Il seinen è uno dei vari target del fumetto giapponese (manga), nato come una lettura per giovani uomini, negli anni è diventato il palcoscenico per le opere più disparate e che poco si adattano ad una targhettizzazione standard.

Nei seinen possiamo inoltre ritrovare tra i manga più influenti del medium, grazie alla libertà artistica dei loro autori.

Visto che ormai è un genere composto da innumerevoli opere, in questo articolo vi elencheremo quali sono i 10 migliori manga seinen che vanno letti assolutamente.

Akira

Kaneda e Key sfrecciano sulla moto di quest'ultimo

Opera magna di Katsuhiro Otomo, Akira può essere considerato uno dei prodotti più influenti in Giappone. Serializzato a partire dal 1982 su Young Magazine, il fumetto ottenne anche un grandioso film animato, diretto dallo stesso Otomo che grazie a questo capolavoro venne considerato tra i migliori registi anime.

L’opera è ambientata dopo una futuristica Terza Guerra Mondiale, dove Tokyo è stata rasa al suolo da un ordigno nucleare. Trent’anni dopo, nel 2019, la città è piena di bande di teppisti in motocicletta, che seminano il caos per le strade. Kaneda è un ragazzo a capo di una di queste bande, all’interno della quale c’è anche il suo amico Tetsuo.

Una notte, mentre sono in fuga da delle pattuglie della polizia, Tetsuo si schianta contro quello che sembra un bambino. Dolorante, nota però che il povero malcapitato è rimasto del tutto illeso dall’incidente, grazie ad una specie di barriera mentale.

La banda verrà arrestata dal colonello Shikishima, che però preleverà Tetsuo ed il bambino portandoli con se. Quest’ultimo scoprirà poi di avere enormi poteri esper, unito ad una folle sete di vendetta. Toccherà a Kaneda fermare l’amico e sfuggire a tutta una serie di segreti governativi.

Akira è soprattutto tanta azione, perfettamente immortalata dal tratto eccezionale di Otomo che crea scenari e inquadrature indimenticabili. Altro grande pregio dell’opera è la sua critica alla società, soprattutto al potere, rappresentato sia come brama che come autorità.

Buonanotte, Punpun

Punpun e i suoi amici guardano un cielo stellato

Buonanotte Punpun è un manga di Inio Asano, pubblicato sulla rivista Weekly Young Sunday di Shogakukan dal 2007 e poi dal 2008 su Big Comic Spirits a causa del fallimento della precedente. L’opera conta in tutto 13 volumi.

La trama è incentrata su Punpun Punyama, un bambino disegnato con le fattezze di un uccellino. L’opera segue Punpun nella sua quotidianità, vedendolo anche crescere col proseguire della storia. Lo seguiremo quindi alle prese con la sua famiglia, i primi amori, il suo arrivo all’adolescenza e quello che ne consegue, fino alla maturazione.

Ci troviamo di fronte ad una delle migliori opere di Asano, forse anche la sua più nichilista. Il protagonista periodicamente perde fiducia in sé, nel prossimo, nel mondo intero, in una spirale di disperazione e devastazione morale e fisica, perfettamente associabile al nostro periodo storico.

Queste svolte non sono però fini a sé stesse. Quello che affronta Punpun infatti è un viaggio che prevede fermate e soste in momenti che bene o male, volenti o nolenti, hanno fatto la loro comparsa in un dato istante della nostra vita, influenzandone il progresso. Diventa quindi un’opera da rileggere più volte, in momenti diversi della vita, poiché solo così si potrà apprezzare appieno.

Berserk

Guts il protagonista

Opera magna del defunto Kentaro Miura, Berserk è un manga seinen del 1996. L’opera vanta all’attivo ben 40 tankobon.

Il protagonista è Guts, un ragazzino che fa il mercenario per sopravvivere. Nato da una donna impiccata, Guts non ha mai conosciuto in vita sua cos’è l’affetto o l’amore. Il ragazzo infatti ha sempre vissuto sui campi di battaglia, ed ha visto e vissuto sulla sua pelle tutta la malvagità dell’uomo.

Un giorno verrà notato dal leader di una banda di ragazzi mercenari, i Falchi. Il loro capo Griffith è un ragazzo con una forte ambizione, dato chr vuole infatti costruire un regno tutto suo in terra. Guts troverà in lui e nei Falchi degli amici, sollevato di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo. Ma questa felicità sarà breve e con un finale inaspettato.

Berserk non è solo un manga che si dovrebbe leggere per la spettacolarità dei suoi combattimenti e la crudezza del mondo in cui i personaggi si muovono. Più volte si interpella su quale sia lo scopo della vita e se davvero un giorno le persone riusciranno a comprenderlo.

Tutti infatti nelle Midlands vivono in un mondo perlopiù inospitale con loro, e sembra che il Destino e il Fato giochino un ruolo fondamentale nella vita di una persona.


Anche l’amore e l’amicizia in questa storia sono rari, ma quando arriveranno quei momenti state certi che sapranno fare breccia dentro di voi.

Homunculus – L’occhio dell’anima

Una scena in cui il protagonista viene a conscenza degli homunculus

Serializzato sulla rivista Big Comic Spirit dal 2003 al 2011, Homunculus è un’opera di Hideo Yamamoto. La serie è divisa in 15 tankobon che hanno ottenuto un discreto successo, ottenendo anche un adattamento live action.

La storia ruota attorno a Susumu Nakoshi, un disoccupato che ormai vive nella sua macchina, della quale è molto legato. Nonostante tutto, Nakoshi si rifiuta di considerarsi un senzatetto e non entra attivamente nel piccolo gruppo del parco dove si è fermato con l’auto.

Un giorno viene avvicinato da Manabu Ito, un facoltoso ragazzo che gli offre dei soldi in cambio di un accordo. Manabu sta cercando una cavia su cui sperimentare una trapanazione del cranio, per vedere quali sensi sopiti posso essere sviluppato da questa pratica.

Anche se titubante, Susumu poi accetta. Da questa sua operazione riuscirà a vedere gli homunculus, lo specchio dell’anima inconscia delle persone.

Yamamoto dopo “Ichi the killer” ci sforna un’altra grande opera. Homunculus è un viaggio nella disperazione, nella paura ed in quella che si potrebbe definire una crescita del protagonista.

Nakoshi incarna alla perfezione le apparenze di una società ormai scarna, che consuma le persone cui vi abitano all’interno ed abbandona quelle di cui non ne fanno parte. Un ottimo thriller psicologico con il pregiato tratto di Yamamoto.

I am a hero

il protagonista che sfoglia delle riviste

Manga di Kengo Hanazawa stato pubblicato su Big Comic Spirits dal 2009. L’opera ha vinto anche il 58° Premio Shogakukan per i manga nella categoria generale.

Il protagonista è Hideo Suzuki, un trentacinquenne assistente mangaka che da anni fallisce nei suoi obiettivi di vita. Da anni infatti cerca di sfondare nel mondo del fumetto senza successo, riuscendo solo a barcamenarsi tra la storia con la sua ragazza e le sue varie delusioni.

Un giorno una misteriosa epidemia dilaga, facendo trasformare le persone in zombie. Hideo, non ancora certo della situazione, fugge di casa armato con il suo fucile e inizia il suo solitario viaggio, finché non conosce prima la liceale Hiromi e poi l’infermiera Yabu.

Hideo, nonostante sia un tipo davvero strano, sembra un personaggio perfettamente reale, non sfociando mai nel grottesco. Molte volte ci ritroveremo a ridere di lui e soprattutto ad empatizzare con lui. Hideo infatti non è un eroe, è più un codardo che si ritrova catapultato in una situazione spiacevole e più volte dovrà darsi la forza da solo per andare avanti.

Kingdom

il protagonista ripreso in una battaglia

Kingdom è un manga di Yasuhisa Hara, pubblicato dal 2006 su Weekly Young Jump. È stato adattato successivamente in una serie tv, che conta all’attivo diverse stagioni.

L’opera si colloca nella Cina del 245 a.C. Protagonista è Xin, orfano di guerra, che fin da piccolo conduce una vita misera da schiavo insieme al un suo caro amico Hyo. I due, nei pochi momenti liberi si sfidano continuamente a duello, diventando entrambi parecchio abili con la spada. 

Il loro sogno infatti è quello di diventare i più grandi generali della Cina, un modo per sfuggire alla loro attuale condizione. Con lo svolgersi della trama vedremo quindi Xin maturare, imparare ed affinare le sue abilità. Tutto questo provando di persona la crudeltà e la violenza della guerra, pur sapendo che per raggiungere il suo sogno essa sia l’unica via. 

Kingdom è un manga storico, gli eventi che si susseguono quindi sono realmente accaduti. Plauso và fatto infatti all’autore, che non altera minimamente il corso della storia a favore dei suoi personaggi ma anzi resta il più fedele possibile.

Particolare cura poi viene data al lato militare. Una battaglia infatti può durare anche più di un volume, ma non risulterà mai noiosa. Vi saranno frequenti cliffhanger a tenere il lettore incollato alle pagine, unito poi alle minuziose descrizioni delle azioni che l’autore non tralascia mai.

Monster

Uno dei protagonisti della storia

Una delle migliori opere di Naoki Urasawa, Monster è un manga thriller pubblicato su Big Comic Original dal 1994.

Siamo nel 1986, Kenzo Tenma è un rinomato neurochirurgo in una prestigiosa clinica di Dusserdolf, in Germania. Tenma, stanco di dover assecondare sempre i clienti importanti e facoltosi a discapito della povera gente, un giorno decide di fare “la cosa giusta”. Salverà infatti un ragazzino al posto di un politico e per questo perderà il posto di caporeparto.

Nove anni dopo, sempre nello stesso presidio ospedaliero, si compiranno una serie di efferati delitti. Persona al centro delle attenzioni delle indagini sarà proprio Tenma, il quale non viene visto di buon occhio. Il dottore però si improvviserà un detective in erba e partirà per trovare l’artefice di tutto questo, convinto che sia collegato tutto al bambino, Johan, che lui tempo addietro salvò.

Monster è un mosaico i cui tasselli si ricompongono attraverso una ricerca itinerante per tutta la Germania, in cui Tenma cercherà delle risposte alle sue domande. Dovrà inoltre caricarsi sulle proprie spalle delle scomode verità provenienti dal passato, molto più grandi di quanto egli possa immaginare.

Planetes

due astronauti sulla superficie lunare

Manga di Makoto Yukimura del 1999, Planetes è un’opera fantascientifica in 4 volumi. Il fumetto ha poi ottenuto anche un adattamento animato nel 2003.

Siamo nel 2075 e l’uomo ormai è riuscito a colonizzare la Luna. Grazie a questi passi avanti, potrà procedere alla futura colonizzazione di Marte e del sistema solare.

Il problema però è che con l’avanzare delle attività spaziali si accumulano moltissimi rifiuti in prossimità della Terra, potenzialmente fatali per qualsiasi operazione. Per questo viene creata la divisione Space Debris, il cui compito è prevenire i danni che i rifiuti potrebbero causare.

Planetes è prima di tutto un’opera introspettiva, i quesiti esistenziali che si pongono i personaggi sono sempre toccanti ed evocativi, stimolando in chi li guarda molte riflessioni.

La storia lascia molto infatti alla speculazione dello spettatore, non imboccandolo mai col messaggio che vuole trasmettere. Nonostante questo, non risulta mai essere eccessivamente lento, grazie all’ottimo cast di personaggi, tutti sfaccettati e ognuno protagonista a modo suo.

Altro punto a favore di quest’opera è che, a differenza di altre produzioni fantascientifiche, Planetes utilizza delle descrizioni molto realistiche dello spazio e del viaggio spaziale.

Questa cosa vale anche per la vita nello spazio e negli ambienti chiusi delle navicelle. Lo spazio non è un luogo adatto agli esseri umani e gli astronauti soffrono continuamente di malattie dovute alla permanenza in esso.

Ping Pong

Tsukimoto ribatte la palla

Ping Pong è un manga di Taiyo Matsumoto, serializzato sulla rivista Big Comic Spirits nel 1996 e raccolto poi in 5 tankobon.

La storia è incentrata su Makoto Tsukimoto, detto ‘Smile’ e Yukata Hoshino, detto ‘Peco’, due amici d’infanzia che amano giocare fin da piccoli a ping pong . Ognuno di loro gioca a questo sport per un motivo specifico e durante la serie dovranno scontrarsi con le ideologie di diverse persone che, come loro, amano il ping pong.

Non lasciatevi ingannare dal nome, Ping Pong non è un’opera incentrata su questo sport. Matsumoto infatti prende gli stilemi tipici dello spokon e li destrutturalizza, facendo anche capire che non basta solo impegnarsi nella vita per vincere.

In questa serie il ping pong è solo un pretesto, un simbolo con il quale i vari personaggi mettono in campo i loro ideali e la loro filosofia di vita. Il tavolino stesso diventa quindi un luogo dove si può anche crescere e maturare come persona, e non solo primeggiare contro l’avversario.

Il tratto di Matsumoto poi è personale, autoriale, che non è paragonabile a nessuna tendenza estetica. L’aggettivo che caratterizza le sue opere è “sporco”. I lineamenti dei personaggi sono certamente realistici, ma ogni persona o cosa qui viene rappresentata con un tratto quasi surreale, grazie anche a delle inquadrature ardite dell’autore.

A tal proposito, in molti hanno riscoperto quest’opera grazie all’adattamento animato ad opera di Masaki Yuasa, che è considerabile una delle migliori serie anime in giro.

Rainbow

i protagonisti

Rainbow è un’opera scritta da George Abe e illustrato da Masasumi Kakizaki. È stato pubblicato su Weekly Young Sunday e Big Comic Spirits, raccolto poi in 22 volumi.

Siamo alla fine della seconda guerra mondiale ed il Giappone deve ancora riprendersi dalle conseguenze. Un gruppo di ragazzi, tutti minorenni, viene sbattuto in riformatorio con accuse come truffa, il furto e la violenza aggravata. Al suo interno faranno amicizia tra di loro, essendo tutti rinchiusi nella stessa cella.

Il rapporto che si creerà tra questi giovani permetterà loro di coltivare i loro sogni e di non perdere la speranza per un futuro migliore, mentre la vita all’interno del riformatorio diventerà un duro inferno da affrontare.

Rainbow cattura con la sua storia avvincente ed il ricco cast di personaggi. È difficile non tifare per loro dopo tutto quello che dovranno passare nel riformatorio, in cui ogni speranza sembra perduta.

Ma questa è anche un’opera ricca di buoni propositi sul futuro. Nonostante tutto, i ragazzi non smettono mai di vedere la luce in fondo al tunnel, che prima o poi raggiungeranno per coronare ognuno i loro sogni. Una storia cruda ed a tratti autobiografica di uno dei più brutti periodi del Giappone.

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