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Recensione The Walking Dead Season 2

The Walking Dead, nata come serie a fumetti dalla mente di Robert Kirkman e adattata (non sempre bene) in Serie TV, è sicuramente uno dei brand più incisivi degli ultimi anni.
Non ci fu da stupirsi quando Telltale Games, famosa per le sue avventure grafiche, annunciò una collaborazione con skybound (la casa di produzione dello stesso Kirkman) proponendo al grande pubblico The Walking Dead in una formula mai vista prima d’allora, e stupendo tutti per l’ottima qualità dei cinque episodi e per la caratterizzazione del protagonista inedito.
Il successo fu tale che venne annunciata subito una seconda stagione, come fosse un telefilm, anch’essa composta da cinque episodi.
Alternandosi di mese in mese con The Wolf Among Us, The Walking Dead Season 2 è giunta al termine ieri, 27 Agosto, sarà riuscita Telltale Games a replicare il successo della prima stagione?

Versione Testata: PlayStation 3

ATTENZIONE: La recensione contiene Spoiler sulla prima stagione di The Walking Dead, siete stati avvertiti.

 

Previously on The Walking Dead

La seconda stagione di The Walking Dead riparte pochi giorni dopo la struggente dipartita di Lee, Clementine si è unita a Omid e a Christa, raggiungendo una stazione di servizio.

 i Vaganti  si possono gestire facilmente, gli umani no, sono imprevedibili.

Telltale Games ci ricorda fin da subito che, come nell’opera cartacea, “Tutti possono morire”, e dopo i titoli di testa, la storia compie un salto avanti di sedici mesi.
A causa di una nottata “movimentata” Clementine si separa da Christa, dando il via a tutte le vicende di questa seconda serie.
La bambina sarà costretta a crescere, volente o nolente, e ad imparare a sue spese la lezione più importante dell’apocalittico mondo di Kirkman: i Vaganti non sono la minaccia più grande, si possono gestire facilmente, gli umani no, sono imprevedibili.

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Tra graditi e inaspettati ritorni e nuove conoscenze, il viaggio e la crescita di Clementine procede per tutti e cinque gli episodi, trovando però veramente spazio solo nell’ultimo (su cui ci concentreremo tra poco senza rivelare nulla della trama) e lasciando la ragazza un po’ vittima degli eventi che le accadranno intorno.
La caratterizzazione del nuovo cast è abbastanza insipida, e sembra che Telltale si sia concentrata principalmente su tre personaggi: Luke, avvenente giovanotto altruista e bravo col fucile, Jane sopravvissuta disposta a tutto pur di salvarsi, e Sarah, coetanea di Clementine ma cresciuta lontano da qualsiasi pericolo dal padre Carlos.
Gli altri comprimari (oltre le vecchie conoscenze dalla prima stagione e da 400 Days) risultano abbastanza scialbi e fortunatamente non vi affezionerete abbastanza prima di salutarli.
Come Lee anche Clementine potrà muoversi nelle aree di gioco, analizzare gli elementi con la levetta destra, sparare o colpire a colpi di armi bianche durante gli ormai immancabili Quick Time Event e soprattutto dialogare con gli altri sopravvissuti cambiando  il corso delle conversazioni e  dell’avventura grafica.
Seppur la trama si modifichi leggermente a seconda delle nostre scelte, come accadeva nella prima serie, se un personaggio è destinato a morire, sicuramente lo farà prima o poi.
Questo rende i primi quattro episodi una mera introduzione al quinto, dove veramente potrete plasmare il futuro di Clementine a vostro piacimento.

#MyClementine

L’ultimo episodio “No Going Back” oltre ad essere il punto più alto della stagione, riesce a migliorare uno dei difetti della precedente avventura grafica ambientata nel mondo di Robert Kirkman.
Sfortunatamente l’episodio finale è l’unico che riesce a competere con la prima stagione ( ci sentiamo di includere anche “In Harm’s Way”) sebbene ci siano bei momenti in ogni capitolo, il clima generale è molto meno teso e il giocatore non riesce a immedesimarsi completamente in Clementine così come fu per il compianto Lee.

man mano che si prosegue negli episodi, il personaggio cresce ed inizia ad imporsi

Questo è dovuto probabilmente al lasciarsi trasportare di Clem dalle discussioni senza potersi imporre pesantemente sulle decisioni del gruppo: per la maggior parte del tempo dovrà scegliere da che parte schierarsi, o se dare torto o ragione a determinati personaggi lasciando le scelte di sopravvivenza ai NPC.
Da notare però, man mano che si prosegue negli episodi, il personaggio cresce ed inizia ad imporsi, diventando un’adulta a tutti gli effetti, fino alla scelta finale che porterà ad una delle molteplici conclusioni.
Nel finale dell’epopea di Lee, il giocatore era costretto a lasciarlo morire, e potendo scegliere se sparargli o se andare per la propria strada, ma tutto questo non condizionava la riunione, dopo i titoli di coda, con Omid e Christa.
In questa seconda stagione, Telltale è ritornata sui suoi passi permettendo al giocatore di scegliere tra diversi finali multipli (noi ne abbiamo scoperti cinque, ma potrebbero essercene altri) e lanciando un hashtag (che trovate nel titolo di paragrafo) per condividere qual’è il destino della vostra Clementine.
Ogni finale è profondamente diverso dall’altro, e cambierà le sorti della terza stagione, già confermata, sempre che Clem sia ancora protagonista.
In quel caso sarà interessante vedere come verranno sfruttati i diversi cliffhanger, e se potremo avere più giochi veramente diversi tra loro.

Caricamenti lenti come vaganti

Restano i punti forti sul lato tecnico della prima stagione, tra cui il Cel-shading, il character design che sembra portare in vita i personaggi dalle pagine del fumetto, e le musiche ansiogene e malinconiche che pervadono ogni episodio.
Purtroppo come in The Wolf Among Us i caricamenti tra una sezione e l’altra risultano estenuanti, lenti quasi come i Vaganti che inseguono i protagonisti (almeno nella versione PS3), bisogna solamente sperare che, col passaggio alla nuova generazione, questi difetti tecnici vengano seppelliti da Telltale Games una volta per tutte.
The Walking Dead Season 2 è completamente in inglese (audio e testo) ed essendo un’avventura grafica è consigliato solo a coloro che masticano bene la lingua anglosassone.

Verdetto
8 / 10
Oh my darling, oh my darling, oh my darling Clementine
Commento
The Walking Dead Season 2 è consigliata principalmente a chi ha amato la prima stagione, sebbene non ne sia all'altezza. Anche se Clementine riesce a farsi amare e i numerosi colpi di scena vi terranno incollati ad ogni episodio fino ad un finale a scelta multipla che speriamo incida nel futuro del brand di Telltale Games; il tutto viene minato da personaggi di contorno per lo più insulsi e scelte relative da effettuare nei primi quattro episodi, rendendo il tutto inferiore rispetto al titolo del 2012.
Pro e Contro
Finali multipli completamente diversi l'uno dall'altro
Quasi tutti i personaggi son ben caratterizzati
Mantiene l'atmosfera del fumetto

x Clementine non è all'altezza di Lee
x Alcuni personaggi sono insipidi o cloni di vecchie conoscenze
x Caricamenti troppo lunghi