Fra le varie serie Sega, quella di Valkyria Chronicles è decisamente un outsider.

Nonostante i bei voti da primo della classe, il JRPG della casa del porcospino blu non è mai riuscito a scrollarsi di dosso quell’aria da titolo di nicchia. Amato dal pubblico e allergico ai grandi numeri da blockbuster, nel corso degli anni la serie non ha particolarmente brillato in fatto di vendite. E dopo un esordio ottimo, con il secondo capitolo venne messa in “punizione” su PSP, e relegata al solo Giappone con il terzo episodio, condannato a tale destino da un mix di scarse vendite e pirateria.

 

Le cose però, grazie a PlayStation 4, sembrano destinate a cambiare radicalmente. Proprio come con Yakuza, Valkyria Chronicles è pronto a rivivere una seconda giovinezza. Prima con la versione rimasterizzata del titolo uscito su PS3, e successivamente con uno spin-off action e con un inaspettato, quanto mai desiderato, sequel.

 

In uscita oggi 25 Settembre su PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One e Steam, Valkyria Chronicles 4 vi porterà in trincea, per vivere i drammatici eventi della guerra secondo Sega.

 

Versione Testata: PlayStation 4 Pro

La guerra di Piero
Europa, 1935. La guerra è alle porte. Ma non è la storia che tutti noi conosciamo. Due delle più grandi superpotenze europee, la Federazione e l’Impero, sono in conflitto fra loro, pronte a sterminarsi a vicenda per il controllo della ragnite. Questa potente fonte di energia è in grado assicurare, a chi ne entra in possesso, un potere illimitato. Non solo politico, ma anche tecnologico in grado di rivoluzionare le vite degli abitanti dell’Europa.

 

Ovviamente a farne le spese è la popolazione, che trovandosi nel mezzo del conflitto viene decimata e spazzata via solo per gli interessi dei più potenti.

 

Valkyria Chronicles 4 si svolge temporalmente durante gli eventi del primo e terzo capitolo, ma su ben altri campi di battaglia. Abbandonata la Gallia, teatro delle avventure dei prequel, ci troveremo a comandare un piccolo plotone, l’Unità E della Federazione. Il loro scopo sarà quello di prendere parte ad una campagna di liberazione, la Croce del Nord, che dovrebbe dare una svolta ad un conflitto che pare interminabile.

In guerra però nulla va come previsto e l’Unità E dovrà affrontare mille peripezie prima che la battaglia possa dirsi conclusa.

 

Valkyria Chronicles 4 è il capitolo che tutti i fan della saga aspettavano da anni

 

Come i capitoli che l’hanno preceduto, anche Valkyria Chronicles 4 punta il dito sul fattore umano. In uno scenario fantapolitico fatto di intrecci, tresche e tradimenti, il gioco si concentrerà sulle vite del membri dell’Unità E. In particolare su quella del suo comandante Claude Wallace , conosciuto da tutti come Claude il fifone, che in questo nuovo ruolo di “guida” dovrà riscattare i propri errori del passato. Nelle file dell’unità E militano anche alcuni dei suoi amici di infanzia, come Raz, una testa calda pronta ad ignorare gli ordini e dal grilletto facile, Kai, un letale cecchino che non sbaglia mai un colpo, e Riley, scienziata, ma arruolata per testare con mano le proprie creazioni.

Insieme a loro vivremo i dolori di una guerra che sembra non voler risparmiare nessuno, e impareremo a conoscere le paure e le speranze dei nostri protagonisti.

Rispetto soprattutto al primo capitolo, dal quale sembra pescare tanto come tematiche, la storia si sviluppa in maniera lenta, offrendoci un’altra prospettiva di una guerra che non è né bianca né nera, ma piena di sfumature.

E si concentra particolarmente sui 4 amici, lasciando in disparte spesso sia gli eventi del conflitto, sia il resto dei compagni. Fortunatamente però, all’incirca verso la metà del gioco, con l’ingresso in scena della Valchiria, una letale “macchina da guerra” umana, le cose cambiano.

Si entra nel vivo del racconto e inizia a delinearsi meglio una trama che fino a quel momento era rimasta di “sottofondo”. E le cose iniziano decisamente a complicarsi.

 

Proprio come il primo Valkyria Chronicles, sembra non preoccuparsi minimamente di ferire i sentimenti dei giocatori, mettendo in scena passaggi decisamente drammatici e struggenti. La giusta svolta per un titolo che tratta necessariamente di guerra e sofferenza, e dove la fine di tutto ciò sembra un miraggio impossibile da raggiungere. Non mancano poi collegamenti diretti e indiretti agli altri giochi. Piacevoli riferimenti per i fan che potranno approfondire certi aspetti di uno scenario politico decisamente complesso.

Anche la durata della campagna principale vi terrà impegnati per decine di ore, andando a sfiorare le 100 nel caso dei completisti maniacali. Valkyria Chronicles è un gioco che parte in sordina, ma la curva della difficoltà tende ad impennarsi dopo pochi capitoli, obbligandovi a spendere tempo nella gestione della squadra e dei suoi equipaggiamenti, partecipando ad una delle schermaglie (battaglie slegate dai vincoli di trama) o prendendo parte alle Storie Unità. In particolar modo questi episodi autoconlusivi permettono di concentrarsi sui nostri compagni di squadra, con brevi storie che ci faranno conoscere qualcosa di più sul loro passato. Cosa che, durante la campagna principale, non avviene.

la guerra dei cent’anni
La struttura del gioco riprende quella classica della serie. Valkyria Chronicles 4 è uno strategico prettamente story driven, e questa caratteristica si riflette su un gameplay privo di ogni elemento legato all’esplorazione. La storia avanza per episodi, alcuni addirittura facoltativi. E ogni capitolo vi porterà ad affrontare 1 o 2 battaglie, terminate le quali proseguirà nel racconto.

 

Il tutto poi avviene per menù testuali, sfruttando un’interfaccia che ricorda quella di un libro di storia. Nel pre-partita, come accennato prima potremo preparare allo scontro le nostre unità equipaggiando nuove armi ed accessori, ottenuti tramite lo sviluppo nel centro Ricerca & Sviluppo. Una volta pronti si scenderà sul campo, decidendo chi schierare.

Le battaglie si svolgono a turni, con una formula ibrida che alterna movimenti in tempo reale ed azioni limitate. All’inizio della nostra fase avremo un tot di Punti Comando da utilizzare, che rappresentano il numero di unita che potremo controllare in quel turno.

Fatta la scelta il controllo passerà al personaggio, che potrà muoversi finché la barra dei Punti Azione sarà piena. Potremo anche decidere di utilizzare nuovamente lo stesso soldato. In questo caso la barra verrà ridotta, e il movimento limitato. Una volta posizionati e scelto il nostro bersaglio potremo attaccare.

 

E in base all’arma equipaggiata il danno cambierà, così come il raggio d’azione. Ogni classe avrà quindi le proprie caratteristiche. I movimenti saranno più o meno limitati, così come la portata cambierà in base a se utilizzerete un cecchino, rispetto ad un ranger. Il campo di battaglia poi offre ripari da utilizzare con strategia. Durante gli spostamenti saremo soggetti al fuoco nemico, e sfruttare le protezioni sul campo ci consentirà di sopravvivere. In caso di sconfitta invece, sarà doveroso raggiungere il compagno abbattuto prima che lo faccia il nemico. In caso di successo il soldato ferito verrà estratto e riportato al campo base. Altrimenti verrà sconfitto definitivamente e non potrà più partecipare alle battaglie.

 

Adesso però, proprio quando il soldato sarà inabile al combattimento, ci verranno date 2 possibilità. Arrenderci definitivamente per farsi estrarre dal campo di battaglia, o compiere un’ultima eroica azione. In questo caso il personaggio si alzerà di nuovo in piedi, e sprezzante del fuoco nemico potrà continuare la sua avanzata per poi crollare e attendere i soccorsi. Un’aggiunta rischiosa, ma che spesso può risultare una risorsa fondamentale per portarsi a casa la vittoria. 

Potremo schierare in campo quali unità riterremo più opportune alla missione in corso. Solitamente uno degli slot viene occupato da Claude e dal suo Hafen, un possente carro armato. Nel corso della storia si renderanno poi disponibili altri mezzi, tra cui il Cactus, un cingolato da utilizzare per il trasporto delle truppe. Con una resistenza da fare invidia il Cactus potrà spostarsi senza preoccuparsi troppo del fuoco nemico, caricando al suo interno più soldati. Attenzione però. Nonostante l’alta mobilità e la resistenza non è immune alla sconfitta. E se verrà distrutto sia il pilota che i passeggeri verranno ritirati immediatamente dallo scontro.

 

Altra novità fra le classi presenti riguarda quella dei Granatieri. Questi nuovi soldati possono utilizzare dei letali mortai, che a seconda del tipo usato, possono coprire gran parte della mappa stando in sicurezza. In coppia con gli ingegneri, per il rifornimento delle munizioni, e dei ricognitori, capaci di individuare i nemici più lontani, i granatieri diventano in più occasioni la chiave di volta delle battaglie. Ovviamente la scarsa difesa e la modalità ridotta li rende bersagli perfetti, e sarà doveroso prestare attenzione agli assalti avversari.

Proprio per questo l’uso degli Ordini rappresenta il modo migliore per potenziare le proprie truppe.

Aumentarne la difesa, la potenza d’attacco o curare quelle a rischio. Potremo impararne di nuove allenando le varie classi e spendendo i punti esperienza guadagnati per farli salire di livello. Fino alle classi élite, il massimo livello raggiungibile durante la prima “run”. Oppure visitando di tanto in tanto la mensa, dove potremo apprendere altri ordini. In questo capitolo fa il suo debutto anche la flotta navale.

Senza concentrarsi troppo sulla trama che lega il suo ingresso nel gioco, la nave ci offrirà supporto a distanza, con nuovi ordini da imparare e usare in maniera oculata. Parallelamente agli ordini viaggia il Potenziale di ogni soldato. Sotto questa voce vengono racchiuse abilità passive e “malus” dei singoli soldati.

Ad esempio in base alle situazioni alcune caratteristiche potrebbero migliorare, come la precisione o la rapidità di esecuzione dei contrattacchi. Al contrario, situazioni di svantaggio si rifletteranno negativamente, ad esempio rendendo il soldato più facile da individuare o abbassandone la difesa.

 

Un altro elemento da tenere in considerazione riguarda il rapporto con i compagni. Ad esempio alcuni personaggi saranno più motivati se schierati con gli amici consigliati. In questo caso, trovandosi vicini attaccheranno in gruppo, e si sosterranno a vicenda, creando combinazioni spesso letali.

Proprio per migliorare i rapporti, ecco che torniamo a citare nuovamente le storie unità, che serviranno proprio per sbloccare nuovi potenziali.

Dopo tutte queste novità inserite, il gameplay di Valkyria Chronicles 4 fa un netto passo in avanti, acquistando maggior spessore e andando a migliorare una delle criticità dei vecchi capitoli.

Nella maggior parte delle missioni, l’obbiettivo principale solitamente è quello di catturare il campo avversario. Qua, pur seguendo lo stesso iter, ci troviamo di fronte ad una maggior diversificazione situazionale. Spesso dovremo agire aggirando ostacoli, ed eliminando obiettivi sensibili. Altre volte conquistare porzioni del campo, per permettere alla retroguardia di avanzare. O ancora resistere alcuni turni proteggendo la nostra base, o un nemico caduto.

 

Tutte queste variabili vanno a ridurre il meccanismo di “rush” verso la base nemica per concludere la partita in una manciata di turni. Adesso, spesso e volentieri tentando un approccio così diretto significherà finire “maciullati” dai colpi nemici. In base alla performance sul campo verremo valutati, con un grado che varierà sia al tempo impiegato che ai nemici sconfitti.

Alcuni dei soldati avversari, i Leader, se battuti ci forniranno diversi vantaggi. Non solo ridurremo il numero di punti comando del nemico, ma otterremo varie ricompense, come nuove armi o accessori.

L’equipaggiamento poi rappresenta il tratto distintivo delle unità. Tramite la sezione R&S potremo sviluppare nuove armi o potenziare quelle esistenti. Anche la scelta di cosa equipaggiare cambia parecchio gli esiti delle partite. E potremo decidere se assegnare a tutte le unità di una classe le stesse armi o differenziarle per scopi diversi. E pure i mezzi hanno i loro miglioramenti che potranno essere attivati in base agli slot liberi disponibili.

Da questo punto di vista Valkyria Chronicles 4 dimostra una grande personalizzazione e libertà d’approccio, permettendo al giocatore di affrontare il gioco come meglio crede. In maniera sicura, cercando di correre pochi rischi, o sfoggiando il proprio arsenale bellico per schiacciare i nemici.

Nonostante tanta bontà di gameplay, qualche sbavatura resta.

Fra tutte, l’impossibilità di accelerare il turno nemico. Una volta conclusa la nostra fase, dovremo assistere inermi ai movimenti avversari, e il contrattacco, avverrà del tutto automatizzata. Data la natura riflessiva del gioco, e i tempi decisamente lunghi dettati dal dover riflettere bene su ogni azione da compiere, poter velocizzare, o addirittura saltare il turno avversario sarebbe stata una possibilità ben gradita.

 

Anche l’intelligenza artificiale non brilla particolarmente e spesso mostra diverse carenze o picchi di cattiveria inauditi. Ad esempio capita molto spesso che le nostre truppe, pur trovandosi nella posizione ideale, non contrattacchino o che i nemici riescano in azioni ai limiti dell’impossibile, tipo “cecchinarci” con un lanciarazzi a decine di metri di distanza. Il nostro consiglio è quello di salvare ad ogni inizio turno, scongiurando in parte game over prematuri in caso di sconfitta.

 

Sul piano tecnico ci troviamo invece un passo avanti non solo rispetto al remake del primo capitolo, ma anche a Valkyria Revolution. Il Canvan Engine viene sfruttato a dovere nel ricreare con il suo cel-shading uno stile “pastelloso”, come se tutto fosse colorato a mano. I tratti matita sembrano quasi stridere con la crudezza di certi eventi, ed è proprio questo suo particolare stile a delinearne “l’anima”. 


Per approfondire:
Valkyria Revolution
Le vignette del libro nel quale è raccontata la storia, prendono vita, animandosi e colorandosi. Il design dei personaggi, per quanto ottimo sul piano stilistico, lo è un po’ meno se lo si analizza sull’originalità. Molti personaggi tendono ad assomigliare a quelli dei precedenti capitoli, e manca uno stacco netto nella caratterizzazione rispetto al passato. Per il resto la grafica diventa accessoria, e funzionale alla battaglia. Tramite la mappa aerea potremo decidere quale unità controllare e la direzione da intraprendere. Una volta selezionato la visuale passerà in terza persona, limitando in parte il raggio visivo. Ad aiutarci troviamo però le linee delle traiettorie, che ci consentono in maniera rapida ed intuitiva di segnalare la posizione dei nemici, con una UI decisamente densa di elementi. 

 

Buono il comparto sonoro, con un doppiaggio originale giapponese efficace, e un accompagnamento che per quanto riuscito fatica ad emergere e a lasciare il segno. Valkyria Chronichels 4 arriva da noi completamente adattato in italiano. Un segno positivo degli sforzi di Sega di poter accontentare tutti i suoi fan. La traduzione è molto fedele ai dialoghi parlati, e adotta uno stile informale con diversi termini “coloriti”. Una scelta che abbiamo apprezzato molto visto il contesto nel quale è ambientato il gioco

Verdetto
8.5 / 10
È un RPG, perchè è pieno di Lanciarazzi
Commento
Valkyria Chronicles 4 è il seguito "perfetto" della serie strategica a turni targata Sega. Sebbene all'inizio si fatichi ad entrare nel vivo del racconto dilatando un po' troppo i tempi e concentrandosi unicamente sui suoi 4 protagonisti, con la scesa in campo della Valchiria di questo capitolo che cose svoltano decisamente per il meglio. E non solo. Anche il gameplay si arricchisce con poche novità degne di nota a dire il vero, ma abbastanza da stratificare un sistema di gioco che ora, offre strategie e approcci completamente diversi. Speriamo che questo secondo amore per la serie Sega riesca a spingere la casa giapponese a portare le versioni rimasterizzate dei due capitoli PSP, in particolar modo il terzo episodio mai uscito da noi, così da far riscoprire ai giocatori di tutto il mondo una serie che sicuramente merita tutta la nostra attenzione.
Pro e Contro
Gameplay ricco e stratificato
Stile artistico inconfondibile
Storia dai risvolti drammatici...

x ...ci mette un po' ad ingranare
x Alcune meccaniche troppo "lente"
x Difficoltà non sempre bilanciata

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