Ep 38: Podcast has Changed
Simone Magagna

Speciale Gears 5 per PC: Microsoft abbandona la console war

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Questo speciale su Gears 5 e Microsoft è frutto della collaborazione con DLCompare, che ci ha gentilmente fornito il codice review. Per maggiori informazioni sul servizio e le nostre linee guida all’acquisto etico, fate riferimento alla News+ dedicata.

Dati alla mano, l’attuale generazione di console, che vedrà l’inizio della sua fine presumibilmente verso Natale 2020, ha visto un’importante predominanza da parte di Sony con la sua PlayStation 4. I motivi della sua supremazia rispetto alla controparte Xbox One sono di diversa natura. Iniziano con una fallimentare presentazione nel lontano 2013 e finiscono con una politica poco avvezza alle nuove IP. Soprattutto quest’ultima, ha fatto propendere verso il Sol Levante quanti erano riusciti ad amare Xbox 360, trovando nelle esclusive di Sony dei capolavori imprescindibili per un appassionato di videogiochi. Qualcosa però sta cambiando. Durante la nostra entusiasta recensione di Gears 5 per PC, ci siamo accorti delle immense potenzialità dell’ecosistema Microsoft. Queste, unite alle recenti mosse della casa di Redmond, ci hanno fatto riflettere sulla vera volontà di quest’ultima. Siamo davvero sicuri che Microsoft e Sony stiano davvero giocando alla stessa partita?

Gears 5 PC: la nona sinfonia del porting

Se non fosse per una trama mai così ben scritta e per le piacevoli innovazione di gameplay, il porting di Gears 5 per PC risulterebbe un’immensa tech demo dell’Unreal Engine 4. Il famoso motore di Epic mostra in questo quinto capitolo tutta la sua incredibile massa muscolare. La complessità dei modelli mostrati in scena ha dell’incredibile: immense strutture meccaniche ed edifici esplorabili che reagiscono alle estreme condizioni climatiche di Sera. Modelli e animazioni dei personaggi davvero verosimili, tanto da permetterci di scoprire lati caratteriali di Marcus mai visti prima d’ora. Il tutto risaltato da una più accesa palette dei colori e da impressionanti effetti di luce e particellari.

Ma ciò che più impressiona nella versione PC è la profonda scalabilità della qualità grafica. A memoria di chi scrive, mai è stato possibile scendere così in profondità nei settings grafici. Al di là delle impostazioni base come risoluzione, V-Sync e frequenza dei fotogrammi, i le caratteristiche grafiche modificabili vengono qui divise in sei macro aree (Texture, Dettagli, Ombre, Ambiente, Post-Elaborazione e Avanzate), dove per ognuno è possibile scegliere 4 diversi livelli di qualità. E’ possibile inoltre vedere quanto esse impatteranno sulla GPU, CPU e VRAM e visualizzare un’immagine di gioco che mostra il cambiamento tra i diversi livelli di qualità. A coronare il tutto, c’è un’utilissimo benchmark che testa le prestazioni del nostro PC con le caratteristiche grafiche appena scelte.

Gears 5 diventa dunque un punto di riferimento per quanto riguarda il porting su PC. Un lavoro talmente sublime che sembra essere stato progettato fin dagli albori del suo sviluppo. Ma The Coalition con Gears 5 è stata anche tanto aiutata dal sistema operativo di Microsoft.

Settings grafici di Gears 5 per PC

Il grande piano di Microsoft

I nuovi servizi
L’avvento di Xbox apportò significative innovazioni al settore, come Xbox Live un servizio online che permise di collegare i videogiocatori console come mai prima.

Il lavoro di The Coalition è stato davvero titanico. Il porting effettuato con Gears 5 mostra tutto l’amore che il team ha per questa piattaforma di gioco. Ma soprattutto mostra quanto in realtà Microsoft abbia a cuore il suo prodotto di punta, ovvero Windows. Un lavoro così mastodontico non si ripaga solamente con gli incassi delle copie vendute, nemmeno lontanamente. Quest’operazione sa d’investimento, un investimento che ci ricorda della vera ragione per cui Microsoft nell’ormai lontano 2001 decise di scendere in campo per combattere il monopolio nipponico.

Gli anni ’90 furono un periodo d’oro per Sony. Il colosso giapponese con PlayStation 1 e 2 riuscì spodestare Nintendo dal trono della console più diffusa, inaugurando quello che rimase per molti anni praticamente un duopolio. Microsoft, che all’epoca era la più grande realtà informatica del pianeta, era preoccupata da questa diffusione massiccia delle console. Gli sviluppatori di videogiochi, attirati dalla piattaforma Sony, erano sempre più scoraggiati a sviluppare per Windows. Così l’azienda di Redmond diede inizio ad un grande piano che avrebbe consentito agli sviluppatori per PC di sfruttare il proprio know-how in favore di una console, che ne avrebbe condiviso l’ambiente di sviluppo. Il resto è storia.

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Ha ancora senso parlare di Console War?

Molto spesso ci dimentichiamo che ciò che ha reso grande l’azienda di Bill Gates non è la produzione di hardware, bensì il suo sistema operativo. Sono passati 35 anni dal lancio di Windows NT e molto è cambiato da allora, ma la volontà di Microsoft è rimasta la stessa: espandere il proprio ecosistema software. Perché cambiare così radicalmente la propria politica sulle esclusive, rendendole fruibili anche per PC? Sembrerebbe una mossa davvero azzardata, volta a sfavorire le vendite di Xbox invece che incentivarle. Ma se cambiamo il nostro punto di vista e ci spostiamo dal mercato videoludico, possiamo accorgerci che Microsoft non gareggia solo contro Sony e Nintendo, ma anche contro Google, Amazon e soprattutto contro Apple. Creare un unico solido ecosistema operativo permette a Microsoft di offrire sia agli sviluppatori che ai giocatori un unico punto di riferimento e il capolavoro tecnico di Gears 5 ne è la prova.

Esclusive Windows è non più Xbox, un costo hardware ridicolo data la potenza di calcolo offerta (Xbox One X), un servizio di abbonamento unico (Xbox Game Pass Ultimate). Sono tutte operazioni volte ad incentivare Windows anziché Xbox, vista ora come una periferica atta a far entrare Windows anche nel salotto di casa. E con l’ormai imminente guerra del cloud-gaming, Microsoft sta palesemente preparando il campo di battaglia per trovarsi pronta a quello che sarà il futuro del gaming, che ci piaccia o meno.