Un videogioco di Akili Interactive potrebbe essere la terapia ideale per la nebbia cognitiva da Covid-19 che affligge molti sopravvissuti.

Che i videogiochi possano avere effetti positivi sulla nostra mente è un fatto assodato. Vi sono infatti numerosi studi scientifici che provano come videogiocare giovi alla concentrazione e alla memoria, e d’altronde titoli dedicati alla ginnastica mentale esistono almeno dalla metà degli anni 2000 (chi si ricorda del Brain Training del Dottor Kawashima?). Tuttavia, l’utilizzo dei videogiochi in medicina è ancora terreno vergine, e proprio di questo si occupa Akili Interactive. Il suo EndeavorRx, utilizzato per curare l’ADHD , ha ricevuto nel 2020 l’approvazione della FDA, l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione di farmaci. Un risultato unico nel suo genere, che potrebbe trovare ulteriori applicazioni a causa della pandemia.

Il Covid e la nebbia cognitiva

“Nebbia cognitiva” non è un vero termine clinico, ma indica una condizione di stanchezza e fatica mentale. Questo tipo di disturbo è abbastanza comune in chi è stato affetto da una forma virale grave. Ma, con più di 100 milioni di casi di Covid al mondo, anche il numero di persone che ne sono affette è aumentato. Secondo dati recenti, la nebbia cognitiva affliggerebbe tra il 20% e l’80% dei guariti. Questo vasto gap tra le percentuali è dovuto al fatto che Akili, nei suoi studi, ha considerato tutti i tipi di pazienti, da quelli afflitti in forma lieve a quelli con sintomi gravi.

Il sistema sanitario non è preparato a gestire una tale situazione, nè ci sono trattamenti prontamente disponibili per le disfunzioni cognitive” afferma il dottor Anil Jina. E, in riferimento ad EndeavorRx, prosegue: “Il tipo di funzioni cognitive che questa tecnologia può aiutare sono in linea con i disordini cognitivi causati dalla nebbia cognitiva da Covid”. Ciò ha spinto Akili a iniziare degli studi clinici per testare questo nuovo utilizzo della loro tecnologia. In caso di esito positivo, qualunque paziente in possesso di uno smartphone o tablet potrebbe vedere netti miglioramenti.

La luce in fondo al tunnel

Questa pandemia va avanti da più di un anno, ed è ormai chiaro che si tratta di un evento storico di portata immensa. Si può in un certo senso paragonare alle guerre mondiali vissute dai nostri nonni: c’era la normalità prima, c’è il caos durante, e ci sarà un ritorno alla normalità dopo. Certo, la situazione è tutt’altro che risolta, ma si può dire che una luce in fondo al tunnel stiamo cominciando a vederla. Il che porta a chiedersi: e dopo? Cosa faremo dopo? Tragedie del genere lasciano cicatrici profonde, e riprendersi sarà difficile.

Per questo trovo encomiabile l’iniziativa di Akili, in quanto offre un mezzo accessibile ed intuitivo per combattere le conseguenze di questa situazione. Nonostante gli studi siano ancora agli inizi, non fatico ad immaginare un futuro in cui questo genere di iniziative verranno adottate su vasta scala. Infatti, la nebbia cognitiva si presenta non solo nei sopravvissuti al Covid, ma anche in soggetti forzati a lunghi periodi di isolamento per via della pandemia. Si parla dunque di una fetta di popolazione vastissima che potrebbe sfruttare queste tecnologie per transitare verso un mondo post Covid. D’altronde, i videogiochi hanno già dimostrato le loro potenzialità in questo periodo buio.

La speranza è dunque che il progetto di Akili vada a buon fine, e rappresenti un passo verso un futuro migliore.

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