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Recensione HyperDevotion Noire: Goddess Black Heart

HyperDimension Neptunia è una serie in esclusiva PlayStation, riservata ad un pubblico di nicchia, la serie di GDR giapponese è giunta ormai al quinto capitolo in Europa (con un sesto in arrivo quest’estate) mentre nella sua terra natale è pronta ad esordire su PS4 il prossimo Aprile.
Le quattro dee create da Idea Factory e Compile Heart e la nutrita schiera di comprimari femminili che popolano il mondo di GamIndustri è riuscita a ritagliarsi un posto nel cuore degli amanti dell’animazione giapponese e degli Action RPG.
Dopo Producing Perfection, spin-off musicale della serie uscito lo scorso anno, arriva, sempre su PlayStation Vita HyperDevotion Noire: Goddess Black Heart, disponibile dal prossimo 27 Febbraio.
Come intuibile dal titolo, la protagonista di questo spin-off è Noire, la controparte umanizzata di PlayStation, dea di Lastation e spadaccina provetta. Sarà riuscita la ragazza dai capelli neri a spodestare Neptune nei cuori dei giocatori?

L’EpoPpea di Noire

HyperDevotion Noire è ambientato a Gamarket, un mondo diverso ma allo stesso tempo molto simile rispetto a Gamindustri (continente in cui si svolgono le vicende della serie principale), anche qui infatti, il popolo è fedele al gaming e ognuna delle quattro capitali è guidata da una Dea.
A seguito di una delle consuete battaglie tra dee, Histoire (la consigliera di Neptune) viene lasciata indietro dopo la vittoria di Noire, restando alla Basilicom di Lastation mentre la mora protagonista pensa alla prossima mossa.
Una viandante di nome Eno (che ricorda fin troppo ArFoire) suggerisce a Noire di attivare un particolare antico congegno causando la dispersione di tutto lo Share (gli indici di gradimento) di Gamarket, depotenziando le dee e lanciando l’intero paese nel caos.
Capito lo sbaglio, Noire incontrerà un “giocatore errante” che altri non è che la nostra controparte videoludica grazie alla quale recupererà la possibilità di trasformarsi in Black Heart, e libererà la capitale di Lastation dall’invasione dei mostri.
Il giocatore verrà eletto Segretario della ragazza e l’accompagnerà nel recupero degli Share persi, in un viaggio che toccherà tutte le capitali di Gamarket, con l’aiuto delle altre tre dee e delle generalesse.

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La trama di HyperDevotion Noire è divisa in capitoli, frammentati a loro volta da missioni principali in cui vi sarà richiesto di soddisfare determinate condizioni, che vanno dallo sconfiggere tutti i nemici o il generale di turno, e secondarie, che potranno essere ripetute più volte, per raccogliere materiali o fare esperienza con le eroine.

il punto forte sono le eroine

Come nella serie principale, la trama non si distingue per grandi colpi di scena, ed è costellata da lunghi dialoghi e molto fanservice ( forse anche più del solito): il punto forte sono nuovamente i personaggi, ben caratterizzati e pronti a conquistare il giocatore.
Oltre a Noire, che in questo esordio da protagonista rafforza tutte le qualità viste in Hyperdimension, ritroviamo anche Neptune, capace ancora una volta di infrangere la quarta parete e di far pesare (sia agli sviluppatori che ai comprimari) come non sia la protagonista, Blanc e Vert mentre vengono introdotte numerose nuove personificazioni di serie videoludiche, ognuna col ruolo di Generale di una zona.

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Ogni Generale è caratterizzato sia visivamente che storicamente, trasformando ogni dialogo dedicato in una caccia alla citazione e alla serie di provenienza: tra le varie nuove presenze troviamo Moru (Monster Hunter) cacciatrice professionista, Estelle (Dragon Quest) in marcia per una missione leggendaria, Lid ( Metal Gear Solid) spia professionista che usa degli scatoloni per nascondersi, fino a formare un party di oltre venti personaggi totali.

Fuori dal letto nessuna pietà

HyperDevotion Noire si differenzia da HypeDimension Neptunia non solo per la trama e la protagonista, ma anche per il genere videoludico: il titolo di Sting è infatti uno strategico a turni, molto simile a Disgaea, Fire Emblem e Final Fantasy Tactics.
Ogni missione vi metterà di fronte ad un’arena a scacchiera, con diversi dislivelli, ostacoli e mostri da affrontare.
Il giocatore potrà schierare le sue unità a seconda degli obiettivi (alcune saranno obbligatorie in quelle dedicate alla storia) e prima di cominciare la battaglia potrà analizzare il terreno di gioco per individuare eventuali scrigni o per modificare gli attributi elementari delle eroine.
Le unità hanno infatti la possibilità di venire equipaggiate con cristalli elementari (all’inizio di ogni battaglia o nell’hub principale) in modo da poter infliggere danni a seconda dell’elemento avversario, seguendo una meccanica Carta/Forbice/Sasso ( in questo caso Fuoco/Vento/Tuono/Ghiaccio), anche i suddetti scrigni potranno appartenere ad uno dei tipi presenti, e saranno apribili solo con un attacco dell’elemento adeguato.

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Ogni turno vi permetterà di muovere ognuna delle eroine e, qualora voleste, di attaccare utilizzando un attacco fisico o speciale, sollevare oggetti per crearvi un percorso, utilizzare un item o trasformare le dee nelle loro HDD form.

Uno strategico profondo e ben ideato

A differenza della serie principale la HDD form in HyperDevotion Noire sarà a tempo limitato (tranne dove richiesto dalla trama) concedendovi solamente tre turni per attaccare con enorme potenza o muovere le ragazze volando sulla scacchiera.
Tornano anche i Lily Ranks, questa volta ancora più importanti rispetto alla serie madre:mettendo due unità adiacenti tra loro, e utilizzando una mossa speciale, le eroine si baceranno (baci soft sulla guancia) e otterranno un Lily Boost, utile per le devastanti mosse finali o per evocare nuove pedine in campo.
Tutte queste piccole meccaniche danno vita ad uno strategico profondo ed equilibrato: la possibilità di ripetere le missioni della storia con qualsiasi unità garantisce inoltre ulteriore varietà alle arene che, a differenza della serie principale, risultano diversificate tra loro grazie ai diversi ostacoli e nemici che si pareranno di fronte a Noire e compagne.
Per migliorare le prestazioni delle unità, nell’hub principale troviamo due strutture importanti, una dedicata alla creazione di oggetti (per cui servirà raccogliere materiali dagli scrigni o dai nemici sconfitti, decretando necessario il farming nelle missioni) ed una per i CD, già visti nella serie Re;Birth, che garantiranno power up e bonus vari.

Oh mia Dea!

Al di fuori delle missioni, la maggiorparte del tempo vi ritroverete a Lastation, in quello che è a tutti gli effetti l’Hub Principale di gioco, nella piazza al centro dello schermo, ritroverete molti dei NPC conosciuti nella serie originale, che si lamenteranno del fatto che Neptune non sia la protagonista, o vi strapperanno qualche risata grazie alle immancabili citazioni videoludiche che hanno resa famosa l’IP di Idea Factory e Compile Heart.

purtroppo la parte date sim è solo abbozzata

Oltre agli edifici già citati, a Lastation è presente un negozio dove acquistare materiali e strumenti, ottenendo in cambio punti Sim, da utilizzare nella Basilicom per la modalità SimNoire.
SimNoire è un simulatore d’appuntamenti dove, impersonando il segretario, potrete stringere amicizia con Noire risolvendo le richieste dei cittadini o ordinando nuovi oggetti per abbellire l’edificio (in cambio dei succitati punti).
Purtroppo, sebbene gli eventi sbloccabili aiutino a caratterizzare meglio l’amata protagonista, il simulatore risulta solamente abbozzato, rimanendo un semplice extra al vero e proprio fulcro del gioco (la parte strategica).
Chiude il cerchio di edifici presenti a Lastation il CPU Hotel, ove troverete la raccolta di artwork, video e musica, e potrete attivare degli eventi extra con le altre eroine, a seconda del livello di Lily Rank raggiunto nelle battaglie.

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Piccole Dee portatili

Sul lato tecnico HyperDevotion Noire propone un nuovo approccio stilistico e grafico: sebbene le scene di intermezzo siano offerte con lo stesso motore di Re;Birth durante le battaglie vi troverete di fronte a versioni chibi in 3D delle protagoniste, con enormi testoni e corpi minuscoli,

un nuovo approccio stilistico

questo nuovo stile rende il tutto più “Cartoon” e trasforma le tecniche speciali in vere e proprie sequenze animate molto divertenti.
Il gioco è completamente in inglese, e presenta il doppio audio ( inglese-giapponese) come di consueto il doppiaggio anglosassone non riesce a donare la stessa esperienza “moe” di quello originale, inoltre la voce della protagonista è di Asami Imai, che presta le sue corde vocali anche all’opening del titolo.
La colonna sonora si attesta sullo stesso livello della serie principale, regalando anche qualche brano remixato per l’occasione ( il theme di Lastation) e accompagnando il giocatore durante le battaglie senza distrarlo dagli avvenimenti.
Purtroppo anche HyperDevotion Noire non utilizza al meglio i controlli Touch di PlayStation Vita, limitandosi a qualche selezione e al file di salvataggio, quest’ultimo è disponibile in qualsiasi momento, rendendo il titolo di Sting il più portatile della serie.

Verdetto
8 / 10
L'unica dea a cui rivolgo le mie preghiere
Commento
HyperDevotion Noire è uno strategico a turni che si discosta completamente dalla serie principale, offrendo un ottimo punto d'inizio per chi vuole avvicinarsi alle dee di Compile Heart e Idea Factory. Allo stesso tempo è un ottimo spin-off dedicato a tutti gli amanti della Dea di Lastation, con meccaniche profonde e ben studiate e dialoghi per una volta non troppo lunghi e invasivi. Purtroppo la parte Sim-Date è solamente abbozzata, non regalando quasi mai l'impressione di legare davvero con la giovane eroina. Fortunatamente le schermate di puro fanservice compensano a sufficienza questo difetto. Speriamo vivamente Sting e Idea Factory ci propongano presto un seguito, perchè di Noire non ne abbiamo mai abbastanza.
Pro e Contro
Sistema di combattimento ricco e interessante
Personaggi ben caratterizzati

x Meccaniche sim-date da rivedere
x Controlli touch poco sfruttati