Recensione Toren

Non è una novità che il panorama indipendente, grazie al suo essere meno vincolato alle logiche “economiche” del mercato, si sia assunto spesso il rischio di osare e sperimentare: se nel 2001 ICO era in pratica una mosca bianca a quattordici anni di distanza i titoli che puntano sulla componente emozionale (anche a costo di sacrificare qualcosa a livello strettamente ludico) nono sono più così scarsamente rappresentati. Rimane comunque un terreno su cui non è semplice muoversi: ci hanno provato i brasiliani di Swordtales con Toren, in uscita quest’oggi su PS4 e previsto per l’arrivo anche su PC tramite l’onnipresente Steam. L’esito? Leggete e scopritelo.

Non voglio mica la Luna
Draghi, spade e torri alte fino ai cieli: questi gli ingredienti del viaggio di Moonchild

Toren prende vagamente ispirazione dal mito della Torre di Babele: nella loro arroganza gli uomini hanno deciso di costruire una torre alta fino al cielo, per poter arrivare fin sulla Luna. A fare le veci del Dio vendicativo è pero intervenuto il Sole stesso, che ha maledetto il mondo facendo piombare su di esso un giorno senza fine. L’unica sopravvisuta è Moonchild, la protagonista del gioco, che assecondando la voce di un misterioso mago anziano deve scalare la torre costruita dall’uomo, Toren, e abbandonare la sua infanzia per compiere il suo destino, sconfiggendo il drago che abita la torre e ripristinando l’ordine delle cose. Durante la scalata infatti Moonchild (e il giocatore assieme a lei) attraverserà repentinamente tutte le fasi della crescita, partendo come una neonata per arrivare a sbocciare come donna sul finire dell’esperienza.

Riprendendo un po’ quello che era uno dei tratti distintivi dei lavori di Team Ico le spiegazioni sono sempre ridotte all’osso, e quindi la componente narrativa si limita a dire il necessario e lascia a chi siede dall’altra parte dello schermo libera interpretazione.

Sword and Sorcery
Gli enigmi non sono mai troppo un problema e la prima run si pò completare in un paio d’ore

Se il parallelo con i due titoli firmati Fumito Ueda ha una certa ragion d’essere per quanto riguarda gli aspetti narrativi di Toren, sul piano ludico le cose sono abbastanza diverse: come Ico il prodotto di Swordtales punta essenzialmente su puzzle ed enigmi (anche le fasi in cui ci si imbatte nel drago di fatto sono dei rompicapi, un po’ più frenetici ma senza mai sfociare nell’azione), ma la scelta di non proporre mai al giocatore nulla di eccessivamente complicato ne sacrifica un po’ la valenza prettamente ludica, mettendo giocoforza l’accento sul “carattere narrativo” e sulla componente artistica del titolo (di cui parleremo più in dettaglio tra poco). I “pattern principali” inoltre sono grossomodo molto simili tra di loro, con il risultato di conferire al tutto una certa ripetitività. In generale quindi la progressione è abbastanza lineare, pur comunque ritagliando un certo spazio all’esplorazione di alcune zone della torre vista la presenza di alcuni oggetti (secondari) che è possibile far raccogliere a Moonchild per guadagnare i rispettivi trofei. Anche sul fronte longevità c’è da segnalare qualcosa: il gioco è completabile, quantomeno per quello che riguarda la prima run, in circa un paio d’ore, e pur presentando una certa rigiocabilità (sia grazie a quanto detto prima sull’esplorazione che grazie alla scelta degli sviluppatori di permettere di selezionare a piacere quale capitolo rigiocare) mostra quindi un po’ il fianco anche da questo punto di vista.

Luna riflessa nel pozzo
Tecnicamente suggestivo

La componente artistica di Toren, eccettuato qualche elemento a schermo non sempre ben reso come il resto dei suoi “fratelli di scenario”, si difende davvero bene e riesce a regalare nel corso delle due ore richieste per portare a termine l’esperienza “in prima battuta” scorci veramente suggestivi e ben realizzati, assolutamente in linea con l’atmosfera del titolo e con la scelta di puntare sull’aspetto emozionale della storia di Moonchild. Anche tecnicamente in generale c’è ben poco da segnalare, ad eccezione di qualche rallentamento veramente sporadico e decisamente trascurabile.

Verdetto
7 / 10
Brasiliano, ma senza la sorpresa
Commento
Al netto del paragone un po' azzardato con i lavori di Team ICO, Toren mostra qualche incertezza sul fronte enigmi che assieme ad una longevità "di prima battuta" non elevatissima impediscono a Moonchild di lasciare una traccia più marcata nel cuore del giocatore. In ogni caso, se avete apprezzato i lavori di Fumito Ueda e/o titoli dove il gameplay non è tutto la fatica di Swordtales potrebbe fare al caso vostro, complice anche il prezzo con cui viene proposta.
Pro e Contro
Artisticamente suggestivo
Prezzo accessibile
Molto rigiocabile...

x ...Ma poco longevo
x Enigmi ripetitivi
x Qualche sporadico rallentamento