Recensione Xenoblade Chronicles X

Come discutevamo solo pochi giorni fa questa generazione di console ed in particolare questo 2015 videoludico si stanno caratterizzando per il gran numero di titoli con un grande mondo di gioco liberamente esplorabile. Tra un Fallout 4, un The Witcher 3 ed un Metal Gear Solid: The Phantom Pain, l’open world più grande, affascinante e coinvolgente rischia di essere però quello di un altro titolo, per altro rilasciato su una console a prima vista meno adeguata per questo tipo di giochi, Wii U. Stiamo parlando di Xenoblade Chronicles X, il nuovo JRPG di Monolith Soft, sequel spirituale di quello Xenoblade Chronicles che prima su Wii e poi su 3DS aveva già sconvolto i videogiocatori Nintendo con la sua portata e la sua ambizione.

 

Brave New World

Xenoblade Chronicles X riprende la tipologia di gioco del predecessore per immergerla in un’ambientazione completamente diversa, espandendone il gameplay e la profondità in maniera inaspettata. Ci troviamo nel futuro. Un conflitto apocalittico tra due potenze aliene si svolge sullo sfondo del nostro pianeta, la Terra, che resta inevitabilmente coinvolta nel fuoco incrociato. All’umanità non resta altra scelta che abbandonare il pianeta sconvolto dai bombardamenti su delle gigantesche navi-colonia, nella speranza di trovare un nuovo luogo da poter colonizzare e da poter chiamare “casa”. Ci ritroveremo quindi a seguire le vicende dei sopravvissuti dell’equipaggio di una di queste navi coloniali, rocambolescamente naufragata sul pianeta Mira. La storia inizia quando, due mesi dopo il naufragio, la capsula di stasi in cui riposa il protagonista viene ritrovata da Elma, uno dei membri dell’organizzazione militare BLADE ed uno dei personaggi più importanti del gioco. In breve il protagonista, vero e proprio avatar del giocatore liberamente customizzabile, verrà introdotto alla nuova vita che i superstiti trascorrono a New Los Angeles, la città che sta venendo costruita a partire dai resti del naufragio. Il pianeta Mira e sconosciuto, in larga parte popolato da creature gigantesche ed ostili, che non vedono di buon occhio l’invasione del loro habitat da parte degli esseri umani. La scarsità di risorse e materie prime è un altro problema fondamentale, mentre resta imperativa la ricerca del “centro vitale” la porzione della nave che ospita milioni di altri umani addormentati nelle capsule di stasi, separatasi dal resto della colonia durante il naufragio e precipitata in un luogo ancora sconosciuto. Per far fronte a queste sfide gli esseri umani hanno dato vita all’organizzazione BLADE, distinta in 8 divisioni, ciascuna con le proprie specializzazioni, che ai fini del gameplay si comporteranno come delle vere e proprie gilde. Le 8 divisioni sono:

Da subito ci verrà richiesto di unirci ad una di queste divisioni, fatto che condizionerà in parte lo sviluppo del nostro personaggio. Ciascuna divisione porterà infatti specifici bonus ad alcune caratteristiche dell’avatar e pur non limitando l’accesso alle missioni delle altre , portando a termine quelle della propria si riceveranno un quantitativo maggiore di punti divisione. Chi viene dall’esperienza di Xenoblade Chronicles noterà subito un differente approccio alla narrazione ed allo sviluppo della trama. Mentre nel precedente titolo, l’esplorazione del pur grande mondo di gioco era guidata da una trama più o meno pressante, qua la storia si pone in secondo piano e vi resta per gran parte dell’avventura, tornando a farsi sentire soprattutto nelle fasi finali. Il gioco è suddiviso in una dozzina di capitoli, per procedere nei quali sarà necessario completare le missioni principali. Queste saranno però accessibili solo al raggiungimento di certe condizioni, che vanno dal completamento di alcune missioni secondarie, all’aver esplorato una certa percentuale del mondo di gioco, all’aver raggiunto un determinato livello. Non è tanto la storia il motore principale delle azioni del giocatore, quanto la varietà delle quest e delle cose da fare. Ben presto ci si ritrova totalmente immersi nel mondo di Mira, e ci si sente veramente motivati a svolgere missioni BLADE, quasi come se contribuire alla salvezza del genere umano dipendesse davvero dalle piccole e grandi imprese che i cittadini di NLA, i colleghi BLADE e le alte gerarchie ci assegneranno. Un diagramma delle relazioni ci aiuterà a tenere traccia di tutti i personaggi da noi incontrati, siano essi legati alla storia, potenziali membri del party, od anche solo normali NPC alle prese con i loro problemi quotidiani. La varietà di obbiettivi, la quantità di cose da fare, la vastità dei continenti di mira e, perché no, la bellezza delle ambientazioni, ci porteranno continuamente fuori strada ed anche quando ci saremo decisi a procedere nella storia magari ci lasceremo distrarre dai problemi personali di una barista del settore commerciale di NLA, o dalle richieste di materiali fatte dagli ingegneri delle industrie militari. È chiaro che si tratta di un tipo di progressione diverso dallo standard di molti JRPG e per molti versi più vicino a quello di un RPG occidentale o di un MMORPG, ma quello che viene sacrificato in merito a coinvolgimento narrativo viene completamente ripagato dall’immersione totale nell’ambientazione.

Ho sempre sognato di pilotare un Gundam

Il sistema di combattimento riprende ed espande quello di Xenoblade Chronicle. Ritorna la familiare impostazione pseudo-MMO con attacchi base automatici e tecniche speciali con tempi di cooldown, ma con alcune sostanziali modifiche. Ogni combattente BLADE porta con se un’arma da fuoco ed una da mischia, intercambiabili tra loro in tempo reale con la pressione di un tasto. Ecco che il proprio posizionamento rispetto ai nemici assume un ruolo ancora più fondamentale, garantendo di volta in volta bonus per gli attacchi ravvicinati, quelli a distanza, quelli alle spalle e così via. Le varie tecniche, oltre ad infliggere un quantitativo di danni superiore agli attacchi normali, possiedono anche effetti specifici, spesso in grado di concatenarsi tra loro. Se nel vecchio titolo la combinazione sbilanciare-atterrare-stordire la faceva da padrona per gran parte del gioco, qua le cose si fanno molto più complesse ed interessanti, con effetti che vanno a richiamare tecniche specifiche e così via. Il giocatore sarà quindi costretto a studiare bene gli effetti delle proprie tecniche per scegliere le più vantaggiose da schierare in ogni momento. I personaggi possono apprendere un grande numero di tecniche, a seconda della classe a cui appartengono. Raggiunto il livello 10 nella classe iniziale sarà infatti possibile scegliere tra tre tipologie di classi principali: quella specializzata nel combattimento in mischia, quella nel supporto e quella negli attacchi a distanza. Ciascuna di queste classi presenterà due ulteriori rami di sviluppo, ciascuno con le proprie peculiarità e le proprie tecniche esclusive. Procedendo nel gioco e sbloccando nuove classi, il giocatore potrà ottenere sempre più tecniche, da poter scegliere e combinare tra loro in maniera sempre più creativa e devastante. Altra novità del gioco sono gli Skell. Si tratta di robottoni trasformabili pilotati dai BLADE. Nel gioco saranno ottenibili soltanto in una fase molto avanzata, dietro il completamento di una specifica quest e con un costo molto elevato. La fatica sarà però ricompensata dalla possibilità di affrontare avversari colossali prima totalmente fuori dalla portata dei personaggi e di raggiungere alcune location remote più facilmente. Combattere boss grandi come dinosauri a bordo di uno Skell o sfrecciare nel cielo di Mira al tramonto sono delle esperienze letteralmente esaltanti ed uno dei punti più alti dell’intera esperienza di gioco. È un peccato che gli Skell facciano la loro comparsa solo molto tardi nell’avventura, ma la soddisfazione di ottenerne uno, di esserselo guadagnato con la fatica ed il duro lavoro è letteralmente impareggiabile.

Novelli cartografi

Tra i compiti del giocatore ci sarà anche quello di guidare l’espansione umana su Mira. FrontierNav è il network delle sonde che raccolgono dati sul terreno di Mira. L’enorme mappa di gioco è suddivisa per comodità in settori esagonali, ed a intervalli regolari sarà possibile installare sonde su alcuni di essi. Queste ci forniranno dati sui settori circostanti, estrarranno risorse e ci consentiranno di utilizzare la funzione di trasporto rapido dal GamePad di Wii U. L’intera gestione del network avviene tramite GamePad e consisterà nello scegliere e gestire le sonde appropriate per ogni settore, magari realizzando combinazioni di sonde in settori adiacenti per ottenere bonus nell’estrazione di risorse. Queste, assieme a quelle raccolte manualmente da noi durante l’esplorazione ed a quelle droppate dai nemici sconfitti, saranno utilizzate per il completamento di quest, il potenziamento di armi, armature e Skell, od il finanziamento di nuove ricerche. Tra gli aspetti manageriali c’è infatti anche la possibilità di finanziare particolari produttori di armi piuttosto che altri, sbloccando alcune categorie di equipaggiamento o migliorie piuttosto che altre. Xenoblade Chronicles X presenta anche alcune caratteristiche online integrate in maniera “leggera” nel gameplay. All’interno della caserma BLADE è possibile partecipare a delle missioni che coinvolgono altri giocatori iscritti alla stessa divisione. Per la maggior parte si tratta di istanze asincrone con obbiettivi collettivi del tipo: “caccia x mostri del tipo y”, ma sono presenti anche alcune missioni Boss in cui i giocatori combatteranno effettivamente assieme per sconfiggere dei nemici dalla forza straordinaria. Una classifica costantemente aggiornata terrà traccia delle attività online di ciascuna divisione ed ogni notte verrà assegnato a ciascun membro un bonus particolare per il lavoro svolto. Ai fini della storia e del godimento generale del titolo si tratta in ogni caso di feature superflue e del tutto non essenziali: chi non amasse i giochi multiplayer può tranquillamente evitare queste sezioni senza alcuna conseguenza, mentre invece alcune tipologie di giocatore potrebbe trovarle decisamente più interessanti (specialmente i boss di gruppo, dove l’esperienza si avvicina a quella di un Monster Hunter).

Un mondo straordinario

Inutile girarci attorno: uno degli aspetti più straordinari di Xenoblade Chronicles X è quello grafico. Evitando discorsi banali del tipo “la grafica è bella per essere un gioco Wii U”, la grafica di Xenoblade Chronicles X è bella in senso lato. È vero, i modelli poligonali dei personaggi hanno un aspetto piuttosto “old-gen”, qualche animazione è più legnosa delle altre e qualche texture qua e la non è propriamente bellissima. Ma di fronte alla vastità ed alla scala pazzesca del mondo di gioco, ogni obiezione cade. E non si tratta di un mondo vuoto e piatto. Praticamente in ogni settore della mappa sono presenti particolarità, bizzarrie. Quasi ad ogni movimento di telecamera c’è una vista mozzafiato e la cosa più impressionante di tutte è che il gioco non fa promesse che non può mantenere. Se lo vedi sullo schermo, significa che lo puoi raggiungere. Muri invisibili? Non esistono. Elementi puramente scenografici? Non esistono. C’è solo Mira, con il suo mare sterminato ed i suoi cinque continenti, che senza l’ausilio di Skell o trasporto rapido richiederebbero ore ed ore per essere attraversati. Sono mondi vari, tempestati dagli agenti atmosferici e brulicanti di vita. Sono mondi lussureggianti e minacciosi. Sono mondi affascinanti. Una menzione speciale per il mechanical design degli Skell, meticoloso e curato al punto da far bagnare anche i peggiori appassionati animazione robotica giapponese. Contrasta un po’, in tutto questo, il design scelto per i personaggi, forse troppo “manga” per una grafica che altrimenti ha un’impronta realistica. Sotto il profilo delle musiche troviamo un buon lavoro del compositore Hiroyuki Sawano, preso in prestito dal mondo dell’animazione giapponese (tra i suoi lavori le colonne sonore di Kill la Kill ed Attack on Titan), anche se il confronto col dream team del precedente Xenoblade (Yoko Shimomura, ACE+, Yasunori Mitsuda) non è del tutto favorevole. La colonna sonora si assesta su un ottimo livello, ma non si arriva mai alle vette toccate col vecchio titolo. Il doppiaggio è presente solo in lingua inglese. Così come accaduto con la riproposizione 3DS di Xenoblade Chronicles la traccia giapponese è stata sacrificata sull’altare dello spazio su disco, anche se il lavoro dei doppiatori inglesi è più che decente. I testi a schermo sono invece tutti fortunatamente in italiano.


Per approfondire:
Xenoblade Chronicles 2
Verdetto
9 / 10
Mira come "Miracolo"
Commento
Pur venendo da Xenoblade Chronicles è facile venir spiazzati da Xenoblade Chronicles X. È vero, nonostante mantenga lo stesso DNA di base, il nuovo lavoro di Monolith Soft aspira a qualcosa di diverso dal precedente titolo e si spinge ancora una volta oltre il confine tra RPG occidentali ed orientali. Mettendo volutamente la storia in secondo piano il team di sviluppo ha valuto lasciare che fosse il mondo di Mira a parlare da sé. L'esplorazione, la gioia della scoperta, quella di perdersi e ritrovarsi, l'emozione di sentirsi in prima linea in un'impresa fondamentale, il senso di progressione che si ha nell'aiutare a ricostruire una parvenza di civiltà. Sono questi gli elementi che fanno grande Xenoblade Chronicles X. A questo va aggiunta un'ambientazione letteralmente immensa e realizzata con grande cura e maestria ed un sistema di combattimento ancora più profondo e coinvolgente. Difficile trovare difetti in un gioco come Xenoblade Chronicles X: quando si ha a che fare con un lavoro di questa portata si esce dal reame dell'oggettivo e si entra in quello del soggettivo. Si potrebbe citare il comparto musicale, forse non all'altezza del predecessore. Si potrebbero citare i sacrifici ed i trucchetti fatti per avere una tale resa grafica complessiva. Si potrebbe criticare la scelta di penalizzare lo sviluppo della storia a fronte dell'esplorazione. Ma la verità è che nessuno di questi elementi può davvero considerarsi un difetto. Per questo e per mille altri motivi, Xenoblade Chronicles X è Il Gioco Wii U da avere nel 2015.
Pro e Contro
Mondo immenso e vario
Gameplay multisfaccettato e profondissimo
Tantissime cose da fare
Impatto grafico di tutto rispetto

x Non a tutti potrebbe piacere l'approccio poco narrativo
x Colonna sonora inferiore al predecessore
x Piccoli sacrifici grafici in alcuni ambiti

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