Dopo anni di attesa, la tetralogia dei Rebuild di Hideaki Anno ha finalmente una conclusione con Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time. Siccome questo film è di durata superiore alla media e tende a chiarire molti punti dei predecessori, vi aiutiamo con questo articolo che spiega nel dettaglio il finale.

Per sapere invece come si conclude la serie originale, potete leggere il nostro pezzo che dettaglia come finisce Neon Genesis Evangelion.

Gli altri Rebuild della serie

Evangelion: 1.11 You Are (Not) Alone

Il film è uscito nel 2007, scritto e diretto da Hideaki Anno e dall’appena nato Studio Khara. È il primo dei quattro film della tetralogia dei Rebuild of Evangelion, basati appunto sulla serie originale Neon Genesis Evangelion.

Shinji Ikari è un ragazzo quattordicenne che viene contattato dal padre che non vede da tempo, Gendo. Si ritrova quindi a Neo Tokyo-3, deserta a causa di un’emergenza: un essere chiamato “Angelo” sta attaccando la città e le forze militari della Nazioni Unite cercano di tenerlo a bada.

Shinji viene salvato dal colonnello Misato Katsuragi, che lo conduce alla base operativa della NERV. Suo padre Gendo, a capo di questa organizzazione, gli chiede di pilotare l’unità Evangelion 01. Il ragazzo inizialmente rifiuta, ma poi cambia idea quando intravede il pilota sostitutivo Rei Ayanami, una ragazza gravemente ferita e non in grado di combattere.

Il ragazzo sale quindi a bordo dell’Eva pronto a fermare l’Angelo. Riesce a sconfiggerlo solo grazie alla modalità Berserk dell’Unità-01, mentre lui perde i sensi. Dopo ciò Shinji viene affidato a Misato e fatto trasferire alla scuola di Tokyo-3, dove cercherà di rifarsi una vita.

In questo periodo altri due Angeli attaccano la città, rispettivamente il Quinto e Sesto Angelo. Nonostante varie difficoltà Shinji riesce comunque a eseguire il suo compito di protettore riuscendo anche a crearsi nuovi e solidi legami.

Questo accade specialmente nella battaglia contro il Sesto Angelo dove il ragazzo si avvicina molto a Rei, sentendo una certa connessione con lei.

l'eva-01 con in mano un mitra

Il film finisce con il risveglio di Kaworu Nagisa, che si trova in una di nove bare sulla superficie lunare. Davanti a lui si staglia un gigante bianco con indosso una maschera adornata da sette occhi.

Kaworu si ritrova poi un monolite davanti a lui, è la SEELE l’organizzazione sotto cui sottostà la NERV. Tra di loro si scambiano una criptica conversazione, con Kaworu che menziona che il “terzo” non è cambiato affatto e che non vede l’ora di incontrare Shinji.

La pellicola è più o meno un remake perfetto di almeno sei episodi serie originale. In certi particolari però, sia micro che macroscopici, si nota che qualcosa è fuori posto e non tutto è come dovrebbe essere.


Il mondo stranamente ha dei segni e rimasugli che, se avete visto The End of Evangelion, difficilmente farete fatica a riconoscere. Lo stesso ordine degli Angeli è cambiato, con alcuni che presentano differenze anche estetiche come Lilith.

Gli stessi protagonisti presentano un carattere leggermente diverso dalla serie. Alcuni di loro sono molto più consapevoli del mondo e dei misteri di esso, come per esempio Misato, che si ritrova anche dei gradi militari in più.

Ovviamente essendo un prodotto con un minutaggio più ristretto, c’è molta enfasi sull’azione e poco approfondimento psicologico, caratteristica della serie di Evangelion.

Evangelion: 2.22 You Can (Not) Advance

Secondo film dei Rebuild, uscito nel 2009 e sempre diretto da Anno. Questa volta nel suo inizio ci ritroviamo un personaggio del tutto nuovo all’interno della cosmologia della serie. Il nuovo personaggio è Mari, una ragazza pilota di Eva.

Shinji, nel frattempo, ha un veloce incontro col padre davanti alla tomba della madre Yui, in cui i due sembrano avvicinarsi.

Appena tornato dall’incontro con Gendo assiste poi alla comparsa del Settimo Angelo, ingaggiato e sconfitto dall’Eva 02 appena approdato in Giappone. Il suo pilota è Asuka Shikinami Langley, una ragazza dai capelli rossi e di origine americana.

Successivamente il trio di piloti affronterà l’Ottavo Angelo, sconfitto grazie ad un lavoro di squadra. Il Nono Angelo invece si insedierà nell’Unità-03, nuovo Evangelion proveniente dall’America ed affidato ad Asuka. L’Eva che è ormai fuori controllo deve essere fermato e solo Shinji può farlo.

Il ragazzo sapendo che Asuka è ancora a bordo si immobilizza, finendo quasi ucciso. È proprio in questa circostanza che viene attivato il Dummy System, un autopilota che finisce che fare a brandelli lo 03 sotto gli occhi increduli di Shinji.

Dopo questo episodio deciderà quindi di non voler mai più pilotare un Eva, così da non ferire le persone a lui care. Nel frattempo appare il Decimo Angelo, il più forte finora. Neanche Mari a bordo dello 02 nella sua nuova modalità “The Beast” riesce a fermarlo.

L'evangelion in modalità berserk

Rei, in un attacco suicida, si lancia con una testata N2 insieme allo 00 e viene divorata dall’Angelo, così Shinji decide di salvarla. Corre allo 01 e si lancia in un attacco furioso, che però ha fine a causa della batteria limitata dell’Eva. Dopo essere stato ferito gravemente il ragazzo, ancora più determinato, innesca la modalità Berserk dell’Unità-01.

Riesce quindi a salvare Rei, entrando nelle profondità del nucleo dell’Angelo stesso. L’Eva però assorbe il nemico, aprendo la Camera del Guf ed iniziando il Third Impact. Il film però ha fine con Kaworu che discende dal cielo, impalando lo 01, e ponendo fine all’inizio di una tragedia.

Il secondo film a differenza del primo comincia a prendere tutt’altra strada rispetto alla serie originale. Innanzi tutto, abbiamo la comparsa di un personaggio inedito, Mari. Quest’ultima sembra sapere molte cose, che però tiene nascoste. Per esempio, l’appellativo Gendo-kun ci fa intuire che i due si conoscano da tanto oppure “l’odore diverso” che attribuisce a Shinji quand’egli scatena l’Impact.

Lo stesso Shinji sembra molto più deciso in questo film, sa benissimo cosa vuole e come ottenerlo, non avendo paura di mettersi in gioco. I personaggi che ruotano attorno a lui sono anch’essi molto più propensi verso di lui, in particolare Asuka e Rei.

Il Third Impact stesso è completamente diverso dalla serie. Prima di tutto ci sono quattro Adams e non uno. L’Eva-01, dopo aver assorbito l’Angelo, ne assume le sembianze. Sembra infatti un gigantesco uomo luminescente dotato di ali.

Evangelion: 3.33 You Can (Not) Redo

Terzo film dei Rebuild, rilasciato nel 2012. Inizialmente doveva essere distribuito insieme al quarto ed ultimo, entrambi in versione da 45 minuti, ma divenne un progetto troppo grande e sono stati poi separati.

Il film inizia con Asuka e Mari nell’atmosfera terrestre intente a recuperare una specie di sarcofago dove è stata rinchiusa l’Unità-01. Vengono poi attaccate da un Angelo, ma riescono a vincere ed a portare lo 01 in salvo.

Shinji viene quindi fatto uscire dall’unità ed è assistito da Sakura Suzuhara, la sorella minore di Toji. Il ragazzo riceve inoltre una fredda accoglienza, in cui gli viene messo un collare a controllo remoto e detto che non può più pilotare un Eva.

I vecchi membri della NERV sono infatti diventati parte della WILLE, una nuova organizzazione che punta a distruggere tutti gli Evangelion. Sono inoltre passati 14 anni dagli eventi precedenti e tutti sono invecchiati eccetto Asuka, a causa della “Maledizione degli Eva”.

All’improvviso Rei Ayanami attacca la base invitando Shinji a seguirla. Il ragazzo, data la sua accoglienza e la voglia di rivedere Rei, la segue senza esitazione. Si trova quindi in quello che rimane della base della NERV completamente solo.

Rei non è più quella che lui conosceva, essendo un nuovo clone, e questo lo destabilizza. Trova però una nuova persona con cui avere compagnia, Kaworu Nagisa. Il ragazzo, profondamente gentile con lui, lo invita spesso a tenere delle sessioni di piano insieme.

Shinji e Asuka

I due sviluppano un profondo legame insieme ma nonostante tutto Shinji è ancora preoccupato per i suoi amici. Kaworu quindi decide di mostrargli le conseguenze del Third Impact. Effettivamente l’Impact è avvenuto ma non come si era visto nel film precedente.

Gendo presenta a loro due l’Evangelion 13, un’unità a doppio pilota. I due salgono dunque nell’Unità e si dirigono nel Central Dogma, dove si trovano le due lance Longinus e Cassius. Kaworu, infatti, convince Shinji a discendere con lui dicendogli che le lance possono riparare ai danni fatti dall’Impact.

Vengono però attaccati da Mari ed Asuka che tentano di fermarli invano. Qualcosa però non quadra, le due lance secondo Kaworu dovrebbero essere diverse, ma invece sono perfettamente identiche. Shinji però lo ignora e le estrae, innescando un nuovo Impact.

Kaworu quindi si toglie la vita cercando di fermare l’Impact, essendo lui un Angelo. Il trigger in questo caso però è Shinji. Per fortuna Mari compare e lo espelle dall’Unità, fermando il disastro. Il film termina con Asuka che trova l’Entry Plug di Shinji, conducendolo in un deserto rosso insieme a Rei. La ragazza vuole portarlo “dove sono i Lilin”.

Questo film sovverte tutte le precedenti aspettative. Ci ritroviamo 14 anni dopo frastornati da quello che succede, con lo spettatore nel POV di Shinji. Infatti il ragazzo non capisce affatto quello che stia succedendo, cadendo in una spirale di frustrazione, proprio come lo spettatore.

La pellicola non cerca di dare qualche risposta, ma anzi continua per tutto il minutaggio ad aggiungere domande. Dà quindi un risultato molto spaesante, che solo grazie al prossimo film potrebbe trovare un senso.

Finale di Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time

Dopo la prima ora di apparente calma ed approfondimento dei personaggi il film mette l’acceleratore e ci catapulta in quella che è a tutti gli effetti la conclusione di tutto.

Shinji passa quasi tutta la parte del film nell’autocommiserazione di sé stesso, mentre Asuka e Rei cercano di adattarsi alla vita del villagio che li ha accolti. Un brusco confronto con Asuka, unito a giorni e giorni di rimurginamenti, portano però qualcosa a cambiare nel ragazzo, soprattutto grazie alle ultime parole che scambia con Rei.

Rei, che non è nient’altro che un clone, muore senza “manutenzione” davanti agli occhi di Shinji. Il ragazzo decide quindi di unirsi alla WILLE per fermare la NERV, salendo insieme ad Asuka sulla Wunder. Si dirigono quindi in Antartide, il luogo dove si trova Gendo Ikari, nonché il luogo dove avvenne il Second Impact.

Appena arrivato vengono in contatto con Fuyuzuki contro il quale hanno una battaglia tra due navi spaziali. La flotta nonostante le difficoltà oltrepassa lo stormo di Eva Infinity ed arriva al quartier generale della NERV, dove vengono lanciate Asuka e Mari.

La due superano gli Eva Serie Sette grazie ai loro sforzi combinati arrivando all’Unità-13, ancora inattiva. Asuka disattiva quindi il suo inibitore per diventare un vero e proprio Angelo, in modo da conficcare una lancia artificiale nell’Unità-13 e disattivarla.

L'eva 01 con la lancia di Cassius

Neanche questo però riesce a fermare l’Unità 13, che si riattiva e mette fuori gioco Asuka. Ormai in forma Angelo, la ragazza può essere assorbita, facendo così iniziare il Fourth Impact, chiamato anche Another Impact data la sua natura diversa.

Gendo assieme all’Unità si lancia nel Cogito, entrando quindi nell’Anti Universo. Shinji, dopo aver assistito alla scena, decide che è il momento di risalire sull’Eva. Inizialmente lo staff della Wille è poco fiducioso, ma la determinazione del ragazzo unita ad una sua nuova maturità li faranno presto cambiare idea.

Shinji, accompagnato da Mari, si tuffa quindi nell’Anti Universo dove si trova suo padre Gendo. Al suo interno non è difficile trovarlo, nonostante i suoi salti quantici. Il ragazzo raggiunge quindi l’Eva-01 dove si trova ancora Rei e lo riattiva, con una sincronia prossima all’infinito.

Parte quindi la battaglia tra i due, uno scontro ideologico che fisico, poiché nell’Anti Universo nessuna delle classiche leggi che ci governano esistono. Le due Unità sono inoltre due lati della stessa medaglia, ottenendo uno scontro perfettamente sincrono.

Intanto Misato si lancia in un attacco suicida contro la gigantesca Rei che si era formata. Grazie a questo però si forma una terza lancia, Gaius, diversa dalle altre e con la capacità di riscrivere il mondo.

In pieno stile Evangelion il finale è pregno di introspezione sui personaggi. Shinji ad uno ad uno “chiude” ognuno di loro, dandogli una degna conclusione. Fatto questo, si accinge a sacrificarsi per riscrivere il mondo, ma viene salvato dalla madre Yui che invece si sacrifica insieme a Gendo.

Shinji si risveglia, cresciuto ed in un nuovo mondo senza Eva o Angeli. Si notano tutti i personaggi della serie che ormai vivono la loro normalità. Il film finisce con lui e Mari che corrono via verso una meta non ben definita, mentre animazione e filmati Live Action si fondono in un unica cosa.

Spiegazione del finale: Un cerchio che si chiude

Ventisei anni dopo la prima messa in onda di Neon Genesis Evangelion e a distanza di ben 9 anni dal film precedente Hideaki Anno ci ha lasciato un finale e un’eredità incredibile.

Nello scontro tra Shinji e Gendo si può assaporare il fulcro di quello che è Evangelion e dell’autore stesso. All’interno dell’Anti Universo niente è reale quindi tutto è possibile. Il combattimento avviene in diversi luoghi allo spettatore molto familiari e cari poiché negli anni ha imparato a farli pressoché suoi.

Ed è qui che Anno sfoggia tutto il suo estro creativo, tramite anche tutta una serie di citazioni. Il film, ma anche tutta la serie, è pregna di elementi presi da opere a cui l’autore è molto legato come per esempio Ideon, Devilman o Space Battleship Yamato.

L’inizio del combattimento avviene dunque in una cittadina in miniatura e si può subito notare che qualcosa sia fuori posto. Il modo in cui si muovono le case colpite, e il movimento stesso degli Eva sono palesi richiami ad una delle cose a cui Anno tiene di più: i tokusatsu ed in particolare Ultraman.

Gli stessi set che si susseguono, non sono nient’altro che ammettere due cose. la prima è che Evangelion è una storia ciclica, con dei personaggi che sono lì come attori su un palco ad interpretare sempre lo stesso ruolo. La seconda è ovviamente questa storia è pura finzione, e lo mostrano i set, le telecamere, ricreati fedelmente dagli stessi set reali che Anno ha utilizzato per il motion capture del film.

Il regista non vuole nient’altro che farci capire che è tutto finto e che siamo solo noi a portare nel reale ciò che non lo è. Gendo stesso apre questo discorso, in maniera abbastanza esplicita, quando mostra l’Evangelion Imaginary.

Ad Anno è sempre piaciuto giocare su questi meta significati ed infatti ci spiega tutto questo durante l’avvenimento e la rottura del Fourth Impact, o della Quarta Parete se così vogliamo chiamarla.

La stazione di Ube, città natale di Anno
La stazione di Ube, città natale di Anno che si vede a fine film

Addio a tutti gli Evangelion

È così che Shinji, o Anno in questo caso, dà una degna conclusione a tutti i personaggi. Ha fatto convergere tutte le varie produzioni animate e cartacee dell’opera in questo unico punto di fuga. La serie animata, i film precedenti, lo stesso manga vengono citati ed inseriti in questo finale dando finalmente concretizzazione sia alle ciclicità che ad unica grande storia che diverse spesso in modi diversi.

L’autore stesso ormai è anche più consapevole di sé stesso e non ha paura più di prendere decisioni. Proprio per questo nel film troviamo uno Shinji molto più risoluto, poiché il ragazzo ha sempre in qualche modo rappresentato la psiche di Anno. Lui stesso è sempre stato un otaku che voleva solo isolarsi dal mondo poiché non capito.

Però non ci si può aspettare gentilezza e affetto non ricambiati, o darli a qualcun altro con l’obiettivo di riceverne. Anno ha capito che il vero motore del mondo è l’amore incondizionato, forse soprattutto grazie a sua moglie, che velatamente richiama più di una volta.

Ormai quindi pieno di tutte queste cosapevolezze ed esperienze fatte negli anni, Anno ci saluta. Nel film appunto Shinji ci dice “Addio a tutti gli Evangelion”, che non erano nient’altro li involucri delle persone, anche di noi stessi.

Ed è così che dopo aver cambiato il mondo, distruggendo qualsiasi cosa riguardi gli Eva o gli Angeli, che Shinji si risveglia. Ormai è adulto, ha sconfitto la “Maledizione del Eva”. Tutti i personaggi si ritrovano in questa nuova realtà, senza riconoscersi però, a parte Shinji stesso e Mari.

E proprio quando loro due decidono di andarsene che si assiste alla congiunzione tra finzione, quella che è sempre stata l’opera, e la nostra realtà. Un messaggio chiaro, Evangelion è riuscito da sempre a una parte di noi, ma ora resta solo il nuovo mondo, il nostro mondo.

Enigmatica poi la canzone One Last Kiss di Utada Hikaru, che termina proprio il film con le parole “Ti amo più di quanto tu possa immaginare”. Forse un ultimo messagio di Hideki Anno alla sua opera, che nonostante tutto lo ha accompagnato, ed aiutato, per tutti questi anni.

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