No Man’s Sky è stato, in ambito videoludico, la più grande delusione di questo 2016. Un titolo capace di creare – attraverso le parole della casa indipendente Hello Games e attraverso i magnifici trailer – un hype inaspettato, che ha incuriosito milioni di giocatori pronti a fare follie pur di averne una copia.

No Man’s Sky è stato, in ambito videoludico, la più grande delusione di questo 2016. Una delusione così grande che, nelle settimane successive alla sua uscita, ha portato a una serie di eventi nefasti che si sono abbattuti sul gioco e – soprattutto – sulla compagnia, che ha subito colpi feroci da tutte le parti e che ieri ha fatto ammenda, per la prima volta, per gli errori commessi. Anzi, no: in realtà l’account di Twitter di Hello Games, dove era stato pubblicato il post, era stato hackerato poco prima

 

No Man's Sky

 

Un messaggio freddo, glaciale, che ha incollato molti fan (e non-fan) della serie a fissare lo schermo sgomenti, prima di scoprire che in realtà né la compagnia né il suo capo/co-fondatore Sean Murray erano a conoscenza di questo post. Ma fermiamoci un attimo a pensare: e se Twitter – e chi ha scritto il messaggio – avesse ragione? No Man’s Sky è stato veramente un errore?

 

La nascita delle polemiche
Là dove nessun titolo è mai giunto prima

E, se sì, perché sarebbe stato un errore? A causa della grafica o del gameplay? Dei nemici o della modalità di gioco? No. No Man’s Sky è stato un errore solo e soltanto per le aspettative create, che hanno preannunciato un gioco che avrebbe cambiato per sempre l’esperienza videoludica; un gioco che presenta “trilioni di pianeti diversi, un numero interminabile di creature a generazione procedurale e un’avventura che spinge l’uomo (e il videogioco) là dove nessun titolo è mai giunto prima, utilizzando le parole di un nostro vecchio editoriale che affrontava l’affaire No Man’s Sky. Ma, prima ancora di focalizzarci sulle non-parole dell’account Twitter di Hello Games, facciamo un passo indietro; scopriamo perché No Man’s Sky è considerato un errore.

 

 

E3 2014. Durante le varie conferenze dell’edizione di due anni fa della fiera losangelina, viene svelato per la prima volta No Man’s Sky. Il titolo ottiene fortissimi consensi sia dai videogiocatori che dalla critica, tanto che uno dei giornalisti della BBC (mica bruscolini, come si suol dire) scrive: “Boy, has it stolen the show”; e rubare la scena quando vengono presentati decine e decine di titoli, tra cui Dragon Age Inquisition, Ratchet & Clank, e altri giochi più o meno interessanti, non è facile. No Man’s Sky si aggiudicò il premio come “miglior gioco indipendente” e “miglior gioco originale” presentato nel corso dell’E3.

 

 

2015: lo sviluppo del gioco procede. Hello Games pubblica tanti trailer e video di gameplay sul gioco, dando la possibilità di far scoprire ai videogiocatori cosa sia davvero questo titolo. Una pubblicità che, dopo l’uscita del gioco, è stata però considerata come “ingannevole”, in quanto non mostrerebbe ciò che davvero il gioco mette a disposizione dei videogiocatori, com’è accaduto con uno dei tanti trailer rilasciati, intitolato “I’ve Seen Things”.

 

 

3 marzo 2016: nel corso del 2015 e nei primi mesi dell’anno corrente, la data di lancio di No Man’s Sky è stata spesso al centro di numerose polemiche dettate da un primo rinvio, e causate da annunci ufficiosi più che ufficiali. Ma il 3 marzo 2016, con un comunicato stampa, Hello Games annunciò che il titolo sarebbe stato disponibile dal 22 giugno di quest’anno. L’hype cresce sempre di più.

 

Siamo al 26 maggio 2016. Per la seconda volta in poco tempo, No Man’s Sky viene rinviato a meno di un mese dal suo ufficiale rilancio. Per migliorarne l’esperienza“, spiega Sean Murray, “il titolo necessita di un po’ di tempo“; e, a distanza di qualche giorno da questo annuncio, il co-fondatore di Hello Games viene minacciato di morte. Pochi giorni dopo viene rilasciata la nuova data di lancio: 9 agosto 2016.

 

9 agosto 2016. No Man’s Sky fa il suo debutto al prezzo record di 71.99 €, un’enormità per un indie. Il titolo è al centro del mondo videoludico, nel bene e nel male. Su internet, e in particolare sulle piattaforme in cui il titolo può davvero finalmente mostrarsi, le idee sono contrastanti. Si capisce subito che questo gioco si ama o si odia. Ma su una cosa tutti sono d’accordo: No Man’s Sky, questo No Man’s Sky, è diverso da quello precedentemente mostrato nei video gameplay e nei trailer.

 


Per approfondire:
No Man’s Sky

 

Le critiche post-rilascio

Il resto è storia: il titolo è il più acquistato dallo Store di PlayStation nel mese di agosto, ma, a causa delle tantissime critiche ricevute, coloro i quali hanno acquistato una copia per PC (e, in un primo momento, anche in digitale per PlayStation 4) hanno potuto riottenere un rimborso completo, anche con un numero di ore di gioco oggettivamente non esiguo. Murray è sotto l’occhio del ciclone: il gioco viene accusato di cattive prestazioni e della già citata pubblicità ingannevole. A causa di questo motivo, l’Advertising Standards Authority, meglio conosciuta come ASA, avvia un’indagine per le “lamentele e denunce” che sono arrivate da parte dei videogiocatori di tutto il mondo.

 

L’errore risiede nell’aura di magnificenza creata intorno al gioco

In questo editoriale non vogliamo però cercare di capire se richiedere un rimborso dopo tante ore di gioco sia accettabile o meno, né tanto meno vogliamo parlare della condotta di Sony, che sembra essere comunque abbastanza estranea ai fatti (il peso dello sviluppo del titolo era, dopotutto, interamente sulle spalle di Hello Games). Qui ci preme dare importanza a ciò che è accaduto ieri, perché Hello Games e Sean Murray hanno commesso un grave errore, quello di voler vendere un prodotto diverso (e di gran lunga) da quello originale. E, dopo un silenzio freddo da parte della compagnia indipendente, ecco arrivare un post glaciale: “No Man’s Sky è stato un errore”. Ma l’errore non è stato No Man’s Sky in quanto prodotto videoludico: l’errore risiede nell’aura di magnificenza creata intorno al gioco. L’errore è stato presentare e poi vendere un comune gioco come un titolo che poteva rivoluzionare il mondo dei videogame.

A questo punto è meglio sottolineare un aspetto: Murray ed Hello Games sono indissolubilmente rei di tutto ciò, e in fondo forse sanno di aver commesso questi errori; tuttavia, a essere parte integrante di questo grande polverone, ci sono anche altri enti, che hanno reso il tutto ancor più grande. Per esempio i giornalisti, che hanno pompato le aspettative senza attendere e senza farsi un’idea chiara su ciò che No Man’s Sky sarebbe potuto davvero diventare, perché non bisogna dimenticare che a qualche giorno di distanza dal primo trailer dell’E3 2014 furono molti gli organi di stampa a elogiare il titolo, tanto da assegnargli dei “riconoscimenti ed elogi speciali per l’innovazione”. Ma non possiamo che fare ammenda anche noi giocatori, che siamo cascati in una trappola bella e buona per poi chiedere un rimborso dopo le tante ore di gioco, solo perché ne è stata data la possibilità. Davvero abbiamo dato ascolto alle belle parole di influencer e organi di stampa senza accertarci di cosa fosse davvero il titolo, o possiamo essere giustificati ed essere considerati le vere vittime di questo caso?

 

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Accettiamo le scuse?
Potremmo accettare le scuse del finto Murray e cercare di voltare pagina

Una cosa è certa, però, il No Man’s Sky che tutti noi avevamo desiderato non è mai esistito, e, di chiunque sia la colpa, forse sarebbe davvero cosa buona e giusta leggere le scuse da parte di Sean Murray. Scuse per aver inventato caratteristiche inesistenti, non per aver creato un “simulatore spaziale” che può comunque essere considerato piacevole da un grande numero di giocatori a un prezzo accettabile. Hello Games ha inoltre avuto la sfortuna di trovarsi nell’anno domini 2016: tutti possono dire la propria, anche coloro i quali a volte farebbero meglio a tacere perché abituati a parlare prima di conoscere realmente le cose come stanno; e il passaparola socialnetworkiano di questi tempi è una spada che trafigge il cuore puro di molte persone, che, come in questo caso, restano delusi da una triste vicenda.

E cosa deve succedere ora? Nella giornata dell’attacco da parte dell’hacker, qualcuno ha scritto: “diciamocelo, siamo delusi che queste scuse non vengano davvero da Murray“; ed è vero. Perché forse Murray avrebbe dovuto spiegare cosa è realmente successo, o almeno avrebbe dovuto provare a giustificarsi in qualche modo. E noi videogiocatori? Cosa possiamo fare? Potremmo accettare le scuse del finto Murray e cercare di voltare pagina, sperando che un giorno il vero Sean si scusi davvero e che magari possa creare davvero un titolo originale, a cui dare fiducia dopo esserci accertati che non abbia ancora sbagliato, coadiuvati dai social network che, forse, possono darci una mano più grande di quella che pensiamo.

Quindi è vero: No Man’s Sky è stato, in ambito videoludico, la più grande delusione di questo 2016 che volge al termine. Ma la colpa, forse, non è da imputare soltanto a Hello Games.

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