Ep. 26: Costruisci il tuo sito di videogiochi professionale

Introdurre un nuovo Spider-Man è sempre rischioso, fortunatamente Insomniac ha centrato il punto.

Maneggiare un’icona multimediale come Spider-Man senza risultare banali e scontati, è difficile. Fallire e non trasmettere lo spirito del personaggio anche in una realtà alternativa, è invece facilissimo. La chiave di tutto è saper portare a schermo (o ovunque sia proposto) il mantra del personaggio creato da Steve Ditko e Stan Lee. 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Non bisogna per forza dirlo, perché quelle sei parole sono ormai scolpite nella pietra in tutti coloro che sono minimamente venuti in contatto con l’arrampicamuri. Basta traspargano dalle azioni del ragno di turno. Nel caso di Marvel’s Spider-Man, il mantra di Zio Ben si impone anche sul team di sviluppo. Grandi poteri nelle mani di Insomniac Games, a cui è stato affidato l’arduo compito di portare a schermo l’ennesima nuova versione di Peter Parker e della sua Manhattan.  Responsabilità non da poco, dato che il titolo è un’esclusiva PlayStation e potrebbe ipoteticamente raggiungere quaranta milioni di persone.

Giocatori a cui magari non importa nulla della citazione nascosta a quel fumetto che hanno letto in dieci, e che si vogliono godere un titolo dell’Uomo Ragno solo per la storia nuova. Oppure diametralmente opposti, che cercano l’easter egg anche dove non c’è,  analizzando ogni pixel di ogni nuova opera dedicata al loro eroe preferito.

Un titolo che deve raggiungere il  più grande bacino di utenza possibile.

Anche su ilovevg.it potrete trovare due visioni sul lavoro di Insomniac. Una scritta da chi ha un’infarinatura generale del personaggio, ma in grado di analizzare a pieno un gioco. E l’altra, quella che state leggendo, scritta da uno che vi può dire quante volte  Peter è rimasto in mutande di fronte ai New Yorkesi. Proprio per l’importanza mediatica del personaggio, ci è sembrato giusto offrirvi dei contenuti a tutto tondo. Quale sia la versione che più vi si addice lo potete decidere da soli, ne avete il potere e la responsabilità.

Atteso per gli  scorsi due anni come il messia dai videogiocatori fumettari, Marvel’s Spider-Man è sfrecciato nei negozi il 7 Settembre. Peter e il suo alter ego mi hanno tenuto compagnia fino a ieri notte, quando ho raggiunto il 100% di completamento di questo debutto di Insomniac nel mondo Marvel. Una decina di giorni passati a pattugliare New York e a pestare cattivoni,  senza dimenticare le meravigliose acrobazie e il parkour tipico dell’eroe metropolitano.
La conferma durante i titoli di coda, trasudava già dai primi minuti di gioco, con Spider-Man che si getta dalla finestra del suo appartamento: l’amore del team verso l’icona Marvel.

Insomniac ha confezionato il gioco migliore su Spider-Man mai fatto?

Probabilmente, ma andiamo con ordine.

L’elseworld, o terra parallela, creato da Insomniac Games vede uno Spider-Man sulle scene da otto anni. Ha già affrontato alcuni dei nemici più famosi, come Mysterio e  l’Uomo Sabbia, e rinchiusi in carcere altri come Elektro e Rhyno. Una Manhattan dove vivono anche altri super eroi, e dove il sindaco  Norman Osborn sta seguendo la sua campagna di rielezione.

L’elseworld di Insomniac condivide un po’ da ogni apparizione di Spider-Man.

Abbiamo un Uomo Ragno che condivide parecchi scontri con la versione cartacea, ma  che non ha mai incontrato Goblin, e per questo non ha subito la perdita di Gwen Stacy. Abbiamo un Peter già adulto, che è stato brevemente un insegnante all’ESU ma che è tornato  a fare lo scienziato. Una Zia May che lavora al FEAST, il centro per  senzatetto fondato da Martin Li, ma che non è l’inferocita vecchietta  attualmente in circolazione nei fumetti. Una MJ volto e voce del Daily Bugle, mentre il caro Jonah è in pensione e  gestisce un podcast tutto suo.

Un mondo vivo e ben caratterizzato,  nonostante non racconti le origini di questo Uomo Ragno.

Anche se non ci viene fatto vedere l’incidente col ragno, noi sappiamo che c’è stato, come sappiamo che Peter  ha  fatto una breve carriera nel Wrestling prima di perdere Zio Ben e diventare un uomo migliore. E lo sappiamo non solo grazie alle conoscenze recondite sul personaggio (ne parlavo anche in occasione di Homecoming) ma anche e soprattutto per le linee di dialogo di Peter  durante il free roaming o la raccolta dei collezionabili. L’arrampicamuri è noto per la sua lingua lunga, e questo è tra gli altri, l’aspetto meglio riuscito della produzione Insomniac.

L'elseworld di Marvel's Spider-Man è tra i più convincenti mai scritti per Peter Parker.

Versione Testata: PlayStation 4 Pro

 

Non a caso gli sceneggiatori  di Insomniac hanno collaborato con Dan Slott, artefice del destino ragnesco sui fumetti degli scorsi dieci anni. La mano dello scrittore si nota, soprattutto per il rapporto con Otto Octavius, qui mentore di Peter e non ancora malvagio criminale. Il cast di Marvel’s Spider-Man è re-immaginato quasi al completo, dando più di uno spunto per il futuro e creando una vera e propria ragnatela di sicurezza per eventuali seguiti ed espansioni.

Il lavoro di Insomniac è una base su cui  costruire.

Una base di cui non abbiamo visto gettare le fondamenta, ma che sono presenti, solide e credibili. Non solo grazie alla trama principale, ma anche grazie a quella sequela di sottomissioni e collezionabili tanto ancorate al passato del genere open world ma che  recitano la propria parte nel rendere convincente il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere.

Perchè sì, ognuna di queste attività, dalle torri alle sfide a punti, sono già viste in innumerevoli predecessori ma vengono sovrastate dalla cura del contorno, dalle battute sferzanti di Peter, dalla valanga di citazioni o anche solo dalle animazioni del ragnetto.

Come già scritto, il feel dell’eroe trasuda fin dai primi minuti, quando ancora non si hanno a disposizione tutte le acrobazie e stiamo ancora prendendo confidenza coi tasti. Ogni ragnatela che si attacca al palazzo vicino, ogni mossa di parkour utilizzata è studiata nei minimi particolari e trasmette  l’energia e la dinamicità vista negli altri media. E una volta completato l’arsenale muoversi per i distretti diventa stupefacente.

Se con il movimento esplode la magnificenza, l’amore di Insomniac per Spider-Man trasuda poi anche dai combattimenti.

 

Velocizzando il free flow portato al successo da Rocksteady, Peter si affida ai propri sensi di ragno e gadget per sgominare orde di truffaldini individui non troppo intelligenti. Come nel fumetto,  Spidey ha la meglio facilmente sugli scagnozzi, tra una battuta e una ragnatela ben assestata. Gli scontri coi boss invece soffrono di una certa linearità e ripetitività, che viene però accantonata quando si passa ai momenti cinematografici.

Qui il titolo brilla nuovamente, con scelte di regia e fotografia  imponenti e veramente un afrodisiaco per i fan del ragno.

 

Decisamente meno convincenti le fasi stealth, qualsiasi personaggio andremo ad utilizzare. Sebbene gli ambienti in cui si svolgeranno le scene siano diversi,  le meccaniche sono troppo simili e vanno a spezzare il ritmo dell’avventura. Ciò nonostante, anche qui ci sono dei momenti pregevoli (La stazione) e che aiutano a caratterizzare MJ. La rossa è molto più dell’interesse amoroso di Peter. È la sua roccia, la costante e in questo caso la sua partner nel fermare i terribili piani di Mr. Negativo. Se il lavoro svolto per scrivere Peter e Otto è praticamente perfetto, quello di Mary Jane è altrettanto ottimo. E non è l’unico personaggio femminile ben contestualizzato: Zia May, Yuri Watanabe e in minor parte Silver Sable, sono più di semplici figure del gentil sesso. Donne forti e indipendenti che lasciano il proprio segno nel mondo di gioco. 

A far da contorno alle citazioni,  troviamo ventotto costumi presi dalla carriera multimediale di Spider-Man.

Film, fumetti, cartoni e videogiochi passati pensati per dare quel quid in più agli appassionati,  siano lettori da  anni o arrivati sul treno grazie all’MCU. Il lavoro fatto coi costumi va oltre le mere skin,  aggiungendo ad ognuno un’abilità unica e in alcuni casi fin troppo potente. Una volta arricchito il guardaroba, potremo mischiare le abilità a seconda di quella che più ci piace o ci torna utile. Tutto sommato un’ottima selezione di vestiti, nonostante manchino dei pezzi grossi come il nero (ma probabilmente c’è un motivo) o altri visti in passato come quello bianco della Fondazione Futuro. Certo, i costumi avrebbero potuto essere accompagnati da una descrizione della prima apparizione, così da poter indicare ad un giocatore cosa recuperare per vederlo in azione ma con google alla mano la ricerca è a due click di distanza.

Ci tengo a spendere due parole anche sulla Modalità Fotografica aggiunta il sette settembre. Un’extra che  permette di fermare l’azione in qualsiasi momento, e diverte nel farci ruotare la telecamera o applicare cornici diverse dal solito, come  la cover di un numero di TASM o la prima pagina del Bugle. La possibilità di farci un selfie in qualsiasi momento, anche durante una caduta da 200 metri è una strada spianata alla fantasia degli utenti.

Qualcosa di cui non importerà a tutti, ma che di certo viene incontro ad un’esigenza moderna come se fosse un gioco nel gioco.

Certo, Manhattan è bella da vedere e da esplorare, nonostante i png simili a popolarne le strade, ma gran parte dell’effetto meraviglia lo fa anche il sonoro.

Con le musiche composte da John Paesano,  le acrobazie del tessi-ragnatele acquistano tutto un altro contesto. Il tema principale di Marvel’s Spider-Man è destinato a riecheggiarvi in testa per i prossimi mesi, carico di tensione e adrenalina  per l’ultimo inseguimento.

 

 

Se alle musiche aggiungiamo un più che ottimo adattamento italiano,  di cui il plauso più grande va ancora una volta a Peter, o meglio a Jacopo Calatroni, che gli dona la voce italiana.
Il lavoro di doppiaggio italiano svolto segna un punto, dando a Peter la giusta irriverenza e il pathos nei momenti dovuti.
Inarrivabile poi Marco Balzarotti nel ruolo della sola voce di Jameson, ogni puntata del podcast dell’ex direttore del Bugle vi strapperà innegabilmente una risata di pancia.

E quindi, Insomniac ha confezionato il gioco migliore su Spider-Man mai fatto?

 

La risposta non può essere che sì.
Perchè sebbene possa puntare ad essere ancora meglio, Marvel’s Spider-Man è il punto di partenza su quello che vogliamo (come appassionati) del Ragno. Un titolo che ci permetta di muoverci come Peter, tra i cieli di New York, novello Arkham Asylum della casa delle idee.
Non prendiamoci in giro, negli scorsi anni ci siamo fatti andare bene titoli nettamente più mediocri di Marvel’s Spider-Man solo perchè ci permettevano di saccagnare di botte criminali e malfattori.

L’universo di Insomniac Games funziona e da ragno-fan, non possiamo che volerne di più.

Verdetto
9 / 10
Attualmente, il miglior Spider-man videoludico di sempre
Commento
Marvel's Spider-Man non innova il genere. Propone missioni secondarie e riempitive già viste in mille salse diverse, eppure visto dagli occhi di un amante del personaggio, va benissimo così. Perché Insomniac Games ha messo tante piccole cose al posto giusto: le acrobazie aeree dell'arrampicamuri che rendono ogni viaggio da punto A a punto B un'esperienza; la caratterizzazione di Peter in entrambe le sue identità. Un cast di comprimari vecchio stampo ma con aspetti nuovi. Una trama ben narrata che ha un esplosione nel terzo atto degna del miglior racconto del tessi-ragnatele. Un titolo da cui partire per edificare un ragno-verso simile al Batman di Rocksteady, consci del fatto che un prossimo capitolo debba per forza andare a limare i piccoli difetti di questo. La rete di sicurezza è salda, ora non resta che buttarcisi.
Pro e Contro
Universo praticamente perfetto
Animazioni di Spider-Man fluide e verosimili
Ottima trama
Registicamente grandioso
Costumi ben impiegati

x Grandi assenti tra i costumi
x Fasi stealth sotto tono