Come i videogiochi e gli eSport possono arrivare dove tutti gli altri si fermano a causa del Coronavirus.

A meno che non viviate sotto ad un sasso, avrete sentito che là fuori è esplosa la psicosi per COVID-19, condita con gente che assalta supermercati e valore dell’Amuchina che bissa quello del petrolio.
Potremmo liquidare il discorso con un paio di meme e una strizzatina d’occhio a Resident Evil per far vedere quanto siamo nerd, ma sulle pagine virtuali di I Love Videogames non succederà mai una cosa del genere.
Il mondo dei videogiochi è sull’attenti in attesa di scoprire quale sarà il vero impatto del coronavirus. Quella che stiamo vivendo è una situazione insolita, che nasconde degli aspetti interessanti da analizzare.
Andiamo per gradi.

L’industria dei videogiochi ha avuto una battuta d’arresto in seguito alla diffusione del virus in Cina.
Il problema principale, ovviamente, è quello della componentistica. La NextGen passa obbligatoriamente dalle fabbriche cinesi, che però sono state chiuse in seguito alla quarantena.
Online circolano rumor secondo i quali la nuova generazione di console verrà ritardata a causa del virus, o che arriverà a costare più del previsto per lo stesso motivo.
State tranquilli, Playstation 5 non verrà cancellata dal Coronavirus.

Il Coronavirus è davvero un problema per la next-gen?

La questione è complicata.
È effettivamente possibile che l’hardware avrà dei ritardi nella produzione, ma non è detto che questo ne alzerà i costi di produzione. Non è nemmeno detto che le console arriveranno a costare più del previsto. Se succederà, la causa non sarà il virus cinese, ma andrà ricercata in ambenti differenti.
Certo, al momento il mondo dei videogiochi ha sicuramente registrato l’impatto col coronavirus.

Sony e Playstation hanno annullato la propria presenza alla Game Developers Conference, e un buon numero di eventi competitivi di League of Legends e Overwatch sono stati posticipati a causa del coronavirus.
Non solo le grandi case, ma anche aziende di dimensioni più modeste come Limited Run Games hanno rallentato la produzione a causa del morbo.
È ovvio che, in ogni caso, ciò che conta davvero è che il contagio si fermi e che diminuiscano le vittime. Se davvero il coronavirus ritarderà la Next Gen ce ne faremo volentieri una ragione.

Ora che il morbo è giunto anche nel bel paese la nostra percezione del pericolo è cambiata. Eppure quello che ci si apre di fronte è uno scenario mai visto prima. Bar e cinema chiusi, socialità sconsigliata e, soprattutto, si è fermato anche lo sport.
Pensateci un po’: quand’è stata l’ultima volta che si è fermata la Serie A?
L’impatto mediatico di una notizia simile è stato enorme, a ben vedere, direi.

Cosa ci prospetta il futuro?


Il Coronavirus non può fermare gli eSport

Quello degli eSport è un mercato in crescita vertiginosa.
Certo, abbiamo già detto come alcuni degli eventi più importanti siano stati posticipati, proprio a causa dell’alta affluenza di pubblico nei palazzetti.
C’è però un modo efficace con cui i videogiochi possono aggirare la quarantena: lo streaming.
I dati parlano chiaro e registrano un’impennata enorme della fruizione di videogiochi e piattaforme di streaming da parte delle persone chiuse in casa a causa del morbo.
Il coronavirus potrebbe dare una spinta ulteriore al mondo degli eSport, permettendo quindi al pubblico impossibilitato a seguire le manifestazioni sportive dal vivo di seguire un campionato virtuale giocato da veri professionisti.

Come dimostrato ampiamente dagli internazionali del VGC Pokémon a Sidney appena terminati, dall’importanza data al lancio della eSerie A e da quella meraviglia che sono i campionati di Gran Turismo Sport, il pubblico da casa ha grande interesse nel seguire manifestazioni del genere.
Tutto questo può dare una spinta sostanziosa al movimento.
Le misure contro il Coronavirus possono quindi far crescere gli eSport in italia e nel mondo, nell’ottica per cui lo show non dev’essere fermato.
Non penso ci sia scenario migliore per chi è rinchiuso in quarantena, che potrebbe trovare così una distrazione interessante.