Andrea Mariucci

News+ NEO The World Ends with You, le novità da Nomura

Tetsuya Nomura e parte del team portano novità su NEO: The World Ends with You, a due mesi di distanza dal suo arrivo sugli scaffali. Gli addetti ai lavori hanno rilasciato un’intervista alcuni giorni fa. Si parla dello sviluppo, oltre che delle differenze rispetto al primo capitolo.

Dal nuovo titolo, in uscita il 27 luglio, ci si può chiaramente aspettare qualcosa di nuovo rispetto all’originale ed il suo remix – di cui si è già parlato in passato.

Nuovi personaggi e vecchie conoscenze

A Shibuya, stavolta, si torna nei panni di un reaper. È uscito già da un po’ il trailer che mostra i vari personaggi che incontreremo a questo giro. La lista è davvero lunga, e si lascia intendere che ci saranno delle fazioni rivali. Fra i tanti, Minamimoto e Kariya figurano nel cast. Il primo, in particolare, è incluso fra gli alleati, al contrario del gioco precedente. Le differenze non si fermano qui, però.

Durante l’intervista, Nomura ha parlato di alcuni personaggi principali: Rindo, Fret, e Nagi. A quanto pare, i tre sono stati disegnati da tre illustratori diversi. Mentre sono felice del fatto che stili diversi coesistano, in pieno stile The World Ends with You, una frase mi ha lasciato perplesso. Leggiamo insieme:

“Allora, tre dei personaggi principali sono stati disegnati da persone diverse, cosa che potrebbe diventare la norma nei prossimi giochi, dove ci saranno designer diversi per i personaggi principali.”

“Potrebbe diventare la norma nei prossimi giochi”. Che parli di altre serie? Non lo so. O meglio, non so cosa sperare. Ma forse è meglio parlarne più tardi. Del resto si tratta di una sola frase. Gli è scappato. Non facciamoci caso.

Un cast ben nutrito porta con sé un’altra novità per NEO: The World Ends with You. Oltre ad avere una rete di dialoghi più complessa, in questo capitolo il gioco richiederà il controllo di più personaggi allo stesso tempo. Come si vede nel trailer e sul sito ufficiale, gli scontri saranno in gruppo.

A prima vista non sembra una grande novità. Anche nel primo titolo il giocatore poteva chiedere aiuto ai suoi alleati. In questo caso, però, il sistema sembra ben più strutturato. Non ci sono molti dettagli a riguardo. Tuttavia, sappiamo che si controllerà un buon numero di personaggi per concatenare combo.

Neku, il primo protagonista, e Rindo, il nuovo protagonista

Il combat system del primo capitolo ha un cugino

Oh, un’altra cosa: i tasti e le levette non servono più solo come decorazione per la console. Mentre prima il combat system era incentrato sulle funzionalità touch di Switch, il nuovo titolo farà uso dei controller. La notizia è di certo fonte di sollievo per chi ha sofferto giocando a The World Ends with You – Final Mix in versione portatile, o peggio, con Switch nel dock.

La questione dell’unicità della serie viene a galla più volte durante l’intervista. Nel caso dei controlli e del combattimento, Nomura e il team spiegano che l’abbandono del touch screen sia compensato dagli scontri in gruppo. La cosa dovrebbe mantenere il gioco ‘unico’, o comunque con un’identità ben definita. Un po’ come il suo predecessore.

Si tratta di una scelta senza dubbio interessante. Chissà se avere più personaggi insieme fornirà lo stesso tipo di azione frenetica del primo titolo della serie.

Chiunque può comprare il gioco e goderselo senza dover recuperare il precedente

Un altro punto che viene toccato durante il dialogo è quello del nome. Perché non chiamare il gioco ‘The World Ends with You 2‘? Il gioco è un seguito. Ha luogo tre anni nel futuro rispetto all’originale. Tuttavia, non si tratta di un’esperienza collegata con il gioco precedente. O almeno, non dipende dal primo titolo: chiunque può comprare il gioco e goderselo senza dover recuperare niente.

In particolare, gli sviluppatori dicono di essere coscienti del fatto che sono molti i fan del primo capitolo, e non vogliono deluderli. È anche vero che chi dovesse mettere le mani solo su questo titolo non deve sentirsi escluso. In sostanza, NEO: The World Ends with You propone novità e sviluppi ai fan di vecchia data, senza alienare i nuovi arrivati. La scelta è assolutamente comprensibile. Accontentare più persone possibile vuol dire portare più soldi in cassa, dopo tutto. Come riportato nell’intervista:

“Da parte nostra si è trattato di una scelta consapevole, visto che vogliamo che chi lo desidera si possa avvicinare alla serie a partire da questo titolo senza problemi. Abbiamo cercato di fare in modo che questo fosse un buon punto d’accesso alla serie per i nuovi giocatori. Siamo anche al corrente del fatto che ci sono molti giocatori che hanno giocato l’originale e non vedono l’ora che esca questo titolo, quindi abbiamo prestato particolare attenzione anche alle loro aspettative.”

Oh, è successo di nuovo. Mannaggia.

NEO: The World Ends with You‘, la novità con un nome da mantenere

Maledetta nostalgia, che mi fa mettere la carta stagnola in testa. La odio. Un po’ forse mi piace. Ma perlopiù è odio.

Sono frasi innocenti, si parla di giochi futuri e di punti d’accesso per i nuovi fan. Nulla di più. In un periodo dove i nuovi IP sono troppo rischiosi e i sequel sono una scommessa sicura, però, anche queste frasi da nulla fanno pensare. Che questo sia l’inizio di un progetto più ampio? Ci saranno altri sequel? Il piccolo universo da appena un quartiere si espanderà? Già dai trailer si vede un gruppo di reaper che vengono da Shinjuku, una zona di Tokyo poco lontana da Shibuya. Chissà.

Solo dai trailer e dalle poche parole di Nomura e dei suoi, sembra che NEO: The World Ends with You abbia in serbo molte novità. Il rilascio si avvicina, e dopo quattordici anni i fan emozionati e preoccupati sono di certo tanti. Personalmente, riesco a stento a darmi un contegno. Una piccola perla del passato torna a fare visita, e nessuno sa bene cosa aspettarsi. D’altro canto, la nostalgia è una cattiva consigliera. Se il sequel non piace, è per via del gioco? È per via dei fan? È per via dell’originale? E se invece è un successo?

Naturalmente si tratta di domande retoriche. Nessuna risposta sarebbe adatta, credo. Non lo so. Non mi sento granché sicuro di molte cose. Forse una c’è, però: sono sicuro di voler tornare a Shibuya.

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