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Andrea Lingua

News+ Red Dead Redemption 2: morale, etica e scelte

Questo articolo che parla di morale, etica, scelte e microtransazioni in Red Dead Redemption 2 è frutto della collaborazione con DLCompare, che ci ha gentilmente fornito il codice review.
Per maggiori informazioni sul servizio e le nostre linee guida all’acquisto etico, fate riferimento alla News+ dedicata.

Red Dead Redemption 2 tra etica, morale e microtransazioni.

Aver giocato Red Dead Redemption 2 mi ha catapultato in un turbine di emozioni e, tra adrenalina e coinvolgimento sentimentale, mi ritrovo a riflettere su come quest’opera abbia affrontato il tema della morale.

Non è facile comprendere esattamente il motivo per cui il valore del “moralmente corretto” venga collegato in maniera così stretta solamente al mondo dei videogiochi. Non a quello dei film, non a quello dei libri, nè a quello di altri mezzi di intrattenimento. Forse le ragioni sono da ricercare nel fatto che il media videoludico venga ancora ricondotto SOLO alla giovanissima età, ma questa giustificazione non regge. Proprio no. Siamo nel 2020, magari le auto non voleranno ancora, ma la società dovrebbe maturare abbastanza da capire che il videogioco è un mezzo per comunicare delle emozioni per ogni fascia d’età e va trattato come tale.

I temi trattati non devono essere censurati!

ARGOMENTI AFFRONTATI...

E qua siamo alle solite. Red Dead Redemption 2 si caccia nei meandri della morale già da subito; alcuni elementi trattati, come il Ku Klux Klan e le suffragette, hanno fatto insorgere gli osservatori esterni, indignati dalla presenza di elementi tanto “delicati”. Ma a me viene solo da dire: e allora? Davvero, qual è il problema? Trattare in maniera adeguata temi caldi all’interno di in un videogioco può avere ottime conseguenze. Così facendo si può far conoscere un argomento e istruire gli utenti, giovani o meno che siano. Il non parlare di qualcosa per evitare di sollevare scandali è quasi paragonabile al proibizionismo; le persone che vorranno informarsi lo faranno comunque, ma nei modi sbagliati.

...DA UN LIBERO PUNTO DI VISTA

Un ulteriore livello di etica si ritrova quando si affronta in prima persona un’opera di questo tipo. Il giocatore può infatti scegliere un approccio da “bravo sceriffo” o da “infame bandito”. Questo avviene tramite le scelte compiute nelle proprie azioni, in base a quanto siano vicine al concetto di Onore. Ma è “sbagliato” scegliere il lato oscuro? Bisogna vergognarsi di andare in giro compiendo atti irripetibili? Assolutamente no. Un videogioco serve (anche) a vivere situazioni diverse dalla vita reale e calarsi in ruoli che non potremmo mai ricoprire altrimenti. Guardando film come Scarface è facile simpatizzare per un criminale, ma questo significa essere a propria volta dei malviventi? Per niente. E nei videogiochi il concetto è lo stesso. Anzi, essendo un mezzo comunicativo più immersivo può anche fungere da valvola di sfogo.

Da questo discorso vanno ovviamente escluse quelle persone che soffrono di particolari patologie mentali, ma questo è un discorso a parte. In quei casi il problema sta nella salute mentale dei soggetti e nella loro differente maniera di percepire un’opera di fantasia.

L’etica a volte traspare anche dalle “micro” scelte

UN SERIO REALISMO...

Il buon gusto nella morale in Red Dead Redemption 2 si evince anche da come gli sviluppatori abbiano inserito le microtransazioni nel loro titolo. Il buon gusto non si nota solo nel come sono trattati certi temi, ma anche in alcuni aspetti del gameplay. Prima di tutto il livello di realismo che riesce a trasmettere il gioco non ridicolizza mai gli argomenti trattati; anche una brutale carneficina viene vissuta in maniera sentita e profonda, facendo riflettere sul suo significato.

...SENZA MOSSE SCORRETTE

Ancora più encomiabile è l’approccio adottato da Rockstar Games nei confronti delle microtransazioni. Spesso esse rischiano di diventare la rovina dei giochi online, disintegrando l’equilibrio di gioco con acquisti che rendono l’abilità del giocatore un fattore secondario. Qua per fortuna non è così. L’impiego di soldi reali non è per nulla incentivato e riguarda solo elementi estetici o che velocizzano lo svolgimento certe attività del gioco.

Quando ci si trova di fronte a situazioni simili c’è poco da discutere: le microtransazioni sono solo un qualcosa di aggiunitivo, opzionale e per nulla “spilla-soldi”. L’assenza di loot box completa il quadro, scongiurando ogni possibile accusa di presenza di gioco d’azzardo. E menomale, aggiungerei.

La morale è fare come Rockstar Games con Red Dead Redemption 2

In conclusione posso tranquillamente affermare che quando il team di sviluppo è composto da persone mature e oneste, il valore di un videogioco si propaga anche nell’ambito dell’etica. Come con qualsiasi altro mezzo di comunicazione, il problema casomai sta nel suo errato utilizzo. Il Mein Kampf è stato un abominio, ma per fortuna il mondo è pieno di meravigliosi libri in grado di far germogliare la mente umana.

Il rischio di amoralità statisticamente cresce in presenza di team di sviluppo piccoli. Emergere nel mercato videoludico non è semplice e la frustrazione a volte può portare a soluzioni scorrette per cercare di fare cassa. Talvolta l’avidità è forte anche in società con un certo blasone, ma questo non è per fortuna il caso di Rockstar Games.

A mio avviso Red Dead Redemption 2 è una palese prova di come i videogiochi possano essere prodotti onesti, profondi e pienamente in linea con la morale che ogni persona dovrebbe sviluppare.

Red Dead Redemption 2 morale

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