DLC #4: Death Stranding: audio analisi del trailer

In occasione della Gamescom 2016 siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con Job J. Stauffer, Head of Creative Communications di Telltale Games. Si è ovviamente parlato tanto dei progetti in corso della casa americana, con particolare attenzione alla nuova serie dedicata a Batman, ma non abbiamo potuto fare a meno di toglierci qualche curiosità e fare qualche domanda sui progetti che Telltale ha per i prossimi mesi.

 


 

Iniziamo dai vostri lavori più recenti. Oltre all’Adventure Pass di Minecraft siete negli store con Batman e (immagino) state lavorando alla serie tratta dall’universo Marvel. Cosa si prova ad avere a che fare così da vicino con due universi quasi in competizione tra di loro?

 

È interessante lavorare con così tanti partner fantastici. Sentiamo spesso dire ai fan “mi piace questo fumetto rispetto a quest’altro”, e quindi è bello poter lavorare con tutti e vedere come Telltale stia diventando una specie di “Nexus”, un posto dove riunirsi tutti. È un sogno che diventa realtà e che ci permette di concentrarsi sul nostro obiettivo di migliorare la narrazione interattiva e permettere ai giocatori di entrare in questi mondi diversi e di interpretare questi personaggi. Che si tratti di Marvel, DC, Skybound o USA Network [in riferimento alla serie Mr. Robot, n.d.r] è fantastico essere quello che siamo in questo momento, perché ci permette di collaborare con chiunque.

 

 

Cosa vi ha fatto propendere per Batman (e in particolare per quel Batman) tra le varie icone di casa DC?

 

Batman ha una storia editoriale lunga 75 anni. E in questi 75 anni si sono alternati tantissimi artisti, sceneggiatori e storyteller dietro al personaggio, per cui è difficile dire “quale Batman scelgo?”. Qualcuno per esempio apprezza di più il Batman più violento di Frank Miller, altri sono più vicini al Batman della serie animata (doppiato da Kevin Conroy [in italiano da Marco Balzarotti, n.d.r.]), più a misura di famiglia. Noi abbiamo visto diverse storie sul personaggio, ma volevamo fare qualcosa di molto concentrato su Bruce Wayne, e quindi nella nostra serie si giocherà nei panni di Bruce quanto in quelli di Batman, con lo scopo di permettere ai giocatori di interpretare il Batman che vogliono essere. Puoi essere un Batman più aggressivo, oppure essere un eroe “che segue le regole” e giocare un detective meno violento. Questo per noi è un aspetto chiave nella serie, ed il fatto di poter impersonare anche Bruce potrebbe anche cambiare quello che in generale il giocatore pensa della famiglia Wayne grazie a questa nuova prospettiva.

 

Quindi è corretto dire che la serie è incentrata più sull’uomo dietro la maschera?

 

Si, è sicuramente incentrata sull’uomo dietro la maschera. Bruce ha sicuramente dei trascorsi complicati nel suo passato, pensiamo banalmente al fatto che i suoi genitori sono stati uccisi. Non voglio anticipare troppo, ma Bruce dovrà scavare nella sua educazione e nei suoi privilegi e interrogarsi su quello che ha sempre pensato di sapere. Il cuore della storia è questo, esplorare la psicologia di Bruce Wayne e fargli ripensare agli avvenimenti che lo hanno portato a diventare Batman.

 

Sempre parlando di Realm of Shadows, c’è stata un’introduzione abbastanza particolare del personaggio di Cobblepot. Questo aspetto giovanile è stato voluto per questioni narrative?

 

La serie è ambientata in una nostra versione dell’universo narrativo di Batman. Abbiamo visto Bruce, ma non è il suo “anno 0” come super eroe, è stato Batman per un po’ di anni, ma Gotham non sa ancora cosa pensare della figura (è un eroe, un criminale o un vigilante?) e sarà compito del giocatore che tipo di Batman vedrà la città. Avere un Cobblepot più giovane, ed in generale ripensare un po’ i vari villain del Pipistrello, ci ha permesso di adattarli alla storia di Bruce. Per esempio quando si incontra la prima volta Cobblepot si scopre che lui e Bruce erano amici da bambini e quindi hanno una storia e dei trascorsi. Succederà qualcosa di simile anche con Harvey Dent, perché anche in questo caso lui e Bruce si sono già incontrati. Come per Batman non si tratta quindi di incontrare i cattivi in quanto cattivi (quindi Pinguino e Due Facce), ma di conoscerne la complessità come persone, e le interazioni con questi personaggi influenzeranno le cose che faranno e quanto lontano potranno andare come villain. Un Cobblepot più giovane quindi aveva più senso, non lo conosciamo ancora come Pinguino ed il Pinguino che diventerà potrebbe (o anche no) essere influenzato dalla storia e da come viene giocato il titolo.

 

 

Realm of Shadow ha segnato il debutto del Crowd Play: è una meccanica su cui puntate o per ora è più una specie di “esperimento” per sondare il terreno?

 

Abbiamo capito che è divertente giocare ai titoli Telltale in soggiorno con gli amici o comunque con altre persone mentre questi dicono a chi sta giocando quale opzione scegliere. C’è successo qualcosa di simile quando abbiamo presentato alcuni nostri titoli (per esempio con la premiere di Tales from the Borderlands all’ Alamo Drafthouse Cinema) con tantissimi fan ad urlare allo schermo. A pensarci era una cosa quasi inevitabile e sapevamo che ci saremmo arrivati. Il Crowd Play ha praticamente trasformato quella che era un’esperienza single player in un’esperienza multiplayer o, volendo, sociale, e sicuramente la riproporremo in tutte le nostre serie da qui in avanti (come sicuramente continueremo a portare i nostri titoli nei cinema o ad eventi di massa come la Gamescom, il PAX o la Paris Games Week per giocarli assieme ai nostri fan).

 

A proposito invece dell’Adventure Pass di Minecraft: è un caso isolato o non escludete di riproporre una strategia simile per qualche serie futura?

 

Credo che invece questo sia un esperimento, ci ha permesso di continuare a raccontare la storia anche oltre il quinto episodio (il “gran finale”, l’episodio 8, uscirà a Settembre) ed è stato anche ben ricevuto dal pubblico, oltre ad averci permesso di avere alle spalle alcuni dei membri più importanti della community di Minecraft. Penso che la decisione di rilasciare capitoli aggiuntivi sarà una cosa che valuteremo serie per serie.

 

Fate videogiochi da dieci anni e ormai indubbiamente avete maturato un’esperienza che agli esordi non potevate avere: c’è una serie in particolare su cui vi piacerebbe tornare a lavorare?

 

In generale ci piace guardare avanti, piuttosto che a quello che abbiamo fatto in passato, ci piace fare nuove cose e reinventare serie consolidate come The Walking Dead [prossimo a ricevere una terza stagione, n.d.r.] o lanciarci in nuovi progetti come Batman e Mr. Robot. C’è una serie di cui però ci chiedono spesso, ed è The Wolf Among Us: siamo molto fieri del lavoro che abbiamo fatto all’epoca e, anche se non abbiamo ancora annunciato una seconda stagione, sicuramente ci piacerebbe tornare a lavorare su quell’universo e saremmo eccitati tanto quanto i nostri fan.

 


Per approfondire:
The Wolf Among Us

 

Ultima domanda: Ormai si può dire che avete lanciato un modello e qualche sviluppatore sta iniziando a seguire una strada simile (per esempio Dontnod con Life is Strange). Come vi relazionate con questa “concorrenza”?

 

Non li vediamo come concorrenti. L’Episodic Gaming è un format, più che una formula o un genere. Il genere, come quando guardi un film o una serie tv, è definito dalla storia, e noi cerchiamo di coprire con le nostre serie più generi possibili (per esempio, Game of Thrones è una serie fantasy, The Walking Dead invece è un Drama Apocalittico), siamo uno studio multi-genere da questo punto di vista. Quindi quando altri sviluppatori decidono di rilasciare prodotti in formato episodico pensiamo che sia una gran cosa, e non la viviamo come una competizione. Siamo contenti che in questo modo più giocatori possano avere la possibilità di avvicinarsi e conoscere il format. È un bene per tutti, ed è eccitante sapere che altri sviluppatori stanno seguendo lo stesso percorso, così che loro possano imparare da noi e viceversa. O, perché no, anche lavorare assieme.

 

Bella risposta. Grazie per il tuo tempo e buona fortuna con i vostri progetti futuri.