Ep 38: Podcast has Changed

Dalla piazza al videogioco: le proteste di Hong kong diventano digitali grazie a GTA

Dopo l’exploit della protesta nell’ex colonia inglese, che ha raggiunto il suo apice con l’assedio del Politecnico, le rivolte di Hong Kong sono sbarcate su GTA V Online. Negli ultimi giorni i membri di Stand With Hong Kong hanno scoperto che l’espansione Casino Heist ha aggiunto dei vestiti che possono replicare l’abbigliamento degli attivisti, e hanno riportato nel mondo di GTA la rivolta politica che ha infiammato le strade negli ultimi mesi.

I manifestanti, in questa nuova veste digitale, hanno cominciato a seminare il caos attaccando distributori di benzina, stazioni di polizia e metropolitane. Queste azioni non hanno lasciato indifferenti i giocatori cinesi. I sostenitori del governo centrale, dunque, hanno risposto organizzandosi in gruppi armati e con l’abbigliamento della polizia di Hong Kong, reprimendo quindi nel sangue (virtuale) gli atti di rivolta dei manifestanti.

War... War has changed
Solid Snake

Stiamo quindi assistendo alla prima guerra per procura dell’epoca moderna. Le due fazioni hanno portato gli scontri in uno spazio virtuale, dove i proiettili sono letali solo per gli avatar e non per i due schieramenti, ma le dichiarazioni di alcuni giocatori che si trovano in rete sono estremamente aggressive.

Non vi biasimo se, nella realtà, non avete le palle per lanciare molotov contro la polizia. Ma nel gioco ci sono pistole e lanciarazzi, e voi non avete le palle di ammazzare i giocatori cinesi?

un membro del forum LIHKG

Il fronte cinese non è da meno, e sul social Sina Weibo i giocatori si preparano a rispondere agli attacchi avversari lasciando in rete commenti altrettanto rabbiosi.

Ora che li abbiamo provocati, quegli scarafaggi dicono che torneranno su GTA 5 per farci a pezzi. Da questo momento in poi, nel gioco, il fuoco brucerà più luminoso che mai. Siamo pronti?

上帝之鹰_5zn, blogger su Sina Weibo
Videogiochi e politica, ancora una volta a braccetto

Non è certo la prima volta che videogiochi e politica si incontrano. Anzi, a dirla tutta la situazione attuale di Hong Kong ha permesso ai due settori di intrecciarsi sempre di più. Basti pensare al caso Blitzchung, in cui l’appoggio di un giocatore professionista alle proteste gli è costato l’esclusione dal circuito competitivo. È una situazione insolita ed inusuale, perché mai prima d’ora abbiamo assistito ad una protesta nata in strada raggiungere il cyberspazio nel mondo virtuale di un videogioco.

Prima dei recenti sviluppi, infatti, sia i manifestanti pro-democrazia di Hong Kong che i sostenitori di Pechino avevano lanciato su steam dei giochi che raccontavano gli scontri.
Liberate Hong Kong è il titolo assemblato in solo una settimana da un gruppo di attivisti, che mostra una simulazione di cosa significhi effettivamente trovarsi in prima linea durante le proteste. Steam non ne ha approvato il rilascio, ma si è comunque guadagnato una buona dose di popolarità.
Allo stesso modo un gruppo di sostenitori del regime cinese ha rilasciato Everyone hit the traitors, un gioco in cui l’obbiettivo è quello di picchiare i rivoltosi con mazze e bastoni.

Gli scenari possibili sono tanti: da oggi chiunque nel mondo ha la libertà di manifestare il proprio supporto ad una o all’altra fazione anche solo loggando nel server di GTA chiamato Glory to Hong Kong, andando a rafforzare l’impatto mediatico degli scontri anche su nuove piattaforme. Allo stesso tempo, però, la possibilità che questioni così delicate vengano trasportate su server di fatto privati e del tutto distaccati dallo scenario politico e, soprattutto, dalla realtà delle piazze di riferimento è rischiosa.

Quello che è certo è che la situazione attuale sta creando dei precedenti interessanti, che ci permettono di osservare come si evolveranno la nostra società, le proteste e la politica stessa in futuro.

Al momento la situazione sta prendendo i contorni della peggior distopia Cyberpunk.
I tempi sono maturi da un po’ ma non ce ne siamo accorti in tempo.