Questa recensione di Tasomachi è un po’ atipica.

Il perché è presto detto. La mia ultima settimana è stata un TAM-TAM tra stress e lavoro. Per giunta sono piovute dal cielo responsabilità e compiti del tutto nuovi per me, resettando la mia base emotiva e lasciare il posto a “quello che verrà”. Ed ecco, quindi, che vedere questo titolo come una valvola “anti-stress” ha fatto si che il mio punto di vista nei suoi confronti fosse diverso. Vero e senza blocchi mentali 1.0. Visto che la mia “nuova” vita è iniziata, quale momento migliore per mettere da parte i soliti giochi e provare qualcosa di nuovo.

Ma non perché la voglio strutturare in modo diverso o, che ne so, in modo 1.0. Ma perché il prodotto è stato un ottimo antistress in questi miei giorni frenetici. Non giudicatemi, in questo periodo sto venendo tempestato da responsabilità che fino ad un mese fa non avrei mai pensato di averle. E oltretutto non volevo giocare i soliti giochi. Così ho colto la palla al balzo per la recensione di Tasomachi, anche per poter di nuovo destreggiarmi con un platform.

All’avvio, con quel menu spartano che mi si è presentato ho pensato “Eccalà, n’altro gioco demm…“. Ho fatto i primi cinque minuti e stop. Poi è scattato qualcosa a livello del subconscio che mi ha fatto riprendere il gioco in mano. Da quel momento è stata una sorta di terapia distensiva. Come una di quelle playlist low/fi che si trovano su Spotify, Tasomachi mi ha cullato nella serenità massima, una sorta di Siddharta videoludico. Ovvio che il gioco non si presenta nei migliore dei modi, la sua realizzazione sembra essere stata eseguita da uno studente che si cimenta per la prima volta con un motore grafico. Ma ha quell’amore per i particolari che ti fanno a loro volta innamorare del prodotto.

L’antistress cinese

La storia narra di Yukumo, una bambina che si ritrova a viaggiare sul suo areo/mongolfiera verso una terra ignota. Durante il suo viaggio, dopo aver attraversato un portale ed essere entrata a contatto con una strana nebbia, il suo veicolo si rompe. Dopo l’atterraggio di emergenza la protagonista deve riparare il suo veicolo. Per farlo ha bisogno di alcune lanterne chiamate “Sources of Earth“. Ma c’è anche un altro problema. La nebbia non accenna a diradarsi e questo crea problemi nei piani di volo della fanciulla. Per poter diradare la nebbia e proseguire il suo viaggio, deve risanare “The Great Ancient Trees“. Questi sono degli alberi, sparsi per il mondo di gioco, che hanno delle proprietà magiche. Attivando uno di questi alberi, è possibile avere dei nuovi poteri, soprattutto diraderanno la nebbia del mondo di gioco. La trama è veramente un pretesto banale. La raccolta delle lanterne è solo una scusa per farvi scorrazzare tra i vari livelli. Ma la raccolta delle reliquie è una delle cose più rilassanti che si possa provare.

Yukumo sul suo veivolo personale che solca i mari

Vuoi per la musica che ha un non so che di rilassante, vuoi per l’ambientazione sospesa tra il passato e presente, io mi sono estraniato dal mondo. Ovvio vedere certe animazioni ti fa storcere il naso. Un esempio su tutti è se la protagonista acquisirà velocità, quando salterà schizzerà negli abissi tra una piattaforma all’altra, creando una sorta di effetto scivolo, durante il salto. Ma sono stati errori su cui ridere su, complice il fatto che mi so trovato ad affrontare dei livelli banali. Una volta, però, sbloccati i vari poteri e aver capito come raccogliere le lanterne sparse per il livello, si crea una sorta di caccia all’uovo “distensiva”. Capire come risolvere alcuni enigmi per raccogliere le lanterne, anche se facili, dà un bel senso di appagamento. Ovvio alla lunga stufa, così come il ripetersi del level design – città>hub di livello>sessione platform – ma tutto ciò non intacca il senso di rilassamento generale che da il gioco.

Se sei stressato, metti su un po’ di musica

Ciò che ho trovato molto rilassante è stata la musica. Le tracce audio sono tutte musiche che danno un senso di pace interiore. Composte prevalentemente da un flauto, rimandano ai motivi orientali. Completare il gioco con questo sottofondo sonoro è una gioia per le orecchie. E il mio sistema nervoso, nel frattempo, ringraziava.

Quindi cosa ho voluto dire con la recensione di Tasomachi? Che alla fine il gioco per quanto si presenta brutto, in verità, è un gioco piacevole. Il classico esempio di “non giudicare il libro dalla copertina“. Per quanto la realizzazione tecnica risulta scadente, il gioco si presta molto come antistress. E non è uno scherzo. Se siete in un periodo veramente “tosto” della vostra vita, compratelo e godetevi queste 3 ore di sano relax. Quindi correte su Steam e fate i bagagli in questo viaggio tra isole, fatto di natura e antistress.

Voto e Prezzo
7.5 / 10
16€ /20€
Commento
Tasomachi Behind the Twilight è un gioco rilassante. Non ha pretese e non ne vuole avere. Vuole soltanto cullarvi tra le sue musiche e i suoi paesaggi incastonati tra passato e presente. Ovvio la realizzazione tecnica non è delle migliori, ma ha quel suo non so cosa che ti fa venir voglia di prendere pad alla mano più volte e giocare al titolo.
Pro e Contro
Musica
L'ambientazione sospesa tra passato e presente

x I salti scivolosi
x Le animazioni

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