Lunediscord #1: Je suis Valve

Recensione Ghostbusters (Videogame 2016)

Per quanto negli ultimi anni sia diventata una pratica desueta, i videogiochi hanno molto spesso accompagnato pellicole cinematografiche, specie se di un certo tipo, alla loro uscita pubblica: poteva quindi il nuovo Ghostbusters fare a meno del suo tie-in? Se avete già guardato il voto in fondo alla recensione avrete capito che la risposta è “probabilmente si”, ma andiamo con ordine e vediamo cosa non ha funzionato.

Versione testata: Xbox One

There’s something strange in the neighborhood
Non si gioca nei panni del nuovo cast al femminile, ma dei membri di una “squadra b” di acchiappa fantasmi

Abbiamo poco fa definito questo Ghostbusters un tie-in del film in prossima uscita nelle sale italiane: la definizione è essenzialmente corretta, visto che il titolo è ambientato nell’ “universo narrativo” della nuova pellicola, ma in ogni caso ne prende le distanze presentando quattro acchiappa fantasmi “di riserva” e raccontando vicende diverse. I quattro sostituti, due donne e due uomini, si troveranno a dover far fronte alle minacce di fantasmi, demoni e altre manifestazioni del genere che colpiscono la città, mentre il team principale (quello del film) è assente. Il tutto si può riassumere così, con delle missioni che iniziano con la chiamata del committente, condita da qualche battuta più o meno sarcastica (e più o meno riuscita) da parte dei protagonisti prima di arrivare sul posto e ripulire l’area, per poi ricominciare l’iter fino a completare tutto il pacchetto di attività proposto.

There’s something weird and it don’t look good
Non c’è in pratica nessuna progressione: l’esperienza dice già tutto nelle prime battute

Se le primissime missioni di gioco lasciano intravedere un quadro non poi così desolante, man mano che l’esperienza prosegue emerge prepotentemente il più grande difetto di Ghostbusters: praticamente tutto quanto il gioco ha da offrire è visibile e sperimentabile fin da subito, rendendo il tutto estremamente ripetitivo e privo di qualsiasi tipo di guizzo o incentivo a proseguire. Si, è presente (come vedremo a breve) una sorta di albero delle abilità in cui spendere i punti elargiti dal gioco alla fine di ogni missione, ma si tratta di bonus come danni aumentati e tempo di surriscaldamento delle armi ridotto, piuttosto che di vere e proprie nuove abilità capaci di cambiare faccia all’esperienza e di dare il senso della progressione. Ad ogni modo, dal punto di vista ludico Ghostbsusters si presenta come uno sparatutto twin stick da giocare con un massimo di altri tre amici, rigorosamente in locale data l’assenza di multiplayer online, seguendo l’impostazione classica del genere. Lo stick sinistro manovra i movimenti, l’altra levetta permette di direzionare l’arma e il grilletto destro aziona il fuoco tipico di ognuno dei quattro personaggi (si spazia da classiche pistole fino ad un gatling, tutto rigorosamente ai protoni). La dotazione dei giocatori è completata dall’immancabile fucile ai protoni, utile per catturare alcuni fantasmi tramite un minimigioco abbastanza anonimo (si mira, si spara e si inclina la levetta destra nella direzione indicata a schermo, e occasionalmente si preme il grilletto per “sbattere” il fantasma a terra prima di poter lanciare la trappola) e da una granata, anche questa unica per ogni personaggio, che dopo il lancio si ricaricherà in un certo tempo.

Insomma, ci si annoia in breve

È infine possibile eseguire, per distanziare maggiormente i nemici o (soprattutto) per cercare di rendere più veloce i lenti spostamenti dei protagonisti, una rotolata, anche questa soggetta ad un breve tempo di cooldown. Il tutto, come detto, viene immediatamente a noia quando si capisce che non c’è altro, nessuna nuova abilità o arma extra che cerchi di scuotere l’esperienza dal suo torpore, compito in cui falliscono anche i nemici proposti dal gioco, visto che non riescono mai ad essere un serio pericolo per i partecipanti alla partita (e, in caso qualcuno esaurisca la salute, basta avvicinarsi e rianimarlo) per via di un’IA sicuramente non particolarmente brillante e tutto sommato abbastanza prevedibile.

Le alternative alle sparatorie con zombie e demoni o al minigioco di cattura del “boss” di turno, sulla carta, dovrebbero essere rappresentate dalla componente esplorativa pensata per il titolo: il d-pad permette di attivare un radar in grado di captare e far palesare alcuni portali, elargendo punti o svelando kit medici (che ricaricano la salute di tutta la squadra). Il problema? Gran parte di questi elementi è sul percorso principale, e le deviazioni presenti non sono invitano certo il giocatore a percorrerle, data la lentezza e l’impaccio dei movimenti degli acchiappa fantasmi.

An invisible man sleeping in your bed
La performance tecnica è forse l’aspetto più riuscito

Se c’è un aspetto in cui Ghostbusters riesce a convincere, pur non sorprendendo, è quello tecnico: l’esperienza, di certo non messa a dura prova da un’azione frenetica come quella vista qualche mese fa da Alienation (stesso genere, ma tutt’altra storia dal punto di vista della resa), è comunque sicuramente fluida e non ci è capitato di incappare in bug o in altri problemi di sorta. Anche visivamente il titolo mostra un certo carattere, grazie ad un cell shading non spacca mascella ma ben realizzato. Sul fronte sonoro invece nessuna particolare sorpresa, se non un utilizzo del tema principale del primo storico film (firmato Ray Parker Jr.) ai limiti dell’abuso. Un peccato, perché con qualche attenzione in più (e magari chiudendo un occhio sulla caratterizzazione un po’ stereotipata dei personaggi, anche dal punto di vista della dotazione da acchiappa fantasmi) ci avrebbe permesso di parlare di un tie in non ottimo, ma capace di far ingannare dignitosamente un po’ di tempo agli appassionati.

Verdetto
5.5 / 10
Qualcuno ha incrociato i flussi durante lo sviluppo
Commento
Non un brutto titolo in senso assoluto quindi (la performance, ad ogni modo, dal punto di vista tecnica e buona ed in massima parte esente da "capricci" e bug vari), ma sicuramente non un titolo particolarmente brillante o divertente. Questo tie-in di Ghostbusters non riesce a centrare, videoludicamente, il punto perchè in buona sostanza si limita ad abbozzare delle meccaniche lente ed impacciate, che assieme ad un prezzo non indovinatissimo (il mercato offre twin stick shooter più riusciti a prezzi più abbordabili) tarpano definitivamente le ali ad un'esperienza che comunque dice in pochissimo tempo quello che aveva da dire.
Pro e Contro
Buona performance tecnica

x Progressione assente
x Annoia in breve
x Prezzo forse eccesivo