Lunediscord #1: Je suis Valve

Recensione 3D Sonic The Hedgehog 2

Ai lettori più giovani farà probabilmente specie leggerlo, ma a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90 la console war era decisamente più sentita. Protagoniste indiscusse di quegli anni sono state sicuramente Nintendo e Sega, che prima dell’avvento di Playstation si contendevano il trono del vincitore sfidandosi colpo su colpo. Impossibile non citare il marketing aggressivo (Genesis does what Nintendon’t) o i vari dualismi tra le due case sfociati poi nel confronto tra le due rispettive mascotte Mario e Sonic, in competizione anche senza il bisogno di partecipare ai giochi olimpici invernali. La storia ha poi visto l’idraulico riuscire ad adattarsi ai tempi che cambiano, muovendosi abilmente tra le due e le tre dimensioni e conservando il suo successo fino ad oggi, mentre il porcospino blu arrancava assieme alla sua casa madre alternando titoli disastrosi ad episodi più riusciti. M2 oggi ripropone su 3DS uno di questi ultimi, Sonic the Hedgehog 2: dopo l’ottimo lavoro fatto sugli altri 3D Classics il team giapponese si riconfermerà ancora una volta?

Teste d’uovo
Come d’obbligo per quegli anni, la narrazione passa in secondo piano rispetto al giocato

Classe 1992 ed uscito in origine su Sega Mega Drive (ma negli anni riproposto su praticamente qualunque altra piattaforma), questo secondo capitolo delle avventure del porcospino blu si ricollega direttamente al capostipite della serie: al malvagio Dr. Eggman (o se preferite Robotnik) non è bastata la lezione subita l’anno prima, ed è tornato con un piano ancora più diabolico. Lo scienziato è infatti deciso a tramutare gli animali che abitano Mobius in un esercito di macchine al suo servizio, i Badniks, mettendo insieme un’armata e schiavizzando le creature per costruire la sua arma definitiva, il Death Egg. Questa volta al fianco di Sonic ci sarà anche la new entry Miles “Tails” Prower, una volpe dotata di due code.

La narrazione, come dopotutto imponeva il canone di quegli anni, è praticamente relegata al libretto delle istruzioni e quasi del tutto trascurata in-game, dove la parte del leone è recitata dagli aspetti ludici del prodotto. In questa riedizione però, come già accaduto per altri classici Sega, M2 ha aggiunto la possibilità di affrontare liberamente i livelli presenti nel pacchetto, permettendo quindi una libera fruizione che sicuramente farà piacere a chi ha già sviscerato in lungo ed in largo il titolo negli anni.

Rolling around at the speed of sound
Sonic the Hedgehog faceva della velocità il suo marchio di fabbrica. Il sequel non poteva che puntare al rialzo

Protagonista indiscusso dell’esperienza è quindi il gameplay, che per quanto si vada ad inserire nel genere del platform a due dimensioni è, soprattutto per l’epoca, davvero un prodotto completamente diverso rispetto a quanto si può osservare dalle parti della concorrenza: laddove Super Mario Bros. puntava sull’ordine e sulla precisione della manovra, il primo Sonic the Hedgehog anche a costo di risultare più grezzo aveva nella velocità la sua missione. Questo secondo capitolo porta all’estremo questa filosofia, introducendo meccaniche come l’iconico Spin Dash, la “rotolata” eseguibile premendo la freccia direzionale in basso ed il tasto per il salto e arrivando quasi alle soglie dell’esagerazione con la trasformazione in Super Sonic. Raccogliendo i sette smeraldi del chaos, disseminati il altrettanti livelli bonus (di cui parleremo tra un attimo) accessibili raccogliendo 50 anelli e poi attivando un check-point, il protagonista può infatti accedere a questa particolare forma che, se da una parte lo rende quasi invulnerabile (si può comunque morire rimanendo troppo tempo sott’acqua o finendo “fuori” dallo schermo) rende la manovra estremamente frenetica sacrificandone un po’ la precisione. Rovescio della medaglia quasi strategico, visto che lo stadio super “consumerà” costantemente gli anelli raccolti ed una volta arrivati a zero interromperà la trasformazione.

Porcospini eclettici
I livelli bonus si differenziano parecchio da quelli “normali”

Il level design dei mondi proposti, 11 in totale, spazia dalle pianure di Green Hill fino ad arrivare dentro la personale “Morte Nera” di Eggman (il Death Egg), passando attraverso fabbriche, templi sommersi e anche una zona a tema casinò. Generalmente suddivise in più atti (ad eccezione delle ultime tre) alla fine di ogni zona Sonic troverà ad aspettarlo il boss di turno, che spesso e volentieri altri non è che Robotnik stesso a bordo di qualcuna delle sue strambe creazioni. A questi vanno poi aggiunti i citati livelli bonus, uno per ciascun smeraldo del chaos, che cambiano ancora la formula: l’inquadratura passa alle spalle del protagonista, quasi a diventare tridimensionale (e forse anche per questo particolarmente riusciti quando si parla della resa del 3D stereoscopico), ed i mondi si sviluppano come lunghi tunnel dove per andare avanti bisogna raccogliere di volta in volta la quota di anelli richiesta stando attenti a non scontrarsi con le mine disseminate lungo la pista, il tutto ovviamente muovendosi con la velocità che contraddistingue il prodotto (e senza la possibilità di rallentare).

Ma Knuckles?
Manca la possibilità di giocare come Knuckles

Come ormai tradizione per questa serie 3D Classics, M2 non ha dimenticato di inserire qualche extra ad uso e consumo dei più appassionati: si può scegliere se giocare la versione internazionale del titolo o quella giapponese, selezionare l’effetto 3D (Fall-in o Pop-out), cambiare tra lo screen mode classico e quello normale e anche scegliere tra l’emulatore Mega Drive o Mega Drive 2. Non manca nemmeno una modalità per due giocatori, in cooperativa (col secondo giocatore ad impersonare Tails) o in competitivo, affrontando tre stage (più uno speciale) sfidandosi all’ultimo punto. L’unica defezione (che siamo sicuri farà storcere un po’ il naso soprattutto ai fan della serie) è insomma la mancanza di un opzione per giocare nei panni di Knuckles, extra originariamente aggiunto grazie alla funzione Lock-on che permetteva di “agganciare” una vecchia cartuccia ad un titolo che supportasse questa funzione.

Verdetto
9 / 10
Alla faccia di Sonic Boom
Commento
Con 3D Sonic The Hedgehog 2, anche grazie all'eccellente base di partenza, M2 riesce a confezionare un'altra puntata della serie 3D Classics davvero imperdibile. Un platform veloce, fluido e dannatamente riuscito sia sul fronte ludico che dal punto di vista del level design, complici un comparto visivo che approfitta al 100% della "libertà di spettro" data dalle ambientazioni e un sonoro ancora oggi capace di insinuarsi nella testa del giocatore. L'unico neo è l'assenza di Knuckles, che avrebbe impreziosito sia la "campagna" in singolo che le modalità multigiocatore e fatto felice più di qualche fan
Pro e Contro
Ancora un grandissimo titolo
Il solito ottimo lavoro di conversione
Più di qualche extra...

x ... Ma non si può giocare nei panni di Knuckles