A Torino, il primo polo italiano dedicato agli eSports

La società uBroker SRL, in collaborazione con l’Egames & VR World, hanno dato vita a Torino, al primo polo italiano eSports. L’EVW è un’associazione nata nel 2018 a Chivasso. Il suo impegno è far crescere lo sport elettronico competitivo nel nostro paese. Ma è l’impresa italiana, la uBrokers SRL che sorprende, visto il core business che la contraddistingue. Essa infatti si occupa di fornire luce e gas a prezzi estremamente vantaggiosi. E con più di un occhio di riguardo verso responsabilità sociale ed ambientale. Il tutto, stimolando i contatti e le relazioni tra le persone. Concetto, quest’ultimo, che si riflette anche sull’idea alla base del gaming competitivo.

Torino eSports
Sicuramente i risvolti economici nel settore sono notevoli e il mercato è in fortissima crescita. La volontà però è anche quella di legare questi ragazzi. Farli conoscere. Creare amicizie che andranno oltre il semplice pvp. Amici che condividono una medesima passione. Che combatteranno digitalmente ma che rimarranno legati una volta finita la battaglia. Interagire, senza barriere, non solo in Italia. Ma nel mondo. Si diffondono idee, emozioni. Ci si aiuta e ci si stimola a vicenda. Questi i pilastri su cui si fonda il competitive. L’eSports come aggregazione, amicizia e sportività. O più semplicemente, eSports per il sociale. Gli stessi ideali su cui si fonda il sodalizio che ha portato alla nascita del primo polo eSports a Torino. Tale notizia però, non è l’unica che ha coinvolto la città piemontese in questi ultimi mesi.

Nasce anche il Torino Fc eSports

L’altra importante novità, è stata la nascita del Torino Fc eSports. Proprio ad aprile infatti, l’annuncio ufficiale dei due player che rappresenteranno i granata nel competitive. Da una parte Marco Maniscalco, che competerà su Fifa 20. Dall’altra Christian Alloa, uno dei partecipanti alle selezioni per diventare un player della Nazionale Italiana di eFootball PES 2020.

Torino eSports
Il nuovo team si unisce quindi alle altre 16 squadre di Seria A che hanno deciso di investire in questo campo. Settore questo che oltre alle già citate considerazioni economiche, ha creato una grandissima community. Pro players che, anche grazie alle dirette su Twitch, giocano fra di loro. Si allenano insieme e partecipano anche a tanti tornei fra team competitivi. E che spesso, condividono il pad anche con i calciatori delle diverse squadre. Anche qui possiamo notare le possibilità che offre il gaming competitivo. Il rappresentante della Fiorentina eSports che gioca in multiplayer con Federico Chiesa. Ed è uno dei risvolti più interessanti. L’occasione di giocare con il tuo calciatore preferito. Magari stracciandolo. E portando a casa una vittoria, tra il divertimento generale. Gli eSports che uniscono le persone, dando vita a momenti speciali ed irripetibili.

Possiamo quindi parlare di eSports per il sociale?

Alla luce di quanto rilevato, mi piacerebbe fare un’ultima riflessione prima di concludere. Le associazioni eSports hanno elaborato delle linee guida da seguire. Queste si dirigono verso il rispetto reciproco. Creare amicizie. Sviluppare un ambiente dove ogni player rispetta l’altro. Le medesime colonne portanti su cui è costruito, teoricamente, lo sport. E tanti di questi aspetti li notiamo semplicemente seguendo i canali social di questi ragazzi. Ogni evento collettivo dà prova visiva di quanto accade durante quei weekend. Mr. X che, nonostante la sconfitta in semifinale, si impersona personal coach di Mr. Y mentre gioca la partita decisiva. Una birra insieme prima di tornare in albergo, una volta finita la Fut Champions Cup. Culture diverse che si uniscono, per generare legami che scavalcano il muro della competizione. Senza dimenticare poi, la possibilità di viaggiare.

Tekkz e Steven “Stevie G” Gerrard sullo stesso campo
Se ci pensate bene, un po’ se avete giocato a basket, calcio o altri sport, le cose erano molto simili. Le finali nazionali o regionali. Le selezioni per rappresentare le giovanili della tua regione. Prima una sana competizione. Poi un grande rinfresco. Le stesse persone che erano lì a competere con te, ora mangiano e scherzano. Ed ecco quindi tanti anni dopo, l’eSports sociale che si fa promotore di amicizia, sportività e aggregazione. Principi fondanti che esistono anche in ambiente videoludico. Io porto con me ricordi indelebili di quando giocavo a basket 24 ore su 24. Lo stesso, e son sicuro, faranno questi ragazzi che stanno vivendo queste avventure. Questo, e ci tengo a precisarlo ancora, aldilà dell’aspetto puramente monetario. Vorrei concentrarmi sulle persone. Lo sport e l’eSports, che promuovono valori. E che ti rendono una persona diversa. Ricca di esperienze da raccontare.

Il futuro è roseo per l’eSports in Italia

Gli ultimi anni sono stati molto importanti per la crescita del gaming competitivo nel nostro paese. Solo recentemente, non solo Torino e il primo polo eSports. Impossibile non citare l’Amazon University Esports. Altra grande competizione che ha coinvolto le principali università italiane. Strutture che si occupano dell’educazione dei ragazzi. Oppure, in questo caso specifico, società che lavorano nel campo energetico e che guardano ai videogiochi. Cercano di trasferire i concetti alla base della loro mission e vision in un altro ambito e diffonderli anche ai più giovani. Generare in loro una crescita che speriamo riuscirà a renderli persone migliori. In generale, un grosso investimento che ruota intorno a loro. Alla loro passione per i videogiochi tale da trasformare il grande amore videoludico in un lavoro. Il tutto grazie al duro allenamento.

Vip e calciatori famosi stanno già compiendo importanti passi con leghe personali o team competitivi. Si sono resi conto di quanto sia fertile questo mercato, e proprio per questo il passo fatto dalla uBroker SRL è molto importante. Soprattutto per spingere tante altre aziende italiane a fare lo stesso. Chissà se un giorno parleremo di Torino come la città “dalla forte tradizione eSports”. Un po’ come si usa dire per altre importanti realtà specialmente in ambito calcistico ma più in generale sportivo.

Un po’ di fiducia in questi tempi difficili.

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