Ep 38: Podcast has Changed

Questa recensione di Gears 5, testato nella sua versione PC, è frutto della collaborazione con DLCompare, che ci ha gentilmente fornito il codice review. Per maggiori informazioni sul servizio e le nostre linee guida all’acquisto etico, fate riferimento alla News+ dedicata.

Gears 5: recensione di un capolavoro inatteso

Durante la prova di Gears 5 per redigere questa nuova recensione, dentro alla mia testa Gary Jules cantava: “All around me are familiar faces, worn out places, worn out faces…” Correva l’anno 2006, quando sulle TV di tutta Italia andava in onda uno dei trailer più emozionanti mai prodotti dall’industria videoludica. Un giovane Marcus Fenix si faceva strada tra le macerie di Sera accompagnato dalle note malinconiche di Mad World, finendo per rifugiarsi in un oscuro nido di locuste illuminato solo da una costellazione di occhi giallastri. Tutto ebbe inizio da lì, da quell’ossimoro audiovisivo, così dannatamente emozionante da farmi dimenticare completamente tutti i miei anni da “sonaro”. Lo devo ammettere però: non ero entusiasta del ritorno di Fenix e della squadra Delta nel 2016. Gears fo War 4 sapeva troppo di già visto, un brodo allungato con troppa acqua. Ma mi sbagliavo.

The Coalition, preso coraggio da un semi riuscito Gears of War 4, ha finalmente estratto il proprio Lancer, riuscendo non solo ad ampliare la lore di gioco, rispondendo alle molte domande lasciate in sospeso, ma creando in definitiva uno dei migliori Gears di sempre. Una regia molto più cinematografica e precisa esalta una nuova caratterizzazione dei personaggi, qui più profonda che mai. Quello che stiamo per intraprendere insieme è un viaggio verso una Sera mai così dettagliata, attraverso uno dei porting per PC più riusciti di sempre.

Il potere emotivo del colore

L’Imulsion L’Imulsion è il combustibile principale di Sera, il cui controllo causò le devastanti Guerre Pendulum tra GOG e URI. Nel terzo episodio scoprimmo che in realtà era un parassita, ma nuove scioccanti scoperte ci attendono in questo quinto capitolo.

Dopo un breve e gradito recap dell’episodio precedente, ciò che mi si pone davanti agli occhi ha del sbalorditivo. Colori, il mondo che ci circonda, mentre guidiamo JD tra le macerie di Azura nel primo Atto, è ricco di brillanti e incredibili colori. Il giallo splendente del Sole, il verde intenso dell’erba, l’azzurro trasparente dell’acqua. Già dai primi frame di gioco, capiamo quanto la direzione artistica e il mood generale siano cambiati rispetto ai capitoli precedenti. Il mondo è vivo e respira. La grande minaccia delle Locuste è stata apparentemente sconfitta (nel quarto capitolo solo JD e compagnia erano a conoscenza del loro ritorno). Sera è riuscita finalmente a rialzarsi, dopo anni di logoranti guerre per l’Imulsion e contro l’orda delle Locuste.

Non siamo più soli, una sparuta squadra di COG che vaga attraverso un mondo oscuro e ostile. Siamo ingranaggi di una nuova società, nonostante le abnormi armature da guerra che ancora indossiamo. Armature che hanno deciso di portare persino i nostri compagni Del e Kait, ritenendole il male minore rispetto alla nuova imminente invasione. E tutto sommato, sembrano essersi abituati bene al loro nuovo dress code, vista l’aggressività con cui affrontano i primi scontri a fuoco. Se il mondo di Sera sembra rinato, non avete idea di quanto lo sia il gameplay. The Coalition è riuscita a rinnovare l’intera esperienza di gioco, mantenendo pressoché invariato il tanto amato format di sparatutto a coperture in terza persona. Impresa sulla carta pressoché impossibile.

Già dai primi frame di gioco, capiamo quanto la direzione artistica e il mood generale siano cambiati rispetto ai capitoli precedenti.

Addio, mio amato Lancer
Recensione Gears of War 4
Per approfondire:
Gears of War 4

Già dal primo Atto, volto ad introdurre il giocatore alle meccaniche e al nuovo mondo di gioco, ci accorgiamo delle diverse migliorie apportate al gameplay. I rozzi movimenti che caratterizzavano Marcus Fenix nei precedenti capitoli, lasciano il posto ad un più agile JD, il quale scivola tra le coperture sempre più integrate nell’environment di gioco. Il corpo a corpo si evolve, permettendo di afferrare e respingere i nemici attraverso i ripari e lo scontro a fuoco si arricchisce di nuove incredibili armi. Finalmente, dopo anni di servizio nella squadra Delta, posso dire di aver trovato un’alternativa valida al mio equipaggiamento d’ordinanza. Lancer GL, Overkill e Talon prendono definitivamente il posto dei sempre verdi Lancer MK3, Gnasher e Revolver Boltok, ovviamente non prima di aver sventrato con la classica motosega un ignaro Drone di passaggio.

Io mi fido delle armi, ma non mi fido delle persone che le usano.

Marcus Fenix, Gears 5

Va bene, mi direte, tutto molto bello, ma finora da questa recensione, Gears 5 sembra solamente un ennesimo nuovo capitolo con qualche miglioria qua e là. Questo perché non sapete ciò vi che aspetta nel secondo Atto. Le novità introdotte in questa fase di gioco hanno dell’incredibile per un franchise come quello di Gears of War, edificando le basi per un futuro che potrebbe abbracciare generi videoludici differenti.

Kait Diaz che combatte contro un robot corrotto in Geras 5
Jack, il mio nuovo personaggio preferito

Dopo aver finalmente preso il controllo della vera protagonista Kait Diaz, ci ritroviamo a girovagare in sella ad uno Skiff (una sorta di slitta trainata da un parapendio) attraverso quello che ha tutta la parvenza di essere un mondo aperto. Ma sì, sarà un livello leggermente più ampio mi direte voi, il solito tunnel che simula una falsa libertà d’azione. Niente di tutto questo. Il secondo ed il terzo atto si svolgono all’interno di una mappa di gioco molto ampia, completamente esplorabile e ricca di missioni secondarie. Sì, avete capito bene, missioni secondarie. Invece di seguire sin da subito la storia principale, è possibile tergiversare allegramente all’interno di diverse micro aree della mappa, le quali permettono di completare degli obbiettivi secondari che ampliano la lore del gioco. Ma non solo.

Recensione Gears of War 3
Per approfondire:
Gears of War 3

Ogni missione secondaria è atta ad offrire diverse tipologie di scontri, passando da missioni quasi stealth (What?!), a vere e proprie boss fight. Il livello di difficoltà generale di queste missioni secondarie è superiore rispetto a quello della campagna principale e se giocate in Esperto, solo l’elevato prezzo della vostra tastiera vi garantirà l’immunità da una sua repentina distruzione. Ma se riuscirete a non farvi intimidire, il bottino che troverete una volta concluse sarà immenso. Il nostro caro Jack, l’inutile droide apri porte dei precedenti capitoli, grazie alle sapienti mani di Damon Baird, è diventato in questo capitolo il più importante ed utile compagno di squadra. Sopperendo all’IA dei nostri compagni che continua purtroppo a non essere eccelsa, come il loro doppiaggio, Jack si arricchisce di utilissime abilità potenziabili e utilizzabili a comando.

Si va dal semplice recupero delle armi, molto utile quando si resta a secco nel bel mezzo di una sparatoria, allo stordimento degli avversari mentre sono barricati dietro le coperture. Tutte queste varie abilità sono sbloccabili attraverso il recupero di componenti lungo il percorso di gioco, mentre alcune particolari funzionalità è possibile ottenerle solo portando a termine le missioni secondarie.

Gears 5 per PC: un motore grafico da paura

Il lavoro di The Coalition mi ha davvero estasiato. L’audacia dimostrata per questo quinto capitolo mostra quanto Microsoft in realtà ci tenga alle proprie esclusive. Ma ciò che davvero stupisce, soprattutto gli appassionati dell’ambito tecnico, è il maestoso porting per PC. Probabilmente il miglior porting mai realizzato, Gears 5 sembra nato proprio per la master race. La scalabilità delle impostazioni grafiche ha dell’incredibile, permettendo a qualsiasi set up hardware di recente produzione di godere dell’altissima qualità dell’Unreal Engine 4. È possibile scegliere i livelli di definizione di moltissime componenti grafiche come le texture dei personaggi, dell’ambiente e degli effetti (è possibile addirittura scaricare a parte un pacchetto texture ultra), la qualità delle animazioni, la frequenza delle particelle, la qualità dei lens flare e addirittura scegliere se effettuare alcuni calcoli grafici in maniera asincrona, impostazione quest’ultima che solo un programmatore può comprendere fino in fondo.

Con Gears 5, la saga creata dal visionario Cliff Bleszinski si apre ad una nuova generazione videoludica. E se questo è ciò che ha ancora da offrire, allora lunga vita allo Sciame!

Verdetto
9.5 / 10
Lunga vita allo Sciame!
Commento
Con Gears 5, The Coalition ha dimostrato a tutto il mondo che la saga di Gears of War è pronta per un nuovo futuro videoludico. Trama profonda che risponde a molte delle domande lasciate in sospeso, regia dei filmati cinematografica, gameplay rivoluzionato molto più tecnico e strategico, il tutto impacchettato da uno dei migliori porting su PC mai visti. Gears 5 è tutto ciò che doveva già essere il quarto capitolo, ma come si suol dire: meglio tardi che mai!
Pro e Contro
Trama e regia profonda
Gameplay rivoluzionato
Il miglior porting mai creato

x IA alleata claudicante
x Divario importante tra le difficoltà
x Ciò che doveva già essere il 4