Uno dei pochi giochi sopravvissuti ai rinvii causa Covid è New Pokémon Snap, un’esperienza safari nel mondo Pokémon. Ma cos’è Pokémon Snap? È passato tanto, davvero tanto tempo dal primo gioco– perché, non vi sorprenderà, il “New” nel titolo è dovuto al fatto che esiste già un titolo per questo brand. Uno soltanto, che a fine aprile avrà un sequel.

Si tratta di uno spinoff molto particolare per le creature tascabili a cui siamo ormai abituati. Non ci sono Pokéball o Pokédex. Non c’è un professore ansioso di conoscere tutti i mostriciattoli che abitano questo mondo, e non c’è nemmeno un mondo da salvare da un Pokémon leggendario addormentato per secoli. Solo un’isola tranquilla e pacifica, in cui viviamo un’avventura guidati da un volto familiare.

Ma prima di tutto, cos’è Pokémon Snap?

Fotocamera squadrata alla mano, e via alla gita

Un professor Oak che non invecchia mai più di così ci dà il benvenuto sull’isola. È lui a metterci in mano un mezzo di trasporto e la pericolosa arma che utilizzeremo per esplorare il luogo: una macchina fotografica. L’obiettivo (pun not intended) di Pokémon Snap è infatti quello di scattare le migliori foto possibili alle creature Game Freak, in un mozzafiato 3D anni 2000.

Tutto qua. La meccanica di base è semplice, e il gioco ruota tutto attorno al fare foto. Si aggiungono poi man mano degli extra – esche e strumenti vari. Con un certo quantitativo di punti ad esempio si sbloccano entro i primi due quadri le mele. Utilizzandole i Pokémon si avvicinano o radunano in un punto, creando a volte scene uniche da immortalare. Gli Electrode per dirne una si autodistruggeranno.

Anche questo conta per il punteggio. Il professor Oak infatti vi premierà con un certo quantitativo di punti, che aumenta in base ad alcuni fattori. Quanto spazio occupa nella foto, quanto è vicino al centro, se ce ne sono altri esemplari, se sta usando un attacco o evolvendo – e così via.

Si procede così, e man mano che il gioco avanza si sbloccano nuovi quadri e potenziamenti. Il gioco poi conta su un cameo interessante – quello di Mew, che seppur ormai normalizzato nelle serie principali per il tempo era roba grossa. Nei dintorni del nuovo millennio infatti il franchise non era ancora così grande, e poteva contare sulla sola regione di Kanto. Di conseguenza i Pokémon di Snap provengono solo da lì, e non sono nemmeno tutti.

Charizard in un vulcano

Insomma meccaniche semplici, “roster” contenuto… il nostro me stesso del 2021 rimarrebbe molto poco sorpreso da cosa si trova davanti. Anche se in realtà qualcosa di “sbalorditivo” (per il suo periodo) c’era. I modelli 3D dei Pokémon, che fino ad allora erano conosciuti solo in grafica pixel 2D e a volte con volti molto diversi da come li conosciamo. Snap invece fa apparire dall’erba un Doduo a grandezza naturale: salta sulle rotaie del vostro percorso, vi fissa sorridendo e scappa via.

Vi ricordavate che Magnemite si evolve quando tre esemplari si attirano a vicenda?

Proprio con elementi come questi il gioco sapeva creare quel feeling di Zona Safari – quella vera, in cui si tirano le esche alle creature selvatiche e si scattano foto invece di prenderle a sassate e sfere Poké. Se Pokémon Rosso e Blu da un lato presentavano le creature di Kanto, dall’altro Snap le mostrava davvero allo stato selvatico.

Il tutto sfruttando anche dettagli di cui spesso ci si dimentica, abituati ad una serie ininterrotta e quasi ripetitiva di level up ed evoluzioni non abbastanza spesso fantasiose (ma grazie, Inkay e Yamask di Galar). No, Snap non vi chiederà di trovare una Pietratuono e usarla per lapidare i Pikachu finché non si evolvono. Se deve succedere succederà, in modo del tutto naturale e senza troppe forzature da parte vostra.

Una Zona Safari più veritiera di quella della serie originale

Se c’è qualcosa in cui sperare per New Pokémon Snap è che non cambino le vibe di ormai 21 anni fa. Ci siamo già fatti un’idea di quanto sia ricco di Pokémon – di sicuro più del suo predecessore – e di come visivamente sia cambiato. Un paio di trailer sono stati sufficienti a chiedersi perché il trattamento (sul piano grafico) non sia stato riservato prima a Spada e Scudo. Ed è innegabile che sì, la volevamo così l’ottava generazione.

Altrettanto innegabile è che non ci si aspetta un capolavoro da un gioco del genere. Laddove Spada e Scudo hanno fallito nel raccontare la lore difficilmente New Snap potrà far qualcosa di diverso. Chiaramente non è questo lo scopo che il produttore si auspica per il gioco – quanto invece se lo auspica per Leggende Arceus.

Pokémon Snap è un’esperienza safari virtuale. Prendi la fotocamera, vaga per l’isola e scatta foto, creando scene uniche da immortalare senza la preoccupazione del completismo. Niente IV, niente competitivo, niente Pokédex di cui preoccuparsi: soltanto una macchina fotografica e un professore che per qualche motivo non può scattare le foto da sé. Un’esperienza post turno di lavoro: rilassante, bella a vedersi – e sì, già che ci siamo anche divertente se si riesce.

E tutto sommato le stesse cose le pretendiamo anche da New Pokémon Snap.

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