Mass Effect, uno degli RPG occidentali più apprezzati dal pubblico, si mostra nella Legendary Edition. Non è un caso quindi che l’uscita di questa remastered della trilogia susciti attesa e desiderio tra i videogiocatori. I tre titoli originari della saga tornano sugli scaffali il 14 maggio, in una veste completamente rimessa a nuovo.

Questa nuova edizione, chiamata per l’appunto Legendary Edition, promette di regalare una nuova esperienza della trilogia. Un occhio di riguardo è stato tenuto soprattutto sul primo capitolo che, purtroppo, è quello che mostra di più il fianco ai segni del tempo.

Ricostruire partendo dalle fondamenta

EA e Bioware non nascondono affatto la loro forma mentis riguardo la Legendary Edition. L’obiettivo del team infatti non è quello di alterare un gioco già di per sé iconico, ma anzi quello di migliorare e accentuare l’estetica originale. Questa scelta li ha portati quindi a mettere mano sugli asset originali, rifinendoli per una nuova generazione di hardware e software.

Il team parla di questa operazione come l’insieme di tre macro fasi. La prima consiste nell’individuare e catalogare tutti gli asset presenti e chiedersi in che qualità essi si presentassero e come potevano essere migliorati. Mass Effect infatti nasce in una generazione dove la risoluzione massima era il 1080p, anche se non tutti i giochi erano in grado di raggiungerla. Molto più frequentemente ci si fermava a 720p o meno.

Questo nuovo progetto invece è pensato anche per supporti 4K. In pratica, ogni singola texture è aggiornata. A fronte di ciò, il team ha ampliato i limiti del motore grafico e notevolmente migliorato la compressione di texture, grazie a più moderne conoscenze.

Un’evoluzione artistica e filosofica

La seconda fase, invece, è quella dell’ammodernamento. Il team ha preso, per ogni tipo di asset, il migliore presente tra i tre giochi. Questa cosa, ovviamente, è stata fatta rispettando il naturale “passaggio del tempo” all’interno della trilogia. Non si tratta, quindi, di un semplice copia-incolla ma di minuziosi ritocchi. Aggiunte di particellari e di asset in ambienti spogli, cambi di texture troppo grandi e una rinnovata gestione dei riflessi sulle superfici. Tutto questo ha permesso al team di “rinfrescare” il gioco nella sua interezza.

L’ultima e forse più importante fase del lavoro su questa remastered è stata il rinnovamento in termini artistici del titolo. Bioware ha ripreso in mano le varie concept art del gioco, riuscendo, grazie all’hardware più performante, a riportare molto più fedelmente il passaggio tra idea artistica ed esecuzione grafica.

Il pianeta Feros ora ha davvero tutta un’altra atmosfera, con segni della guerra molto più realistici e visivamente impattanti. Discorso simile vale anche per Noveria, dove gli sviluppatori hanno fatto in modo di rendere molto più la sensazione di un pianeta flagellato da tremende tempeste di ghiaccio.

Un sguardo al futuro senza dimenticare gli errori passati

In questa Legendary Edition Mass Effect sembra più bello che mai. Le varie migliorie grafiche giovano davvero al titolo, soprattutto al primo capitolo uscito nel lontano 2007. I vari effetti di luce, uniti a migliorie al sistema di ombre grazie ad aggiunte di post-processing, riescono a far risaltare ancora di più l’atmosfera sci-fi del titolo, infondendo sempre più personalità ai veri protagonisti di questa storia, i pianeti.

Questo, unito ad una minor “plasticosità” dei personaggi e ad un sistema di personalizzazione unificato, promette di regalare l’esperienza definitiva alla saga. Le uniche perplessità riguardano il gameplay. Il Mako, il veicolo cingolato con il quale si esplorano i pianeti, avrebbe, per esempio, un “serio” bisogno di un cambiamento radicale.

Inoltre, a quanto si può notare dall’HUD, il primo capitolo sembra essere stato messo in pari con i più recenti standard della saga. Questo avvicinamento ad un gameplay più TPS rispetto ad un RPG tattico potrebbe inficiare sulla sua fruizione. Una prova sul campo però sarà d’obbligo per risolvere ogni dubbio.

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