Il mercato dei videogiochi è in continua crescita

Nel mondo il mercato dei videogiochi è in crescita da anni, e lo stesso vale per l’Italia. Il nostro paese, però, non sembra valorizzare appieno il potenziale di un settore che sta diventando veramente redditizio. I finanziamenti pubblici sono quasi inesistenti, e così i produttori di videogiochi sono costretti a sognare in piccolo. Sono recenti le notizie di finanziamenti in Germania e in Australia, e ne abbiamo parlato da poco anche qui su I Love Videogames. Come riporta AESVI nel suo studio annuale sul mondo videoludico, in Italia gli studi indie lavorano per la maggior parte grazie agli autofinanziamenti. Segue il supporto dei grandi publisher, poi iniziative di fundraising come il crowdfunding, e solo il 6% dei finanziamenti deriva dallo Stato o dalle banche.

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Mario+Rabbids Kingdom Battle è un progetto italiano sviluppato da Ubisoft Milano

Il bisogno eccessivo del Crowdfunding è sinonimo di mancanza di altro

Il crowdfunding è un’ottima pratica in sé, evidenzia il filantropismo e il buon cuore dei comuni cittadini che si sobbarcano le spese della produzione dei videogiochi più meritevoli. Ma, contemporaneamente, il suo uso eccessivo è sintomo del fatto che manchi qualcosa. Se le case di produzione di videogiochi sono costrette a trovare la maggior parte dei finanziamenti tramite raccolta fondi, significa che non c’è un sistema dietro che funzioni.

Quando lavori in un mercato milionario ma sei costretto a richiedere i fondi su Kickstarter, qualcosa non va

Eppure addirittura il principale hobby italiano, il Calcio, si è accorto che forse forse i videogiochi non sono un passatempo da snobbare. Visti sia come fonte di guadagno che come rivali da temere, gli esports smuovono milioni, intesi sia come numero di fan che come dollari. La eSerieA inizierà il prossimo anno, e le società stanno investendo sui player di Fifa quanto sui calciatori (ok, forse un po’ meno in termini numerici, ma è il concetto che conta).

Un mercato dei videogiochi, dicevamo, in costante crescita, che sta raggiungendo numeri importanti, ma non sembra che i produttori indie ne stiano beneficiando. L’Italia, d’altronde, è il paese in cui il maggior quotidiano del paese paragona 1917 a Fortnite

Abbiamo i finanziamenti che ci meritiamo, non quelli di cui abbiamo bisogno.