Sono notizie come queste che, tutto d’un tratto, ti fanno sentire come travolto da un buco spazio-temporale che ti rigetta di forza in un’altra dimensione e in un altro mondo. O epoca se vogliamo, come una delle migliori scene tratte da Ritorno al Futuro.

È di questi giorni l’iniziativa per cui, negli USA, a tutti i cittadini che potranno dimostrare di aver effettuato il vaccino contro il coronavirus, rigorosamente con certificato e data annessa, verranno elargiti particolari bonus. Quali direte. È incredibilmente presto detto: bonus in videogiochi.

Sogno o son desto

La persuasione nella storia Dal Mein Kampf di Hitler al volantinaggio anti-comunista nell’America degli anni ’50, i metodi di comunicazione di massa per convincere la gente a fare qualcosa o a comportarsi in un determinato modo sono stati i più disparati nella storia. In questo caso, almeno, è per una buona causa.

In tempi difficili, è risaputo, la mente umana lavora per estrusione, come costantemente pungolata dal desiderio, o bisogno, di superare i propri limiti. Nuove idee, nuove soluzioni, nuovi punti di vista dal quale vedere un problema. Un software dal codice limitato, ma che mediante gabole ed escamotage, riesce a trovare nuove strade.

Il proverbiale “spaccarsi la testa” ha portato quindi, in questo caso, a sfoderare nuove tecniche di vera e propria persuasione. Per convincere sempre più persone, evidentemente giovani, scettici o negligenti, a immolarsi per il bene comune e decidersi una buona volta a vaccinarsi.

Quello che ha dell’incredibile è che, per la prima volta nella storia, si è ricorso ai videogiochi come metodo persuasivo dal punto di vista addirittura della medicina. Videogiochi e Coronavirus quindi. Un connubio fino a poco tempo fa impensabile, se non associato ai giochi gratis per farci stare a casa.

Ma quanto durerà questa iniziativa? E soprattutto riuscirà ad attecchire? Risposte che solo il tempo potrà darci.

Toss A Game To Your Vaccine

Ricordo ancora il terrore che pervadeva tutto il corpo quando, attanagliati dalle carie, si doveva correre dal “buon” dentista per sottoporsi alle tanto temute cure, ma che poi ci facevano star meglio. Allora si trattava di un lecca-lecca, una caramella, il premio che si riceveva per aver mostrato coraggio. È veramente incredibile pensare che ora invece è un videogioco.

Videogiochi per guarire dal coronavirus quella sì, è di certo fantascienza, ma per incentivare la campagna vaccinale sono invece utili. È quello che hanno pensato alcune grandi catene in tutti gli Stati Uniti, che stanno donando regali e bonus più disparati.

Non solo, lo ha pensato anche la Up-Down Arcade Bar, una serie di game cafè dislocati in varie zone degli USA tra le quali Des Moines, Kansas City, Milwaukee, Minneapolis, St. Louis, e Oklahoma City. Oltre a sorseggiare un caffè, bersi una birra o mangiare la pizza, in questi locali è possibile giocare ai cabinati dei vecchi giochi ’80-’90, soprattutto Nintendo.

Quello che renderà felici tutti i giocatori statunitensi è che, almeno fino all’estate, in questi pub si potranno ricevere ben 20 gettoni gratis al giorno per altrettanti 21 giorni per giocare agli splendidi cabinati offerti, di cui alcuni dotati persino di giochi Nintendo 64.

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Ah, i vecchi cabinati. Come dimenticare i tasti sudaticci e, a latere, la sempre presente sigaretta ancora accesa

Il gettone di questa iniziativa potrebbe avere però un risvolto più cupo di quello che si possa pensare.

Testa e croce

Quando si apre un portone, di solito se ci si mette più forza del previsto si finisce per sfondarlo. È la forza impetuosa di questo cambiamento nei confronti dei videogiochi e di come essi vengono percepiti. Rischia, però, nel bene e nel male, di spalancare le porte a metodi persuasivi che utilizzerebbero questo tramite per i fini più disparati.

Il controllo delle masse? No di certo, ma se per questa volta si è trattato di un’ottima iniziativa per un’ottima causa, in futuro non è da escludere che questo dualismo possa pian piano affievolirsi.

Tutti noi videogiocatori non possiamo dimenticarci di come, fino a tempi non sospetti, la politica e le alte sfere abbiano sempre demonizzato l’uso dei videogames. Primo tra tutti l’onnipresente topos di GTA V. L’ambivalenza della questione è che, nonostante sia positivo che i videogiochi e il Coronavirus siano accostati in questa triste situazione, una cosa è certa. Non ci farà piacere vedere la nostra passione smerciata come bonus a qualcosa che con essa non ha nulla a che fare. Strumentalizzata. Staremo a vedere.

Per il momento a quando un’iniziativa del genere in Italia? Il Paese che dorme e che resta sempre indietro. Di certo è un buon momento per iniziare ad essere un videogiocatore negli USA.

…Nowhere to run ain’t got nowhere to go… Born in the U.S.A.

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