Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

Recensione Rage 2: tra headshot e glam

Rage 2 è entrato nelle nostre console, però dalla porta sbagliata, o meglio, per il motivo sbagliato. Questo sarà un parere molto diverso da tutti quelli che veleggiano nel mare magnum dell’internet. I navigatori hanno cavalcato le onde di video youtubici, giustamente emozionati, sensazionalistici. A volte un po’ superficiali? Il tono usato, senza fare ulteriore mistero, era quello di chi si trova tra le mani un fuoco d’artificio illegale. Non vedevano l’ora di farlo esplodere, per far vedere a tutto il vicinato quanto fragore, il mortaretto-outlaw, potesse produrre. Così tutti avrebbero riconosciuto in lui il maschio Alpha.

Ci spiace comunicare che la gara a chi ce l’ha più lungo finisce qui. Rage 2 è un signor titolo che va giocato per tanti motivi diversi, non perché sia caciarone. Il termine più usato per descrivere questa IP è proprio questo. Caciarone perché se spari a dei barili esplosivi: i barili esplodono. Nel 2019.

Una storia per eroi

Siamo Ranger, gli unici a restare in piedi dopo l’assalto nel tutorial. Abbiamo un armatura e non mancheranno i momenti di addestramento, sapientemente sparsi. L’arco narrativo riprende le fila del precedente titolo Rage. Le sorti della civiltà sono legate al fragile filo di speranza che teniamo tra le mani. Una volta che avrete perso ogni cosa, in un mondo che ha perso tutto, dovrete affrontare la Zona.

La battaglia è contro la follia, contro l’ingiustizia e contro il caos, dove la violenza regna sovrana. Rage 2 è una metafora videoludica di come la civiltà e le regole comuni tutelino il singolo, specialmente il debole. Il caos è un effetto collaterale del terribile asteroide che ha collassato il numero degli abitanti della terra. Le fazioni in gioco sono tripartite e l’esito non è scontato. Una delle tematiche classiche della filmografia post-apocalittica è ben sottolineato e sviluppato. La civiltà nasce con la collaborazione. Saranno le nostre azioni volte alla solidarietà a tracciare il nostro percorso, molto più delle pallottole. L’ambiente desertico riflette l’animo deturpato e privato degli affetti, dei sogni e della libertà. Gli incontri con altri NPC saranno una cartina tornasole della desolazione nell’animo dei sopravvissuti.

Vestirai i panni di Ranger Walker, la cosa che più si avvicina a un supereroe e la migliore speranza di rovesciare il regime tirannico del generale Cross e dei suoi tirapiedi mutanti dell’Autorità.

Avalanche Studio
Una campagna marketing non all’altezza

Proprio questa particolare fase di maturazione videoludica, che stiamo attraversando, obbliga alla prudenza. Sono stati troppi i proclami di titoli che avrebbero cambiato il mondo, senza cambiare neanche lo scaffale del supermercato generico. La prudenza è un comportamento saggio ma non può portare a fraintendere gli intenti degli sviluppatori. Non in maniera così forte. Ci meravigliamo di questo? Nessuno ha parlato del fatto che la fisica in gioco è invece ben pensata e calibrata, per permettere una strategia che risulta fin troppo realistica? In molti giochi è possibile innescare reazioni ambientali, per utilizzare strategie contro gli avversari. Rage 2 non è il primo gioco con barili piazzati per strizzare l’occhio al videogiocatore-dal-sangue-freddo. Certamente qui abbiamo delle interessanti scelte e ottimi spunti, ma siamo ben lontani dal far diventare queste feature le componenti di spicco e di riferimento.

Quello che ci preme sottolineare è come il rischio di fraintendere questa IP sia alto. L’opera di Bethesda è molto di più. Anche la casa madre ha la sua dose di responsabilità, nel voler far passare l’ultimo arrivato nella sua scuderia come un Sunset Overdrive o un Crackdown qualunque. Rage 2 non farà compagnia a qualche sparatutto in prima persona che senza multiplayer finisce nel dimenticatoio. Non sarà un open world con pianure noiose e paesaggi stucchevoli. Il nuovo arrivato ha tutte le carte in regola per ambire a posizioni più prestigiose, non senza qualche difetto.

Il trailer ufficiale di Rage 2 ha un’impostazione cinematografica notevole.

Video e recensioni di commentatori emozionati, per il motivo sbagliato. Un po' superficiali?

Il tocco che non ti aspetti

Cosa succede se prendiamo una dose generosa di DOOM, aggiungiamo un pò di Skyrim e senza pietà versiamo il composto dentro alle cartucce del più figo fucile a pompa della storia? Forse non sparerà (perché serve la polvere da sparo) ma avrete un videogioco con i controfiocchi. Rage 2 ha un’ambizione di fondo: portare gli FPS sullo stesso piano dei classici Open World.

Un obiettivo non facile, ostico di questi tempi. Se le premesse si concretizzeranno lungo l’arco di longevità di Rage 2 allora potremmo dirlo, giustamente, tra un anno o due. Nel frattempo possiamo godere del feeling che lo shoting ci offre. Le sparatorie sono ben calibrate, per quanto concerne il posizionamento dei nemici, con la possibilità di architettare strategie diverse. Queste strategie, poi, si moltiplicano grazie alle diverse caratteristiche che le armi possono acquisire, grazie ad un interessante sistema di crescita. Quest’ultimo è il tratto più caratteristico del gameplay, perché è un sistema che non ti aspetti in un FPS, sarebbe stato “normale” in titoli dove si privilegia l’uso della spada e si cresce con il loot. In Rage 2 si cresce con il loot, si guadagna esperienza ma a crescere sono anche le armi.

L’introduzione di queste dinamiche ha reso il procedere tra esplosioni di arma da fuoco e devastanti colpi corpo-a-corpo più interessante. Non vogliamo dire, per lo meno in questa sede, che sia corretto l’andamento generale del mercato videoludico verso gli Open World, oppure che ogni gioco deve avere componenti RPG. Non neghiamo che -effettivamente- questa sensazione abbia solide basi a favore. Nel caso di Rage 2 sicuramente possiamo parlare di un esempio virtuoso. La crescita permette -sin dalle prime ore- di poter apprendere nuove tecniche di combattimento e di volare e far volare i nemici. Tutto molto giocoso, però sempre all’interno di un contesto coerente, nulla di bizzarro o parossistico.

Il tocco del maestro, con l’evidenziatore

L’effetto poliedrico che l’opera di Bethesda offre riesce ad unire gli appassionati delle vaste lande, tutte da esplorare, con i frequentatori di corridoi da riempire di sangue. Non sarà raro trovarsi dentro ambienti chiusi dove potremmo dar sfoggio della nostra abilità con le armi da fuoco. Potremmo guidare (con decenza) veicoli tra le sabbie che separano le città. In queste landa non ci saranno atmosfere incantate, non avremo tempo per perderci tra le vette sul confine. Anche qui si spara. Numerosi incontri scandiranno il nostro viaggio.

Rage 2 ha un'ambizione di fondo: portare gli FPS sullo stesso piano dei classici Open World

Ad attirare la nostra attenzione, inevitabilmente, sarà il tocco prepotente di colore. La novità della veste grafica si incontra esattamente nelle tinte che alcuni oggetti, strumenti da utilizzare, avranno. Il viola (non siamo bravi con i colori, quindi sentitevi liberi di correggerci nei commenti) sarà la nostra guida all’interno di questi edifici in rovina, infestati e pericolosi. Non dobbiamo fraintendere. Dipingere una manovella/quadro elettrico/pulsante di viola (forse è fucsia?) non è dissimile dal farlo lampeggiare per metterlo in risalto. Sono ripieghi essenziali per consentire una navigazione nelle stanze e nella mappa agevole.

La gioia dell’headshot

Colpire un avversario riesce ad essere un'esperienza sempre originale

Colpire un bersaglio deve essere appagante. In che modo? Vibrazione? Animazioni? Effetti causati alla deambulazione del mal capitato? Forse un po’ tutte queste cose, elementi che troviamo in Rage 2. Colpire un avversario riesce ad essere un’esperienza sempre originale. L’uso sapiente delle diverse qualità delle armi, dei loro potenziamenti, permettere di acquisire, grazie al livellamento e all’expertise, una notevole differenza di sfaccettature nelle kill. Gli avversari sono divisi in due categorie, a loro volta divisi nuovamente per attitudine, equipaggiamento e organizzazione. Un dungeon o un edificio non sono mai banali.

L’ambiente gioca un ruolo importantissimo, che ha generato, anche, molta incomprensione. Sarà comune, infatti, venir tentati dal colpire barili pieni di materiale esplosivo per aggiudicarci un vantaggio, seppur minimo. Infatti questo tipo di tattiche non sono definitive e il giocatore casual (specialemente armato di gamepad) non riuscirà a detonare con perizia gli improvvisati esplosivi. Questo sarà ancora più vero in particolari situazioni, claustrofobiche, con le spalle al muro e con l’ambientazione che ti dice: Usami!

L’effetto non è immediato, è guadagnato. Saper gestire la mira tra tutti questi punk sgargianti regala un premio. Sarà possibile semplificarsi la vita nei confronti dei nemici con armatura. Il colpo a segno ci darà un vantaggio consistente e, senza spoilerare, annoveriamo questa feature nel numero delle prove per ottenere piccoli premi in-game.

Avversari ricchi di particolari, variegati e pittoreschi che invitano ad un colpo secco in mezzo agli occhi

Ogni colpo andato a buon fine dona soddisfazione. Un headshot è tale. L’animazione è giusta, non è buffa/banale e neanche inutilmente drammatica. La mira non richiede precisione certosina, si riesce a colpire anche senza piazzare il mirino esattamente sull’unico pixel possibile. Non è faciloneria, è giustizia verso i giocatori console. Ovviamente anche il nostro eroe/la nostra eroina avranno lo stesso trattamento, ma ci siamo abituati. Non pensate di avere l’asso nella manica. In Rage 2 l’ultima cosa da fare è dare qualcosa per scontato. Quindi prendete bene la mira e preparatevi a riprenderla, le armature non si tolgono da sole.

Un deserto da attraversare in auto


Per approfondire:
Mad Max
Per raggiungere i nostri obiettivi potremmo, per l’appunto, usare un veicolo, in realtà più di uno e ognuno di essi ben modificabile. Il veicolo, l’automobile post-apocalittica, è corazzato e armato almeno quanto noi. Noi ranger non ci facciamo mancare nulla e allora tagliamo le roventi sabbie del deserto a bordo di questo residuato ala Mad Max. La guida non è da gioco di corsa ma non è neanche snervante. Si procede senza il desiderio di abbandonare il veicolo ai cactus per continuare a piedi.

Il sistema di guida, quindi, è un gradino sopra quello di altri mezzi di locomozione degli FPS. Le armi che abbiamo a disposizione, su questa Batmobile impolverata, calcano l’impronta delle cugine di altre IP. Nulla di particolarmente originale ma almeno funziona tutto bene. Interessante il sistema di puntamento automatico del bersaglio, quando si spara con il mitragliatore della macchina, salvo poi dimostrare di avere numerosi angoli cechi. Si perde tempo posizionando correttamente il veicolo, prima di falciare gli avversari a bordo della nostra Super-Car.

Tanto da capire, forse troppo

La trama impone un gameplay profondo

Il gioco è vasto e il gameplay sicuramente ricco. Questo non vuol dire che debba essere anche complicato e macchinoso. La selezione nel menù non è piacevole. La sensazione di un possibile lag, o di mancanza di risposta è tangibile. Le caselle del menù sono certamente ricche e le animazioni soddisfacenti ma è troppo legnoso. Non è un menù agile come avrebbe dovuto essere. Le opzioni sono molte e le scelte strategiche ancora di più. Rage 2 porta un interessante sistema di avanzamento delle quest che viene però mortificato da una fruizione non agevole. La trama impone un gameplay profondo, che richiede un sapiente utilizzo delle risorse. Interrogare la propria borsa per conoscere e capire a che punto siamo è poco fluido.

Il feeling di Skyrim, un’azzardo?

Una forte sensazione di familiarità

Alzi la mano chi, anche per scherzo, ha criticato Skyrim. Un gioco da poco? non lo diremo neanche per il gusto di provocarvi. E paragonare una nuova IP a questo titolo enorme, della decennale saga The Elder Scroll? Il rischio è altissimo e sicuramente in casa Bethesda hanno preferito non fare la fine di Icaro. Noi neanche vogliamo sbilanciarci con paragoni strampalati ma è giusto far notare certi particolari. Capiterà di affrontare dei cunicoli, tunnel, corridoi e di sentirsi il tutto stranamente familiare.

Parlo di una sensazione ben precisa, la stessa di quando torniamo in un posto che non visitiamo da anni. Qualcosa è cambiato ma il posto è lo stesso. Oppure no? Rage 2 non è un copia-incolla di Skyrim, però la sensazione che trasuda nei corridoi, tra la folla, contro gli avversari è molto simile. Sono forti, però è chiaro che sei l’eroe. Sono spaventosi ma il tuo fucile può esserlo di più. Puoi potenziarti e dare una lezione agli accampamenti, facile ed efficace. Sei un Ranger e sai che potrai adempiere alla tua missione, portare pace e ordine, oltre che riempire di piombo ogni folle laccato che osa contrapporsi tra te e il tuo obiettivo. I pattern che seguono gli avversari, poi, ricordano molto i precedenti lavori di Bethesda. Ci riferiamo al rivolgersi con il petto verso di noi, all’imprecare e commentare, alle minacce e alla rovinosa caduta al suolo.

Non serve fare il duro, se non lo sei

Rage 2 fa della componente narrativa la nota di contrappunto che non ti aspetti. Il peccato originale di una regia, tutt’altro che illuminata, si fa sentire. Di Sergio Leone ne abbiamo avuto uno. Gestire i dialoghi tra omaccioni che ne hanno viste di ogni tipo può essere difficile. Il risultato stucca. L’entrata del nostro Ranger, nei dialoghi, non è da sala e proiettore. I videogiochi strizzano sempre di più l’occhio al mondo del cinema e visto che abbiamo sempre più cutscene tanto vale farle bene.

Rage 2 è il videogioco che non ti aspetti. Non è l’erede di un’importante serie (Rage era finito nel dimenticatoio) e non ha promesso nulla, se non di sparare e tanto. Questa è una nota a favore di Bethesda. Muoversi nel paesaggio e negli ambienti è piacevole e l’azione è sempre assicurata. Non è un titolo da affrontare con superficialità, perché volenti o nolenti saprà prendervi, appassionarvi. Il risultato finale deve essere accompagnato da una forte riflessione sul nostro mondo e stile di vita, per tenere fede al genere post-apocalittico. D’obbligo divertimento e tanto colore.

Verdetto
8.5 / 10
Skyrim con i fucili? Lo voglio!
Commento
Rage 2 ripercorre l'ossatura di altri titoli Bethesda, con successo. Non subisce l'ombra del confronto. Il Combat System è coinvolgente e si ha la sensazione di essere un dio della distruzione che si fa largo tra la folla. Mai soffocante , lascia spazio alla strategia. Il vivace tocco glam è in realtà un interessante evoluzione della classica illuminazione o evidenziazione ambientale per facilitare il gameplay. Non è un gioco "caciarone" ma un gran titolo che prende il meglio da Doom e Skyrim.
Pro e Contro
Esplorazione appassionante
Headshot appaganti
Crescita esponenziale
Ambiente grafico glam

x Cutscene migliorabili
x Pubblicizzato male