Oggi vi voglio parlare di Final Fantasy e di come l’evoluzione della tecnologia sia parte integrante della saga. Per farlo, però devo partire da lontano e fare un doverosa premessa. Il mondo che ci circonda ci fa pensare a come siamo arrivati a quello che chiamiamo presente. Magari perché guardiamo la tecnologia che abbiamo o forse anche solo perché sappiamo che niente rimane mai immutato. Sappiamo solo che il tempo va avanti e che senza accorgercene ci proietta verso nuove ere. Non essendo immortali dobbiamo accontentarci del mondo virtuale, dove il tempo scorre a nostro piacimento e in cui i mondi in continua evoluzione sono numerosi. Ma dove voglio andare a parare con questo sermone? La risposta sono due parole conosciute a livello mondiale: Final Fantasy.

Se tra i lettori c’è chi ha giocato a molti capitoli della saga avrà notato che in quell’universo ogni cosa si trasforma assumendo un aspetto del tutto nuovo. In questo caso vorrei parlare di come la tecnologia, comparsa nei vari capitoli di Final Fantasy, si è evoluta. Infatti voglio affrontare questo argomento partendo dal primo gioco creato fino al decimo capitolo (per gli altri rimanenti se l’articolo vi piacerà ne farò una continuazione!).

Perché la gente insiste a creare cose che finiranno per essere distrutte?

Kefka final fantasy VI

Aeronavi

Iniziamo il nostro viaggio all’insegna dell’evoluzione tecnologica partendo dalle origini di Final Fantasy. Nel primo storico capitolo ci ritroviamo in un mondo nello stile medievale più puro, figurarsi quindi se esisteva qualcosa di più avanzato di una nave per poter andare in giro. Eppure c’era un mezzo che ti permetteva di spostarti per lunghe tratte e senza incontrare mostri. Sto parlando del mezzo per eccellenza che ha aiutato me e tanti altri giocatori ad esplorare in lungo e in largo i vasti mondi di questa saga: la mitica Aeronave.

Non sempre si può atterrare ovunque! Boschi, mari e montagne sono solitamente zone vietate.

Pur trattandosi solo di una nave dotata di eliche, senza questo mezzo saremmo stati persi o meglio ancora, precisiamo, che non avremmo potuto completare molte storie. Nei primi due giochi il suo unico compito è solo quello di volare, dal terzo in poi invece è stata modificata in base alle esigenze richieste. Potrà trasportarci verso la luna nel quarto capitolo, fungerà da scuola come nel caso di Final Fantasy VIII e addirittura nel decimo avrà già una mappa del mondo impostata, in cui dovremo inserire delle coordinate ed eliminando totalmente la parte del viaggio per il globo.

La sua versatilità non è nulla in confronto alla sua bellezza. Che sia realizzata in legno o in acciaio non può nascondere quel fascino che in ogni capitolo ci ha fatto sognare a occhi aperti. Il design non è mai lo stesso, ad ogni capitolo infatti si cerca di adattarlo al contesto dell’era in cui si svolge l’avventura o al tema in questione (tranne nel X-2 dov’è solo trash e basta). Tra i più interessanti abbiamo il Balamb Garden (nonchè la scuola dei Seed) di Final Fantasy VIII , il Dreadnaught del II e anche la HighWind del VII.

Alcune delle più belle scene sono proprio ambientate sopra questo mezzo. Pensate per esempio al tristissimo addio tra Yuna e Tidus in Final Fantasy X o alla fuga da Walzer verso Lindblum nel IX. Attimi carichi di emozione in cui questa nave ci ha sempre seguito come un guardiano silenzioso, regalandoci dei ricordi indelebili.

Città e strutture

L’evoluzione degli edifici in Final Fantasy è stata molto lenta in quanto si è dato spazio ad un ambiente fantasy- medioevale, lontano dalla tecnologia, in cui erano richiesti la semplicità e un tocco grezzo per i villaggi, mentre la raffinatezza e l’eleganza distinguevano i castelli. Col sesto capitolo assistiamo ad un leggero cambiamento a tema steam punk, come nel caso del castello di Figaro che si presenta come una fortezza tecnologica, ma il vero ‘’boom’’ lo assistiamo con Final fantasy VII.

Nel settimo capitolo la città di Midgar segna un passaggio vero e proprio dai precedenti capitoli. Qui troveremo molte cose tipiche di una società moderna come le autostrade, i computer, i mezzi di trasporto e dei generatori di elettricità (che qui saranno di dimensioni gigantesche ma rendono comunque l’idea). Di per sé è un luogo che non dorme mai, dotata di molti servizi e apparendo come una vera megalopoli. Se prima non vedevamo molta innovazione nella città, possiamo affermare che qui si parla di un grosso passo in avanti.

Nell’ottavo capitolo il gioiello della tecnologia si vede in Eshtar, una città invisibile agli stranieri grazie ad un dispositivo di occultamento. Se ci facessimo un piccolo tour ci meraviglieremmo di tutto ciò che Eshtar ha da offrirci: mezzi di trasporto innovativi, edifici all’avanguardia della tecnologia e negozi in cui le scelte si fanno tramite degli ologrammi. Insomma in fatto di tecnologia questa città vincerebbe a mani basse su qualsiasi luogo esistente.

Mostri e robot

Il treno fantasma è sia un boss che un livello, inoltre lo si può atterrare con un supplex!

Perché parlare di mostri in un articolo che parla d’innovazioni tecnologiche in Final Fantasy? Il motivo è semplice: non tutti i mostri sono veri e parte di essi sono frutto di invenzioni ed esperimenti fatti. I primi robot sono visibili già nel primo capitolo in un luogo chiamato fortezza volante. Tra questi robot, che sanno sparare un semplice laser, possiamo incontrare anche un mostro chiamato ”macchina letale”, praticamente il primo mini boss facoltativo di tipo macchina. Dopo di lui ci sono stati altri boss nei vari giochi come Omega e il Treno fantasma di Final Fantasy VI.

Con il quarto capitolo si vedranno più avversari come: il drago meccanico, la macchina mortale e l’arma finale (una sferetta insulsa e debole che compensa la debolezza con un nome esagerato). Col quinto però s’introducono anche i mostri magitek: macchine comandate da un pilota umano ma con la facoltà di utilizzare degli incantesimi. Un esempio è l’armatura magitek.

Per trovare una buona varietà di nemici tecnologici dovremmo però giocare a Final Fantasy VII o VIII. In entrambi riscontriamo una buona dose di fantascienza e di conseguenza troviamo molti mostri che sono delle macchine. Degli esempi sono:il Golem Armato, la Macchina Mortale (per il VII), SAM08G e i soldati Cyborg di Eshtar (per l’VIII). Nei due i giochi, all’inizio della storia, il nostro primo boss da uccidere sarà proprio una macchina. Rispettivamente nel primo si chiama Vigilante Scorpio e nel secondo X-ATM092.

Andando avanti con gli ultimi due capitoli della saga ci fermiamo prima su Final Fantasy IX. Questo gioco è un ritorno ad un fantasy più antico, tipico dei primi capitoli. La tecnologia esistente funziona a nebbia e sempre con essa vengono generati dei mostri, ma questi non sono tecnologici; in tutto il gioco l’unico essere armato e fatto di ferraglia che troveremo è Arka, un boss abbastanza forte situato dentro delle rovine dimenticate e con l’aspetto di un enorme nave volante.

Arrivando al dieci, veniamo catapultati avanti di mille anni in un mondo post apocalittico. La tecnologia non viene molto utilizzata e viene pure ripudiata dai credenti di Yevon. Solo gli Albhed utilizzano dei macchinari o si muovono su mezzi autonomi. I mostri meccanici non sono molti ma esistono e si trovano in diverse zone del mondo. L’autoscout e l’autocommander sono un esempio di quello che si può trovare, il loro problema è che si possono smontare sconfiggendoli subito.

Armi

E comunque una pistola non farà mai male quanto evocare Yojimbo con Zanmato.

Per vedere delle armi da fuoco c’è da aspettare un bel po’ di capitoli; infatti per i primi sei non abbiamo nessuna pistola o fucile che possa aiutarci a combattere il male. Il primo personaggio ad utilizzare un’arma è Barret, in Final fantasy VII, dove al posto del braccio destro ha una mitragliatrice. Nel party ci sarà anche Caith Sith, un robot dalle fattezze di gatto a cavallo di un moguri meccanico. Questo felino meccanizzato agirà grazie ad un megafono con cui impartirà degli ordini al suo ”destriero” che è dotato di un programma di attacco. Il Caith Sith è una figura abbastanza vista dopo Final Fantasy VI, infatti delle volte comparirà anche negli altri capitoli.

In Final Fantasy VIII invece avremo il protagonista Squall con la sua Gunblade, una fusione tra una spada e una pistola. Quest’arma si utilizzerà in altri giochi come in Final Fantasy VII: Advent Children e Final Fantasy Dissidia. Oltre a Squall avremo anche Irvine, un tiratore scelto. Utilizza un fucile da cui può sparare una gamma di proiettili speciali. Nel IX e X vedremo invece un ritorno a delle armi più ”antiquate”, come i bastoni da mago, le alabarde o addirittura delle palle da gioco (mi riferisco al mitico Blitzball). Solo dall’X-2 ci sarà di nuovo l’utilizzo di armi da fuoco.

La tecnologia in un mondo fantasy desta sia un po’ di curiosità che anche dello scetticismo; dipende sempre da come la si pensa a riguardo. Finchè ci sarà sempre un sorta di equilibrio tra tecnologia e fantasia si potrà sempre ottenere qualcosa che possa soddisfare la maggior parte dei giocatori.

L’importante è saper accettare l’innovazione e soprattutto la voglia di cambiare.

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