Don't Be So Serious - Speciale Death Stranding (Spoiler!)

Recensione Miitopia

Nessun Mii è stato maltrattato durante la realizzazione di questa recensione

Annunciato in sordina durante un Direct a lui dedicato, Miitopia nasce dalle “ceneri” di Tomodachi Life, il life simulator di Nintendo, nel tentativo di proporre un nuovo gioco basato sugli iconici Mii. Se Tomodachi Life prima e Miitomo successivamente si erano rivelati degli ottimi esperimenti socio-videoludici, come si comporterà Miitopia alla prova su strada su Nintendo 3DS? Scopritelo con noi nella nostra recensione.


Per approfondire:
Tomodachi Life
Siamo tutti amici e perciò felici
un eroe è destinato a salvare baracca e burattini, e quell’eroe siamo noi

Tomodachi Life è stato un titolo “difficile” da comprendere e non per tutti, a causa della particolarità del suo gameplay passivo che trasformava i giocatori in voyeristi assatanati, pronti a passare il loro tempo a vedere gli “strambi” Mii relazionarsi l’un l’altro, creare legami e finire in situazioni imbarazzanti. Proprio questo aspetto, e la possibilità di vivere questa esperienza utilizzando i Mii dei propri amici, avvicinava ulteriormente il giocatore al software, che grazie alla alla condivisione sui social alcuni dei momenti più bizzarri di questa seconda vita virtuale si è trasformato in un vero e proprio successo. Successo che poi si è riflesso anche su Miitomo, versione edulcorata di Tomodachi Life destinata a smartphone e tablet.

È proprio partendo da questi presupposti che si erge Miitopia, prendendo quando di buono fatto sotto il profilo della socialità e del coinvolgimento, e trasportando il tutto in un contesto ludico più concreto, quello dei JRPG.

Attenzione però, non pensiate di trovarvi di fronte al nuovo Persona 5, sia chiaro. Se Tomodaci Life era destinato ad una fascia di giocatori casual, Miitopia alza di poco l’asticella proponendo una visione tutta sua del genere ruolistico che potremmo definire tranquillamente Casual-RPG.

Uno degli elementi che rispecchia quanto appena detto è la storia. Nel mondo di Miitopia regnava la pace, fino a quando il Duca del Male non rubò i volti degli abitanti del regno, portando caos e infestando il mondo di pericolosissimi mostri. Fortunatamente però un eroe è destinato a salvare baracca e burattini, e quell’eroe siamo noi.

Come nelle più classiche delle avventure il nostro personaggio avrà il compito di superare una serie di difficoltà per arrivare a fronteggiare il cattivissimo Duca del Male e per farlo avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile, che gli verrà offerto dai valorosi compagni che si uniranno a lui in questo viaggio. Come detto in apertura, la particolarità di Miitopia è quella di sfruttare i Mii per creare la propria avventura e dare a tutto un tocco personale. Basterà quindi, non appena si presenterà l’occasione, selezionare uno degli avatar presenti nella nostra console, con la possibilità di importare, nel caso si possieda Tomodachi Life, i Mii residenti nel gioco o importarli tramite QR Code da Miitomo.

L’ingresso in scena dei propri amici e parenti renderà tutto più familiare e comico, così come l’utilizzo di Mii particolari ai quali assegnare ruoli da NPC contribuirà a creare un’atmosfera decisamente allegra.

Come Tomodachi Life, anche Miitopia sceglie la strada della comicità e della leggerezza. Per tutta l’avventura i nostri compagni di viaggio saranno protagonisti di siparietti più o meno esilaranti nei quali si confronteranno ponendosi domande, facendo riflessioni più o meno sensate o instaurando amicizie e gelosie, che come vedremo più avanti influiranno successivamente anche su alcuni aspetti del gameplay.

Nel complesso quindi, pur accennando un intreccio narrativo di fondo, incentrato prevalentemente per spingere il giocatore a ruotare e utilizzare tutte le classi disponibili per gli eroi, la storia di Miitopia è abbastanza abbozzata, e vi ritroverete per ore senza che avvenga qualche evento rilevante. Nel corso dell’avventura avremo a che fare con villaggi in crisi a causa dei volti rubati, drammi familiari di regnanti degne della più bieca soap opera sudamericana e geni “furbetti” che al posto di esaudire desideri si comportano da malviventi, il tutto affrontato con leggerezza e semplicità. Il problema però nasce quando, dopo diverse ore passate sul gioco, si arriva al punto di aver visto tutto quello che ha da offrire, e proprio come in Tomodachi Life molti degli eventi vengono ripetuti in loop, incorrendo nel rischio di stancarsi presto, in particolar modo quelli legati ai rapporti interpersonali fra i membri del party, fin troppo frequenti.

 

Sebbene la durata di Miitopia sia piuttosto in linea con quella di altri giochi di ruolo, all’incirca 30 ore per arrivare ai titoli di coda, si ha come l’impressione che in molti casi tutto venga diluito e allungato senza una reale motivazione, spingendo il giocatore ad andare avanti più per inerzia che non per altro, evidenziando anche in questo caso quanto il tutto sia rivolto ad un’utenza per nulla esigente e poco avvezza al genere, e che probabilmente non presterà attenzione a questi scivoloni.

C-RPG. La C sta per Casual
Miitopia si comporta come un JRPG classico a turni

Partendo dal primo villaggio che visiteremo inizieremo la nostra quest principale, che ci porterà ad esplorare una delle prime location disponibili. L’esplorazione avviene tramite una mappa e una volta scelta la meta, e i membri del parti si addentreranno all’interno dello stage, in maniera completamente automatizzata. Questi percorreranno un sentiero predefinito sul quale potranno trovare scrigni con tesori preziosi, attivare le varie skill o combattere contro i mostri. Man mano che avanzeremo nel gioco i percorsi presenteranno varie diramazioni, e sarà possibile tornare sui nostri passi per completare ogni zona e ottenere tutte le ricompense.

Una volta ingaggiato un combattimento si entrerà in modalità battaglia, dove fino ad un massimo di 4 personaggi potranno prendere parte allo scontro. Noi avremo il controllo diretto sul nostro alter-ego, mentre i restanti membri del party saranno gestiti automaticamente dalla CPU, che si occuperà di effettuare le azioni più consone al tipo di scontro.

Anche in questo caso salta all’occhio una scelta di gameplay indirizzata verso l’utenza casual, sollevando il giocatore dai grattacapi dei combattimenti.

Tuttavia, per evitare che sopraggiunga la noia rendendo tutto troppo passivo, sarà possibile intervenire in qualsiasi momento curando i personaggi tramite l’uso di alcuni poteri divini: le pepiere e la Salvarea.
Le prime consentiranno di utilizzare degli item particolari per ripristinare ad esempio la salute, i punti magia o potenziare momentaneamente attacco e difesa, limitatamente alle scorte disponibili, che aumenteranno nel corso del gioco salendo di livello. La Salvarea invece è una safe-zone nelle retrovie del party nella quale sarà possibile far retrocedere un personaggio bisognoso di cure o affetto da stati alterati, che verrà momentaneamente escluso dalla lotta fino a che i suoi problemi non saranno risolti.

Terminati gli scontri ed esplorata l’area ci fermeremo alla locanda, che svolgerà la funzione di campo base. Qua saremo liberi di compiere diverse azioni per la gestione dei nostri eroi come la disposizione dei singoli individui nelle varie camere, fornirgli il budget necessario per permettergli di comprarsi gli equipaggiamenti desiderati od occuparci di saziare il loro appetito. Nel caso degli alloggi, a seconda delle combinazioni effettuate si andranno a creare dei legami fra i vari Mii che si fortificheranno via via passeranno del tempo insieme. Ad ogni livello guadagnato i due otterranno una nuova abilità di coppia che si attiverà (anch’essa in maniera automatica) durante le battaglie. Si va dagli attacchi combinati, che causeranno una maggiore quantità di danni ai nemici alla protezione dell’amico in difficoltà. Tuttavia, proprio perché i rapporti sono fragili c’è l’eventualità che due o più Mii litighino fra di loro, creando dissapori fra i membri del party andando a perdere questi preziosi bonus.

La classe non è acqua
un aspetto cardine del gioco è rappresentato dalle classi

La difficoltà generale come avrete intuito è abbastanza bassa e difficilmente incontrerete grandi ostacoli sul vostro cammino, e in caso di sconfitta ripartiremo dall’ultima locanda visitata. Anche se sarà facile portare a compimento la nostra missione ci saranno alcuni passaggi, ad esempio i vari Boss, che richiedono maggior concentrazione, così come il giusto livello o l’equipaggiamento adatto. In questo caso accudire i Mii sarà fondamentale perché siano sempre aggiornati e pronti a tutto. Ad esempio con i soldi potranno comprare nuove armature o armi, a seconda della classe di appartenenza, mentre un salto al ristorante permetterà di incrementare, in modo permanente, le varie statistiche come attacco, difesa, velocità e così via.

Un altro aspetto cardine del gioco è rappresentato dalle classi che determineranno le caratteristiche dei personaggi e il loro ruolo all’interno del gruppo. Ne troveremo 12 che si renderanno disponibili nel corso dell’avventura, e si va dai classici Guerrieri, Ladri e Maghi ai ben più curiosi Panzer (un tank in tutto e per tutto), Diavoletto (che sfrutta gli altri membri “punzecchiandoli” pur di non sporcarsi le mani), e Pianta, in completa sintonia con la natura.

E non scordate che potreste essere anche un tenero Gattino!!!

Ogni classe avrà le sue peculiarità, così come pregi e difetti, anche se, pure in questo caso, nessuna classe sarà mai troppo svantaggiata rispetto ad un altra, comprese quelle indirizzate alla cura, rendendo ogni combinazione abbastanza equilibrata.

Nelle fasi avanzate del gioco sarà possibile anche effettuare un cambio di classe, ma in questo caso il livello del Mii verrà azzerato con il nuovo “job” (mentre quello vecchio verra mantenuto fino ad un nuovo cambio).

Il mondo di Miitopia è ricco e vario nonostante le ovvie limitazioni di gameplay che vi abbiamo descritto fino ad ora. Viaggiando sulla mappa appariranno alcuni personaggi ricorrenti, come il Postino Prodigioso che si occuperò di consegnarci importanti missive o il Gourmet Nomade, un appassionato di nouvelle cuisine che di tanto in tanto ci offrirà qualche assaggio delle prelibatezze della regione che staremo visitando. Un altro NPC che incrocerà spesso la nostra strada è Mister Quiz, “conduttore” di un concorso a premi nel quale dovremo rispondere ai suoi “enigmi”, che solitamente si traducono nel riconoscere determinati Mii.
Miitopia sfrutta a pieno le potenzialità degli Amiibo. Una volta identificata sulla mappa l’Appassionata Nintendo, basterà scambiare due chiacchiere con lei, fino a quando ci chiederà di ammirare la nostra collezione. Appoggiando l’amiibo sullo schermo della console (o tramite l’apposito adattatore) questo sbloccherà all’interno del gioco il relativo costume o alcuni biglietti bonus (per partecipare a due minigiochi all’interno della locanda) nel caso l’amiibo non sia legato ad un determinato vestito (vedi i personaggi su licenza come Pac-Man, Sonic o Megaman).

L’uso dei toy-to-life di Nintendo contribuisce a rendere ancora più personale l’esperienza con il gioco e, in alcuni casi a seconda del costume sbloccato gli “effetti” comici sono assicurati.

People from Ibiza Miitopia
il poter esportare le proprie istantanee è un valore aggiunto non da poco

Tecnicamente Miitopia viaggia sugli stessi livelli di Toodachi Life, offrendo però una maggior cura per i dettagli e in generale nella creazione del mondo di gioco. Le ambientazioni sono ben realizzate, sia nel design che nella resa visiva, anche se gli scenari di ogni singola area sono pressoché identici fra di loro. Vari e ben caratterizzati invece i nemici, dando dimostrazione di un certo lavoro fatto per definire i nostri avversari, in particolar modo i boss, tutti indovinati e perfetti nel loro ruolo. La simpatia e il carisma dei Mii viene valorizzato dall’inizio alla fine, e anche in questo caso si nota quanta attenzione sia stata posta nella creazione dei vestiti e degli equipaggiamenti data la loro varietà, spingendo il giocatore a domandarsi man mano che ne sbloccheremo di nuovi, cosa ci aspetterà dopo.
L’interfaccia di gioco permette di scattare in qualsiasi momento un’istantanea dello schermo superiore di 3DS, così da immortalare quello che sta succedendo a video per poi condividerlo con i propri amici sui social network. Così come in Tomodachi Life, anche qua il poter esportare le proprie istantanee è un valore aggiunto non da poco e in perfetta sintonia con lo spirito “social” e casual di Miitopia.

Il comparto sonoro invece rappresenta la sorpresa di Miitopia. Come ben sapete i Mii parlano utilizzando stridule vocine, caratteristica che enfatizza il loro essere eccentrico e comico di questi personaggi. A compensare l’assenza di un vero e proprio doppiaggio troviamo una colonna sonora ricchissima di brani, oltre 200, alcuni alla stregua di jingle, altri ben più complessi e pensati proprio come canzoni fatte e finite, molte delle quali orecchiabili e perfette al compito assegnato (come battle theme o semplici melodie di sottofondo).


Per approfondire:
Miitomo
Verdetto
7.5 / 10
Puoi essere il prescelto, anche se ti vesti da calamaro di Splatoon
Commento
Miitopia non offre chissà quale storia epica o gameplay elaborato, e il tutto, oltre a viaggiare su livelli decisamente classici, si svolge abbastanza nella norma senza riuscire a brillare in nessuno dei suoi aspetti. Il titolo Nintendo però ha in mente un obiettivo e una precisa collocazione: i casual gamer. Se Tomodachi Life vi è piaciuto ed è riuscito a divertirvi con il suo stile, Miitopia farà uguale se non di più, offrendo rispetto al suo “predecessore” una visione più concreta e una struttura ludica ben più definita e consistente, restando però abbordabile anche a chi di videogiochi ne capisce poco. Come in Tomodachi Life fra una risata e l'altra alla lunga si scivolerà in un loop di eventi ripetitivi e monotoni, un prezzo da pagare vista la natura del titolo, che rischia di annoiare chi è alla ricerca di qualcosa di più sostanzioso e che su 3DS, ad oggi, non faticherà a trovare.
Pro e Contro
Atmosfere comiche convincenti
I Mii protagonisti assoluti
Possibilità di condividere le proprie avventure
Semplice ed immediato per tutti...

x ...forse fin troppo
x Alla lunga ripetitivo
x Troppi aspetti automatizzati