Per riassumere l’esperienza di gioco avuta con la versione PS4 di Resident Evil 3 sono necessarie sia una recensione che una guida. Selezioniamo, quindi, il nostro format rece-guida dal menù per descrivere al meglio il ritorno a Raccoon City firmato Capcom. Il colosso giapponese si è tuffato nei Remake e, forte del suo RE Engine, ha riportato sul mercato già due titoli usciti per la buonanima della PS1. Sono passate ben 4 generazioni di console da allora (5 se contiamo anche la futura PS5), ma il franchise Resident Evil non riesce proprio a stancare. Assieme a Final Fantasy, è uno dei più longevi e redditizi, anche alla luce dello sfruttamento in altri settori come quello cinematografico. La bellissima Milla Jovovich ha fatto conoscere il fortunato franchise videoludico anche il cinema, portando sul grande schermo zombie e mostri affamati di carne umana.

Capcom, invece di andare a Raccoon Forest (e fare il Remake del primo capitolo), punta ancora sull’ormai semi-distrutta Raccoon City, raccontando gli eventi paralleli a quelli di Resident Evil 2. Mentre Leon e Claire tentano di trovare una via di fuga all’interno del Dipartimento di polizia, Jill, con lo stesso intento dei due, si fa strada nella città. Anche se si tratta di un “rifacimento”, Capcom ha mantenuto un certo rispetto nei confronti della versione originale. Probabilmente, hanno giocato un ruolo fondamentale i feedback forniti dai membri del Programma Resident Evil Ambassadors, che fungono da consiglieri fidati dell’azienda giapponese. O forse non è facile stravolgere un pezzo di storia dei videogiochi, anche perché questa va rispettata.

A proposito di rispetto: per quanto la durata e la longevità siano aspetti importanti, volutamente non li approfondiremo in Resident Evil 3. Sono argomenti troppo soggettivi che rischiano di rovinare un’esperienza prima di iniziarla. Il minutaggio e le ore di gioco, se non contestualizzati, restano solo numeri senza un’anima. Sulle orme di queste premesse ci tuffiamo nella rece-guida per PS4 di Resident Evil 3, contemplando i canoni di una recensione e una guida.

Resident Evil, più di 20 anni e non sentirli

QUANDO I PIXEL FACEVANO VIVERE UN SOGNO O UN INCUBO

Era l’agosto del 1996 quando Capcom ci fece conoscere, sulle nostre amatissime console Sony PS1, una ragazza di nome Jill Valentine. I giapponesi furono un po’ “bastardi” perché presero questa giovane ragazza, fresca di diploma come agente della S.T.A.R.S., e la spedirono, sola e indifesa, in un una villa infestata da zombie nel cuore di Raccoon Forest. È importante conoscere questo dettaglio perché Resident Evil 3 è direttamente collegato, dal punto di vista storico narrativo, al primo capitolo della saga. Al tempo, in molti definirono Resident Evil 2 quasi uno spin-off della saga, identificando in Jill Valentine il ruolo di personaggio della serie.

Ora la nostra protagonista si trova ad affrontare quello che rimane di Raccoon City, devastata dalla diffusione del virus T. Le strade sono popolate da orde di zombie affamati di carne umana e i pochi sopravvissuti sono barricati in casa armati fino ai denti. L’Umbrella Corporation, forte dei dati biometrici raccolti nella mansion, realizza un prototipo di arma biologica perfetta, rispondente al nome in codice Nemesis.

RESIDENT EVIL 3 recensione guida ps4 tyrant

Per alleviare la solitudine della nostra giovane protagonista, questi folli scienziati decidono di spedire questo abominio a Raccoon City e scatenare il finimondo. Ad attenderne l’arrivo vi è anche un plotone di soldati mercenari della U.B.C.S., con il compito di contenere ed eliminare ogni minaccia causata dal virus T.

La nostra Jill Valentine imparerà, sin da subito, il significato di “fuggire a gambe levate”. Apparentemente, non ci sono modi per affrontare la potenza distruttiva del Nemesis: il suo obiettivo è trovarli. Per raggiungere la salvezza, l’unica alternativa è affrontarlo, faccia a faccia. Solo in questo modo capirà il perché di questo interesse dell’Umbrella Corporation nei suoi confronti. Lo deve fare, anche perché il tempo a disposizione sta per scadere.

Tic Tac Jill

La nostra Jill Valentine imparerà, sin da subito, il significato di fuggire a gambe levate

Resident Evil 3, ode a te “Survival Horror”

CHI HA INVENTATO IL SURVIVAL HORROR?

Una recensione o una guida che si rispetti deve spendere due parole sulla comprensione del genere “Survival Horror” e noi, nella nostra rece-guida di Residenti Evil 3, due paroline le spendiamo volentieri. Questo è un mix riuscitissimo di due generi, il survival e un horror. Sebbene il secondo proviene dal mondo del cinema e della letteratura, il primo lo hanno inventato i videogiochi. Il meta di questo genere impone che il giocatore debba trovare un modo per sopravvivere e raggiungere il suo obiettivo.

In Resident Evil 3, così come tutti i suoi predecessori, per tutta la durata del gioco l’obiettivo è sempre la fuga. Il contesto degli eventi, come sempre, è colorato da zombie di ogni genere e tipo. Capcom, per ravvivare il fuoco dell’azione, inserisce la figura del villain, che spunta all’improvviso scatenando morte e distruzione. In verità questo approccio si era visto anche nel remake di Resident Evil 2, ma non era così persistente come lo è adesso.

RESIDENT EVIL 3 recensione guida ps4 nemesis

Rispetto alla versione originale del gioco, appena appare il Nemesis lo schermo non diventa più bianco e non possiamo scegliere se affrontarlo o meno. Sebbene è una scelta che un “purista” potrebbe non approvare, quest’ultimo resta soddisfatto dai numerosi round Jill vs Nemesis da affrontare. Si tratta di spettacolari sfide all’ultimo sangue che richiedono freddezza, prontezza di riflessi e analisi del contesto ambientale.

Tra “zombicidi” e incursioni “nemesisiane”, dobbiamo trovare il modo per risolvere situazioni non troppo complicate. Capcom decide di abbandonare la complessità degli enigmi in favore della spettacolarità e dell’azione. Nonostante questo vi sono comunque dei piccoli puzzle da risolvere, anche mediante l’ausilio di documenti ed elementi di contesto. Non vi aspettate però quel grado di difficoltà che caratterizzava il capitolo originale. Il diabolico enigma della fontana, purtroppo, non sarà presente in questo remake di Resident Evil 3.

Tra zombicidi e incursioni nemesisiane, dobbiamo trovare il modo per risolvere situazioni non troppo complicate

Girare, ricordare e tornare

L'UNICO MODO PER USCIRE DALL'INCUBO È CREARE UN PERCORSO DI RIFLESSIONE

Se volessimo, nella nostra rece-guida PS4 di Resident Evil 3, riassumere il level design e il gameplay connesso in 3 parole vi diremmo queste: girare, ricordare e tornare. È importante che in una recensione si parli di questi aspetti, figli di un’eredità ventennale, perché fungono anche come guida alla comprensione del meta. Come vi anticipavamo prima, Capcom ha deciso di asciugare il gameplay della sua caratteristica componente enigmatica per favorirne l’azione e lo spettacolo. Nonostante questo, viene richiesta al giocatore una buona dose di ingegno e di memoria. Vi sono, infatti, sparsi nella mappa casseforti, lucchetti e catene che richiedono, rispettivamente, combinazioni, grimaldelli e cesoie. Il continuo girare intorno per trovare una via per fuggire dal Nemesis, per forza di cose, vi farà dimenticare la loro posizione.

Per evitare questo problema, in Resident Evil 3 il level-design è costruito per percorrere un andamento circolare e ricorsivo. In parole povere, viene sistematicamente richiesto il “fare qualcosa” per andare avanti nel gioco. Per poter procedere, il più delle volte si torna nello stesso punto di partenza ma con delle varianti sistemiche come il “respawn” di nuove creature. Questo andamento, che può sembrare ripetitivo, è sapientemente gestito per tutta la durata di Resident Evil 3.

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Ricordatevi che il Nemesis è in grado, questa volta, di entrare anche nelle safe-house, per cui tanto “safe” non lo sono più. Ritornando sistematicamente al punto di partenza vi dovete ricordare di documenti letti e di immagini che nascondono messaggi subliminali, utili per sbloccare casseforti e armadietti.

Seguendo il suo DNA, anche Resident Evil 3 inizia in superficie e finisce nelle profondità di Raccoon City. La solita Umbrella Corporation si è divertita a nascondere un immenso laboratorio nel sottosuolo della sfortunata cittadina. Nei laboratori incontreremo delle vecchie conoscenze e ne faremo altrettante di nuove. Fate molta attenzione ai dettagli e non perdete la lettura di alcun documento. Troverete delle interessanti informazioni sulla prossima destinazione di Jill Valentine.

Seguendo il suo DNA, anche Resident Evil 3 inizia in superficie e finisce nelle profondità della terra.

Quando i personaggi creano una storia

QUANDO UNA STORIA DIVENTAVA LEGGENDA

Con la prima generazione di console Sony, caratterizzare un personaggio non era per niente facile. Sebbene Capcom è stata da sempre all’avanguardia in materia di grafica e gameplay, i limiti tecnologici erano insiti nella piattaforma di gioco. I poligoni e le texture della versione anni 2000 di Jill Valentine, non ci facevano capire il suo carattere e le sue ansie e paure. Lo potevamo solo intuire e immaginare. Lo sforzo più grande che Capcom ha sostenuto, nella realizzazione del Remake di Resident Evil 3, è quello della caratterizzazione dei suoi personaggi.

In tutto il gioco ne distinguiamo 4 nel ruolo di principali e sono Jill Valentine, Carlos Oliviera, Nikolai Zinoviev e il Nemesis. Ognuno di loro recita la sua parte in maniera ineccepibile, rendendo unica la narrazione e la storia del gioco. Ricordate che come in un film, anche i personaggi di un videogioco fanno la differenza, soprattutto in un gioco del calibro di Resident Evil 3.

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La bella Jill Valentine abbandona la minigonna e il top scollato in funzione di abiti leggermente più “realistici” e al passo con i tempi. La modella russa Sasha Zotova presta il volto e la fisionomia alla nostra eroina che caratterialmente si ispira a Milla Jovovich. Se vi ricordate, la modella serba è stata la protagonista della trasposizione cinematografica di Resident Evil, interpretando Alice, un ex dipendente della Umbrella Corporation.

Alice, come Jill, prende pian piano coscienza della sua posizione e del suo ruolo, da timida e a tratti insicura, diventa una perfetta macchina da guerra in grado di sfidare il Nemesis “faccia a faccia”. Diventa altruista, ha a cuore la vita degli altri, prova dei sentimenti veri e capisce che la sua missione non finirà a Raccoon City.

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Accanto a lei, nel ruolo di attore non protagonista troviamo il soldato della U.B.C.S Carlos Oliviera, inviato a Raccoon City per contenere i danni collaterali della diffusione del virus-T. Lui salva la vita alla giovane Jill, sottraendola dalle grinfie del Nemesis. Ci “prova” per tutto il tempo con l’agente della S.T.A.R.S., ma anche lui realizza, ben presto, l’ampiezza della sua forza d’animo. Oltre a lui anche un altro suo collega, Nikolai Zinoviev, ha messo gli occhi addosso a Jill Valentine, ma non per i suoi stessi motivi. Questo ambiguo personaggio si guadagna il titolo di “Wesker” del capitolo.

A chiudere il roster abbiamo il Nemesis, l’unico villain del gioco. Nel remake di Resident Evil 3 lo troviamo molto più caparbio rispetto al suo alter-ego del capitolo originale. Oltre a distruggere qualsiasi cosa gli si pari davanti, insegue la povera Jill Valentine ovunque, anche nelle safe house. Dotato di un’intelligenza superiore a quella del Tyrant, viene biologicamente programmato con il preciso obiettivo di eliminare tutti gli agenti S.T.A.R.S.. Il primo nome sulla lista è quello di Jill.

Nel remake di Resident Evil 3 lo troviamo molto più caparbio rispetto al suo alter-ego del capitolo originale

Anche i mostri hanno un cervello

NON COMMETTETE L'ERRORE DI VEDERE GLI ZOMBIE COME DEGLI STUPIDI

Quando si parla di un videogioco non si spendono mai abbastanza parole per parlare degli NPC, i famosi Non-Player Character. Sono quei personaggi che sono governati dall’intelligenza artificiale del videogioco, con compiti e ruoli ben precisi e definiti. Tralasciando i personaggi principali, nel remake come nell’originale Resident Evil 3, vi sono tanti zombie che vagano per la città. Rispetto alla versione del 2000, ne abbiamo riscontrato un numero inferiore in cerca di carne e sangue. Capcom, però, ha creato diverse tipologie di zombie i cui movimenti rispecchiano la reale corporatura.

Vi sono zombie “grassi” che avanzano lenti ma sono fisicamente forti e zombie esili che muoiono con un solo colpo in testa ma che sono più agili. Rompono finestre e si lanciano, tentando di assaggiare un polpaccio della povera Jill Valentine. Insomma, ve ne sono di tutti i tipi e gusti.

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Andando avanti con la storia, l’asticella della difficoltà di alza sempre di più e nuove tipologie di mostri si presentano all’appello. La cosa che però li accomuna tutti è la presenza di un punto debole da colpire. Vi accorgerete anche dell’inutilità della pistola e passare, quindi, ad armi di un certo spessore. Detto questo cercate di avere quante più munizioni possibili nel vostro inventario, sia per fucili a pompa che assalto. Se non riuscite a trovarle createle combinando la polvere da sparo e quando ne avete create abbastanza, conservatele nel deposito.

I tempi duri arriveranno sicuramente.

Cercate di avere quante più munizioni possibili nel vostro inventario, vi serviranno

La luna è ancora lontana

NOI, SULLA LUNA, CI VOGLIAMO RITORNARE

Anche questa volta Capcom decide di affidarsi alla potenza grafica del RE Engine, con dei risultati molto positivi. Il REach to the moon Engine dimostra di essere già pronto per la next-gen, la generazione del Ray Tracing. In questo Remake di Resident Evil 3 vi sono degli effetti di luce che creano delle atmosfere uniche e da brividi, dimostrando cosa significa realizzare un survival horror. Le sequenze filmate, molto più di quelle giocate, riescono a dimostrare la vera potenza di questo motore grafico, creando dei veri e propri momenti indimenticabili. In fondo, la potenza del RE Engine è anche questa, regalare un momento unico.

Dobbiamo, però, ingoiare delle pillole amare perché non è tutto oro quello che luccica. Arrivati alla fine di questa generazione, con un piede già in quella successiva, vi sono degli standard qualitativi da rispettare. Non è possibile che a Raccoon City le finestre possano solamente essere distrutte dagli zombie e i lampadari e che i bicchieri siano immuni ai colpi di pistola. Stessa cosa vale per i computer, schermi e ogni altra diavoleria distruttibile.

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Noi mettiamo in competizione Capcom con Naughty Dog visti gli elevati standard qualitativi a cui ci hanno abituati nel tempo. Confrontando i motori grafici di entrambe le aziende vediamo che i giapponesi sono ancora in svantaggio rispetto agli americani. Non stiamo mettendo a confronto Resident Evil 3 con il rinviato The Last of Us 2, ma con Uncharted 4: La fine di un ladro.

Quando si parla di tripla AAA devi presentarti sul mercato quasi in maniera perfetta anche perché è questo che il giocatore medio si aspetta. Nel 2000 vi erano delle scuse oggettive, legate soprattutto agli standard tecnologici dell’epoca. Dopo 20 anni, certe sviste non possono accadere. La potenza di un motore grafico è data anche dal fattore realismo, aspetto che ormai è sempre più richiesto dal popolo dei videogiocatori. Il prossimo capitolo della saga di Resident Evil arriverà, per ovvi motivi, sulle console di nuova generazione. Il feedback raccolto da questa esperienza è sicuramente una buona base di partenza per migliorarsi ancora di più.

La luna si avvicina e diventa sempre più bella e luminosa, ma è ancora lontana.

Verdetto
9 / 10
Memorabile
Commento
Capcom ci regala un altro remake e questa volta è il turno di Resident Evil 3. Continuando sulla scia positiva del precedente "rifacimento", ancora una volta ci inchiniamo di fronte al RE Engine, anche se deficitario di fisica e di realismo. I personaggi si muovono in un contesto narrativo che, a grandi linee, resta fedele a quello originale. Puzzle ed enigmi infernali lasciano il posto a tanto sano action, mantenendo, invece, la circolarità del level design. Quanto dura il gioco? Il giusto per farvi vivere momenti indimenticabili.
Pro e Contro
Un remake che rispetta l'originale
Personaggi caratterialmente profondi
Graficamente ineccepibile
Sequenze e momenti unici

x Pochi enigmi
x Realismo assente