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Recensione Dragon Age Inquisition

In un periodo in cui i titoli cross-gen la fanno da padrone nel calendario delle uscite può risultare difficile capire quali di essi siano effettivamente meritevoli o meno. Questa volta è il turno di Dragon Age Inquisition, disponibile in Europa dal 21 Novembre. In questa lunga odissea abbiamo cercato di sviscerare il nuovo capitolo della saga il più possibile ed è ora giunto il momento del nostro giudizio.

Versione testata: PC Windows

Volevate un gioco longevo? Eccovelo servito

Il gioco inizierà come di consueto con la creazione del vostro personaggio che vi permetterà di scegliere tra quattro razze (Umano, Elfo, Qunari e Nani) con tre classi a disposizione (Mago, Guerriero e Ladro), oltre a farvi personalizzare la sua estetica. Creato l’eroe che vi accompagnerà in questa nuova avventura sarete immediatamente catapultati nel mondo di gioco, ambientato nel continente di Thedas. Una grande esplosione aprirà lo Squarcio che consentirà a creature demoniache di entrare nel vostro mondo, a cui seguirà poi la morte della Divina, capo della Chiesa. L’unico sopravvissuto sarà il vostro personaggio a cui sarà affidato il compito di chiudere lo Squarcio, nonostante una certa avversità da parte di tutti. Superata questa prima fase che sostanzialmente funge da tutorial, con i vostri nuovi alleati fonderete l’Inquisizione e la accompagnerete nella sua crescita con l’obiettivo di chiudere definitivamente lo Squarcio.

Dragon Age Keep vi permetterà di importare i vecchi salvataggi e modificare alcune scelte, rendendo unica l’avventura

Di notevole importanza per la trama di Dragon Age Inquisition sarà Dragon Age Keep, una web app (accessibile da qui) che vi permetterà di importare le scelte effettuate nei precedenti capitoli nella saga. E non solo, se non avrete a disposizione dei salvataggi da caricare o se vorrete modificare alcune delle vostre scelte, Dragon Age Keep offre la possibilità di personalizzare gli avvenimenti passati. Tutto ciò andrà ad influire sulla storia di Dragon Age Inquisition, garantendovi un’avventura tutta vostra nel vero senso della parola. Anche le scelte compiute all’interno del gioco stesso influenzeranno in modo sostanziale le vicende che vivrete nelle circa 40 ore di gioco che vi attendono (200 per il completamento di tutte le sub quest, a detta di BioWare).  Numerosi saranno anche i personaggi che incontrerete, tra le facce nuove e quelle riprese dai capitoli precedenti. Nel corso della nostra esperienza abbiamo avuto l’impressione che questi ultimi siano stati poco approfonditi, riducendo l’immersione per coloro che si avvicinano al brand per la prima volta.

Squadra che vince non si cambia?
Inquisition prende la base vista con Dragon Age II e ci aggiunge il tatticismo di Origins e qualche aspetto inedito

Per quanto riguarda le modalità di gioco, Dragon Age Inquisition riprende quanto già visto con Dragon Age II. In linea di massima, si tratta di un Action-RPG che non ha molto di diverso rispetto ad altri esponenti dello stesso genere. A ciò si aggiunge anche una maggiore necessità tattica già vista in Dragon Age Origins, obbligando il giocatore ad usare la visuale dall’alto per affrontare alcuni nemici particolarmente ostici. La difficoltà di gioco generale non è particolarmente bassa, ma nemmeno ai livelli del primo Dragon Age, anche grazie alla presenza di opzioni che permettono, ad esempio, di disattivare il fuoco amico. La personalizzazione dei personaggi, per quanto concerne le abilità, sarà pressappoco invariata rispetto al passato. Mancano, però, i punti per le statistiche che saranno ora distribuiti autonomamente e per le tre classi disponibili sarà possibile effettuare una Specializzazione, permettendovi di personalizzare al meglio il vostro personaggio. Tra le novità si aggiunge anche la possibilità di poter creare i vostri equipaggiamenti, rendendo essenziale quelle fasi di farming che caratterizzano gli MMORPG. Inoltre, tramite il Tavolo di Guerra dell’Inquisizione, sarà possibile svolgere delle missioni (letteralmente a tempo) per ottenere ricompense oppure per sbloccare nuove aree da esplorare. Anche le relazioni tra i vari personaggi, etero o gay che siano, risultano in minima parte diverse: non c’è più una barra a regolarne il rapporto, lasciando tutto alle vostre scelte nei dialoghi e nella storia, senza contare il maggior numero di animazioni a cui potrete assistere. Potrete inoltre viaggiare per le vaste aree di gioco a piedi, a cavallo o tramite il viaggio rapido. Fatta eccezione per quest’ultima possibilità, incontrerete vaste orde di nemici, i quali, per la prima volta, avranno un loro tempo di respawn. L’impressione generale, quindi, è che Dragon Age Inquisition sia una sostanziale evoluzione dei precedenti capitoli, dei quali ha preso i punti di forza e ne ha limato i difetti aggiungendo anche delle novità.

Meno Dragon Age del solito
Questo terzo capitolo mutua qualche aspetto da The Elder Scrolls

Sulla base di quanto scritto sino ad ora, Dragon Age Inquisition si è leggermente distaccato dagli standard della serie, avvicinandosi di più a quelli visti in The Elder Scrolls. Un numero di quest secondarie spropositate (e spesso ripetitive), un lore tremendamente vasto (ma sapientemente approfondito, al contrario di quanto accade in TES, ndr) e delle ambientazioni un po’ diverse dalla tradizione ma che a tratti ci hanno ricordato quelle viste in Skyrim. Nonostante questi richiami, però, Dragon Age Inquisition mantiene in tutto e per tutto la propria personalità, con l’unico risultato di aver reso veramente mastodontico l’universo della saga e di aver probabilmente gettato le basi per un nuovo modo di fare RPG di stampo action. A tutto ciò, inoltre, si aggiunge la continua impressione di avere tra le mani un titolo che benissimo si adatta al genere degli MMORPG, idea evidentemente abbandonata ma di cui sono rimaste chiare tracce in tutto il gioco. È infatti presente anche una modalità multiplayer, che permette di affrontare dei dungeon insieme ad altri 3 giocatori, espandendo ulteriormente l’esperienza che il gioco è in grado di offrire (come se non ci fosse già abbastanza, ndr).

Il pelo nell’uovo?
La realizzazione tecnica di Dragon Age Inquisition è piuttosto altalenante

Quello che finora può sembrare un gioco perfetto per il suo genere, come spesso accade, ha da scontrarsi con alcuni difetti. La realizzazione tecnica di Dragon Age Inquisition è piuttosto altalenante, con dei modelli poligonali incredibilmente curati, forse tra i migliori visti sino ad ora, ma allo stesso tempo con delle texture decisamente sotto tono. Ciò è probabilmente dovuto alla natura cross-gen del titolo, ma ci stupisce che almeno su PC non sia stato rilasciato un pacchetto di texture in alta definizione, come accaduto con altri titoli (Sleeping Dogs o L’Ombra di Mordor, per esempio). Anche le animazioni lasciano perplessi. In combattimento saranno belle da vedere, in altre punti un po’ meno (come quando una donna ha baciato il naso del nostro protagonista, più volte). Per quanto riguarda l’audio, invece, c’è poco da dire: la colonna sonora è stata ben realizzata, insieme ad una serie di effetti sonori incredibili che renderanno epica la vostra avventura.

Verdetto
9 / 10
È più lungo dei rotoloni Regina
Commento
Dragon Age Inquisition è un capolavoro indiscusso del suo genere per tutti i motivi elencati e discussi in sede di recensione. Tuttavia, ha delle peculiarità che possono atterrire coloro che vogliono avvicinarsi alla saga per la prima volta proprio con questo titolo. Vecchi personaggi non troppo descritti (dando il presupposto di conoscerli), alcune meccaniche di gioco non spiegate a fondo perché date per scontate: tutto ciò potrebbe facilmente far desistere dall'acquisto o attirare profonde critiche (spesso immeritate). Il pelo nell'uovo (a volte è grande quanto una trave, ndr) lo si becca quando si guarda alla realizzazione estetica del gioco, caduto probabilmente vittima della sua natura cross-gen. Nonostante tutto, è un acquisto consigliato.
Pro e Contro
Incredibile spessore narrativo
Personaggi carismatici
Gameplay perfezionato
Decisamente longevo...

x ... Anche troppo
x Non adatto a chi non ha giocato i primi due
x Tecnicamente altalenante
x Qualche bug minore