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Recensione Xenoblade Chronicles 2

Xenoblade Chronicles 2 arriva finalmente a concludere l’anno breve di Nintendo Switch, anno iniziato il 3 Marzo scorso con il lancio della console ed accompagnato dal monumentale The Legend of Zelda: Breath of the Wild. In questi mesi tanti sono i grandi titoli che si sono avvicendati sulla console, da Arms a Mario + Rabbids, da Super Mario OdysseySplatoon 2. Quella che abbiamo vissuto è forse l’annata di lancio di una console più incredibile di sempre ed il nuovo JRPG di Monolith Soft giunge a porre la ciliegina sulla torta.


Per approfondire:
Xenoblade Chronicles X

 

Pronti per un nuovo mondo

Quando Xenoblade Chronicles 2 venne annunciato, durante il Nintendo Direct dello scorso Gennaio, tanta era la sfiducia nei confronti di una finestra di lancio che appariva fin troppo ottimistica. In fondo sono trascorsi appena due anni dal precedente Xenoblade Chronicles X, che in confronto era giunto ben 5 anni dopo il primo Xenoblade. Eppure la società fondata da Tetsuya Takahashi, ormai da più di un decennio parte integrante della scuderia Nintendo, ha compiuto l’impossibile, consegnando Xenoblade Chronicles 2 nei tempi preventivati e soprattutto realizzando un titolo che non è in alcuna misura secondario od inferiore ai due che lo precedono. Una prima rassicurazione va fatta a chi è digiuno dal franchise: non è necessario aver giocato i precedenti titoli per immergersi nel mondo di Xenoblade Chronicles 2.

Se è vero che i fan più appassionati potranno cogliere alcuni easter egg e riferimenti, ci troviamo di fronte ad una vera e propria nuova ambientazione. Abbandonato il tono sci-fi di Xenoblade Chronicles X, ci troviamo di fronte di nuovo ad una storia maggiormente improntata sul fantasy di stampo tipicamente nipponico, come era quella del primo gioco del franchise. Xenoblade Chronicles 2 ci introduce al mondo di Alrest, un mondo fatto di un oceano ricoperto da un mare di nuvole, su cui si muovono giganteschi esseri noti come titani. L’umanità, scacciata dall’Elysium, il luogo di una mitica età dell’oro, non ha potuto far altro che trovar rifugio sulle spalle e sui corpi di questi colossi senzienti, alcuni grandi come montagne, altri come continenti interi. Civiltà e nazioni si sono sviluppate sul dorso dei titani, ciascuna con i propri usi e con i propri costumi. Nel gioco interpreteremo Rex, giovane ragazzo che si troverà ben presto legato a doppio filo con Pyra, una delle forme di vita artificiali note come Gladius, vere e proprie armi viventi. Sarà proprio Pyra a chiedergli di andare alla ricerca di Elysium, dando il via ad una epica storia che terrà il giocatore incollato al pad per oltre 80 ore.

Xenoblade Chronicles 2 Rex e Pyra

 

L’esplorazione al centro di Xenoblade Chronicles 2

Sin dai primi istanti è facile capire come si sia tornati ad un focus narrativo come nel primo Xenoblade, accantonando l’esperimento più prettamente open world ispirato ai MMORPG di X. L’influenza del titolo Wii U si fa però ancora sentire in svariati frangenti, a partire dall’utilizzo dello stesso motore grafico, che ha consentito ancora una volta la creazione di ambientazioni dalla vastità spiazzante. Non ci troviamo di fronte ad un open world vero e proprio, visto che Alrest presenta aree ben distinte legate dalla progressione della storia, ma la loro scala e varietà sono ancora una volta fonte di stupore per il giocatore. Ogni zona, equivalente al dorso di un differente titano, è un vero e proprio ecosistema, con la sua fauna ed i suoi ritmi giorno-notte, a cui si andranno ad aggiungere gli effetti delle maree, che in momenti differenti potranno bloccare o consentire l’accesso a determinate aree. La costruzione del mondo di gioco ricorda per certi versi quella di Zelda: Breath of the Wild, con un design che intrinsecamente spinge il giocatore ad esplorare, attirando il suo sguardo con punti di interesse distribuiti in maniera organica e naturale. Questa esplorazione sarà ovviamente anche ben ricompensata con punti esperienza e con nuovi punti della mappa utilizzabili per il fast travel, ma spesso la ricompensa maggiore saranno le splendide vedute che il gioco riesce a regalare al giocatore. Rigogliose pianure, ghiacciai perenni, deserti, città dalle forme e strutture più disparate: la varietà di ambientazioni di Xenoblade Chronicles 2 è letteralmente da togliere il fiato. Pur utilizzando lo stesso motore di X, lo stile grafico adottato è radicalmente diverso. Per i personaggi è stato infatti scelto un look anime in cel shading, che avvicina Xenoblade Chronicles 2 a produzioni nipponiche di nicchia. Se questo particolare character design potrebbe far storcere il naso al giocatore più mainstream, una volta superato l’impatto iniziale non si può non notare come nel complesso funzioni tutto meglio rispetto al titolo precedente, il cui stile semi-realistico ci aveva regalato personaggi dai volti ed espressioni totalmente innaturali.

 

Un nuovo modo di combattere

Sicuramente il lungo tempo di sviluppo di Xenoblade Chronicles X ha permesso a Monolith Soft di affinare le sue tecnologie. In meno della metà del tempo la casa è infatti riuscita a portarne il motore su Switch, motore che si mostra ormai maturo e senza tentennamenti. Va fatto notare che il gioco dà il meglio di sé in modalità docked: in modalità portatile si nota infatti un calo della qualità d’immagine. Non è un problema di ordine tecnico, semplicemente gli ambienti sono talmente vasti e ricchi di dettagli che sullo schermo di Switch qualcosa inevitabilmente va perduto. In compenso accogliamo con piacere la rinnovata interfaccia utente che elimina i problemi di ingombro visivo di Xenoblade (soprattutto nella versione New 3DS) e Xenoblade X. La nuova interfaccia è semplice, con poche icone a schermo, ed una mappa volendo pure a scomparsa. Il tutto per non trovarsi sopraffatti di barre, indicatori, icone e mille scritte durante le fasi più concitate del combattimento. Quest’ultimo riprende il sistema dei predecessori come base, espandendosi in una nuova direzione. Ogni personaggio giocabile, detto Ductor, potrà infatti entrare in risonanza con più Gladius, le armi viventi come Pyra. Equipaggiando fino a 3 Gladius per volta, ogni personaggio varierà armi, stile di combattimento, tecniche, classe (data dalla combinazione degli attributi dei tre Gladius) e così via. Nuovi Gladius potranno essere ottenuti a partire da oggetti noti come cristalli nucleici, che si comporteranno come vere e proprie loot boxes (fa bene a questo proposito ribadire che i cristalli nucleici possono essere ottenuti solo all’interno del gioco, non vi sono microtransazioni). “Aprendo” i cristalli otterremo in maniera casuale nuovi Gladius, suddivisi in comuni e rari. Ogni Gladius potrà ovviamente essere potenziato, sia con l’ausilio di materiali, sia semplicemente mantenendolo equipaggiato ed aumentando l’affinità con il suo Ductor. Durante il combattimento vero e proprio c’è un’altra novità: l’auto-attacco funzionerà soltanto se il nostro personaggio resterà fermo, e la catena di attacchi verrà interrotta se faremo un movimento. Questo aumenta incredibilmente la componente strategica di Xenoblade Chronicles 2, perché costringe il giocatore a valutare attentamente i posizionamenti in battaglia ed a valutare i rischi ed i benefici di eventuali spostamenti. Le battaglie stesse si svolgono con una certo ritmo, un flow innato, grazie al fatto di poter concatenare le tecniche Gladius con i propri attacchi normali. In fase di combattimento esistono molti microsistemi che si sovrappongono a strati uno sull’altro. Osservare un video di gameplay del gioco potrebbe risultare molto confusionario, ma ciascuna meccanica è introdotta con gradualità nel corso delle prime 20 – 25 ore di gioco, in maniera che il giocatore non si senta mai davvero sopraffatto (cosa che succedeva con X, ad esempio).


Per approfondire:
Xenoblade Chronicles 3D
 
Alrest parla scozzese

Non staremmo parlando di un gioco della serie Xenoblade se non ci fossero tutte quelle componenti di side quest, e farming dei materiali che abbiamo imparato a conoscere nel corso della serie. Anche Xenoblade Chronicles 2 è un gioco assolutamente ricco di quest secondarie che spingono il giocatore lontano dai binari pretracciati della storia principale. Rispetto ai precedenti giochi si nota una maggiore varietà nelle missioni secondarie, alcune delle quali vanno oltre i classici obbiettivi mutati dai MMORPG come uccidere un certo numero di nemici o raccogliere determinati materiali, ma presentano anche degli sviluppi di trama interessanti. Non mancano ancora una volta gli scontri contro i mostri unici, nemici particolarmente forti che vagano liberi per il mondo di gioco, alcuni in aree remote, raggiungibili solo dando voce alla propria vena di esploratore, altri presenti solo al verificarsi di particolari condizioni. Affrontare questi nemici regala tutta l’adrenalina delle boss battle più intense, ed al termine saremo ricompensati non solo con oggetti ed esperienza, ma anche con lapidi memoriali che ricorderanno la nostra impresa e che ci permetteranno, se lo vorremo, di ripetere lo scontro a nostro piacimento. Tra quest principale, esplorazione e missioni secondarie è facile perdersi nel mondo di Alrest, in un gioco che è in grado di regalare un’esperienza di almeno un’ottantina di ore di gioco, ma che per i giocatori completisti può facilmente estendersi in maniera esponenziale. Il testo a schermo del gioco è interamente localizzato in italiano, con una traduzione di alto livello ma con alcune scelte, ad esempio quella di modificare alcuni termini specifici come Driver e Blade in Ductor e Gladius, di difficile comprensione. Dopotutto in un mondo globalizzato è sempre più facile interagire su internet ed al di fuori di esso con giocatori provenienti da tutto il mondo e doversi ricordare ogni volta che si parla di Xenoblade 2 che alcune cose nella nostra versione hanno un nome diverso da quello internazionale è un fastidio che avremmo evitato volentieri. Il doppiaggio è invece realizzato in lingua inglese, con attori perlopiù provenienti dal Regno Unito piuttosto che dagli States. Una volta tanto fa davvero piacere ascoltare degli accenti diversi dai soliti, anche vista la presenza di molti attori scozzesi. In aggiunta al doppiaggio inglese, al day one verrà rilasciata una patch gratuita contenente il doppiaggio giapponese integrale, in maniera da accontentare anche i nippofili più intransigenti. Questa ottima direzione audio è confermata anche dalla qualità della colonna sonora, che archivia la parentesi rap-rock di Xenoblade Chronicles X e recupera alcuni dei compositori e le atmosfere del primo capitolo.

Verdetto
9 / 10
Per chiudere il 2017 di Switch in bellezza
Commento
Il 2017 è stato davvero un anno fantastico per Nintendo. Si è aperto con un titolo, Zelda, che ha rivoluzionato il genere degli open world e si chiude adesso con un gioco non propriamente open world, ma che condivide con BOTW il focus su di un certo tipo di esplorazione basato sulla pura curiosità e senso di scoperta del giocatore. Xenoblade Chronicles 2 è il terzo Xenoblade in 7 anni ed ormai ci siamo un po' abituati alla pura vastità dei mondi che questa serie ci offre. Non è però giusto ritenere Xenoblade 2 un more of the same, perché i mutamenti fatti al sistema di combattimento, all'interfaccia utente, alla direzione artistica e musicale sono notevoli. Sicuramente più un vero seguito del primo Xenoblade, Xenoblade Chronicles 2 piacerà particolarmente a coloro che erano rimasti delusi dalla debole componente narrativa di Xenoblade X ed è un acquisto consigliatissimo per qualunque appassionato di JRPG in possesso di Nintendo Switch.
Pro e Contro
Focus narrativo, senza tralasciare l'esplorazione
Mondo vastissimo con splendide ambientazioni
Tante novità nel sistema di combattimento

x Il look "anime" potrebbe non piacere a tutti
x Di minor impatto in modalità portatile