Ubisoft prova a far luce sui Secoli Bui, sui Vichinghi e sulla figura di Alfredo il Grande

Ok, Assassin’s Creed Valhalla ci permetterà di giocare come dei Vichinghi, ma in che epoca storica è ambientato esattamente? Questione non banale nell’economia della serie. È un dettaglio che oltre a toccare tutto Assassin’s Creed Valhalla, ne va a posizionare gli eventi della timeline nel passato in relazione ai precedenti capitoli. La timeline, a tredici anni dall’uscita del primo capitolo, è una ragnatela fitta di fili rossi da intrecciare con la storia canonica. Quella con la S maiuscola, raccontata nei libri di Storia o meglio ancora nei podcast del Professor Alessandro Barbero. Scegliere l’epoca storica di Assassin’s Creed Valhalla di conseguenza è un compito non facile, che racconta tantissimo del gioco già solo con un numero.

Più di quanto potranno fare i numeri in fondo alle recensioni al day one del titolo, in ogni caso.

Qual è la timeline di Assassin's Creed?

Cronologicamente, il primo capitolo della serie è Assassin’s Creed Odyssey. In Odyssey non esiste ancora nè la Setta degli Assassini né l’organizzazione degli Occulti, il primo gruppo proto-assassino della Storia. La Lama Celata, di contro, si. E per quanto non venga utilizzata in-game da Kassandra/Alexios, ha già mietuto la sua prima importante vittima: Serse.

Quella stessa lama passerà di mano fino ad arrivare a Cleopatra, da lei ad Aya e da quest’ultima al marito, Bayek. Sono gli eventi narrati in Assassin’s Creed Origins, dove viene raccontata la nascita degli Occulti. Siamo a circa una cinquantina d’anni prima della nascita di Cristo, e la serie a questo punto tace per oltre un millennio. Valhalla, come vedremo, si inserisce in questo Grande Vuoto, un salto pluricentenario tra Origins e la trilogia di Altair. Prima del primo Assassin’s Creed, Altair è il protagonista di Altair Chronicles per Nintendo DS. E prima di congedarsi (più o meno) dai giocatori sarà ancora giocabile su PSP, in Bloodlines.

Ai capitoli dedicati ad Altair seguono quelli della Ezio Collection: Assassin’s Creed II, Brotherhood e Revelations. Prima degli eventi raccontati nei giochi, entra in ballo Lineage, che racconta gli antefatti che porteranno Giovanni Auditore a incontrare il suo destino. Anche Ezio, in ogni caso, si concede una sgambata su DS con Discovery, sequel diretto di Assassin’s Creed II. Ezio muore a Firenze in Assassin’s Creed Embers (altro cortometraggio dedicato al Mentore), e subito dopo Embers avvengono gli eventi del primo dei tre Assassin’s Creed Chronicles.

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Assassin’s Creed II è tecnicamente il quarto capitolo della timeline. Bizzarro, no?

Le cose iniziano a complicarsi qui, quando Assassin’s Creed IV: Black Flag esce dopo il terzo capitolo ma ne rappresenta un prequel. Da qui si diramano gli altri capitoli “americani”, il già citato Assassin’s Creed III, Liberation e Rogue, il cui finale poi mette in moto gli eventi di Unity.

Prima di arrivare a Syndicate trova la sua collocazione il secondo dei Chronicles, India. Russia, quello che chiude il trittico, è di fatto l’ultimo capitolo ad ora nella cronologia.

In che epoca storica è ambientato Assassin's Creed Valhalla?

assassin's creed valhalla epoca
Ebbasta Assassin’s Creed non è più Assassin’s Creed, dite. Non avete capito che o evolvi o diventi Freak Software.

Assassin’s Creed Valhalla è ambientato negli ultimi anni del IX secolo. Cronologicamente quindi dopo Origins e prima del primo capitolo, ma relativamente di pochi anni. Conosciamo Altair nel 1190, Eivor precede di poco l’Anno Mille. Quantomeno all’inizio della narrazione di Valhalla, visto che la serie ci ha già abituati ad archi temporali che coprono anche decadiAssassin’s Creed III abbraccia quasi trent’anni.

Nell’epoca storica di Assassin’s Creed Valhalla esiste già la setta degli Assassini? Difficile a dirsi. Vediamo Eivor utilizzare la Lama Celata al contrario, evitando così di dover sacrificare un dito. In realtà in Odyssey scopriamo che l’arma più iconica della serie è da sempre utilizzata al contrario: l’utilizzo corretto è proprio quello che ne fa Eivor, che era lo stesso che ne faceva Darius. È Bayek il primo (proto)Assassino a commettere l’errore di indossarla al rovescio, perdendo di conseguenza un dito la prima volta che la fa scattare. Usanza che resta endemica negli Occulti prima e negli Assassini poi, fino a che non sarà proprio Altair ad alterarne il design.

La Lama Celata di Eivor in Assassin’s Creed Valhalla. L’uso è diverso da quello dell’incarnazione classica dell’arma.

La Setta, nominalmente, nasce un centinaio di anni prima degli eventi del primo Assassin’s Creed. Verrebbe quindi da escludere la sua presenza come Credo in Valhalla, ma d’altra parte è difficile immaginare che gli Occulti siano sopravvissuti come tali per un millennio. In mille anni Roma è diventata un Impero e quello stesso Impero è collassato. La Setta però inizia a respirare come tale ad Oriente, in quello che di fatto sono i resti di questo impero. Eivor viene dall’estremo Nord del mondo e si muove in un contesto storico di fatto periferico, per la politica europea dell’epoca – si può legittimamente iniziare ad abbozzare il concetto d’Europa, vista la cornice post Carlo Magno.

L’Inghilterra presa d’assalto dai Vichinghi è un insieme di quattro regni, due dei quali cadono facilmente preda di queste genti del nord, col terzo che collassa quasi immediatamente. Sono gli anni della lotta del Wessex di Alfredo il Grande contro le forze di Guthrum, che alla fine di queste vicende si troverà a capo dell’area che diventerà nota come Danelaw.

Chi erano Alfredo il Grande e Guthrum?

assassin's creed valhalla Danegeld
Danegeld Di fatto, il Danegeld è una (non poi così) micro-transazione che gli anglosassoni pagavano agli invasori danesi, ovvero ai vichinghi.

Alfredo il Grande è il sovrano che viene mostrato nel trailer di Assassin’s Creed Valhalla, e monarca del Wessex in quel periodo storico. Quarto di quattro fratelli, si trova a succedere al trono all’ultimo di questi. Riesce ad andarsene, sul finire del nono secolo, come primo Re degli Anglo-sassoni. Viene tra l’altro venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica. Quasi suo malgrado, Alfredo si trova ad essere l’ultimo ostacolo della conquista Vichinga in Inghilterra: è qualcosa che va oltre le iniziali scorrerie lungo le coste, i Normanni sono li alla ricerca di una terra in cui fondare una propria nazione. Terra che non si fanno scrupoli a sottrarre agli altri regni albionici. L’esercito invasore è guidato da due leader: Halfdan, che al primo tentativo di conquista del Wessex desiste e si accorda con Alfredo, e Guthrum.

La cornice storica di Assassin’s Creed Valhalla, probabilmente, è proprio quella dello scontro tra Alfredo il Grande e Guthrum. Scenario suggestivo e a ben vedere decisamente adatto al DNA della serie, visto che i vichinghi riescono ad arrivare a Wareham in modo tutto sommato furtivo, senza allertare le forze di Alfredo. Il conflitto, a questo punto, subisce uno stallo che si sblocca solo un anno dopo, quando Alfredo si accorda con Guthrum pagando un tributo e scambiando giuramenti e ostaggi.

La pace, ovviamente, viene interrotta da Guthrum e da un secondo tentativo di conquistare le terre di Alfredo. Questo secondo ciclo di battaglie si apre con un assalto a sorpresa in notturna, durante i festeggiamenti del Natale. Innegabilmente, un altro ottimo scenario per una sezione di gioco alla Assassin’s Creed: è molto facile aspettarsi che la vicenda diventi una delle missioni del gioco, dato il suo essere estremamente ludicizzabile. Alfredo però non sarebbe ricordato come “il Grande”, se avesse semplicemente fallito: scampato all’attacco, riorganizza le sue forze e nei mesi successivi riesce a ribaltare l’andamento della guerra. A vittoria ottenuta, per di più, costringe Guthrum a rinnegare i suoi dei pagani e a convertirsi al Cristianesimo, ricevendo il battesimo con proprio Alfredo a fargli da padrino.

Extra Credits ha raccontato la vicenda in un video di 10 minuti che riassume il tutto per sommi capi.

Non sarebbe la prima volta che la religione Cristiana impatta sulla serie, e va detto che la Chiesa è storicamente cosa dei Templari (o delle sue proto-incarnazioni). Sarà interessante vedere come verrà raccontata la vicenda, in Assassin’s Creed Valhalla. Di certo è suggestivo avere da una parte un esercito legato in qualche modo agli Occulti/Assassini, che venera Odino e gli altri dei norreni, contrapposti ad una figura che poi diventerà un santo della Chiesa.

Gli ingredienti per un cocktail che urli Assassin’s Creed, anche più del comunque apprezzatissimo Odyssey, ci sono tutti.

Solo il tempo ci dirà se Valhalla scriverà la sua storia come vincitore o come vinto.