony a poter vantare un canale privilegiato per i contenuti aggiuntivi del blockbuster Activision.

 

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Il controller Elite per Xbox One rilasciato recentemente da Microsoft

 

Un’esclusiva ogni mese, ma solo una capace di imporsi come vendite

Tirando un po’ di somme per questi circa 90 giorni, Microsoft rilascia un’esclusiva ogni mese ma riesce a venderne sul serio solo una, facendo comunque complessivamente peggio rispetto a quella concorrenza che aveva di fatto deciso di non giocare troppo seriamente la partita. In attesa di scoprire com’è andata a Dicembre la verità che emerge dal mercato è che, anche se qualitativamente si può dire che il 2015 è stato l’anno di Microsoft, la corona di Regina finisce comunque sulla testa di Sony. E le prospettive per il 2016 non possono essere troppo diverse, considerato che è molto improbabile che a Redmond possano giocare di nuovo la carta Halo (quantomeno per un capitolo principale) e che soprattutto l’anno prossimo vedrà l’arrivo su Playstation 4 di quelle esclusive di peso che in questo finale di 2015 sono mancate. Due nomi su tutti: Street Fighter V (una delle “console exclusives” di PS4) e Uncharted 4. Tra esclusive vere e temporanee (alcune voci vogliono l’arrivo del primo episodio del remake di Final Fantasy VII in arrivo entro la fine dell’anno prossimo) e con l’incognita Playstation VR pronta a fare il suo debutto, è quindi difficile non pensarla come Shuhei Yoshida e non vedere il 2016 come un grande anno per Playstation 4. Altrettanto difficile è immaginare un’inversione di tendenza che veda Xbox One riuscire ad impedire che il divario (specifichiamo di nuovo, sotto il profilo delle vendite) con la rivale si allarghi per poter tentare più avanti di nuovo il sorpasso.

 

 

Il “monopolio” non fa bene a nessuno e la concorrenza serve

Nella pratica, dovessimo tradurre le considerazioni fatte fino ad ora con una frase sarebbe la seguente: Xbox One sembrerebbe ormai inevitabilmente condannata al secondo posto per questa ottava generazione di console.

La speranza è che il team ormai da un paio d’anni guidato da Phil Spencer prenda questo, come a conti fatti è successo fino ad ora, come uno stimolo a continuare a migliorare l’offerta (e l’appeal) della piattaforma, piuttosto che rassegnarsi e tirare i remi in barca: perché una cosa è certa, la concorrenza fa bene al mercato e costringe tutte e due le contendenti a tirar fuori il meglio, cosa assolutamente non scontata in situazioni di monopolio o quasi (vedasi ad esempio quanto successo in casa Sony nella transizione da Playstation 2 a Playstation 3).