Recensione Marvel’s Spider-Man 2, recensione in equilibrio

Il segreto di Marvel’s Spider-Man 2 è l’equilibrio,
ovvero tutto quello che non ho potuto scrivere nella recensione del prequel
.

Viene da chiedersi se fosse così difficile, oscillando tra i grattacieli di una New York non più condannata ad essere sinonimo di Manhattan e basta. Viene da chiedersi perché abbiamo dovuto aspettare cinque anni per avere un Marvel’s Spider-Man 2 che, beh, entrerà nella storia dei videogiochi del ragno quanto l’altro Spider-Man 2, il tie-in del secondo film di Raimi. La risposta è che sì, era così difficile. Per Peter e Miles è difficile trovare l’equilibrio tra le loro identità segrete e quelle da super-eroe. Allo stesso modo per Insomniac deve essere stato difficile tirare fuori un blockbuster da 20 milioni di copie rimanendo in equilibrio tra i diktat del marketing e quello che Marvel’s Spider-Man 2 voleva davvero raccontare, per quello che posso scrivere in questa recensione rimanendo all’interno delle regole di ingaggio sugli spoiler.

Marvel's Spider-Man 2 è tutto quello che il primo capitolo non era riuscito ad essere

Troppo Giocando le altre “esclusive” PlayStation ho avuto sempre il desiderio di una modalità Nuovo Gioco –. Senza secondarie pacco, senza fronzoli, senza indicatori sulla mappa invasivi.
In rete qualcuno sta borbottando. Già da prima della release ufficiale e dell’uscita di qualunque recensione di Marvel’s Spider-Man 2 si era già sentenziato. “Gioco troppo corto“. 15 ore per la storyline principale e una ventina per il platino di certo non giustificano 80€ al day one, no? Fortunatamente invece sì. Se come dice Zia May in un flashback “l’equilibrio non è un traguardo ma un processo” allora questa volta Insomniac ha processato bene. A differenza di altri illustri membri dello scacchiere PlayStation Studios, viene da dire. Tanto Horizon Forbidden West quanto (soprattutto) God of War Ragnarok proprio su questo aspetto si arenavano: troppa roba, troppi indicatori, troppa ansia.

Insominac non ci casca. In prima battuta perché appunto, su disco (per gli irriducibili del formato fisico, per gli altri in Digital Download) ci sono una ventina di ore di gioco. Quelle che servono a Marvel’s Spider-Man 2, né più né meno. In seconda battuta perché sì, gli extra non mancano e si devia spesso e volentieri dalla storyline principale, ma quando lo si fa lo si fa con metodo. Le quest secondarie ridotte in numero ne hanno beneficiato in qualità, concedendosi pure delle variazioni sul tema che allargano l’esperienza al resto dello Spider-Cast. E soprattutto i vari collezionabili e le diverse attività complementari vengono introdotte gradualmente, e vanno scoperte sulla mappa prima di mostrare il classico indicatore a schermo.

Il risultato è che a differenza di scrivere questa recensione Marvel’s Spider-Man 2 non sembra mai un lavoro. Equilibrio, appunto. Si giocano un paio di missioni principali e poi la città chiama. Viene naturale completare qualche sfida, o banalmente intervenire per risolvere qualche crimine per esercitare un po’ un battle system rodato ma efficace. Lo si fa soprattutto perché i gettoni elargiti come ricompensa sono fondamentali per sbloccare i vari costumi dei due ragni (molti dei quali hanno anche delle variazioni cromatiche a disposizione). Soprattutto, perché l’altra ricompensa sarebbe l’unlock del viaggio rapido, ma non viene mai davvero voglia di utilizzarlo.

Con addosso la tuta da Spider-Man attraversare New York non è mai stato così bello

Se il già citato tie-in della seconda pellicola di Raimi di fatto ha codificato il modo di intendere i free roaming di Spider-Man, qui siamo davanti alla sua forma definitiva. Già da subito Marvel’s Spider-Man 2 mette a disposizione di Peter e Miles una tuta alare che risolve tutti i problemi classici degli open-world di Spidey. Prima attraversare Central Park o le aree con meno grattacieli era un tormento. Adesso si può uscire da Manhattan addirittura planando sopra l’East River, il tutto rimanendo perfettamente nella parte.

Per quello che vale il viaggio rapido è uno showcase di cosa vuol dire avere a disposizione un SSD. Non che ce ne fosse bisogno arrivati ormai a metà generazione. Non che ce ne fosse bisogno visto quanto è ben congegnato il free roaming in questo caso. Andare in giro per New York ripaga perché permette di scoprire sempre qualcosa, poco importa se poi le situazioni più interessanti sono scriptate. Sempre a proposito di SSD e caricamenti Insomniac riprende anche qualche idea dall’ultimo Ratchet & Clank, giocando con la sovrapposizione tra mondi (per quanto in modo molto meno “di cartellone”). Quello che invece fa davvero la differenza è finalmente DualSense. Non tanto per come viene utilizzato in alcuni puzzle, quanto per la sensazione tattile che i grilletti restituiscono quando si oscilla tra i palazzoni.

Per il resto, beh, l'attrattiva principale l'ha già spoilerata Sony

Si è seguita l’abitudine dell’MCU di raccontare tantissimo già prima dell’uscita. Il risultato è che i trailer hanno ufficializzato da subito la presenza di Venom e Kraven. Lasciandomi con l’incombenza di decidere se posso dire che Marvel’s Spider-Man 2 in un certo senso è una reinterpretazione di una dei cicli più amati del cacciatore o no.

In ogni caso al di là del fatto di sapere già quali saranno alcune tappe del percorso (un momento in particolare viene ammazzato dal fatto che “tanto lo so che adesso Peter prende il costume nero”) alla storia non si può dire nulla. Ma d’altronde valeva anche per il primo capitolo.

Mancava solo un po’ di equilibrio. Ora c’è.

Voto e Prezzo
8.5 / 10
80€ /80€
Commento
È finalmente lo Spider-Man pad alla mano definitivo. Quello che doveva essere 5 anni fa e invece si era accontentato di essere per lunghi tratti una risposta fuori tempo massimo al Batman di Rocksteady. Giocalo. Vivilo. Amalo.
Pro e Contro
Tagliati un sacco di contenuti-fuffa
Free-roaming incredibile
Venom

x Quegli "studiati" diranno more of the same
x Qualche crash fastidioso
x Aboliamo le missioni stealth?

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