Recensione
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Dopo l’ottimo risultato dell contenuto aggiuntivo “La lama di Galadriel” dedicato al personaggio di Eltariel, siamo tornati a Mordor nei panni del capitano Baranor. Pronti per esplorare la regione desertica di Lithlad?

L’universo letterario creato da Tolkien è sicuramente uno dei più apprezzati di tutto il genere fantasy a livello globale, ma per il mercato videoludico questo non ha sempre significato un’adeguata trasposizione delle atmosfere volute dallo scrittore inglese. Negli ultimi anni, però, i ragazzi di Monolith Productions sono riusciti a raggiungere i cuori degli appassionati di Bilbo & Co. grazie al loro La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor e il suo seguito (L’ombra della Guerra). Con il passare del tempo, però, bisogna ammettere che la software house americana si è concessa maggior libertà narrativa, andando a perdere prestigio nei confronti dei puristi della lore ideata da Tolkien, ma riuscendo sempre a presentare prodotti videoludici di qualità e capaci di intrattenere anche grazie a validi DLC post lancio. Siamo qui oggi proprio per parlare di uno di questi contenuti aggiuntivi, ambientato dopo gli eventi de “L’Ombra della Guerra” e avente come protagonista il generale Baranor, valido alleato di Talion contro l’Oscuro Signore di Mordor. Saranno riusciti gli sviluppatori a far contenti tutti questa volta? 

Versione testata: PlayStation 4

Concedendosi maggior libertà narrativa, si è perso prestigio nei confronti dei puristi della lore ideata da Tolkien, ma presentando prodotti videoludici di qualità!

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Sabbia e morte
La trama de La desolazione di Mordor si colloca dopo gli avvenimenti del primo finale de L’Ombra della Guerra

Come anticipato nel paragrafo di apertura, la trama de La desolazione di Mordor si colloca dopo gli avvenimenti del primo finale de L’Ombra della Guerra (quello prima dei titoli di coda). Ovviamente non andremo a rivelarvi nulla, ma vi basti sapere che Baranor si troverà nella regione di Lithlad alla ricerca di alleati per affrontare le armate di Sauron. L’incontro con Serka, personaggio proveniente dal passato del nostro protagonista, darà il via a una serie di eventi che ci accompagnerà per le 2-3 ore necessarie a portare a termine l’avventura. Avventura che, purtroppo, risulta distaccata dagli eventi principali del titolo principale e che non riesce mai davvero a conquistare il giocatore, in attesa sempre di quella spinta narrativa che, però, non arriva mai. Nulla da dire riguardo la caratterizzazione di Baranor e Serka che, per quanto lineare, risulta sicuramente riuscita, ma si tratta comunque di una scrittura dei personaggi troppo semplice e priva di quell’impatto necssario per ricordarli una volta spenta la console. Segnaliamo che, per quanto riguarda la lore de “La Terra di Mezzo”, l’ultimo contenuto aggiuntivo targato Monolith non osa inserire nulla di nuovo e, anzi, ripesca una razza di creature solamente accennata nei libri e comparsa anche nel terzo film de Lo Hobbit (e poco apprezzata da moltissimi appassionati).

Baranor is the new Batman
Con La desolazione di Mordor, la software house americana avvicina maggiormente il brand ispirato dalla penna di Tolkien a quello Rocksteady dedicato al Cavaliere Oscuro

Con La desolazione di Mordor, la software house americana avvicina maggiormente il brand ispirato dalla penna di Tolkien a quello Rocksteady dedicato al Cavaliere Oscuro. Essendo privo della “possessione” dello spirito di Celebrimbor e del potere dell’Anello, Baranor deve trovare metodi differenti per sopravvivere alle avversità di Mordor. Ecco che, quindi, grazie all’aiuto di Torvin (nano già comparso nelle prime avventure di Talion) avremo ora a disposizione il quadraplano (un paracadute) e un rampino per scalare rapidamente le pareti verticali. Questo, come anticipato poco fa, rende le meccaniche di gioco molto simili a quelle già provate nella serie Arkham dedicata a Batman, trasmettendo un feeling familiare al giocatore e rendendo coreografiche le gesta del nostro protagonista. Tra le novità inserite in questo DLC, inoltre, è la possibilità di morire, in quanto Baranor altro non è che un semplice umano. Bisogna ammettere, però, che la presenza di elisir curativi rendono la morte una mera chimera, in quanto difficilmente verrete sconfitti nel corso del vostro scorrazzare per Lithlad. Per il resto ci troviamo di fronte al solito valido gameplay basato sul free flow combat che, nonostante gli anni, risulta sempre intuitivo e capace di dare vita a momenti estremamente spettacolari e dinamici. Segnaliamo, inoltre, come sia stata inserita una meccanica di reclutamento truppe per compensare all’impossibilità di manipolare mentalmente gli orchi (altro potere esclusivo di Talion) e un sistema di potenziamento del proprio equipaggiamento molto simile alle rune. Per potenziare le abilità principali di Baranor (non fondamentali, ma sicuramente consigliate per affrontare la fortezza della regione) sarà invece necessario partecipare a una sorta di caccia al tesoro con Torvin, dove tramite una fotografia dovremo scoprire il luogo nel quale si trova un determinato pezzo di equipaggiamento che, una volta recuperato, il nano modificherà per noi. Questa meccanica, per quanto utile a spezzare il ritmo di gioco, non ci è sembrata perfettamente integrata con il resto del DLC, risultando più un fastidio che un vero e proprio valore aggiunto. Una volta terminata l’avventura, infine, sarà possibile ripetere la conquista dei territori mantenendo le proprie abilità, ma perdendo tutto l’equipaggiamento guadagnato nella run precedente, per ottenere un punteggio più alto e migliorarci di volta in volta.

Stessa sabbia di Mordor, stesso sole di Mordor
Ancora una volta ci troviamo di fronte al profilo tecnico de L’Ombra della Guerra

Per quanto riguarda il profilo tecnico di questo nuovo contenuto aggiuntivo de L’Ombra della Guerra, possiamo solo dire di esserci trovati di fronte alle stesse caratteristiche viste nel capitolo base. Personaggi ben modellati si sposano ad animazioni sempre fluide, andando a creare un affresco di gioco dal forte impatto estetico. Stessa storia per quanto riguarda il comparto sonoro, con un doppiaggio in italiano di qualità e una colonna sonora che, pur senza far gridare al miracolo, si sposa alla perfezione con la narrazione e con i precedenti lavori di Monolith Productions. Da evidenziare, infine, la totale assenza di bug che ci ha permesso di affrontare l’intera avventura senza il minimo intoppo tecnico.

recensione
La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor
In una vasta marea di tie-in, titoli mediocri e (pochi) prodotti di effettiva qualità, i giochi tratti da film/libri/serie tv sono da sempre guardati con diffidenza e paura di un'eventuale delusione. Da quando i ragazzi di Rocksteady hanno preso in m...
In conclusione...
Si
“Niente nuove, buone nuove”
L'Ombra della Guerra: la desolazione di Mordor è un contenuto aggiuntivo che conferma la qualità generale dell'opera tratta dall'universo ideato da Tolkien, ma che non riesce certo a spiccare per originalità e/o per qualche sviluppo narrativo particolarmente riuscito. Si tratta di un prodotto che tutti i fan della serie non potranno che apprezzare, nella speranza che le prossime iterazioni di questo brand riescano a portare una ventata di aria fresca per evitare che questa saga ammuffisca troppo rapidamente.
Atmosfera sempre valida
Gameplay rodato e divertente
Tecnicamente sempre solido
x Narrativamente non esaltante
x Novità di poco peso

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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