Recensione One Piece Treasure Cruise al sesto anniversario

OPTC, sesto anniversario di un best seller

Un “sei” di qua, un artwork da museo di là e un sacco di coriandoli per festeggiare il sesto anniversario di One Piece Treasure Cruise. Sei compleanni, festeggiati ogni volta più in grande di quella prima – quest’anno le celebrazioni toccano vette proprio alte. Ma la vera domanda è: davvero un gioco per cellulare ha avuto così tanto successo? Bandai Namco Entertainment adora fregiarsi anche dei riconoscimenti di popolo in quanto a download. Giusto lo scorso 13 maggio la versione giapponese della app ha festeggiato ad esempio il traguardo da best seller sugli store iOS. Il gioco insomma ha indubbiamente un certo volume d’utenza da est a ovest, che non sembra perdere colpi più di tanto, e che ha creato intorno a sé delle community da tutto il mondo. Un po’ come Pokémon GO, ma senza la componente GO.

Vanno fatte a questo punto delle doverose premesse. Prima di tutto, fa bene ricordare che quanto discusso qui è relativo alla versione giapponese dell’applicazione. I server inglesi, francesi e coreani restano sempre circa un anno indietro – sono stati aperti circa un anno dopo. Secondo: tutto questo è una personalissima opinione. OPTC è un best seller ma resta un gioco molto impegnativo e dalle meccaniche particolari, prendete dunque questa recensione come una sorta di guida pre-acquisto.

Un gioco completo di One Piece?!

Qualche tempo fa lamentavo come i videogiochi della serie Pirate Warriors costringessero un po’ la saga di One Piece, limitando ognuno il racconto a certi archi narrativi. Il problema non si pone: One Piece Treasure Cruise racconta tutti gli archi narrativi, dalla nascita del pirata dal cappello di paglia alla saga di Whole Cake Island. Per non raggiungere quanto appena coperto dal cartone, il publisher ha ritardato di molto i rilasci di nuove aree della storia. In OPTC i migliori momenti della saga di Eiichiro Oda prendono vita, a contorno di meccaniche che di base non sono molto intricate.

Quelle di base, eh.

Treasure Cruise 10.0, simbolo di un best seller in continua evoluzione

Lo sottolineo perché in questi sei anni il gioco si è evoluto a vista d’occhio, crescendo a dismisura. Pur con un minimo accenno di “non sappiamo più che pesci prendere”, questa evoluzione non accenna ad arrestarsi. Meccaniche nuove, personaggi sempre più esagerati, nuove modalità di gioco – tutto questo lo trovate, ad esempio, condensato nell’ultimissimo aggiornamento 10.0 di OPTC.

La parte dedicata alla storia, come avrete capito, non è che una modalità tra tante. Dagli inizi ad oggi il gioco conta ormai una serie gargantuesca di eventi e personaggi: il totale di questi ultimi approssima a 3000, includendo anche quelli per i potenziamenti (non troppi in proporzione). Qui poi c’è da sottolineare una cura per il dettaglio impressionante, e non mi riferisco solo ad artwork mozzafiato (quelli nell’immagine di copertina sono solo i più recenti). Potenziamenti ed evoluzioni sono comparse della serie originale One Piece, dalla ciurma di Bagy al singolo pinguino o granchio. Alcuni personaggi, inoltre, presentano meccaniche esclusive e uniche – come un Luffy in grado di cambiare tra i Gear o un Brook che può tornare in vita da un game over. Ancora, alcuni attacchi speciali il cui danno/cura richiamano particolari date (ad esempio in alcuni personaggi di capodanno, che curano 2020 HP).

Di One Piece Treasure Cruise potrei discutere per ore, non mi basterebbe lo spazio di una recensione. Una cosa è certa, e sto per arrivarci: tutti questi dettagli in qualche modo si pagano, anche col denaro sonante.

Bandai non ci ha mai messo così tanto impegno, e nemmeno io

In un’ottica del “difendere il duro lavoro del developer”, io non critico mai pesantemente qualcosa. Ma Treasure Cruise ogni tanto mi fa perdere di vista la mia bonaria missione. Questa inarrestabile evoluzione, la titanica quantità di eventi e personaggi in continuo rimpinguamento, finiscono per essere uno tsunami. Come detto, il gioco è una fiocina di personaggi sbalorditivi – esclusivi, ovviamente, della sezione gacha del gioco. La valuta in-game per fortuna non è troppo difficile da reperire, e i giocatori veterani sanno quando spenderla. Da riconoscere poi una certa e benvenuta generosità con le nuove leve – la versione inglese, ad esempio, aiuta molto nell’ottenimento di personaggi che possano velocizzare le battute iniziali.

Poi però arriva il muro di mattoni dei gacha games: il “post-game”.

I contenuti che offrono i migliori personaggi gratuiti (ovvero, ottenibili senza valuta in-game) sono anche i più duri da completare – e serve comunque una buona dose di farming e valuta in-game per renderli utilizzabili. Dopo tutto questo tempo, alcuni potenziamenti inizialmente facoltativi e non richiesti si sono resi necessari come il pane per completare certi contenuti – il che, forse, non giova molto. Eventi e modalità ce ne sono di ogni tipo, anche “lotte blitz” che coinvolgono la community per due giorni di fila. Per trarre il massimo da ognuna – indovinate? – serve valuta in-game, e tanta. Per non parlare poi del PvP, una recente aggiunta, che è quanto di più Pay-to-Play abbia mai visto in un gioco.

Se OPTC è arrivato ad essere un best seller, oltre che la punta di diamante dei mobile Bandai Namco, un motivo deve pur esserci. Forse è anche (proprio?) per questo che si appesantisce sempre di più il lato della bilancia con scritto “Pagami“. Si può certo proseguire tranquillamente nel gioco senza dispendi economici, ma sarà più faticoso e richiederà molta più pazienza – nonché l’accettazione del fatto che non otterrete mai il meglio da niente. Dico davvero: mai.

Sarà masochista, forse è pura follia, ma nonostante tutto One Piece Treasure Cruise ha qualcosa, che durante il sesto anniversario è entrato a gamba tesa. Finiti i Pirate Warriors li ho sempre tenuti sullo scaffale, pulendoli di tanto in tanto perché li adoro comunque. Tuttavia, raramente mi è capitato di riprenderli in mano. Con OPTC è diverso, aggiornamento 10.0 a parte. Sarà che essendo un gioco mobile è pensato per durare, ma è così: abbandonarlo completamente non riesce bene. I gacha games di frustrazioni ne danno proprio tante, e un account vecchio di 5 anni ha già raccolto molto – il che verosimilmente genera complottismi in casi di RNG sfavorevole. Ma è appunto questo: RNG sfavorevole, perché ormai hai già talmente tanto che beccare i nuovi 5 personaggi è una possibilità su tantissime.

One Piece Treaesure Cruise, amore e odio oltre il sesto anniversario

one piece treasure cruise recensione
One Piece Una storia di videogiochi in costante aggiornamento, da Treasure Cruise ai Pirate Warriors

One Piece Treasure Cruise dunque è un’esperienza bella quanto frustrante, anche con l’aggiornamento a 10.0 e gli sfarzosi eventi del sesto anniversario. Artwork da brividi e animazioni ammirevoli, insieme al doppiaggio di alcuni personaggi, rendono il gioco vivace e colorato. Restare al passo con la varietà che offre, però, richiede innegabilmente un certo impegno. No, non vi verrà puntata alla tempia una pistola per costringervi a pagare o spendere valuta in-game. Potete giocare del tutto gratuitamente dall’inizio alla fine, ma non posso sottolineare abbastanza quanto l’esperienza sarà più frustrante. Capitano inoltre eventi che richiedono unità specifiche per essere completati. (Devo ripetermi? È frustrante.)

OPTC, tuttavia, ha radunato intorno a sé una community più o meno compatta, che pur abbandonandosi ogni tanto a qualche disfattismo sarà sempre un’ottima compagnia. Un aiuto importante in questo senso viene dal fatto che molti degli eventi community sono in cooperativa, e mettono alla prova lo sforzo di tutti i giocatori insieme. Chiedete a chiunque di loro: vi sarà chiaro che è importante prendere il gacha Bandai a piccole dosi, impegnandosi ma non spendendoci il tempo di una vita. È il rischio di tutti i gacha, in realtà: pagare è una possibilità, ma nessuno è costretto. Una cosa è certa: se i più impegnati vengono premiati, i giocatori casual non vengono ignorati – e questo è un dettaglio importante.

Verdetto
8 / 10
I meme descrivono così bene che non posso che invitarvi a contattarmi per condividere.
Commento
Una sorprendente cura nei dettagli che non si può mancare di sottolineare, come pure un impegno costante richiesto al giocatore per tenersi al passo. Ma tutto sommato un'esperienza molto più che godibile.
Pro e Contro
Curato nei dettagli
Sempre fresco, beginner-friendly
Eventi su eventi...

x ...su eventi su eventi
x Sempre più faticoso anche per i veterani
x Richiede impegno e pianificazione