Pasquale Murano

News+ Cyberpunk 2077 – Rimborso si, rimborso no.

Sony, a sorpresa, ha rimosso Cyberpunk dal proprio store digitale ed ha aperto una pagina dedicata per il rimborso.

Cyberpunk 2077 è nell’occhio del ciclone. Il prodotto, come tutti sappiamo, in qualsiasi piattaforma è stato rilasciato con molti bug. Una parte della community, a fronte delle problematiche del gioco è insorta ed ha voluto, se non preteso, che venisse dato il rimborso. In una prima battuta, CD Projekt RED ha voluto accontentare i clienti, comunicando che avrebbe elargito i rimborsi a tutti i giocatori che lo avessero richiesto. Sony e Microsoft, invece, non erano della stessa opinione della casa di Varsavia ed hanno bloccato i rimborsi. O meglio, se si rientrava nei Termini di Servizio dei rimborsi di Sony e Microsoft, il gioco poteva essere rimborsato.

Questa diatriba si è protratta a lungo fino a quando c’è stata una mossa da parte di Sony. La casa giapponese, infatti, ha deciso di dare il rimborso a chiunque avesse acquistato il gioco dallo store Sony, attraverso una pagina apposita, e di rimuoverlo dal catalogo online. Questa decisione è stata presa di comune accordo tra Sony e CD Projekt RED.

Un passo indietro

CD Projekt RED, nei giorni precedenti, ha avuto una riunione con gli investitori. Durante la riunione sono emerse molte criticità del progetto. Tra queste, si può trovare l’ulterione crunch da parte dei dipendenti, costretti nel tempo libero a dover testare il gioco e molte altre problematiche. Tra queste, una in particolare ci potrebbe far capire la mossa di Sony: il gioco è stato rilasciato sulla fiducia. No, non sto scherzando, come è possibile leggere dal report della riunione, sia a Sony che a Microsoft le build di gioco per PS4 e Xbox One X non sono state mostrate. CD Projket RED quindi già sapeva dei problemi che il gioco avrebbe avuto sulle console a ridosso dell’uscita. La cosa più grave, però, è quella di voler far uscire delle patch per rendere il gioco “solo” stabile. Invece di migliorarlo.

Due passi indietro

CD Projekt RED spera che la maggior parte della sua utenza non cerchi di chiedere il rimborso. Loro vogliono che gli acquirenti riescano a passare sulle nuove console e a beneficiare delle patch per l’hardware next-gen. Una presa per i fondelli sia per l’utenza, sia per le aziende. Chi scrive trova inaccettabile un comportamento del genere. La mossa di CD Projekt è un abuso del suo nome, protetta da aura di azienda per il consumatore. Immagine che si è costruita negli anni. Il dolo più grande, è quello di aver voluto vendere a tutti i costi un prodotto rotto e di aver agito nel silenzio più totale. Abusare della fiducia altrui, e vendere qualcosa che non funziona, può essere equiparata a tutti gli effetti ad una truffa. E CD Projekt RED, al momento, non sta parlando con noi consumatori.

E CD Projekt RED, al momento, non sta parlando con noi consumatori.

CD Projekt sta parlando coi suoi simili

CD Projekt RED parla con le aziende. Non cerca di salvarsi la faccia con noi, cerca di salvarsi con gli investitori. Se avesse voluto pararsi la faccia con me, te ed altri giocatori, avrebbe cercato di avere un dialogo con noi consumatori finali. Giustamente vi hanno detto “No ragazzi, siamo con voi, i rimborsi ci saranno.“. Ma visto che Sony non voleva passare per la cattiva di turno, vi ha sempre detto “No ragazzi, siamo noi a darvi il rimborso, no CD Projekt RED“. Siamo arrivati ad un momento storico: nonno e padre si stanno urlando tra di loro su come poter accudire un bambino. Ma il bambino non può parlare. Avete solo due scelte, o seguire il nonno oppure papà. Non vi è stata data scelta di poter dire “Vorremmo che il gioco funzionasse nel breve termine.” No, al contrario, i grandi stanno parlando, si urlano in faccia il loro odio nel silenzio dei loro freddi comunicati.

Urlano ma non ascoltano.

Continuano ad urlare, non sentendo nemmeno chi lavora per le aziende. I dipendenti, vittime di crunch, che forse avrebbero voluto il proprio tempo libero speso per loro, per una famiglia. E alla fine di tutto ciò, cosa è rimasto di questa storia? Silenzio e pianto. Un pianto rosso che scende lungo le fredde logiche di mercato, dato dalla perdita delle azioni della società polacca. E rimane un silenzio, scandito solo dai vari rimborsi che staranno chiedendo i vari figli.

E la malinconia di una porta chiusa alle spalle di un padre, che ha deciso di non ascoltare più i propri figli.

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