Andrea Sorichetti

News+ L’annuncio bomba di SEGA è una nuova console?

Il numero di Famitsu del 4 Giugno conterrà un annuncio rivoluzionario da parte di SEGA capace di scuotere l’intera industria. Sarà davvero una nuova console?

Lo ammetto, quando ho letto le parole di Zenji Nishikawa sullo scoop che ha in serbo per il numero di Famitsu del 4 Giugno, il mio cuore ha saltato un battito. Si parla di SEGA e di un annuncio dalla portata così enorme da essere capace di scuotere l’intera industria. Non solo: stando alle parole di Nishikawa, il suo articolo su SEGA per Famitsu è così importante da essere paragonabile, secondo lui, all’annuncio in esclusiva di PS5 sulle pagine di Wired. Purtroppo molte testate, prese dalla fretta di ribattere la notizia, hanno travisato le parole di Nishikawa, facendo passare il messaggio che l’annuncio di SEGA fosse paragonabile, a livello di impatto, al lancio di PS5.

Appurato che non sia così e che non sembra che SEGA sia effettivamente intenzionata ad inserirsi nel mercato con una console paragonabile a PS5 e Xbox Series X, possiamo provare ad analizzare le informazioni note e a fare qualche speculazione sulla questione. Metto le mani avanti: sono innamorato perso di SEGA, quindi ogni tanto capiterà che mi lasci andare a giudizi di cuore meno ragionati. Cercate di capirmi.

L’annuncio di SEGA e la rivoluzione dell’industria

Molti, di fronte alla notizia, hanno invitato alla prudenza. Dopotutto non è passato molto tempo da quando SEGA stessa parlò di un annuncio esclusivo mettendo in moto la macchina dell’hype per poi presentare Two Point Hospital. Tutto il rispetto del mondo, ma ci si aspettava sicuramente qualcosa di più. In questo caso, però, la situazione è decisamente diversa. La notizia non è basata su dichiarazioni di SEGA, ma di un giornalista. Zenji Nishikawa si occupa di tecnologia, e lo fa sulla colonna Complicated Conversations About Games di Famitsu. Al di là degli inviti alla calma, i concetti chiave da tenere a mente sono due: Nishikawa si occupa di tecnologia applicata al videogioco e, soprattutto, ha definito rivoluzionario il contenuto del suo scoop.

Oltretutto, Nishikawa ha dichiarato che il suo articolo sarà ospitato sul numero di Famitsu in uscita il 4 Giugno. La data non è casuale. Non può esserlo in nessun modo, dal momento che il 3 Giugno SEGA festeggerà il 60 anniversario dalla sua fondazione. A questo va aggiunto per forza di cose il fatto che SEGA è entrata in una fase di rinascita che la vede proiettata verso il futuro. Le prime avvisaglie ci sono state quando nel 2017 SEGA rilasciò un video meraviglioso in cui Toshihiro Nagoshi raccontava il futuro dell’azienda. Se mettiamo sul piatto anche il fatto che pochi mesi fa SEGA ha presentato una nuova mascotte, che guarda caso è il figlio dello storico Segata Sanshiro, volto ufficiale di SEGA Saturn, il gioco è fatto.

Se non vi vengono i brividi a sentir parlare Nagoshi forse non avete un cuore

Una nuova console di SEGA è possibile?

Nishikawa è stato perentorio: non si parla di Dreamcast 2. Allo stesso modo è estremamente improbabile che SEGA voglia lanciare sul mercato una nuova console next-gen. Competere con PS5 e Xbox Series X sarebbe un suicidio per un azienda che non può permettersi di investire tanto quanto Sony o Microsoft. Ma quindi l’annuncio di SEGA può essere quello di una nuova console? Essendo Nishikawa un’esperto di tecnologia, non si può escludere che lo scoop parli di hardware. Ma se inserirsi nel mercato dei “grandi” è poco probabile, quale strada sarebbe percorribile?
Con tutto questo parlare di PS5 e Xbox non abbiamo considerato un competitor che ha l’esclusiva su una fascia di mercato che Sony e Microsoft non hanno ancora tentato di colonizzare. Se SEGA vuole davvero sviluppare una nuova console, avrebbe senso che quella console vada a competere con Nintendo Switch.

Sembrerebbe una mossa azzardata, ma avrebbe perfettamente senso che SEGA lanciasse sul mercato una console dal costo molto ridotto, magari ibrida o addirittura portatile, che vada ad inserirsi in quella fetta di mercato di fatto monopolizzata da Nintendo. Non si parlerebbe quindi di una console potente o capace di cose strabilianti, ma che sia invece indirizzata ad un pubblico desideroso di divertirsi anche senza bisogno di prestazioni esagerate. Sarebbe una mossa incredibilmente romantica, che porterebbe SEGA a rivaleggiare ancora una volta con la grande N.

Non si tratterebbe di un nuovo Dreamcast, quanto più di Game Gear 2

Una mossa sensata sarebbe quella di rendere l’architettura di questa nuova ipotetica console il più simile possibile a quella di Switch, in modo da agevolare i porting e lo sviluppo di nuovi titoli, andando così a rivaleggiare quasi ad armi pari con la controparte Nintendo. A questo andrebbe aggiunto l’accesso gratuito o fortemente facilitato a tutti (o alla maggior parte) i titoli SEGA del presente e del passato. Ci metterei la firma, dico davvero. Per quanto l’idea sia allettante, però, ci sono dei nodi piuttosto complessi da sciogliere. In primis, SEGA ha un rapporto piuttosto stretto con Nintendo, che rimane una delle piattaforme predilette dalla mamma di Sonic. È difficile credere che la collaborazione sia destinata a concludersi, soprattutto alla luce del fatto che SEGA continua a pubblicare su Switch i titoli a marchio SEGA AGES.

Inoltre è strano che, nel caso si parlasse di una nuova console, nessuno abbia scovato un brevetto registrato da SEGA per il nuovo hardware. I fan, generalmente, hanno una particolare attenzione nei confronti dei brevetti ed è veramente difficile che SEGA sia riuscita a celare il contenuto dell’annuncio così a lungo senza depositare un brevetto. Sarebbe un’annuncio rivoluzionario? Se si parlasse di una console ibrida o portatile probabilmente non così tanto. Avrebbe però un impatto potenzialmente enrome sull’industria, perchè andrebbe a turbare il dominio incontrastato di Nintendo in una fascia di mercato che al momento le appartiene.

SEGA è al lavoro su un servizio di streaming proprietario?

Non giriamoci attorno. Nel caso SEGA stesse lavorando all’annuncio di un servizio di streaming non starebbe facendo assolutamente nulla di innovativo o rivoluzionario. Nell’epoca in cui Microsoft sembra volersi divorare il mercato dei servizi di streaming grazie a Project X Cloud e in cui si vocifera che Sony voglia potenziare PsNow per competere con il colosso di Redmond, non sarebbe assolutamente una novità rivoluzionaria. Da qualsiasi angolazione la si guardi la questione di certo non è poco plausibile, ma non rientrerebbe nella categoria delle grandi innovazioni. Non si tratterebbe neanche di una rivelazione in grado di cambiare gli equilibri del mercato, nemmeno se si trattasse di un servizio offerto esclusivamente ai possessori di una delle due console di punta.

A meno che...

Riguardando il video del 2017 si può notare che al suo interno si vedono chiaramente persone intente a giocare su mobile, su console e su macchine arcade. SEGA, in Giappone, possiede quello che probabilmente è il più grande franchise di sale giochi del paese. Allo stesso modo, in Giappone il mobile gaming è sensibilmente più diffuso rispetto a quanto non siamo abituati noi europei. Un’idea vincente potrebbe essere quella di creare una piattaforma cloud che permetta di giocare, tramite un solo account, lo stesso titolo su console, su mobile e in sala giochi. Si tratterebbe di uno store accessibile da più fronti in grado di portare le IP di SEGA letteralmente ovunque dietro il pagamento di un abbonamento il più economico possibile.

Si tratterebbe di una rivoluzione, in un certo senso. Se davvero SEGA decidesse di dare nuova vita alle sue sale in patria, integrando l’esperienza dell’arcade con quella del gaming mobile e della console casalinga, si tratterebbe di una mossa in grado di ridare a SEGA la capillarità e il peso sul mercato perso dai tempi in cui Dreamcast uscì di produzione. Certo, a meno che SEGA non voglia investire una cifra davvero corposa, si tratterebbe di una rivoluzione circoscritta al mercato giapponese. L’Europa e gli Stati Uniti hanno un numero di sale giochi sensibilmente minore rispetto al Giappone. La sala è un ambiente bistrattato da troppi sviluppatori, sarebbe bellissimo se si tornasse ad investire cifre considerevoli per rilanciarle.

SEGA e l’accordo con Microsoft

Nelle ultime ore ha cominciato a circolare un’immagine apparentemente leakata da quella che doveva essere la conferenza di Microsoft dell’E3 2020. Ad onor del vero, la foto circola da Aprile e si è parlato anche di un’improbabile acquisizione di SEGA da parte di Microsoft. È assolutamente poco verosimile che un’azienda in salute come SEGA abbia bisogno di venire assorbita da Microsoft. È decisamente più probabile che SEGA entri nel roster di Microsoft come studio third party o addirittura uno dei nuovi Xbox Game Studios, doptutto entrambe le aziende sono sempre state in ottimi rapporti. Non è un caso, in fondo la prima Xbox è a tutti gli effetti un Dreamcast 2 sotto mentite spoglie. Molte delle tecnologie e delle IP storiche di SEGA vennero portate sulla neonata console Microsoft.

È possibile che il nuovo annuncio di SEGA sia proprio questo, nonostante non si tratterebbe certo di una vera e propria rivoluzione dell’industria come dichiarato da Nishikawa. Insomma, fin qui le ipotesi avanzate sono intriganti e a modo loro avrebbero un reale impatto sul mercato. Una delle ipotesi più affascinanti è però quella che dietro all’annuncio bomba presente sulle pagine di Famitsu si celi un accordo commerciale tra SEGA e Microsoft che preveda che, in Giappone, Series X venga venduta come una nuova console a marchio SEGA.

L’annuncio di SEGA smentito dalla Cina

La notizia circolata in mattinata è che su Weibo, il principale social network cinese, un opinion leader non meglio identificato ha dichiarato di aver letto in anteprima il numero incriminato di Famitsu senza trovare al suo interno nessun riferimento a Microsoft. La notizia è stata data da Daniel Ahmad, un analista di mercato piuttosto attendibile, che ha invitato alla calma. Stando ad Ahmad, Famitsu tende sempre ad ingigantire le notizie per accentrare l’attenzione. Inoltre, sempre secondo Ahmad, la notizia circolata in Cina è piuttosto attendibile, quindi secondo lui SEGA e Microsoft non hanno in cantiere nessun tipo di annuncio relativo ad una loro collaborazione.

Inoltre è trapelata anche la copertina del prossimo numero della rivista giapponese, e non sembra contenere nessun riferimento a quanto annunciato da Nishikawa. La spiegazione protrebbe essere abbastanza semplice: Nishikawa ha parlato di uno scoop in esclusiva e, dal momento che le copertine delle riviste sono generalmente la prima cosa che trapela in rete, Famitsu potrebbe aver voluto tutelarsi escludendo ogni riferimento alla notizia. Resta comunque da tenere in considerazione che Nishikawa è un giornalista molto rispettato nell’ambiente e raramente si è esposto in maniera così plateale.

Sulla copertina di Famitsu non sono presenti riferimenti alla notizia

Il difficile rapporto di Microsoft col Giappone

Phil Spencer ha parlato spesso dei suoi recenti viaggi in Giappone in cerca di accordi commerciali. La realtà dei fatti è che Xbox non ha mai avuto fortuna in oriente. Colpa probabilmente del fatto che la filosofia di Microsoft è sempre stata troppo americana per i gusti del pubblico nipponico. È difficilissimo inserirsi in un mercato in cui Nintendo e Sony la fanno da padrone da circa sempre. Certo, Xbox 360 ha avuto un sacco di porting esclusivi di titoli arcade a marchio Cave, ma non è mai riuscita a costruirsi un seguito sufficientemente rilevante. SEGA, dal canto suo, è sempre stata apprezzatissima in oriente, e la sua dipartita ha lasciato orfani moltissimi fan.

Se davvero Microsoft decidesse di commercializzare Series X come se fosse una nuova console a marchio SEGA ci sarebbero ottime possibilità che questo sconvolga gli equilibri del mercato, indebolendo Sony in patria e regalando importanti quote di mercato a Microsoft. Sarebbe una strategia interessante, capace almeno sulla carta di portare estremo beneficio ad entrambe le aziende. Tra l’altro, non trattandosi in questo caso di un’acquisizione ma solo di una partnership commerciale, SEGA non sarebbe obbligata a rilasciare i suoi titoli in esclusiva sulla “sua” nuova console, potendo così contare anche su Sony e Nintendo.

La strada di SEGA verso la rinascita

L’ultima ipotesi avanzata è quella più verosimile. Sono da sempre un sonaro di quelli irriducibili, ma il mio amore per SEGA è stato incondizionato. Se davvero SEGA e Microsoft avessero raggiunto un accordo simile mi vedrei quasi costretto per la prima volta nella vita a comprare un Xbox. Modello giapponese, ovviamente. Tutto quasi solo per il gusto di poter dire di aver vissuto il lancio di una console a marchio SEGA dopo la catastrofe post Dreamcast. Nelle ultime ore tutte le ipotesi circolate in rete sono state in qualche modo smentite, seppur in maniera non troppo convinta. Resta valida l’ipotesi che, se Nishikawa ha deciso di esporsi in questo modo, l’annuncio di SEGA potrebbe essere così rivoluzionario da non essere prevedibile in nessun modo. Io, personalmente, faccio ancora molta fatica a decidere da che parte stare.

Sarebbe ora di vedere SEGA tornare sul mercato. Sarebbe una delle cose più romantiche a cui assistere per chi, come me, ha imparato ad amare quell’azienda che tanti anni fa riuscì a mettere in crisi Nintendo, sbattendo in faccia alla casa di Kyoto che un’alternativa al suo dominio era possibile. Se invece il grande annuncio di Nishikawa dovesse rivelarsi l’ennesima console mini o in un banalissimo servizio in abbonamento esclusivo ci rimarrei male. Molto. Ho un gran bisogno di rivedere SEGA lì dove gli compete e dove merita di essere, anche a costo di comprare una console Microsoft. Credetemi se vi dico che, detto da uno cresciuto a pane e Playstation, è un’affermazione forte.

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