È meglio PS5 o Series X? Speciale NextGen

Recensione La Valle delle Stelle è un punta e clicca diverso

Una recensione diversa, questa de La Valle delle Stelle.

Perché La Valle delle Stelle è un videogioco diverso, un punta e clicca diverso. Paolo Rossini, stando al suo sito web, si presenta come regista, autore, doppiatore e produttore. Non come sviluppatore di videogiochi. Il motivo è presto detto. Si è avvicinato a questo mondo nel 2017 studiando Unity 3D, mentre comunque metteva (e mette) il proverbiale pane a tavola facendo tutt’altro, per esempio prestando le corde vocali alla campagna pubblicitaria televisiva del Parmigiano Reggiano 2018. Paolo non nasce come sviluppatore, ma ci prova. Si mette in gioco e nel gioco mette sé stesso. Con un prodotto che parla quella che immaginiamo sia una lingua imparata da bambino, davanti a quelle avventure punta e clicca su PC che da grandi volevano fare cinema. E che forse proprio per questo un po’ alla volta si sono spente.

Ha ancora senso parlare del rapporto tra cinema e videogiochi? I videogiochi ne hanno bisogno? Chi scrive queste righe pensa di no, ma in riferimento alla Game Critic, a quelli che il videogioco vogliono (o dovrebbero) raccontarlo. Per gli sviluppatori la risposta è molto diversa, e La Valle delle Stelle ne è l’interpretazione di Paolo.

Prezzo/contenuti Un paio d’ore di esperienza di gioco per 4.99 su App Store. Scelta desueta, vista la piattaforma di riferimento. Pagherà?

La Valle delle Stelle è diverso non solo perché il suo autore è un outsider dello sviluppo. Il diverso è proprio uno dei temi del gioco. Si inizia con Liam e Maria, i due protagonisti, che arrivano in autobus in campagna alla ricerca di ospitalità per la notte. Non abbiamo intenzione di dire altro, sugli eventi del gioco. Rovinerebbe un prodotto essenzialmente story-driven come quello confezionato da Paolo Rossini (che è quasi una commistione tra l’Avventura Grafica ed il Walking Simulator). E soprattutto non è nel nostro stile, è molto più importante ed interessante parlare non tanto della trama ma di quello che suscita.

Non del mistero ma di come questo è costruito. Se capiamo subito che Liam e Maria nascondono qualcosa, beh, il cosa nascondono arriva a tradimento. E di come proprio quello che segue, sul finale, sia il difetto maggiore dell’esperienza.

A metà tra Walking Simulator e Avventura Grafica, La Valle delle Stelle cade nel problema classico delle esperienze a la Lucas Art

Dopo il plot twist, a ridosso della fine, le cose accelerano. Anche troppo, al punto da sfiorare il nonsenso. Non quello alla Ron Gilbert, degli enigmi a colpi di secchi pieni di fango e polli di gomma con la carrucola in mezzo. Ma comunque una specie di teatro dell’assurdo, dove la morale arriva d’impovviso, lasciando la sensazione che non si riesca a recuperare appieno lo sforzo della semina delle fasi precedenti. Il messaggio dato è giustissimo e condivisibile (in modo molto più supercazzola e molto poco LGBT, Gameromancer tempo fa aveva detto la stessa cosa). Ma arriva di fretta, con modi che sembrano quasi forzati. Peccato, perché non stiamo parlando di un tema da film su Italia 1 al sabato pomeriggio, ma qualcosa di tremendamente vero ed attuale.

Qualcosa che insomma è sacrosanto che un medium come il videogioco, che per l’essere umano ha fatto e può fare tanto del bene, venga affrontato. Arrivati nel 2020 politica e attualità non possono essere lasciati fuori dalla porta, nemmeno quando pad alla mano – o in questo caso, sotto le dita che corrono sul touch screen. E che una presa di posizione di questo tipo arrivi da qualcuno che di fatto si è avvicinato allo sviluppo dei videogiochi solo tre anni fa, è un bel segnale.

La Valle delle Stelle non ha paura di parlare di politica, in un certo senso

la valle delle stelle character design
Ok boomer

Viene quasi da chiedersi se Paolo Rossini abbia capito più dei videogiochi di tanti che videogiocano da anni… Ma ecco, sicuramente in questo frangente l’idea supera la realizzazione. Cosa che non si può dire invece per gli aspetti artistici de La Valle delle Stelle e del suo character design diverso. I modelli dei personaggi a schermo sono tutto sommato un po’ grotteschi, con le loro proporzioni dilatate (le braccia quasi oblunghe) e una fisionomia squadrata, ma non low-poly. La mancanza di dettagli sui loro volti completa il quadro, confezionando qualcosa di desueto ma che dal punto di vista artistico è davvero accattivante. Anche perché è in combinata con un doppiaggio assolutamente fuori dal comune, fatto (al di là che dallo stesso Paolo) da maestranze del settore che riescono a rendere tutto più vivido.

la valle delle stelle character design diverso
Un esempio del character design diverso de La Valle delle Stelle

E ci si stupisce anche allargando il quadro, abbandonando l’arte ed entrando nella tecnica. La Valle delle Stelle si comporta bene anche da questo punto di vista, eccettuato qualche problema iniziale – se si gioca su iPhone piuttosto che su iPad – con l’apertura dell’inventario che interferisce con una gesture del sistema. Ci si sorprende nel mandare Liam addosso a Maria e vedere che in caso di impatto questo si ferma, ed è costretto a fare il giro per evitare l’ostacolo. Senza compenetrazioni di poligoni o attraversamenti fantasma. Un lavoro da questo punto di vista che non si può che definire curato, e che certifica ancora una volta l’affidabilità e la versatilità di un engine come Unity.

Verdetto
7 / 10
Un ottimo nome per un B&B
Commento
La Valle delle Stelle è prigioniero di un limbo: da una parte ci sono tutti i suoi aspetti sorprendenti, il doppiaggio di livello assoluto ma anche la realizzazione tecnica e il suo character design. Dall'altra... Dall'altra siamo nei pressi della demo tecnica, di un pitch prodotto per mostrare le potenzialità (e le capacità) del suo autore in attesa di poter sviluppare dell'altro, un sequel (spirituale o diretto, come promesso dai crediti a fine gioco) o un altro progetto su questa falsariga. Di certo i colpi ci sono, il taglio cinematografico e il gameplay alla Broken Sword funzionano. Serve solo un contesto più grande da dove uscir a riveder le stelle
Pro e Contro
Tecnicamente solido
Character design interessante
Ottimo doppiaggio

x Praticamente un pitch
x Finale frettoloso