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Recensione Omega Quintet

Arriva su PlayStation 4 Omega Quintet, nuovo JRPG di Idea Factory sviluppato da Compile Heart, titolo facente parte della serie Galapagos RPG (un ambizioso progetto per realizzare giochi di ruolo dal forte stampo giapponese, iniziato con Fairy Fencer F), e che va a popolare un genere che su PS4, dopo un anno e mezzo di attività, ancora tarda a farsi vedere.
Ma scopriamo insieme se Omega Quintet ha le carte in regola per diventare un must buy degli amanti di questa tipologia di gioco di ruolo giapponese.

Canta per me
Omega quintet si colloca a metà strada tra il genere super sentai e il majokko

Vista la sempre più crescente tendenza ad identificare un titolo ad un genere d’appartenenza dovuta a determinate caratteristiche (vedi l’esempio ultimo di Bloodborne definito un souls-like) potremmo definire Omega Quintet un compa-like. Questo ultimo JRPG dell’ormai nota e produttiva software house giapponese riassume alla perfezione tutti i tratti distintivi della sua produzione, sia sul piano narrativo (con le spesso prolisse sezioni testuali) che su quello ludico, espandendo soprattutto questo ultimo aspetto. Ma procediamo con ordine.

 

In Omega Quintet ci troveremo alla guida di un gruppo di Idol i cui membri, le Verse Maiden, hanno la capacità grazie al proprio canto di sconfiggere il Blare: un’aurea misteriosa che avvolge la città e le zone circostanti portando scompiglio a causa dei MAD, i mostri che la popolano. A metà strada tra il super sentai e il majokko, Omega Quintet ci racconterà la storia di 5 ragazze, capitanate da Otoha, la classica protagonista che si ritrova inaspettatamente a ricoprire il ruolo di Verse Maiden, dopo essersi trovata alle strette contro un MAD troppo cresciuto. Arruolata come Idol insieme all’amico d’infanzia Takt, che si occuperà degli aspetti manageriali del gruppo, Otoha dovrà “crescere” e farsi coraggio per portare a compimento questo rischioso compito.

Come da tradizione (ed è qui che il compa-like torna prepotentemente), tutta la storia che alterna le fasi combattive viene narrata con le classiche fasi da visual novel, trattando argomenti come l’amicizia, il senso di squadra e l’amore, il tutto in maniera sempre leggera e sopra le righe, fra grande senso dell’umorismo e personaggi fortemente stereotipati, senza dimenticare il solito fanservice che anche qua riesce a ritagliarsi il suo spazio, senza però essere volgare o troppo invasivo come spesso ci è capitato di trovare in titoli analoghi.
Rispetto alle passate produzioni però Omega Quintet soffre sul piano narrativo, non tanto per i suoi protagonisti quanto per colpa di una storia complessivamente piacevole, ma che non riesce mai ad essere incisiva o ben delineata come accade invece negli Hyperdimension Neptunia o in Fairy Fencer F, perdendosi per strada soprattutto nelle fasi finali del gioco. Un passo indietro quindi sotto questo punto di vista che non riesce a tenere il confronto con le serie succitate. Anche la tematica Idol, per quanto abbozzata e facilmente abbordabile dai più, potrebbe essere un freno per chi non digerisce certi sottogeneri, che in molteplici occasioni rischia di diventare veramente stucchevole.

La dura strada della gavetta
Omega Quintet è una prova di maturità per Compile Heart ed offre al giocatore un gameplay ricco di sfumature

Contrariamente al suo aspetto scanzonato Omega Quintet è una prova di maturità per Compile Heart ed offre al giocatore un gameplay ricco di sfumature, che si sveleranno nel corso dei primi capitoli e che di volta in volta andranno ad aggiungere un tassello ad un sistema di combattimento che affonda le sue radici nella classicità del genere JRPG, a discapito dell’aspetto simulativo delle Idol (sia chiaro, siamo anni luce distanti da una formula di gioco tipo The Idolm@ster) che viene solamente accennato in un paio di meccaniche ma mai approfondito in maniera profonda.
I combattimenti si svolgono a turni, con le Verse Maiden impegnate a sconfiggere la minaccia dei MAD tramite le Sound Weapon. Ogni combattente disporrà di un arma specifica (sebbene possano essere intercambiate liberamente tra loro) che avrà caratteristiche uniche, così come la portata dell’attacco varierà da una all’altra influenzandone la potenza o la riuscita dello stesso. Sempre relativamente all’equipaggiamento, potremo creare armi e costumi utilizzando un sistema di crafting che prevede, prima la raccolta di determinati oggetti poi il loro smantellamento per ottenerne i materiali che servono per la creazione di nuovi equip. Durante gli scontri dovremo fare attenzione alla resistenza dei nostri costumi, che consumandosi finiranno per distruggersi, lasciando le nostre belle desnude, con addosso il solo intimo, riducendo oltre alla difesa anche alcune abilità equipaggiabili.
Di base avremo un numero limitato di azioni che potremo compiere. Man mano che giocheremo, con il salire del livello, il numero aumenterà permettendoci di creare strategie più articolate. Non solo, attaccando determinati nemici prima che arrivi il loro turno, potremo bloccarli guadagnando nuovo spazio da dedicare a noi. Insieme alle Verse Maiden, scenderà anche in campo Takt che potrà essere abbinato ad una delle ragazze e l’aiuterà supportandola sia in fase offensiva che difensiva, premendo il tasto che appare a schermo con il giusto tempismo. A seconda dell’accoppiata Takt e l’Idol di turno aumenteranno l’affezione reciproca, migliorando alcune statistiche e le abilità di supporto che è possibile utilizzare.
Oltre all’attacco fisico base le Verse Maiden possono sfruttare le Skill che si dividono in due tipi: le Mic Skill e le Energy Skill. Le prime sono relative all’arma equipaggia e varieranno al cambiare di quella utilizzata al momento, mentre le seconde sono abilità elementali, che sfruttando appunto un certo tipo di elemento (Fuoco, Vento, Acqua, Terra, Neutro) permette di infliggere una quantità ingente di danni se usate con criterio approfittando delle debolezze del nemico. In questa categoria troviamo anche le abilità dedicate alla cura della salute e degli stati alterati. Indipendentemente dalla skill usata, questa andrà a consumare gli skill point relativi, che come è lecito aspettarsi una volta raggiunto lo zero dovremo ricaricare usando uno degli oggetti appositi, sfruttare un’abilità passiva o tornare alla base.

 

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