Recensione Doom Eternal è adrenalina iniettata nelle vene

Il 17 gennaio 2020 scrivevo uno dei miei primi articoli in occasione del secondo brutale trailer di Doom Eternal e subito una scarica di adrenalina percorse il mio corpo. L’hype era alle stelle, l’ansia cresceva e tutti volevano giocare il secondo capitolo del reboot di Id Software approdato sul mercato nel 2016. A corredo del tutto, il tweet di Billy Khan, engine leader della software house, che ci parlava entusiasta del nuovo lavoro, definendolo come “il migliore mai realizzato. Brillante. Non vedo l’ora che possa esser giocato…“. Le aspettative diventarono altissime, anche perché ad ottobre veniva comunicato che la release del videogioco sarebbe slittata al 20 marzo 2020. A distanza di 4 anni, il nuovo Doom arriva finalmente su console e personal computer con l’arduo compito di migliorare qualcosa di per sé già eccezionale. Ci sarà riuscito? Scopriamolo nella nostra recensione.

Pianeta Terra chiama il Doom Slayer

È il 2151, un’orda demoniaca ha invaso la Terra, le vittime sono tantissime e le richieste d’aiuto arrivano da ogni dove. Chi se non il Doom Slayer, il braccio destro del fato, può salvare la razza umana da una fine certa? Le nostre speranze di salvezza sono riposte in questa macchina da guerra inarrestabile, pronta ad eliminare qualsiasi demone si pari sul suo cammino. Si apre così Doom Eternal, due anni dopo gli eventi del primo capitolo.

Doom Eternal recensione
La fine del mondo è vicina

Una delle novità di questo sequel è sicuramente il peso della storia. Più presente rispetto al passato, ci garantirà una piacevole narrazione che accompagnerà il giocatore fino ai titoli di coda. Badate bene, non si tratterà di un banale riempitivo, per quanto possa essere piuttosto lineare non lasciando spazio all’effetto sorpresa. Oltre ad intrattenere il giocatore, racconterà numerosi dettagli circa il passato del protagonista e farà emergere, proseguendo nei diversi capitoli, diversi aspetti in merito alla lore del gioco. Nel corso dell’avventura infatti, raccoglieremo tantissimi codex, manoscritti infuocati che ci sveleranno informazioni riguardo il mondo di Doom, i suoi pianeti e i suoi protagonisti.

Il mio invito è quindi quello di esplorare e alimentare la vostra sete di conoscenza. Non limitiamoci a sparare e a uccidere. Non saltiamo le cut scene perché sono superflue e perché in fin dei conti vogliamo solo trucidare un altro Aracnotron che odiamo già dopo due ore di gioco. Dobbiamo arricchire il nostro bagaglio videoludico – culturale, soprattutto quando gli sviluppatori ce ne danno la possibilità. L’intento Id Software e Bethesda è anche quello di raccontarvi una storia che si inserisce in un universo vastissimo. Viviamo il videogioco a 360 gradi e vi assicuro che il fattore soddisfazione, nel momento in cui scoprirete piccoli frammenti di background narrativo, sarà ancora più elevato.

Il mio invito è quindi quello di esplorare e alimentare la vostra sete di conoscenza

L’fps nella sua massima espressione

Il fiore all’occhiello di Doom Eternal rimane il gameplay, con le sue sparatorie dinamiche, la verticalità delle mappe e l’immensa mole di demoni che si riversa sui nostri monitor. Id Software riprende tutto ciò che ha elevato la produzione nell’olimpo degli sparatutto, arricchendola con piacevoli novità che ci verranno presentate tra uno sterminio ed un altro. Il gunplay è mastodontico e preciso, il feeling con le armi pazzesco, senza dimenticare il delirio di onnipotenza ogni qual volta avremo completato un’arena. Anche questa volta, gli sviluppatori hanno voluto dare tantissimo peso alla fluidità della fase di shooting. Non si ricarica mai l’arma, si spara fino a che non si esauriscono le munizioni, per poi passare a quella successiva.

Ritroviamo l’esecuzione, da attuare ogni volta che abbiamo stordito un demone per recuperare la vita e ritorna la motosega necessaria per recuperare le preziosissime munizioni. Accumulando più esecuzioni inoltre, potremo sfoderare il nuovo Pugno di Sangue, un potentissimo attacco corpo a corpo che spazzerà via tutti i nemici nelle vicinanze. Molto utile nelle fasi più frenetiche, diventerà fondamentale per spaccare l’armatura dei mostri più coriacei. A tutto ciò si aggiungono delle piacevoli migliorie che ci aiuteranno a salvare la Terra.
Il lanciafiamme, installato sulla spalla del Doom Slayer, ci farà incendiare i nemici, recuperando le componenti dell’armatura, importante tanto quanto la barra dell’energia. Avremo a disposizione poi le granate a frammentazione o le bombe criogeniche. Da alternare in battaglia, ci consentiranno di generare una fortissima esplosione o di congelare le orde demoniache. Una combo costituita da ghiaccio più esplosivi assolutamente devastante. Infine lo scatto, in avanti e indietro, ci faciliterà la vita nelle fasi platform oltre ad evitare gli attacchi dei nemici.

Scatto, lanciafiamme, cambio arma ed esecuzione

I demoni avranno tutti delle debolezze specifiche e una volta note, bisognerà scegliere l’arma giusta per cercare di velocizzare il più possibile gli scontri ed evitare di essere sopraffatti. Quando assorbiremo tutte queste piccole novità, e ci vorrà del tempo, il gioco si trasformerà in un fps tecnico e vario che metterà notevolmente alla prova le nostre abilità.

Il divertimento che si combina con la strategia esplodendo in un gameplay profondo e tattico o più semplicemente demoniaco.

Entriamo nell’arena, le orde ci sovrastano e l’imperativo è sopravvivere. Corriamo velocemente verso un Imp e lo tagliamo in due con la motosega per recuperare le munizioni. Scattiamo indietro per evitare un colpo, bruciamo un nemico con il lanciafiamme rigenerando l’armatura mentre vediamo un Cacodemone che si avvicina minaccioso. Sappiamo che è debole alle bombe adesive. Selezioniamo il fucile a pompa con la mod arma idonea, lo stordiamo ed infine un’esecuzione vincente. Il tutto in un intervallo di 10 secondi. Questo è solo un assaggio della dinamicità e della varietà di questo secondo capitolo. Il divertimento che si combina con la strategia esplodendo in un gameplay profondo e tattico o più semplicemente demoniaco.

Ho cercato di raccontarvi perché parlare di Doom Eternal significa adrenalina. Farvi entrare non solo con i video ma anche con le parole, in questo straripante fps che trasuda potenza. Provare a spiegare le mie emozioni in quelle fasi che affronterete ogni volta che la musica di Mick Gordon inizierà a pompare nelle cuffie. “Psicanalizzare” e tranquillizzarvi circa quei deliri di onnipotenza che vi attraverseranno ogni volta che avrete sconfitto un’orda. Infine, prepararvi a giustificare a vostra madre, al vostro partner o al vostro coinquilino perché state festeggiando nella vostra camera come Caressa e Bergomi dopo il rigore di Grosso nel 2006.

L’esplorazione non è mai stata così importante

Una volta ripulita un’arena, potremo riprendere fiato esplorando la mappa e completando le diverse fasi platform necessarie per proseguire nella missione. Questi sono i rarissimi momenti in cui Doom Eternal smette di inondarvi di adrenalina. Estremamente semplici, non sempre ispirate e mai troppo impegnative, costituiscono un diversivo utile a rallentare appena il ritmo di gioco. Considerando le impegnative battaglie che affronteremo durante tutto l’arco dell’avventura, bisogna cercare di spezzare l’azione e recuperare le forze: i demoni non riposano mai. Complice anche una mappa olografica precisa e accurata, non avremo mai difficoltà a sapere dove andare, in che direzione muoverci e dove si colloca il nostro obbiettivo.

Harder, Better, Faster, Stronger

Doom Eternal presenta inoltre una componente ruolistica che si incastra perfettamente con le fasi action del titolo, sufficientemente articolata e capace di donare nuova linfa ad un gunplay solidissimo. Sviscerare le diverse aree di gioco risulterà fondamentale per sbloccare diverse abilità passive, incrementare i nostri parametri vitali e potenziare il nostro arsenale.


Troveremo i cristalli delle sentinelle con cui potremo aumentare la salute, l’armatura o la quantità di munizioni da portare. Completando le sfide e gli eventi di combattimento insiti in ogni missione, otterremo i punti arma. Una volta accumulati, potremo scegliere come migliorare il nostro fucile preferito, garantendo così una potenza di fuoco sempre più devastante. I punti armatura Praetor invece, andranno ad incidere positivamente su diversi aspetti quali: ambiente, esplorazione, fondamentali e infine l’impatto delle granate. Ultime, ma non per questo meno importanti, le rune che permetteranno di sbloccare nuove abilità per il nostro eroe con cui riusciremo a cavarcela più facilmente in battaglia. Rallentare il tempo mentre si è in aria, scattare più velocemente dopo aver portato a termine un’esecuzione e tanto altro ancora. Sarà possibile equipaggiarne solo 3, scegliendo quelle che più si addicono allo stile del giocatore.

Doom Eternal recensione
Tante abilità e potenza per il Doom Slayer

Guardare quindi in ogni angolo della mappa, passaggio segreto o muro frantumabile deve diventare un’abitudine, specialmente ai livelli di difficoltà più elevati. Cercare di avere lo Slayer il più potente possibile fa la differenza, citando Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica, “tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire”.

Doom Eternal, adrenalina a 60fps

Il gameplay frenetico del nuovo titolo Id Software deve ovviamente tantissimo al suo comparto grafico e sonoro. Il motore id Tech 7, di proprietà della software house, garantisce 60 fps costanti. Non c’è mai stato un rallentamento nonostante l’ingente mole di demoni che riempivano il monitor e tutti i proiettili che utilizzavo per provare a rallentarli. Tutto questo garantisce una fluidità nelle diverse manovre che rappresenta una gioia per gli occhi. Sempre una garanzia le animazioni ogni volta che andiamo a compiere un’esecuzione. Ad ampliare il tutto non poteva mancare la colonna sonora, curata ancora da Mick Gordon, che rimbomba nelle nostre cuffie. Essa alterna sapientemente momenti di pura carica tamarra durante le fasi più concitate ad altri più “rilassati” mentre esploriamo le aree alla ricerca dei numerosi segreti nascosti. Un ulteriore marchio di fabbrica che distingue il reboot di Doom da tutti i prodotti del mercato videoludico.

Battlemode: è bello essere il nemico

Il comparto multiplayer di Doom Eternal ci offre la modalità Battlemode, un’esperienza anch’essa incalzante che amplia il pacchetto offerto da questo secondo capitolo. Una battaglia due contro uno dove potremmo scegliere se essere un demone che, insieme ad un altro compagno, cercherà di eliminare il Doom Slayer. Mentre quest’ultimo potrà disporre delle medesime abilità che abbiamo abbondantemente spiegato in fase di recensione, i primi avranno un arsenale tutto da scoprire. Potremo evocare altri demoni controllati dalla CPU che si occuperanno di rendere la vita un inferno al giocatore solitario oltre a sfruttare una serie di abilità che implementeranno in game la nostra potenza. Per comprendere al meglio il tutto, una fase tutorial che vi spiegherà step by step tutto ciò di cui avete bisogno per vincere la partita.

Doom Eternal, recensione Battlemode
La scelta della fazione

All’interno di una piccola arena si svolgeranno questi rapidi combattimenti all’ultimo sangue, cercando di sfruttare tutti i power up a nostra disposizione. La modalità Battlemode ricrea in dimensioni ridotte, tutto ciò che viene vissuto nella campagna principale, con un piacevole plus, quello di prendere le parti del nemico. Utilizzare chi ci ha fatto dannare durante la nostra avventura e sfruttare i loro pericolosissimi attacchi, è straordinariamente soddisfacente. Un PvP che naturalmente deve essere assorbito dagli utenti con il tempo, per quanto, almeno nelle prime partite, ho notato la fazione demoniaca leggermente più avvantaggiata rispetto a quella umana. Arricchisce il pacchetto e alza notevolmente l’asticella dell’engagement, aspettando ovviamente nuove mappe disponibili per evitare la possibilità che il tutto diventi eccessivamente ripetitivo.

Doom Eternal è l’adrenalina generazionale

Giunti infine alla conclusione della recensione, è tempo di tirare le somme. Fermo restando un’inevitabile ripetitività di fondo, Doom Eternal è adrenalina che scorre in un gioco mastodontico, spacca mascella e dal ritmo incalzante. Esecuzione dopo esecuzione, orda dopo orda, gli sviluppatori hanno costruito quello che è il miglior fps disponibile e punto di partenza per tutti i futuri videogiochi del genere. In un periodo dove la sfida tra Xbox Series X e Playstation 5 domina le discussioni, mi rincuora sapere che questa generazione ha ancora alcune cartucce da sparare. In attesa di provare gli altri most wanted del 2020, la certezza è una sola.

Ecco a voi il primo candidato GOTY 2020

Verdetto
9 / 10
Per favore, giocatelo
Commento
Doom Eternal riprende la formula quasi perfetta del primo capitolo del reboot Id Software migliorandola ulteriormente. Tantissime novità utili ad affrontare le orde demoniache e una componente ruolistica che si sposa perfettamente con l'anima action-fps del titolo. Il risultato è un gioco che raggiunge quasi la perfezione: profondo, tecnico e vario grazie anche ad un comparto grafico stabile a 60fps e una colonna sonora che vi rimbomberà nella testa.
Pro e Contro
Harder
Better
Faster
Stronger

x Finisce
x Fasi platform non sempre ispirate

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