Come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte arriva il periodo in cui i giochi di calcio iniziano a fare capolino un po’ ovunque per convincere i fan della palla sferica all’acquisto.

Ci sono quelli che soddisfano la necessità di giocare effettivamente a pallone, come FIFA e il figlio brutto di PES che adesso si fa chiamare eFootball, e poi c’è quello che soddisfa la passione tutta italiana di sentirsi tutti allenatori, Football Manager.

Dato che per chi vi scrive i primi sono ormai relegati alle serate amici e birra, con PES 6 che adempie ancora benissimo al suo ruolo di campo di sfida, andremo a prendere in esame il miglior esponente della seconda tipologia, quel gioco che ogni anno mi fa depositare i canonici 50 euro nelle tasche di Sports Interactive.

Al cuor non si comanda

Ma oltre alla soddisfazione di portare la propria squadra non proprio di prima fascia verso traguardi mai raggiunti e al realizzare il sogno di poter allenare “effettivamente” cos’è che porta un giocatore a passare ore ed ore davanti a pagine piene di dati e a partite in un 3D scrauso?

Me lo sono chiesto dal 2007, anno in cui ho giocato il mio primo Football Manager, ad ora molto spesso mentre tra una partita e l’altra bestemmiavo per un infortunio imprevisto o per un offerta troppo bassa sulla plusvalenza di turno.

Dopo attente valutazioni penso che la risposta sia l’impegno che ogni anno il team di Sports Interactive mette nella sua creatura. E scusatemi se è una motivazione da poco.

Uno sguardo al passato pensando al futuro

C’è da dire che Football Manager come poche altre serie poggia su basi solidissime. Giochi praticamente eccellenti sotto vari aspetti dall’uscita del primo ad ora, una cura nei dettagli capace di renderlo addirittura uno strumento di lavoro per alcune società di primissimo piano come l’Everton ed una community estremamente sana che ogni anno migliora il gioco con le sue creazioni.

Ma tutti questi fattori bastano per renderlo un acquisto obbligatorio per i veri fan del calcio “gestito”? Direi di si ma almeno per chi vi scrive è il già citato impegno del team di sviluppo che lo rende un acquisto obbligatorio.

Moltissime serie hanno fatto il miracolo con titoli eccellenti e su quei pregi si sono soffermati fino a renderli dei difetti. Per fortuna non è il caso di Football Manager, che con il suo nuovo capitolo continua a stupire per la voglia di migliorarsi senza sedersi sugli allori.

Saper accontentare i fan del proprio brand facendoli sentire a casa in ogni capitolo e allo stesso tempo apportare miglioramenti estremamente piacevoli e non invasivi non è cosa da poco e molti ne hanno pagato lo scotto perdendo la faccia.

Schermata home
La classica schermata di gioco che ci accompagna da anni

Per fortuna per il mio cuore da tifoso e di fan della serie non è il caso di Football Manager 2022 che anche quest’anno come ogni anno propone i suoi piatti forti con qualche aggiunta di tutto rispetto.

I fan della serie infatti saranno accontentati, le basi di gioco sono sempre le stesse e il “mondo” calcistico è sempre dettagliato al limite del maniacale. Anche l’interfaccia di gioco è la solita a cui si è abituati da un bel po’ di anni a questa parte, arricchita da un viola fiammante che ormai sembra essere diventato il colore simbolo del brand.

Nonostante la sua (apparente) complessità non mancheranno tutorial estremamente dettagliati per aiutare chi si approccia per la prima volta alla serie ad utilizzare al meglio tutti gli strumenti di cui un vero e proprio manager di successo ha bisogno.

Dati, dati ed ancora dati

Parlando di “strumenti” a disposizione del mister di turno, è proprio in questo settore che spicca uno dei miglioramenti più azzeccati e ben riusciti di questa edizione 2022: il centro dati.

Il centro dati sarà infatti un opzione la felicità di tutti quegli allenatori amanti delle statistiche che vogliono controllare ogni singolo aspetto dei propri giocatori all’interno di una partita o di un’intera stagione. Gli aspiranti Mourinho o Sarri passeranno infatti all’interno di questa sezione gran parte della loro esperienza di gioco persi in valutazioni che li porteranno a pianificare le partite in modi estremamente più strategici.

Centro dati
Fin dalle prime amichevoli il centro dati mostrerà tutto il suo potenziale

Oltre agli amanti della tattica il centro dati sarà estremamente utile anche ai pigroni come il sottoscritto. Si può usare anche per valutare in maniera più realistica le prestazioni dei propri giocatori rispetto al classico “mamma mia che gol che ha fatto”. Quantomeno non si potrà più scaricare le colpe sul secondo o sul preparatore di turno per qualche pessimo consiglio. Ormai gli strumenti avanzati per prendere decisioni sensate ci sono tutti.

A riprova della volontà di Sports Interactive di accontentare il più possibile la propria community, il centro dati sarà estremamente utile ma mai definitivo per l’esito della partita. Gli allenatori che vogliono giocarsela con gli acquisti riusciti e la formazione vincente potranno continuare a farlo con un aiutino in più. Agli amanti della tattica invece spettano molte più soddisfazioni, tutte dovute a questo nuovo strumento di controllo.

In definitiva un’aggiunta ottima e non invasiva, che si adatta bene a tutti gli stili di gioco.

Tutto (nemmeno troppo) bello

Dopo aver parlato della miglioria di maggior successo che Football Manager 2022 offre, è inevitabile passare a quelle un po’ meno riuscite. La parte grafica delle partite ed i vari modelli di gioco non sono tutt’ora una gioia per gli occhi. Entrambi risultano purtroppo molto semplicistici e a tratti discretamente bruttini da vedere.

Nulla di grave, non è assolutamente questo il fulcro del gioco, ma vista la scelta di poter personalizzare l’aspetto dell’allenatore è lecito aspettarsi qualcosa in più.

Nota di merito alla possibilità di importare i propri lineamenti sul volto dell’alter ego di gioco. Basta una foto da webcam, che grazie ai risultati terribili ha saputo strapparmi più di una risata e regalare alla serie A un vero e proprio mostro deforme sulla panchina.

Il mio alter ego virtuale con lo sguardo perso nella consapevolezza del suo aspetto terribile

Risate e mostri terribili a parte, persino qui traspare una forte volontà di migliorare. Nelle partite è evidente una fluidità d’azione migliore dei giochi precedenti. I giocatori infatti abbozzano movimenti leggermente più complessi, pur rimanendo in una mobilità sempre estremamente legnosa.

E’ comunque bene ricordare che siamo a valutare cose estremamente superflue in un gestionale a tema calcistico, visto che cose come il fotorealismo in partita sono competenza di altri giochi come FIFA e PES. Paradossalmente questa realtà finisce per premiare ulteriormente il team di sviluppo, che dimostra la volontà di migliorare anche elementi di minor importanza pur di rendere l’esperienza di gioco più gradevole.

Un calcio alla noia

Per fortuna, dopo il modesto tentativo di accontentare quella parte di community che dà estrema importanza alla grafica si torna a notare miglioramenti nelle componenti di gioco che contano. Uno dei maggiormente apprezzabili è la riduzione dei tempi morti che separano una partita dalla successiva.

Per cominciare ciò avviene con i collaboratori, che finalmente dispenseranno tutti i loro consigli in una sola riunione programmata invece di intasare la mail con qualsiasi cosa gli passi per la testa. Questa miglioria non è una cosa da poco, poiché dà importanza alle loro valutazioni e gli impedisce di essere semplicemente dei messaggi di spam da skippare il prima possibile.

Anche il maledetto (o benedetto, punti di vista) ultimo giorno di mercato torna ad essere occasione per qualche colpo alla “Condor Galliani” invece che una serie interminabile di mail spam. Questo grazie ad una particolare schermata dedicata, che rende il giocatore maggiormente consapevole di ciò che succede sul mercato. Si può così acquistare o piazzare qualche esubero con maggior facilità.

Mentre la sensazione di noia che accompagna i tempi morti di gioco si affievolisce, non si può dire lo stesso per le conferenze stampa. Purtroppo si riconfermano ancora una volta uno degli “easy skip” più facili per gli allenatori con un buon quantitativo di ore di gioco sulle spalle. I giornalisti infatti bombardano il giocatore praticamente sempre con le solite domande, cambiando al massimo il soggetto con la rivale X o con il calciatore Y.

Questo finisce per rendere ogni conferenza stampa odiosa, come quelle successive a una terribile sconfitta. Un dettaglio che costituisce un problema da ormai molte versioni, ragion per cui era lecito aspettarsi qualche miglioramento a riguardo. Soprattutto nell’ottica del numero di conferenze che si tengono nel corso delle varie stagioni.

Alla ricerca della perfezione

Nonostante qualche miglioramento non proprio riuscito il bilancio è sicuramente positivo. Football Manager è un prodotto che trasuda impegno da ogni poro, e per un fan non c’è nulla di meglio che vedere la propria serie migliorarsi anno dopo anno.

Chiaramente sotto certi aspetti siamo ben lontani dalla qualità assoluta, ma che importanza ha quando sono componenti accessorie ed il fulcro del gioco funziona in maniera così meravigliosa? Dopo tutto quello che la serie ha dato e continua a dare è lecito avere pazienza e tifare spudoratamente per il franchise, per farlo arrivare verso vette maggiori.

Alla fine anche in questo la serie riesce ad emulare l’essenza calcistica. Non sempre la squadra per cui si tifa è perfetta e riesce bene a migliorare i suoi difetti, ma finché offre momenti di qualità e divertimento varrà sempre la pena sperare che raggiunga il meglio e tifare per lei.

Voto e Prezzo
9.5 / 10
54.99€ /54.99€
Commento
Football Manager 2022 continua il percorso di miglioramento costante tipico della serie. Un acquisto obbligatorio per i fan del genere ed uno dei capitoli migliori degli ultimi anni.
Pro e Contro
Solito gameplay magistrale della serie
Miglioramenti notevoli sotto molti piani...

x ... mentre sotto altri era lecito aspettarsi di più

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